Hands on The Crew

Nella cornice della città di Parigi, abbiamo provato la modalità multiplayer del nuovo gioco di corse targato Ubisoft.

hands on The Crew
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Le corse automobilistiche sono annoverate tra le pratiche sportive più emozionanti e avvincenti di sempre: l'alta velocità, i riflessi fulminei, le incredibili doti dei piloti, il fascino ingegneristico del motore a scoppio, tutti elementi che vanno a braccetto con cinema e videogame. Parlando di arcade racing game, uno dei titoli più attesi del momento è The Crew, gioco Ubisoft che ci mette alla guida di un bolide a quattro ruote, nell’immensità dell’America del Nord. Sì perché per quanto possa sembrare difficile da credere, il gioco in sviluppo nei cantieri di Lione catapulterà i giocatori in una mappa degli Stati Uniti fedelmente riprodotta (in scala, naturalmente), in adrenaliniche gare mozzafiato. Dopo averne saggiato le potenzialità prima a Los Angeles e poi a Colonia, abbiamo fatto tappa a Parigi per osservare da vicino i progressi fatti dal team di Ivory Tower.

ALL’INSEGNA DELL’OPEN WORLD

La prima cosa che balza all’occhio è l’enorme vastità della mappa. Si tratta di una ricostruzione digitale degli Stati Uniti d’America, che offre al giocatore un’incredibile spazio aperto da esplorare liberamente, senza vincolo alcuno e senza caricamenti tra un’area geografica all’altra. Ovviamente il tutto è ridimensionato alle necessità e ai limiti di sviluppo, ma vi basti sapere che un viaggio coast-to-coast senza soste, richiede circa un’ora di gioco. Ad essere sinceri la promessa di una mappa di gioco tanto vasta e senza loading screen ci spaventava un po’, ma provata con mano si dimostra efficente ed estremamente funzionale (con quale rarissimo delay sul caricamento delle texture, che però può ancora trovare sistemazione nel tempo che ci separa dall’uscita del gioco nei negozi). Lo spettro d’ambientazioni offerto da The Crew è ampio e si passa dagli ambienti più freddi, vicini al confine con il Canada, come il Montana e il North Dakota, alle calde distese desertiche di Arizona, Texas e New Mexico. Grande importanza è stata data anche agli spazi urbani, con città come New York e Miami disegnate con grande attenzione da parte dei level designer di Ivory Tower. La varietà delle ambientazioni è quindi notevole e si riflette in un gioco ricco di contenuti e stratificato nell’offerta.

"L’impianto ludico realizzato da Ivory Tower con The Crew, si presta perfettamente per l’approccio in multiplayer."

La customizzazione dell’auto e la possibilità di personalizzare il proprio bolide sembra davvero molto elevata, favorita da un’impostazione simile a quella di un gioco di ruolo, con la propria supercar da potenziare e “vestire” di tutto punto. Il sistema di customizzazione sembra davvero profondo, molto vicino a quello dell’amatissima serie Underground di Need for Speed, un elemento che certamente avvicinerà appassionati dell’arcade corsistico ma anche molti gamer in cerca di un gioco di guida dinamico e d’ampio respiro. Naturalmente ci occorrerebbe una prova più approfondita del sistema di gioco per poter validare la nostra tesi, però sembra proprio che il team Ivory Tower abbia lavorato bene in tal senso. Proprio come il personaggio di un MMO cresce e progredisce procedendo nel gioco, ogni auto si struttura su un sistema a livelli: raggiungere un determinato livello ci permette di sbloccare nuovi eventi ed accedere a nuovi contenuti, quindi a montare sul veicolo componenti o parti di livello analogo. Ogni pezzo presenta specifiche casuali, generate su base procedurale, il tutto su tre livelli di rarità - bronze, silver e gold - esattamente come in un massive RPG. Addirittura è possibile equipaggiare i nuovi componenti non appena questi vengono acquisiti alla fine di una competizione, o di una prova, il tutto grazie ad un sistema on-the-fly che evita al giocatore di dover tornare ogni volta al garage per effettuare le modifiche.
Ma The Crew ha un debito con il genere RPG non solo per il sistema di elaborazione dell’auto e per la vastità della mappa, ma più in generale per un’elevatissima quantità di contenuti in-game. Il numero di eventi e competizioni presenti pare davvero incredibile ed è facilissimo imbattersi in essi, anche senza aprire la mappa e senza impostare il sistema di navigazione GPS. Non parliamo solo di gare, ma anche di percorsi a ostacoli, prove a tempo, slalom e tanto altro. L’offerta è senza dubbio molto sostanziosa e allettante, si spera sufficientemente varia da poter assecondare le esigenze del pubblico in cerca di un gioco longevo.

IL CORSISTICO MULTIPLAYER

L’impianto ludico realizzato da Ivory Tower con The Crew, si presta perfettamente per l’approccio in multiplayer; anzi, diremmo che è un gioco fatto proprio per essere condiviso con amici, appassionati, ma anche semplici giocatori collegati al network Uplay in cerca di un’esperienza dinamica e coinvolgente. La prova con mano si è concentrata proprio intorno all’aspetto multiplayer del titolo: grazie alle otto postazioni disponibili all’evento, abbiamo avuto occasione di giocare ad alcuni tracciati cittadini e off road, in compagnia di altri sette giornalisti europei presenti all’incontro stampa. Nel corso dell’evento abbiamo scoperto che, con il codice finale, saranno presenti anche i più classici circuiti automobilistici: sfortunatamente non è stato possibile mettere le mani su questa particolare feature, ma in compenso abbiamo potuto saggiare la modalità Car Chase, nella quale dobbiamo inseguire un veicolo (gestito dall’IA) e demolirlo prima che lo facciano gli avversari.
Il sistema di guida è pressoché identico a quello già visto e giocato con i più popolari titoli di guida del mercato, da Need for Speed a Test Drive Unlimited (quest’ultimo la più grande ispirazione per il gioco targato Ubisoft). Ovviamente parliamo di un’impostazione puramente arcade, con una guida facilitata da ABS e controllo di trazione, condita però da elementi che permettono di diversificare bene i vari mezzi disponibili. Durante la prova abbiamo saggiato un po’ di tutto, soffermandoci in particolare sulle muscle car tra cui Ford Mustang e Chevrolet Camaro. Al pari di un RPG, ogni veicolo dispone di una scheda che riassume le caratteristiche dello stesso, con un valore complessivo ad indicarne la performance. Ad ogni nuovo componente aggiunto o sostituito i valori crescevano, e con quelli la possibilità di battere gli avversari. La fisica è presente in buona dose, e l’interazione con l’ambiente non è diversa da quella già vista in altri giochi della stessa categoria. Parliamo per lo più di elementi distruttibili che aumentano il grado di coinvolgimento con lo scenario di gioco, come recinzioni, reti e l’immancabile segnaletica stradale.
In virtù di un approccio puramente arcade, miscelato con sapienza ad elementi del gioco di ruolo, il gameplay di The Crew si è dimostrato divertente e adrenalinico, un potenziale concorrente agli altri importanti franchise corsistici dell’industria videoludica.

MOLTO RUMORE PER NULLA

Se la nuova “prova su strada” di The Crew ci ha piacevolmente intrattenuto attraverso una ricca esperienza ludica in grado di fondere il single al multiplayer, non possiamo forse dirci tanto sorpresi da quello che è l’aspetto tecnico/visivo del nuovo titolo Ubisoft. Il gioco di corse arcade - mostrato in questo frangente nella sua incarnazione PC - presenta evidenti mancanze sul piano tecnico, specialmente quando messo a confronto con altri prodotti tripla A di analoga provenienza. Le immagini mostrate sullo schermo presentano un evidente effetto di aliasing, un chiaro blocco del framerate a 30fps, texture di discreta fattura e infine filtri applicati in maniera piuttosto blanda e decisamente poco incisiva. Chiaramente queste mancanze sono molto evidenti con immagini di tipo statico, come quando ci troviamo nel concessionario per scegliere un nuovo mezzo da acquistare, oppure nel nostro garage quando vogliamo customizzare l’auto, e meno palesi durante il gioco vero e proprio, che è tanto rapido e adrenalinico da distogliere inevitabilmente l’attenzione del giocatore da questi piccoli dettagli. Non ci è stata mostrata alcuna versione console per poter fare un paragone, ma l’impressione è che The Crew sia un titolo sviluppato con la old-gen come principale punto di riferimento, portato poi anche su PC e nex-gen in virtù di un possibile allargamento del bacino d’utenza.
Sotto il profilo sonoro, invece, il gioco si esprime in maniera decisamente positiva, con i suoni pieni e potenti di motori rombanti, gomme che stridono sull’asfalto, rumori ambientali che immergono il giocatore nei vari scenari e, naturalmente, una colonna sonora in grado di accompagnare le prove su strada con ulteriore verve e brio.

The Crew Sotto il profilo prettamente ludico, il nuovo gioco di Ubisoft si mostra in ottima forma. L’ennesima prova del titolo di Ivory Tower è stata in grado di far luce su alcuni aspetti che erano ancora poco chiari, come il sistema di customizzazione dell’auto, che sembra essere profondo e decisamente ben realizzato, e i contenuti, tantissimi e di buona qualità. La modalità multiplayer, vera essenza del gioco corsistico Made in France, mostra tutte le sue potenzialità grazie alle numerose possibilità d’interazione tra giocatori da ogni angolo del mondo, in una mappa dalle incredibili dimensioni. Non si può dire altrettanto bene del comparto tecnico però, decisamente sottotono, specialmente a fronte di un’edizione PC testata su un terminale high-end. Fortunatamente il gioco uscirà il prossimo autunno, e Ubisoft ha ancora tempo per lavorare circa l’ottimizzazione del motore grafico, quindi ad un miglioramento sul fronte puramente visivo.

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