E3 2014

Hands on The Crew

Coast to coast a bordo di incredibili bolidi: quale luogo migliore di Los Angeles per provare il nuovo corsistico Ubisoft?

hands on The Crew
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo averlo provato più volte l'estate scorsa, e di nuovo ad aprile 2014, di The Crew ci siamo fatti un'idea ormai abbastanza precisa. Il gioco firmato Ivory Tower e Ubisoft rappresenta un ambizioso tentativo di unire un gioco di corse arcade a una struttura multigiocatore massiva, contornando il tutto con un'enorme mappa liberamente esplorabile. Da New York a Los Angeles, gli Stati Uniti rivivono in una mappa virtuale liberamente esplorabile, ovviamente ridotta rispetto all'originale, ma comunque mastodontica, tanto da richiedere circa 90 minuti di gioco effettivi per un'attraversamento completo. Ma gli sviluppatori non si sono fermati a questo traguardo, implementando diverse categorie di macchine, in grado di cambiare notevolmente lo stile di guida, e una transizione fluida dall'esperienza in singolo giocatore a quella online. In altre parole, un progetto mastodontico, che all'E3 2014 abbiamo avuto nuovamente modo di provare, scoprendo una formula di gioco interessante, affiancata tuttavia da alcuni aspetti ancora da sistemare.

Coast to coast

Da New York a San Francisco, non c'è solo strada. È un'ideale di libertà, la massima espressione del viaggio. Un sogno che gli sviluppatori vorrebbero tradurre in un'esperienza videoludica, ancorata tuttavia ad una trama a sfondo poliziesco sulla quale ancora non possiamo esprimerci, data la natura estremamente frammentaria delle nostre prove dirette. Sebbene la mappa sia naturalmente ridotta rispetto alla sconsiderata estensione chilometrica reale, le principali città americane trovano posto in The Crew, e ospitano anche i garage a disposizione del protagonista. Proprio in uno di questi abbiamo cominciato la nostra prova diretta, con la possibilità di personalizzare il nostro veicolo prima di avventurarci nell'open world. Sin dalle prime presentazioni dedicate al gioco, il tuning dei mezzi si è rivelato uno dei punti di forza della produzione, impreziosito da una visuale dinamica che vede il bolide di turno "smontarsi" letteralmente sotto gli occhi del giocatore, e mettere in luce le parti passibili di modifica. Dopo aver provato con mano questo sistema, non si può dire che gli sviluppatori non abbiano colto in pieno quel senso di "possesso" del veicolo virtuale che tanto viene ricercato da qualunque appassionato di giochi di corse, arcade o simulativi che siano. Un'espressione del "car porn" sincera e palpabile, che non mancherà di colpire, grazie all'ottima rappresentazione grafica.

Lasciato il garage, ci siamo concessi ad alcune gare online organizzate per noi dagli sviluppatori, riscoprendo come The Crew faccia dell'open world uno sfondo costante a qualunque attività di guida. Che si tratti di una gara a checkpoint o di un inseguimento all'ultimo sangue, dove l'unico scopo è speronare un fuggitivo e riportarlo a più miti consigli, l'intera mappa di gioco si staglia imponente sullo sfondo, ampliando gli orizzonti e rendendo talvolta complicato mantenere la concentrazione sul vero obbiettivo della sessione. Insomma, la mappa mastodontica e le possibilità offerte dalla personalizzazione dei veicoli gridano a gran voce libertà, facendo di The Crew una sorta di William Wallace del settore corsistico arcade, disperatamente convinto nel suo costante infrangere barriere che usualmente costringono le produzioni affini. Eppure, come già riscontrato in alcune precedenti prove, non tutto funziona come dovrebbe.

La compagnia

Tutto è a portata di mano, in The Crew. La grandezza della mappa sembrerebbe suggerire il contrario, ma il fast travel permette di coprire migliaia di chilometri in un secondo. Online e singolo giocatore si fondono in un'esperienza che mette tutto a portata di mano del giocatore, e proprio così dalla libera esplorazione delle strade di Los Angeles ci siamo trovati coinvolti in una gara a checkpoint con altri giocatori collegati online, semplicemente accettando un invito.

Scelta una delle quattro categorie di veicoli disponibili, che spaziano da quelli da strada, agli ibridi, a quelli perfetti per affrontare i percorsi non asfaltati, ci siamo uniti ad altri racer per completare prima una competizione a checkpoint, e successivamente una caccia al fuggitivo, con quest'ultimo guidato dall'intelligenza artificiale. Proprio qui abbiamo avuto modo di verificare ancora una volta come il modello di guida tenti di abbracciare un numero forse eccessivo di concezioni, tra credibilità e arcade, fuoristrada selvaggio e precisione asfaltata. Il risultato, neanche a dirlo, rischia di non catturare lo spirito di nessuna di queste filosofie, restituendo un'esperienza che scivola leggera a prescindere dal suolo su cui si corre. Sebbene la differenziazione tra le varie categorie di veicoli si avverta in maniera positiva, l'effetto pattinamento dei veicoli è sempre presente, e purtroppo poco piacevole. A questo, come già anticipato dalle nostre passate prove, va aggiunto un comparto tecnico purtroppo carente sotto molti profili, dalla modellazione dei veicoli, alla densità poligonale degli sfondi, alle texture, all'effettistica. L'estensione della mappa avrà certamente avuto un ruolo in termini di rinunce, ma ciò non toglie che l'impressione è quella di trovarsi di fronte a un gioco della precedente generazione anche su PS4.

The Crew The Crew è un divertente passatempo, ma la leggerezza del comparto di guida rischia a volte di comprometterne la credibilità. Un peccato, soprattutto considerato l'ottimo lavoro svolto sulla caratterizzazione grafica degli states, bellissimi da esplorare a tutta velocità, e sulla natura costantemente connessa dell'esperienza di gioco, che consente il passaggio in tempo reale dal gioco in solitaria a quello di gruppo, senza considerare il notevole comparto personalizzazioni. Purtroppo, per un gioco di guida, il feeling restituito pad alla mano è cruciale, e in questo la produzione Ivory Tower ancora fatica a distinguersi. La speranza è che gli sviluppatori facciano davvero tesoro dei mesi che li separano dall'arrivo del gioco sugli scaffali. L'11 novembre è ancora sufficientemente lontano per permettere interventi su larga scala, che potrebbero risolvere, almeno in parte, le mancanze di una produzione sulla carta davvero promettente.

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