Hands on The Whispered World

La magia del fantastico non teme confronti

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Il fantasy non è morto. Abbiate fede poiché non siete i soli a credere nella qualità di una narrazione estemporanea, lontana dal realismo quotidiano in "bianco e nero": con voi c'è il publisher austriaco Koch Media e il team Daedalic Enterteinment. Entrambi pensano che un tripudio di colori ed emozioni possano arricchire indelebilmente chi ne fruisce. Ci credono a tal punto da aver ripescato dall'abisso produttivo un titolo forse poco performante dal punto di vista tecnico, eppure in grado di ripristinare quel concetto legato all'intrattenimento emotivo appartenente al genere fantastico. E per fantastico non intendiamo necessariamente stanche riproduzioni di vampiri e orchi sanguinolenti sdoganati dalle recenti mode cinematografiche: parliamo di fantasia autentica, poiché autentico è lo spirito che ha portato l'artista Marco Hüllen - ideatore di questo The Whispered World - alla creazione di un mondo parallelo che richiama a sé, con sincera umiltà, miti e leggende di ogni tempo.

La sfortuna di essere creativi

Di The Whispered World abbiamo provata una demo, la quale affronta marginalmente la trama senza lesinare importanti spunti narrativi, presentandosi praticamente completa sia dal punto di vista tecnico che nelle meccaniche ludiche. La realizzazione del gioco è incappata in molti momenti bui, ostacoli produttivi non indifferenti e superarli non è stato facile, soprattutto per Hüllen. Inizialmente tesi di laurea, poi videogioco freeware a scopo divulgativo e infine punta e clicca dall'ampio respiro: il successo di un'idea nata dal nulla è sicuramente motivo di orgoglio per l'autore, sul quale, però, si concentrano tutte le attenzione e attorno al quale gravita l'intera riuscita del progetto. Una responsabilità non da poco.
L'eroe in questione è un clown un po' goffo che di nome fa Sadwick; la sua vita dipende dal fratello, dal nonno e dal carretto con il quale girano instancabilmente il mondo. Il significato del suo nome - triste “Sad” e debole “wick” - viene presto spiegato nei sogni e nelle figure che lo tormenteranno durante il sonno: strane creature lo avvisano della fine del mondo in un lento angoscioso messaggio premonitore. Ogni notte. Risvegliatosi dall'ennesimo incubo, si ritroverà all'interno del carro circense, solo. Il primo pensiero che gli balza in testa è allora quello di ritrovare l'amico Spot, bruco in grado di assumere cinque forme differenti - utile laddove si dovranno raggiungere dei luoghi inaccessibili al protagonista. Passata la prima fase, l'avventura prende piede quando il protagonista decide di avventurarsi nella foresta adiacente dove incontra un messaggero della corona; in seguito deciderà di partire per salvare il mondo e, forse, prendere nuovamente contatti con se stesso.

Destino interattivo

Presa subito confidenza coi comandi, l'impressione è di star controllando una co-produzione LucasArts/Rebellion, autori, in ordine, delle serie storiche Monkey Island e Broken Sword. Questo per via dell'ottima caratterizzazione dei personaggi, ciascuno dei quali definito nei minimi particolari, ma soprattutto per la costruzione dei menù che, se da un lato risultano invasivi, dall'altro permettono sulle 60 tavole totali un'azione a 360°. Tenendo premuto il tasto destro del mouse, infatti, si aprono tre icone-possibilità: afferrare, osservare, parlare. Le combinazioni risultano delle più classiche, soprattutto quando ad interagire saranno altri personaggi e oggetti disseminati un po' dappertutto. La difficoltà, aiutata da una probabile localizzazione in italiano (per lo meno nei testi), non creerà grossi problemi, neppure ai giocatori più giovani mentre l'atmosfera decadente, tetra e assolutamente pessimista offrirà un'ottimo spunto per chiunque si faccia trasportare dalla curiosità di capire dove e in quali luoghi ci porterà il nostro strano pagliaccio dal volto violaceo. Le animazioni manifestano degli scatti non bellissimi da vedere, ma per le produzione bidimensionali disegnate a mano è quasi una prassi. Meravigliose sono invece le sequenze animate, con le quali l'incipit narrativo si "complica" di nuovi e interessanti dettagli.

Mamma quanto parli!

È importante sottolineare l'importanza dei dialoghi in un titolo come questo, e per fortuna il livello raggiunto è altissimo: Voice Acting (in inglese) stellare e campionature ambientali che facilitano l'immedesimazione si aggiungono ad una colonna sonora memorabile, senza la quale grossa parte del viaggio perderebbe la sua spiritualità. Anche i dialoghi, pur non raggiungendo picchi di eccellenza (ci limitiamo a criticare i primi livelli di gioco) fanno il loro dovere, adattandosi con convinzione ai tempi della narrazione.

Sfoghi emozionali

Sidewick è uno strano personaggio: creatura che percorre idealmente l'insofferenza esposta alla risata de “L'uomo che ride” di Victor Hugo abbracciandone il pessimismo (qui edulcolorato) di un qualsiasi racconto di H.P. Lovecraft, dove la paura verso l'ignoto gioca un ruolo fondamentale. Il character design accentua con spiccate sproporzioni forme e sagome. Risaltano i colori scuri, sfumati, fortemente voluti per incentivare quella sensazione di mistero ed estraniamento, spezzata tuttavia da una simpatica ironia verbale e slapstick, con personaggi che si contorcono e si mettono in ridicolo quando la narrazione impone loro di smorzare i toni. Questo perché maturità nei contenuti non significa necessariamente escludere il pubblico più giovane, bensì esprimere con modi diversi dei messaggi da veicolare a quanta utenza possibile - senza limitazioni anagrafiche -, come avviene d'altra parte per i cartoni animati che sfiorano l'eccellenza. Pur tenendo a mente i possibili limiti tecnici del titolo dei tedeschi Daedalic Entertainment, è impossibile non soprassedere pensando ai pregi artistici: The Whispered World profuma di tradizione; la sua magia non sta nell'utilizzo di incantesimi in-game ma nell'incantare il videogiocatore con creazioni visive ed uditive di rara intensità. Un titolo che non si vergogna di presentarsi per quello che è: un omaggio al passato. Un'avventura punta e clicca che non stravolge né tantomeno rinnova le meccaniche di gioco classiche del genere, bensì le ripropone nell'era dell'alta definizione, come a voler ricordare - a chi lo avesse dimenticato - l'importanza travolgente delle idee. Queste, chiaramente, sono le nostre considerazioni parziali, per cui prendetele con le pinze. Vi rimandiamo alla recensione per porre fine alle supposizioni e inquadrare definitivamente il ritorno del fantasy in due dimensioni.
Distribuito da Koch Media, lo troverete sugli scaffali Italiani a partire dal 12 febbraio 2010.

The Whispered World The Whispered World potrebbe diventare l'avventura bidimensionale che i fan del genere fantasy attendevano da tempo. Le meccaniche di gioco non si discostano molto dalla tradizione imposta dal genere "punta e clicca"; al contrario, in certi casi si sono quasi complicate, ciò nonostante la cura nei riguardi degli sfondi (rigorosamente dipinti) e la caratterizzazione dei personaggi, nonché un soggetto particolare e al contempo originale, dovrebbero garantire ore di totale perdizione immaginifica. Tenetelo d'occhio perché potrebbe non essere un titolo da scaffale. Forse vi costringerà a sollevare i piedi da terra cosicché possiate raggiungere nuovi sfoghi emozionali e sfiorare terre lontane che prima di allora avevate solo ipotizzato. Fantasticare, dopotutto, rende gli uomini liberi. E siccome sono pochi i videogiochi capaci di immergere il giocatore in contesti totalmente fantastici - spesso a venir premiata è la libertà di movimento e non di pensiero - capite perché vogliamo non perderlo di vista.

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