Hands on Star Wars The Old Republic

Una lunga prova dell'MMO più atteso poco prima dell'uscita

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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Quando vengono aperte le porte di una beta online molto importante, il pubblico freme: se poi davanti al titolo ci sono le parole Star Wars, allora potete star certi che da semplice opportunità di giocare ad un gioco non ancora uscito, si passa ad un vero e proprio evento videoludico. A otto anni di distanza da Knights of the Old Republic, Bioware è pronta ad aggredire il mercato dei MMORPG con un titolo che ambisce a detronizzare l'attuale sovrano del genere, mostro sacro che tutti ben conosciamo e temiamo. I meriti di questo immenso, nuovo progetto sono naturalmente da attribuire ad uno studio capace e risoluto, un grande publisher e a uno dei brand più forti di sempre, quello creato da George Lucas ormai 25 anni fa. Questo connubio conosciuto con il nome di Star Wars: The Old Republic, è pronto ad annullare la vita sociale di milioni di giocatori in tutto il mondo, a suon di fulminatori e spade laser.

LONG TIME AGO, BEFORE THE ORIGINAL TRILOGY...

Nell'immaginario collettivo Star Wars è composto da sei film divisi in due trilogie; la verità è che il successo ottenuto dalle versioni cinematografiche ha creato un vero e proprio universo narrativo, pulsante e carico di vita, composto da libri, fumetti, videogame, cartoon e chi più ne ha più ne metta. Tutto ciò che esce da questo contesto è facente parte di ciò che in gergo è chiamato "expanded universe". Si tende a sottovalutare la cosa come un mero sfruttamento commerciale di un marchio che attira sempre il pubblico, nuovo o appassionato che sia: la verità è che con The Old Republic (d'ora in poi TOR), Bioware non vuole solo proporre l'ennesimo tie-in della serie, bensì costruire un prodotto che abbia un ben preciso contesto in quello che è l'intricato e vasto agglomerato di eventi e storie dell'universo espanso. La beta che si è conclusa da poco ha messo in chiaro una volta per tutte che l'aspetto narrativo di TOR non avrà un ruolo marginale, come spesso accade nei giochi di questo tipo, bensì accompagnerà piacevolmente il giocatore dalla creazione del personaggio fino al level cap. L'ispirazione maggiore per quanto riguarda il sistema di interazione con i PNG è senza dubbio Mass Effect, con i suoi dialoghi a risposta multipla. A questo si aggiungono un doppiaggio degno di un gioco d'avventura mainstream e un'approccio registico per ciò che concerne le inquadrature e le animazioni dei personaggi, elementi in grado davvero di valorizzarne l'aspetto narrativo.
All'avvio del client, il sipario si apre con diversi filmati che illustrano a grandi linee la situazione nella vecchia repubblica. Sebbene ambientato migliaia di anni prima degli eventi cinematografici, il setting non potrebbe essere più classico: la pace regna sovrana nei pianeti del nucleo galattico e le numerose razze aliene vivono le loro vite indisturbate, fino a quando il malvagio impero dei Sith non decide di sferrare un potente attacco al fine di eliminare la democrazia, per dominare incontrastato sull'intera galassia. Qualora non conosceste i due episodi di Knight of The Old Republic, l'epoca in cui è contestualizzato il presente titolo è idealizzata come "l'Age d'or" della galassia e di conseguenza i Jedi sono forti e pronti a tutto e i Sith sono numerosisissmi ed agguerriti.
Se il background narrativo dei Jedi e dei Sith è già in parte raccontato da un universo entrato ormai nell'immaginario collettivo, le storie delle altre classi appaiono certamente più originali e innovative. Ogni storia è a sé stante, ma non neghiamo che per meglio assaporare l'ambientazione sia opportuno creare diversi personaggi, per poter osservare ogni singolo punto di vista. Con queste premesse e con Bioware alle redini del progetto, è lecito aspettarsi un MMO incentrato su un PvE definito e curato fin nei minimi dettagli.

SEGUENDO LE VIE DELLA FORZA

Quando vengono sviluppati giochi di questo tipo, si ha spesso l'impressione che alcune classi vengano inserite come semplice pretesto per aggiungere carne al fuoco ad una creazione del personaggio che altrimenti sarebbe poco varia e sicuramente banale. In TOR ogni classe sembra invece svolgere un ruolo chiave all'interno di un grande disegno già collaudato dai numerosi videogiochi ispirati alla celebre saga di fantascienza. Parlando delle due principali e famose polarità del bene supremo e del male assoluto, abbiamo rispettivamente il Jedi Knight e il Jedi Consular da una parte, il Sith Warrior e il Sith Inquisitor dall'altra. In entrambi i casi abbiamo una classe che privilegia il combattimento corpo a corpo, naturalmente con l'ausilio della lightsaber, e l'altra che, pur utilizzando la spada, si focalizza sui poteri della forza, con maggiori possibilità di agire dalla distanza oppure di supportare il party in azioni di gruppo.
Abbiamo avuto un'ottima impressione invece dal Bounty Hunter, forse per il fascino naturale del personaggio e la fedeltà che mantiene con i cacciatori di taglie più famosi dei film. Inoltre abbiamo apprezzato in maniera particolare la versatilità di questa classe e il carattere che riesce ad avere a causa del fascino misterioso che le infonde il ruolo stesso. Non poteva nemmeno mancare lo Smuggler, ovvero il contrabbandiere, che ancor più del cacciatore di taglie è una figura neutrale e polivalente. Questo pistolero dello spazio è furbo, veloce ed ha un sacco di espedienti per uscire dalle situazioni critiche: una vera e propria canaglia dal grilletto rapido.
Gli ultimi due personaggi giocabili sono il Trooper, per la fazione repubblicana, e l'Imperial Agent per i cattivi dell'impero. In questo caso parliamo di un combattente corazzato, adatto al ruolo di tank, e di una spia che predilige un approccio più silenzioso e tattico.
Una breve panoramica sulle classi conferma che, dal punto di vista prettamente ludico, TOR non si schioda dai classici, consolidati e canonici ruoli presenti in ogni MMORPG dell'attuale mercato post-warcraftiano: da parte nostra ci auguriamo che il sistema di skill ad albero, sbloccabile dal decimo livello, sia in grado di creare delle specializzazioni che possano effettivamente aggiungere qualcosa ad un genere già di per sé ridondante.
Le otto classi paiono comunque ben bilanciate, cosa che naturalmente potrà essere confermata solo da sessioni di gioco più approfondite, nonché dalle modalità PvP e Raid che riserviamo per la recensione del gioco completo.

In ogni caso qualunque sia la classe intrapresa, molte delle quest permettono di seguire strade diverse a seconda del comportamento e della morale scelta per il nostro personaggio. Anche se l'universo creato da Lucas è idealmente bipolare, ogni essere senziente non è solo bianco o nero ma esprime una vasta gamma di emozioni e sentimenti. Il sistema adottato dagli sceneggiatori di TOR promette infatti di gestire la variabile "etica", sforzandosi di rendere credibili e mai banali le svariate situazioni di gioco proposte durante le missioni. Anche i Jedi e i Sith, che solitamente hanno ben poco da ragionare su come comportarsi in determinate situazioni, possono schierarsi su una linea - facendo riferimento a D&D - di legalità e caos. Il parametro del karma può anche essere considerato un banale cliché dei moderni RPG, tuttavia nel contesto di un gioco di tipo massive è una curiosa novità che può portare a risvolti inaspettati sulla strada che porta al cinquantesimo livello.

PRONTI PER IL SALTO A VELOCITA' LUCE?

Pur avendo dato qualche rapida occhiata a ciò che ci attende dopo aver completato il primo capitolo della storia, il nostro approccio alla beta si è focalizzato su ciò che TOR ha da offrire durante i primi dieci livelli del personaggio, approssimativamente il livello massimo raggiunto nelle aree di partenza delle varie classi di gioco. Come da consuetudine, queste prime mappe e relative quest, fungono da tutorial per le più difficili fasi successive. C'è sicuramente da dire che l'impostazione narrativa voluta da Bioware non fa pesare eccessivamente un tutorial solitamente noioso e ridondante, fatto dai classici tip & tricks e missioni di stampo passivo. Gli incarichi che ci siamo apprestati a svolgere durante le nostre sessioni di gioco sono stati per lo più di esplorazione e combattimento: fortunatamente si è parlato solo raramente di farming mission, di sicuro un tipo di quest ripetitivo e per certi versi quasi odiato. A seconda della strada intrapresa, ci troviamo a dover eliminare uno scomodo testimone oculare per conto di un boss del crimine degli Hutt, oppure a svolgere missioni di recupero e salvataggio dotto l'egida dell'accademia Jedi. Naturalmente abbiamo due profili ben distinti, che sono quello della Repubblica e quello dell'Impero. Ma procediamo con ordine.
Le razze disponibili durante la creazione del personaggio sono Twi'lek, Umani, Cyborg (da non confonfere con i droidi), Zabrak, Chiss, Rattataki e i Sith. Alcuni giocatori hanno lamentato una scarsa personalizzazione e un'eccessiva semplificazione del character creator, ma ci sembra naturale supporre che ulteriori aggiunte saranno disponibili con il rilascio di future espansioni.
I Jedi iniziano il loro percorso sul pianeta Tython, luogo dove sorge il tempio del sacro e millenario ordine galattico; è un luogo di pace e riflessione, un gigantesco edificio dedito alla cultura e all'addestramento, immerso in uno splendido paesaggio naturale a cui ci hanno abituato anche i film di Lucas. In questo frangente ci si trova a doversi occupare di una misteriosa minaccia che mina la quiete della vita sul pianeta. In questo primo frangente abbiamo anche un'ottima panoramica di ciò che è l'aspetto grafico di TOR, con ambienti e personaggi che non cercano certo il realismo di Mass Effect, ma che non appaiono nemmeno stilizzati come nella serie animata di "Clone Wars", ponendosi quindi come via di mezzo tra i due stili con un risultato certamente gradevole. L'esplorazione della mappa è aiutata da un sistema di viaggio rapido che avviene con l'ausilio di taxi e speeder: inoltre abbiamo il classico artefatto recall che ci permette di teletrasportarci direttamente al più vicino avamposto.
Passando al lato oscuro invece, i malvagi Sith devono superare una difficile prova del fuoco per dimostrare la loro indole malvagia e il loro animo indomito, al fine di essere riconosciuti come dei veri rappresentanti del popolo Sith. Se dovessimo scegliere di iniziare il gioco come Sith Inquisitor o Sith Warrior, l'ambientazione sarà quella di Korriban, il pianeta adottato come base strategica dagli oscuri signori del male. Proseguendo nei test atterreremo anche sul pianeta Hutta, vestendo prima i panni di un cacciatore di taglie senza fama ma dal grande talento, in cerca di gloria e celebrità, e successivamente interpretando un agente dell'impero intento a svolgere un'importante missione di natura militare. Sul fronte imperiale le ambientazioni sono decisamente diverse da quanto visto sul fronte opposto, con toni più cupi e l'impressione che il pericolo sia sempre dietro l'angolo, forse a causa dell'imperante dominio degli Hutt oppure delle insidie di creature nascoste nell'ombra. Nonostante le quattro ambientazioni per otto professioni, le missioni sono per lo più vincolate alla classe d'appartenenza, questo perché legate all'importante storyline. In aggiunta ci sono naturalmente una serie di quest condivise per poter godere di un party variegato e di una minor ripetitività.
In una recente conferenza stampa, Bioware ha affermato che per completare tutte le missioni di una classe e raggiungere quindi il livello massimo del personaggio, ci sarà da giocare 200 ore o anche più, a seconda dell'approccio del giocatore solitario o di gruppo.

Le istanze delle starting zone sono di dimensioni chiaramente ridotte rispetto a quelle che troviamo ai livelli avanzati, questo onde evitare eccessiva dispersione e focalizzare l'attenzione sugli aspetti di gioco più importanti, ovvero la crescita del personaggio e l'apprendimento dei primi rudimenti. In alcuni casi troviamo delle micro istanze create ad uopo per lo svolgimento di missioni molto importanti, solitamente legate alla trama principale, pertanto di fondamentale compimento senza avere altri giocatori che possano intralciare in qualche modo l'azione.
Per chi stesse leggendo senza saper nulla o per chi non avesse visto nessun filmato di gamplay, il sistema di gioco è un classico target based alla WoW, di sicuro rodato ma per certi versi un po' vecchio. L'unica vera e propria differenza sul piano di gioco è l'assenza dell'auto-attack, quindi una volta targhettato il nemico è necessario premere il pulsante numerico sulla tastiera, oppure cliccare sulla barra delle skill. Se consideriamo che il titolo privilegia il combattimento a distanza, siamo certi che parte dei fan e dei giocatori avrebbero preferito un gameplay più votato all'azione. Totalmente assente è invece un sistema di macro, elemento aspramente criticato dai partecipanti alla beta; è purtroppo poco chiaro il destino di questa mancanza, e non ci è dato di sapere se la cosa possa essere implementata in un secondo momento. Restando sul piano tecnico, la UI è bloccata e assolutamente non editabile, uno dei problemi a nostro avviso più fastidiosi di questa beta, problema che naturalmente si intensifica proseguendo nel gioco, quando si sente la necessità di personalizzare il pannello quickslot con le abilità da utilizzare.
Le due fazioni Impero e Repubblica sono pressochè speculari e ad ogni classe dell'una ne corrisponde una "uguale e contraria", soprattutto nei valori delle abilità e delle caratteristiche. In generale le classi di Old Republic ricalcano il trittico tank, healer e dps che ormai tutti ben conosciamo.
L'ultima e interessante novità introdotta dai ragazzi di Bioware, già presente in questa versione beta, è il Legacy System, una feature che prevede la scelta di un cognome per i nostri eroi, in modo da poter costruire un vero e proprio albero genealogico tra i nostri personaggi (unificato a tutti i server di gioco) con possibilità di accumulare punti e ricompense. L'idea si propone come qualcosa di mai visto prima, anche se stiamo parlando di una funzionalità in via di sviluppo, che darà i suoi frutti solo nella release e soprattutto a partire dai livelli avanzati.

SAREMMO ONORATI SE VI UNISTE A NOI!

In senso stretto, il grouping in TOR funziona come in qualunque altro gioco massivo abbiate potuto finora provare: se però consideriamo l'importanza che viene data alla narrazione e ai dialoghi, allora l'esperienza finale ha un valore aggiunto non indifferente. In parole povere, quando un personaggio inizia un dialogo con un PNG, un cerchio luminoso appare sul terreno e gli altri membri del gruppo hanno un limitato periodo di tempo per poterci entrare e partecipare alla conversazione. Se un membro del party è per qualche motivo rimasto indietro o si trova altrove, allora è possibile attivare la comunicazione tramite oloproiettore, una chicca che certamente saprà allietare tutti i fan di Star Wars. La parte veramente interessante arriva quando dobbiamo intervenire attivamente nella conversazione: il sistema a risposta multipla diventa in questo caso un vero sistema di votazione, nel quale i giocatori scelgono di comune accordo come procedere nella trama. Questa particolare idea inserita da Bioware rende naturale un'accurata scelta del gruppo di gioco prima di ogni missione, onde evitare di ritrovarsi con qualche cadavere di troppo, o peggio con dei punti esperienza ridotti a causa di una pessima scelta comportamentale.
In assenza di un gruppo di giocatori al quale affiliarsi, una delle più interessanti feature del gioco è la presenza dei companion, dei normali bot che seguono il personaggio durante le numerose missioni, in qualità di membri di supporto e di validi aiutanti. Questi compagni non solo fungono da spalla per tutto ciò che concerne il combattimento, ma sono dei componenti attivi della storia, e quindi la loro presenza non è solo un riempitivo ludico. La somiglianza con altri titoli degli scorsi anni è notevole, Guild Wars in particolar modo; tuttavia in questo caso abbiamo la possibilità di impartire precise istruzioni in caso di immediato bisogno, invece di limitarci al solo supporto dell'intelligenza artificiale e inoltre abbiamo modo di gestire l'equipaggiamento del companion con armi sempre più potenti e armature in grado di fornire un maggior punteggio di difesa.

Iperspazio

La beta ha visto la partecipazione di migliaia di giocatori da tutto il mondo, dislocati su decine di server tra America ed Europa. Nonostante i timori iniziali, lo stress test dei server durante il weekend ha retto egregiamente lo tsunami di login, con liste d'attesa che raramente superavano i dieci minuti - se non su alcuni server o in casi isolati. Durante le nostre sessioni di prova non abbiamo mai atteso più di 5 minuti prima di essere catapultati in gioco e nell'unico attimo di crisi verificatori dopo la startup, EA e Bioware hanno immediatamente reso disponibili nuovi server per venire incontro a quei pochi utenti che non riuscivano a loggarsi.

Star Wars: The Old Republic Provare i primi dieci livelli delle classi di TOR ci ha permesso di comprendere a grandi linee ciò che l'ultima fatica Bioware ha da offrirci e -non meno importante- fare un paragone con una concorrenza che ormai fa sempre più fatica a imporsi in un panorama complesso e inflazionato come quello degli ultimi anni. Come già specificato, gli aspetti narrativi del gioco non sono certo posti in secondo piano, anche se a conti fatti, l'impressione è che gran parte del fascino lo si deve all'ambientazione, quella di Star Wars, che sembra non soffrire affatto il peso degli anni e dei numerosi spin-off videoludici. Il sistema di gioco invece non sembra discostarsi molto da ciò a cui siamo stati abituati fino ad ogi, pur presentando delle chicche senza dubbio interessanti, che aggiungono non poco ad un'esperienza che siamo sicuri sarà completa e senza dubbio interessante. Doverosa nota di merito per una gestione dei server pressoché impeccabile. Persistono tuttavia numerosi interrogativi, legati specialmente a quelle che saranno le fasi avanzate di gioco, in modo particolare l'influenza dell'allineamento sul personaggio e più in generale sullo svolgimento narrativo dello stesso. Riserviamo ulteriori commenti per le prime impressioni di gioco a livelli oltre il decimo una volta che i server andranno Live!

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