Hands on Tribes Ascend

Tribes: Ascend entra in open beta e lo ski diving torna frenetico sui nostri schermi

hands on Tribes Ascend
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

I giocatori più giovani forse non conoscono Tribes, un brand antico, lanciato sul mercato nel lontano 1998 dall'ormai compianta Sierra Entertainment, in un'era in cui i personal computer iniziavano a dare sfoggio di una tecnologia incredibile e all'avanguardia, soprattutto sul fronte del gaming grazie ai core Intel MMX e a quella tecnologia quasi dimenticata chiamata 3Dfx Voodoo. Erano anche gli anni del boom delle connessioni internet dial-up, che iniziavano ad unire il globo nell'informazione telematica. Sin dal primo episodio, la serie Tribes presenta esclusivamente la modalità multiplayer online: è uno dei brand più celebri per aver lanciato lo sparatutto multigiocatore, il genere che più d'ogni altro domina il mercato attuale e le attività ludiche di rete dei giocatori di oggigiorno. Il gioco fu subito un successo, e nel 2001 viene realizzato un seguito acclamato dalla critica; nel 2002 la serie approda anche su console, con il gioco dal titolo Tribes Aerial Assault, sostanzialmente un porting per PlayStation 2 del secondo capitolo per computer.
Tribes: Ascend, quinto capitolo di questa serie di successo, vede nuovamente le tribù dello spazio lottare selvaggiamente all'alba del quarantesimo secolo.

Tribù in guerra

Negli ultimi tre anni abbiamo assistito alla formazione di un nuovo mercato videoludico, quello del free-to-play, di derivazione orientale e incentivato dall'avvento di nuove tecnologie come smartphone e tablet, creato per soddisfare quella che ormai è un'esigenza economica e per venire incontro a un mutamento dei bisogni di un'utenza sempre più attenta a come spendere i propri soldi. Anche gli FPS, hanno incontrato questa nuova branca dell'industria videoludica e gli sviluppatori di Hi-Rez Studios hanno pensato di adottare questo formato per il nuovo Tribes.
Prima di catapultarci in arena, il gioco ci consiglia di praticare il semplice tutorial che ci spiega in breve le funzionalità che rendono caratteristico Tribes rispetto agli FPS che attualmente dominano il mercato. Il gameplay è imperniato sul movimento e sulla rapidità di spostamento sulla mappa di gioco. A differenza dei più recenti shooter non esiste un sistema di coperture e l'unico modo per evitare i colpi degli avversari è sfruttare avvallamenti e insenature del terreno, muovendosi il più velocemente possibile per evitare che l'avversario riesca a intercettarci a distanza utile. Con il pulsante destro del mouse diamo potenza al jetpack, e con i tasti di movimento ci spostiamo nell'aria, volteggiando sopra l'area di gioco. Con la barra spaziatrice invece attiviamo lo ski mode, una sorta di scivolata che ci permette di slittare sul terreno come se non ci fosse attrito. La tecnica che il tutorial ci insegna, ribadendone continuamente l'importanza, è quella di sfruttare le discese per acquistare velocità e utilizzare il jetpack per alzarci in volo. I comandi devono essere gestiti e dosati con dimestichezza, per rendere gli spostamenti il più fluidi possibile, e per evitare di consumare energia inutilmente. La sensazione durante la partita è quella di una "low gravity", già presente in molti FPS.
Prima di entrare nell'arena selezioniamo il ruolo che vogliamo ricoprire tra le 9 classi, 3 disponibili sin dal primo avvio e 6 sbloccabili acquistando esperienza e macinando livelli. Le classi in Tribes sono suddivise in tre distinte categorie, light, medium e heavy, in base al tipo d'armatura

"La sensazione che abbiamo avvertito durante la prima sessione di gioco, è quella di aver reinstallato una versione rimodernata di Unreal Tournament 2004."

indossato dal personaggio. In secondo luogo si opta per la classe con l'equipaggiamento offensivo che meglio si adatta allo stile di gioco che intendiamo affrontare, quindi selezioniamo tra un'ampia gamma di fucili al plasma, armi ioniche e granate protoniche di vario genere.
Il primo impatto con il gioco non è purtroppo come ci aspettavamo: livelli un po' spogli, dettagli ambientali sottotono, e un gameplay che sulle prime sembra poco profondo e vagamente retrò. La sensazione che abbiamo avvertito durante la prima sessione di gioco, è quella di aver reinstallato una versione rimodernata di Unreal Tournament 2004.
La prima partita che abbiamo giocato in modalità team deathmatch, ci ha mostrato un panorama simile ad un'isola sperduta in un mare caraibico, con spiagge dorate sulle quali zompettavano i membri delle due squadre rivali. Gettandoci nella mischia abbiamo immediatamente compreso che non è immediato direzionare planate e scivolate, specialmente quando siamo circondati dai nemici, ma niente che non si possa padroneggiare con una buona ora di gioco alle spalle. I colpi sparati dal nostro fucile sono luminosi e ben visibili, elemento che aiuta quando si cerca di prendere la mira nella frenesia della battaglie aeree. In seguito ci siamo ritrovati a volteggiare sopra strane strutture metalliche sospese nell'aria, e ad esplorare misteriose rovine in un deserto dove infuriavano feroci tempeste di sabbia. Una delle mappe di capture the flag pareva una ricostruzione futuristica di un paesaggio dell'antica Roma, con tanto di acquedotto e templi in rovina. Dopo qualche ora di gioco appare subito chiaro che il punto forte di Tribes è il gameplay di stampo classico, e l'intento degli sviluppatori quello di riproporre una versione riveduta e corretta di un FPS arena style.
L'attuale versione beta ci propone tre modalità di gioco, ovvero il team deathmatch, capture the flag, e l'arena 5 contro 5 a round. Prossimamente - non sappiamo se prima o dopo la release ufficiale - sarà possibile creare dei custom server e giocare partite classificate.
Abbiamo avvertito la mancanza di una diversificazione in termini di gioco: il titolo multigiocatore di successo è in genere quello in grado di proporre un gameplay vario e stratificato, e con l'introduzione di jetpack e skiing si ha l'impressione che manchi qualcosa, come se correre e saltare liberamente per piattaforme, come siamo sempre stati abituati, fosse diventato all'improvviso indispensabile.
Le mappe più grandi contemplano anche l'uso dei veicoli, ovvero una moto a propulsione gravitazionale, un carro tank e un aereo a decollo verticale; altri due mezzi di combattimento saranno aggiunti in una fase successiva della beta. Ci auguriamo che questa fase di testing possa apportare migliorie proprio al sistema di gioco con i veicoli, dato che al momento attuale l'introduzione dei suddetti mezzi ci è sembrata una forzatura, qualcosa che non era indispensabile e che è stato implementato senza il dovuto bilanciamento sul fronte del gameplay.
Classi ed equipaggiamento possono essere acquistati con i punti esperienza accumulati durante le partite, attraverso kill, assist e vittorie, mentre chi ha fretta di crescere può optare per l'acquisto di qualche gold mettendo mano alla propria carta di credito. La versione beta pare non dare eccessivamente peso alla moneta sonante, ma solo il passaggio alla versione definitiva del gioco potrà decretare un giudizio definitivo su tale aspetto.

UNREAL VISION

Se la caratterizzazione dei precedenti episodi richiamava maggiormente Unreal e i numerosi giochi della serie, in questa nuova incarnazione notiamo una leggera deviazione di stile su uno sci-fi più moderno, con particolari riferimenti ad Halo e un pizzico di gusto nipponico che richiama i più famosi robottoni della cultura Gundam. L'arma che impugnamo, assomiglia in tutto e per tutto al fucile d'assalto AR che da sempre ha caratterizzato Master Chief, con il tipico schermo che segna i proiettili restanti nel caricatore. Anche nelle armature in tinta unita delle varie tribù riecheggiano le linee dell'armor suit degli Spartan.

"Con la barra spaziatrice invece attiviamo lo ski mode, una sorta di scivolata che ci permette di slittare sul terreno come se non ci fosse attrito. La sensazione durante la partita è quella di una "low gravity", già presente in molti FPS."

Sotto il profilo tecnico, la beta di Tribes: Ascend mostra un comparto grafico un po' altalenante: se i modelli dei personaggi sono di buona fattura, con texture che valorizzano egregiamente le superfici metalliche delle corazze e dell'arma che visualizziamo tra le nostre mani, alcuni elementi del paesaggio risultano davvero impoveriti da una mancanza di stile ma soprattutto di dettaglio. Le 14 mappe sono di modeste dimensioni - niente di lontanamente paragonabile all'estensione tipica dei livelli di Battlefield - alcune strutturate ad arene, altre più grandi e ricche di elementi scenici. Il level design si rivela purtroppo un po' carente, con mappe poco varie e dalla struttura semplificata. Ribadendo l'analogia con il brand "Tournament" di Unreal, l'impressione è che si siano fatti dei passi indietro rispetto al passato sotto questo profilo.
Il motore sul quale si muove il titolo è l'onnipresente Unreal Engine 3, immediatamente riconoscibile dalla gestione di luci e ombre e dal bump mapping delle superfici. Abbiamo impiegato poco tempo per renderci conto che l'incredibile potenza dell'engine non viene sfruttata come siamo abituati dai più recenti titoli tripla A e resta quindi da capire se il basso livello di dettaglio e il ridotto utilizzo di filtri grafici sia da imputare al desiderio di rendere il gioco compatibile anche con terminali più vecchi, anche se considerando la relativa stasi del mercato hardware informatico i conti non sembrano tornare. I requisiti minimi (non ancora ufficializzati) sono un processore dual core da 2,4 Ghz, 3 GB di RAM e una scheda video Nvidia 8800 GT o similare.

Tribes Ascend Ci risulta molto difficile fare previsioni su Tribes: Ascend: i tempi sono cambiati, il pubblico anche, e i ragazzi di Hi-Rez Studios si sono azzardati a proporre un titolo dal gameplay valido e divertente ma dal sapore forse un po' troppo antiquato, caratterizzato da un design grafico che può funzionare, pur risultando decisamente derivativo. Questo nuovo FPS rischia di arrivare sulla piazza con eccessivo ritardo, arrischiando la formula non sempre azzeccata del free-to-play, il tutto in un momento in cui la concorrenza è spietata più che mai. Se pensiamo inoltre che il panorama dei cosiddetti freemium offre già molte valide alternative sul fronte FPS, come Team Fortress 2 o Battlefield Heroes, per non parlare dell'inflazionatissima industria coreana, non possiamo evitare di porci degli interrogativi su quale sarà il destino di questo gioco da poco entrato in beta. Fiduciosi in un arricchimento contenutistico e un miglioramento generale, rimaniamo in attesa del lancio ufficiale previsto per quest'anno.

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