E3 2010

Hands on Vanquish

Sparatutto sì, ma con tanto, tanto stile e velocità

hands on Vanquish
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Il Platino si riconferma minerale prezioso anche all’E3

Dopo Mad World, Bayonetta e il discreto Infinite Space, una cosa è ormai chiara pensando ai Platinum Games: i ragazzi ci sanno fare e non hanno paura nel tentare di aprire nuove strade tanto a livello stilistico che di gameplay.
Vanquish in questo senso è un prodotto doppiamente significativo: non solo intende essere l’ennesima riconferma delle capacità del team, ma vanta anche la collaborazione di Shinji Mikami, padre di Resident Evil e del poco conosciuto P.N. 03 di cui Vanquish riprende un lontano e debole eco.
Nell’appena conclusosi E3 abbiamo potuto testare una demo e avere un breve incontro con gli sviluppatori, dal quale sono scaturiti interessanti dettagli.

Tra spaccate e slow motion

Il genere di riferimento è di facile individuazione: sparatutto in terza persona. Setting e trama nascondono ancora qualche segreto, ma le linee generali sono già uscite allo scoperto: siamo in un futuro non troppo lontano dove USA e Russia si contendono il controllo economico-politico del mondo, lottando tra loro per le poche risorse energetiche rimaste. L’azione prenderà il via su una gigantesca stazione spaziale americana capace di generare energia solare. Qui il protagonista del gioco, Sam Gideon, un soldato super addestrato e equipaggiato con un’armatura iper-tecnologica, è stato chiamato ad intervenire per respingere l’offensiva russa che intende prendere il controllo della struttura.
Le premesse narrative, insomma, sono scontate, e gli stessi sviluppatori, pur anticipando che la trama ci farà vivere diversi colpi di scena, ammettono che la sceneggiatura non ha ricevuto le migliori cure.
Poco male tuttavia, se poi ci si trova incanalati in un tunnel d’azione e adrenalina dal quale è difficile uscire. Gli stessi sviluppatori sottolineano la cosa: giochi come Gears Of War, per quanto ottimi prodotti, soffrono di una certa lentezza. Questi personaggi imponenti e appiedati, infatti, impiegano molto tempo per correre da un riparo all’altro, rallentando il flusso dell’azione. Di tutt’altro registro Vanquish: dotato il personaggio di un incrementatore di velocità, una sorta di post-bruciatore, questo sarà in grado di spostarsi a gran velocità da una copertura all’altra, da un punto dello scenario al successivo. Come se non bastasse Sam potrà contare anche sull’immancabile capacità di rallentare il tempo. Entrambe le abilità, naturalmente, sono vincolate a una barra che si ricaricherà automaticamente.
Messe le mani sulla demo, ambientata in uno dei livelli a bordo della stazione spaziale, Vanquish ci è sì parso relativamente canonico, ma anche estremamente divertente da giocare. Il ritmo, contando sulle continue accelerazioni del personaggio, era effettivamente indiavolato: uscire dal riparo, rilasciare una breve e letale raffica di colpi e scivolare verso il successivo riparo è veramente questione di pochi attimi. Muoversi fluidamente per il livello, magari sorprendendo i nemici con una spettacolare mossa corpo a corpo, da una sensazione quasi sensuale, che riecheggia nei rapidi e calcolati movimenti delle dita sul pad. Ambientazione dopo ambientazione, mentre migliaia di colpi sparati da alleati e nemici ci esplodevano intorno, risultava difficile non venire completamente risucchiati dal vortice di piombo e azioni tanto rapide quanto calcolate. Dopo diversi minuti, facendoci strada in questo complesso ultra-tecnologico, siamo infine giunti al lungo scontro contro il boss di fine livello. Inizialmente ragno metallico, il gigantesco robot si è poi alzato in piedi, cambiando tipologie di attacco e mettendo in mostra i suoi punti deboli nelle giunture e nel cuore, che di tanto in tanto usciva allo scoperto, sbucando dalle lamiere difensive. E’ stato uno scontro impegnativo nel quale, oltre a saggiare ulteriormente le abilità speciali del nostro, abbiamo imparato a apprezzare il fuoco rapido del mitragliatore o dell’heavy machingun piuttosto che il potere devastante ma a corto raggio dello shotgun.
Al termine della prova, le nostre facce parlavano da sole: soddisfatte e con tanta voglia di un altro po’ di azione alla Vanquish.

Aiuti esterni

Nel livello di prova non mancavano neppure alcune torrette di cui era possibile prendere il controllo per mitragliare pesantemente ogni cosa si muovesse. Uccidendone prima il pilota, era anche possibile prendere il controllo di strani bipedi molto simili agli AT-ST di Star Wars. Anche in questo caso si poteva contare su una potenza di fuoco fuori dal normale, ma si doveva rinunciare al boost di Sam. Molto meglio scendere e continuare a sparare con stile e velocità.

L'ultima sigaretta e poi sconfiggo il Boss

Continuando con le nostre domande agli sviluppatori siamo riusciti a rubare qualche ulteriore dettaglio. Ad esempio non è prevista alcuna modalità mutiplayer. La scelta è dovuta principalmente a due motivi. In primis la volontà di concentrarsi sull’avventura in singolo affinché ogni dettaglio fosse curate al massimo. Secondariamente l’impossibilità di riprodurre online lo stesso feeling del gioco singol,o visti i paradossi temporali che il rallentamento del tempo può creare.
Fortunatamente è prevista una longevità che potrebbe superare le dieci ore, mentre la possibilità di confrontare i punteggi su una bacheca onlin, potrebbe spingere qualcuno a più di un replay.
Prima di concludere un ultimo appunto lo merita anche il motore grafico che muove Vanquish. Artisticamente ci sono pochi dubbi sull’ottimo lavoro svolto. Sam è sufficientemente "cool" e ricorda persino vagamente Snake (come lui non perde occasione per accendersi una sigaretta), il che non è un male. La base spaziale poi non manca di regalare persino qualche scorcio affascinante. In movimento le cose funzionano più che egregiamente, con animazioni curatissime, modelli poligonali dettagliati e una fluidità sempre perfetta.

Vanquish Vanquish, tanto dalle parole degli sviluppatori quanto dalla demo provata, ci ha totalmente soddisfatti. Certo, l’impianto di gioco può apparire piuttosto canonico, ma la semplice implementazione del boost in realtà apre la strada a un divertimento adrenalinico e quasi sensuale. Sparare e spostarsi velocemente da un riparo all’altro regala la sensazione di muovere un personaggio invincibile, mentre attimo dopo attimo imparerete sempre più a scattare rapidamente, quasi componendo una melodia di scivolate e tanta, tanta polvere da sparo. Se volete un consiglio correte a prenotarlo: il prossimo inverno, quando il prodotto approderà nei negozi, Everyeye saprà dirvi quanto bello è Vanquish.

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