Hands on Star Wars The Old Republic

Verso la recensione: i primi giorni in compagnia dell'MMO Bioware

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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Finalmente il momento è giunto: i server di Star Wars: The Old Republic aprono ufficialmente i battenti al pubblico, con grande trepidazione dei fan da ambo le parti, con i seguaci di WoW pronti ad addentare il primo boccone di una nuova pietanza, e i discepoli di Star Wars pronti a rimpiazzare l'esperienza videoludica dell'ormai defunto Galaxies.
Il lancio dell'ultimo titolo targato Bioware è numericamente paragonabile solo a pochi altri giochi di questa categoria, il capostipite di Blizzard in primis, considerando che i tempi e le risorse spesi oggi son sicuramente diversi rispetto a quelli di sette anni fa, cosa che rende quasi impossibile fare un paragone vero e proprio. Una cosa è certa però: in questi primi giorni di gioco con The Old Republic (d'ora in poi TOR), le code raramente han superato i 30 minuti, con picchi di un'ora e mezza e un tempo medio d'attesa di circa 20 minuti, quindi delle tempistiche tutto sommato accettabili per il lancio d'un prodotto di questo tipo. Come abbiamo già detto nello scorso hands-on, i server sono numerosi e dislocati in Inghilterra, Francia e Germania, suddivisi alla maniera classica in PVE, PVP e roleplay. A parte questa immancabile problematica legata alla sovrappopolazione dei server, non abbiamo nulla da dire su quella che è stata una startup decisamente ben orchestrata e collaudata. Solo nei momenti più concitati abbiamo assistito a fenomeni di lag improvvisa, ma sempre isolati e mai troppo fastidiosi in termini di gioco.
Il prossimo step per il lancio di TOR è quello di aumentare il cap dei server, in modo da evitare il crearsi di interminabili code, riducendo quindi i tempi d'attesa dell'utenza. Bioware è pronta ad aprire nuovi server per risolvere il problema alla radice, ma in progetti di queste proporzioni ogni cosa necessita di tempo, specialmente in una fase delicata come quella del lancio.

DOVETE DISIMPARARE CIO' CHE AVETE IMPARATO

Quando un gioco è ispirato ad un'opera letteraria oppure a un famoso film, la cosa che preoccupa di più è capire se si riuscirà a ritrovare quella magia che ha reso indimenticabile tale opera. Ora che abbiamo provato con mano il codice finale del prodotto, come prima cosa vogliamo rassicurare tutti quegli adepti della Forza che per un motivo o per un altro ancora nutrono dei dubbi nei confronti del nuovo MMO di Bioware. Le critiche più comuni dopo la closed beta erano legate a delle istance eccessivamente piccole o ad ambientazioni considerate riduttive della grandiosità scenografica della saga fantascientifica: la nostra posizione è inamovibile quando affermiamo che non c'è nulla di più sbagliato. Quando siamo atterrati su Dromund Kaas vestendo i panni di un bounty hunter, abbiamo potuto ammirare uno spazioporto di dimensioni titaniche, paragonabile solo agli enormi hangar della morte nera; le istance avanzate sono decisamente vaste e tutte da esplorare, ricche di elementi ambientali o di costruzioni architettoniche ottimamente rifinite. La grafica fumettosa non lesina su dettagli in grado di arricchire visivamente delle ambientazioni già ben riuscite. L'esplorazione è come sempre importante, sia perché si possono ottenere piccoli bonus in punti esperienza ma soprattutto perché alcuni quest giver non sono proprio facili da trovare, in particolar modo nelle locazioni più ampie e complesse.

Abbiamo finalmente avuto modo di approfondire anche il discorso dei companion, quei fidati png che ci accompagnano durante tutto il gioco. Avevamo già fatto menzione di questo importante elemento di gioco nello scorso articolo, ma va ribadito come sia importante il ruolo di questi membri, che valutano le nostre scelte in cambio di una certa fidelizzazione, naturalmente se il nostro comportamento non differisce dalla morale dello stesso compagno d'avventure. Data la natura bipolare del titolo, pensato quindi per essere giocato in compagnia ma adatto anche a lunghe sessioni in solitario, l'introduzione dei companion va ad arricchire l'esperienza e ad aggiungere immersività ad una storia già di per sé carica di interessanti spunti narrativi: essere interrotti durante un dialogo con un PNG, o poter vantare di una sostegno morale in alcune difficili situazioni, è una cosa che non si è mai vista in nessun altro MMO. Come già abbiamo ribadito in precedenza, i companion son del tutto paragonabili ai membri del party di un Mass Effect o di un Dragon Age: oltre che aiutarci nell'azione possono essere direttamente coinvolti nella storia e nelle missioni che svolgeremo. Anche se molti degli incarichi comportano l'essere sballottati tra un PNG e un altro, recuperando vari item o sgominando un dato numero di nemici, le quest sono certamente ben sostenute da un filo conduttore e da una narrazione degna di un moderno RPG.

L'ALLEANZA RIBELLE

Dobbiamo proprio dirvi quanto sia importante condividere un esperienza come quella di TOR con altre persone? L'unione fa la forza, e per quanto il nuovo titolo di Bioware si presti bene ad un gioco in solitario, la vera essenza la si assapora quando si è in buona compagnia. Grazie all'accesso anticipato ai server di gioco abbiamo avuto tempo per valutare più attentamente le dinamiche cooperative in ogni tipo di missione, constatando che ben poco è stato lasciato al caso quando si sceglie di giocare in un contesto sociale. La gestione del party è guidata, come da tradizione, da un menù dedicato che permette la creazione di un gruppo, oppure di aggregarsi ad uno già esistente. In ogni caso si può scegliere cosa condividere con gli altri giocatori e quindi come renderli partecipi all'azione, mentre sulla mappa in qualunque momento è possibile vedere l'ubicazione dei compagni di squadra e i loro obiettivi di missione. Infine non potevano mancare all'appello le gilde, particolarmente utili quando si vogliono organizzare raid o missioni di livello avanzato.

TOR mette a disposizione dei giocatori un'impressionante varietà di quest, tutte impreziosite da un contesto narrativo raramente noioso e quasi mai fuori luogo. Nelle categoria “Class quest” rientrano tutti quegli incarichi legati a doppio filo al nostro personaggio e alla sua professione: in questo caso possiamo farci aiutare da altri giocatori o amici, seppur questi non ne giovino alcunché in termini di punti o bonus. Nonostante la struttura di gioco roleplay, la main quest non è da considerarsi più importante delle altre missioni, anche se l'affascinante ambientazione distoglie spesso l'attenzione da tutto il resto.
Le side-quest sono invece missioni spesso utili a racimolare crediti oppure ad ottenere oggetti bonus: ogni tanto è imposta una qualche limitazione alla classe o al livello, e sono un buon inizio per familiarizzare con il sistema di partying e di esplorazione in gruppo. Passando a cose decisamente più interessanti, le “Heroic” sono quest pensate per essere affrontate in gruppi più o meno numerosi, al fine di ottenere punti social -particolari “punti esperienza” che premiano chi gioca di gruppo- e un cospicuo bonus in XP. Se durante i primi 10 livelli le Heroic sono un puro diversivo, una volta usciti dalle starting zone dobbiamo fare i conti con missioni che non necessitano di un semplice gruppo improvvisato di giocatori, quanto di un party equilibrato e ben assortito: per esempio, è impensabile affrontare una quest di tipo Heroic 4+ senza un healer tra le fila, pronto a sanare le ferite durante gli scontri più feroci.
I “Flashpoint” sono forse quanto di meglio ha da offrire TOR in termini di gioco cooperativo, e potremmo paragonarli al tradizionale dungeon dell'immaginario fantasy. Parliamo di missioni molto impegnative, da affrontare con un gruppo di player ben skillati e pronti al peggio; queste istanze sono generalmente caratterizzate dalla presenza di numerosi boss da affrontare in rapida successione, il tutto in un contesto eccitante, arricchito da dialoghi le cui scelte sono decisive. Grazie a questa ricchezza di scenari e situazioni, nei flashpoint si rievocano in tutto il loro carisma le atmosfere cariche di tensione delle grandi battaglie che abbiamo visto nella più recente trilogia cinematografica di Star Wars.
In ultima analisi abbiamo le “Operations”, raid istanziati per gruppi fino a 16 giocatori, e le “Space Quest” cui non abbiamo ancora messo mano. Sulla base di quel che abbiamo potuto vedere qualche settimana fa durante i weekend di beta, per il lancio son stati fatti dei piccoli cambiamenti al fine di aumentare leggermente il livello di difficoltà di alcune particolari situazioni e quest, per ovviare ad un'eccessiva facilità di gioco, specialmente nelle fasi iniziali.

SCANSIONE TERMICA ATTIVATA!

Sotto il profilo tecnico notiamo dei leggeri miglioramenti per ciò che concerne le texture, specialmente grazie a dei pacchetti che parrebbero essere leggermente più definiti rispetto a quelli visti durante i beta weekend; nonostante il giudizio globalmente positivo intorno all'aspetto estetico, non abbiamo potuto evitare di storcere il naso di fronte ad alcune delle animazioni, in modo particolare quelle legate ai mezzi di trasporto (gli speeder in particolare), che risultano legnose e poco curate nella loro realizzazione. Manca purtroppo all'appello anche un supporto “ufficiale” al filtro anti-aliasing, che è comunque attivabile tramite l'editing di un particolare file d'impostazioni nella cartella di gioco: ci auguriamo tuttavia di vedere un'opzione dedicata nel pannello di configurazione con uno dei prossimi aggiornamenti. Segnialiamo anche la presenza di un pop-in piuttosto marcato che, sebbene tipico del panorama MMO, ci è sembrato un po' troppo accentuato. Presente anche qualche bug di minore entità, spesso legato alla visualizzazione dei vari menù e finestre.

Star Wars: The Old Republic Con un lancio degno del nome che porta, Star Wars: The Old Republic risulta un gioco dalle grandi ambizioni, un successo videoludico in parte già decretato, oltre che una probabile calamita per tutti gli appassionati di gaming online su piattaforma PC. Bioware ed Electronic Arts han dimostrato di saper gestire egregiamente un evento di portata mondiale - e di sicuro un avvenimento molto significativo nel panorama dei videogame - il tutto grazie ad una buona gestione delle risorse, un'intensa fase di beta testing e condito da una campagna marketing di ampia portata. Non avevamo molti dubbi a tal proposito, tuttavia è lecito chiedersi: quale sarà il destino della galassia? Riuscirà The Old Republic a riportare l'equilibrio nella forza? Lo scoprirete dopo Natale con il verdetto finale!

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