GCom13

Hands on Watch Dogs

Giocato per un'ora il free roaming Ubisoft. In anteprima esclusiva, la lunga demo della Gamescom

hands on Watch Dogs
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La Gamescom non è neppure iniziata e già il fermento da Next-Generation manda in fibrillazione i giocatori di tutto il mondo. Dopo la giornata di conference, lo showfloor sta per svelare quelle che saranno le principali proposte videoludiche di questo autunno, ma gli addetti al settore hanno già avuto l'occasione di sbirciare nella line-up di Ps4 e Xbox One.
Noi di Everyeye.it, in particolare, abbiamo avuto modo di giocare in esclusiva una lunga demo di Watchdogs, punta di diamante della line-up di Ubisoft per il 2013. Il Free-Roaming sviluppato dalla divisione di Montreal appare più solido ad ogni incontro, lasciandoci estasiati non solo per la caratterizzazione della smisurata mappa di gioco, ma anche per le trovate brillanti legate al multiplayer.
Oltre a mostrarci una “giornata tipo” di Aiden Pearce, il team ci ha infatti spiegato il funzionamento del sistema di Hacking (che permette di “sfidare” i propri amici), nonché il gameplay legato all'utilizzo della companion app, finalmente pensata per ampliare le prospettive del titolo invece che per consultare passivamente dati e statistiche.
Insomma: l'“ossessione” per la tecnologia che permea tutto il comparto narrativo del titolo Ubisoft finisce per varcare anche i confini dello schermo, infondendo carattere e coerenza all'intera esperienza con uno dei prodotti più ammalianti della nuova stagione videoludica.

Dentro la città

Chicago è un brulicare indistinto di esistenze ignare. Manager, barboni, casalinghe in crisi di mezza età, agenti di borsa in occhiali da sole, ragazzini che buttano i loro pomeriggi al campetto da basket. Tutti conducono la loro vita piana e regolare, senza sapere di essere intrappolati in una rete. Una ragnatela terribile e collosa, da cui è impossibile fuggire: un groviglio di linee, dati, onde, che corrono invisibili nell'aria, rimbalzano, si scontrano, ma inevitabilmente passano sotto l'occhio implacabile di CtOS. Il Central Operating System controlla tutto e tutti: conversazioni telefoniche, messaggi, statistiche, dati biometrici. Altro che Grande Fratello.
Nel sistema di predizione, monitoraggio e prevenzione del crimine, Aiden Pearce è una scheggia impazzita. Un vigilante solitario che è riuscito a “bucare” CtOS e fa giustizia a modo suo, sorvegliando non visto i cittadini, i criminali, gli onesti.
Il fascino che la produzione Ubisoft esercita (soprattutto in questi tempi) si manifesta non appena si muovono i primi passi per le strade di Chicago. Il team è riuscito a riprodurre in maniera eccellente l'idea di un ambiente in cui la conoscenza è potere, e l'ossessione di spiare o essere spiati è onnipresente. Con un rapido click sullo stick analogico Aiden tira fuori il suo smartphone, e subito addosso alle persone compaiono schede informative e biografie. Un rapido click sullo schermo e si può hackerare ogni telefono: per ascoltare in barba alla privacy la conversazione fra due sconosciuti, o intercettare gli scambi di SMS. Alle volte finiremo per annoiarci a sentire qualche battibecco fra amanti, ma è così che potremo scoprire traffici loschi, crimini insoluti, e recuperare quindi le innumerevoli quest secondarie che costellano l'esperienza di gioco.
Sono oltre 7000 le conversazioni che il team ha scritto e doppiato per Watchdogs: a sufficienza perchè nel corso di decine e decine di ore di gioco non si debba ascoltare due volte la stessa. L'idea di “nascondere” le sub quest all'interno degli “scampoli di vita” degli NPC è sicuramente indovinata: perchè spinge l'utente a mescolarsi al tessuto sociale di questa città virtuale, dai confini veramente smisurati. Il lavoro di caratterizzazione dell'ambientazione è semplicemente favoloso, ed in questo la potenza dell'hardware aiuta, permettendo non solo una qualità visiva eccellente, ma anche una certa “pienezza” dei modelli poligonali di edifici e strutture, che anche negli interni sono molto dettagliati. “Infiltrarsi” nelle case degli abitanti di Chicago è un'altra delle attività a cui Aiden potrà dedicarsi. In giro per la città corrono i cavi degli impianti di sorveglianza privati. Hackerandone uno e seguendo poi i cavi fino alla centralina dell'abitazione, potremo spiare all'interno, magari schizzando da una telecamera all'altra, per rubare i segreti più intimi delle persone. Ovviamente l'operazione non sarà fine a se stessa, ma ci permetterà di accumulare, oltre ai punti esperienza con cui migliorare le abilità del protagonista, anche dei non meglio precisati “crafting objects”, con cui potremo costruire gadget da usare in azione. Bombe da far detonare al momento giusto, persino chiavi magnetiche per aprire qualche porta, ed altri aggeggi che il team promette di svelare al più presto.

La struttura di Watchdogs, nella sua componente free roaming, ricorda molto da vicino quella di altre produzioni Ubisoft. In Assassin's Creed c'erano le torri di guardia da abbattere, in Far Cry 3 le antenne, ed in Watchdogs troviamo le centrali di CtOS, che vanno hackerate prima di poter usare le nostre abilità di infiltrato telematico nelle diverse zone della città.
Questa generale identità fra i tre “big” della line-up del publisher francese ha spaventato qualche giocatore, che sospetta di trovarsi di fronte ad un Assassin's Creed futuristico.
Le somiglianze fra i due titoli sono innegabili, ma bisogna ammettere che Watchdogs lotta fino in fondo per reclamare una sua identità. L'assalto ad una delle centrali ci ha divertiti parecchio: abbiamo tentato di attaccare il corpo di guardia a viso aperto, usando il sistema di coperture e l'irruenza di un arsenale bello denso, ma senza successo. Il secondo tentativo prevedeva un approccio stealth: hackeriamo l'allarme di un'automobile vicina per attirare una guardia, poi usiamo le nostre abilità per aggirare il sistema elettrico di un montacarichi e spostarci al “piano superiore”, sgattaiolando sui tetti per non incrociare gli sguardi torvi delle sentinelle.
Anche se l'impalcatura che sorregge la produzione è tutto sommato un po' abusata, l'operazione ha una sua verve tutta nuova. Il design di questi settori è ben studiato per stimolare il giocatore, e ricorda per certi versi le sfide degli avamposti di Far Cry 3, tutte ben tenute e tesissime. Watchdogs dà il meglio di sé quando il giocatore decide di tenere un basso profilo, piuttosto che quando sfrutta la componente shooting, molto scattante ma evidentemente non prioritaria né particolarmente solida.
L'idea che la consonanza con la saga di Ezio e Connor possa essere in qualche modo lesiva è insomma da scartare: sarà che la possibilità di guidare qualsiasi veicolo e prendere la metropolitana cala il tutto in un contesto urbano lontanissimo dalle ambientazioni storiche di Assassin's Creed; ma è anche la possibilità di interagire con l'ambiente -facendo esplodere quadri elettrici e forzando semafori- ad infondere alla progressione un ritmo tutto suo.

Hackera o sarai hackerato

Praticamente tutte le produzioni pensate per la prossima generazione di console hanno fra gli obiettivi principali quello di smussare il confine fra esperienza in singolo ed in multiplayer. Anche Watchdogs cerca di muoversi in quella direzione, proponendo un'opzione competitiva veramente particolare, perfettamente collocata nel contesto di gioco. Nel mondo di Watchdgos Aiden Pearce non è l'unico hacker di professione. Anzi: anche lui si trova spesso a doversela vedere con qualcuno che prova ad infiltrarsi nei suoi device.
Accedendo alla mappa di gioco (un click sulla superficie touch del pad Ps4: comodissimo), è possibile vedere tutti gli amici connessi che non sono impegnati in una delle missioni principali (non sarebbe giusto rovinargli la partita). Potrete così “proiettarvi” nel mondo di un un altro giocatore, assumendo sembianze di un qualsiasi NPC (voi continuerete a vedere il modello del protagonista, ma lui non potrà distinguervi nella folla).
Il vostro compito, a questo punto, sarà quello di avvicinarvi fino ad avere la possibilità di hackerare lo smartphone del vostro avversario. Ovviamente dovrete agire con circospezione, evitare di correre o rubare auto, altrimenti la vostra copertura salterà. Una volta eseguito l'override del terminale, dovrete cercare un posto dove nascondervi: una volta che vi fermerete comincerà il processo che vi porterà ad impiantare un virus nella partita che avete “invaso”.
A quel punto l'avversario avrà un minuto di tempo per trovarvi e farvi fuori, passando in rassegna tutti gli NPC che vedrà in giro. Quale sarà la vostra tattica? Mantenere un basso profilo, oppure salire in auto e scappare, stando sempre attenti a non allontanarvi troppo dal bersaglio?
Un sistema del genere, oltre a stimolare una strettissima competizione, ha in fondo l'obiettivo di farvi stare sempre sull'attenti. Ogni telecamera potrebbe essere il punto d'accesso usato da un altro giocatore per venire a sottrarvi un po' di notorietà (questo è l'obiettivo finale dell'hackeraggio).
In pratica, il clima di tensione quasi morbosa in cui Aiden è costretto a vivere, la paura di essere spiati in ogni momento, viene inserita nel contesto dalle possibilità legate al multiplayer. Un tocco di classe non da poco.
Bellissime anche le sfide che è possibile avviare grazie alla companion app per Tablet.
In pratica, stingendo il vostro fido iPad, potrete in qualsiasi momento cercare giocatori e avviare una competizione. Chi deciderà di accettarla dovrà semplicemente correre in giro per la città superando una serie di checkpoint: il vostro compito sarà quello di rallentarlo utilizzando una mappa tattica per dirigere le forze di polizia. Potrete inviare un elicottero ad indicare il fuggitivo, collocare auto per organizzare posti di blocco, e ovviamente aggirare semafori e far esplodere idranti per ritardare l'avversario. Il vostro compito sarà solo quello di rallentarlo per non fargli raggiungere in tempo la destinazione. E' un peccato che su iPad non si veda quello che succede nella partita dell'altro giocatore, ma il senso di sfida è anche in questo caso molto alto, e ben presto entrambi i contendenti si troveranno ad organizzare tattiche elaborate. L'utente alla guida di Aiden potrà anche utilizzare degli speciali impulsi per “negare” uno degli hackeraggi dell'avversario, scombussolando quindi le sue strategie.
Raramente abbiamo visto opzioni multigiocatore e esperienze second screen così ben implementate: a dimostrazione che il team di sviluppo ha lavorato alla grande sul fronte concettuale, scolpendo un titolo sfaccettato e con una fortissima personalità.

Purtroppo allo stato attuale dei fatti non abbiamo ancora avuto modo di testare la campagna, e quindi l'effettiva varietà di quello che sarà comunque il fulcro della produzione.
Eppure il titolo Ubisoft è così avvolgente e fascinoso che non vediamo l'ora di sgattaiolare nel tessuto sociale di questa Chicago virtuale, che sembra densa e ricca come non mai. La speranza è quella che gli sforzi di design profusi nella costruzione di certi angoli della città facciano il paio con un'avventura non iterativa, ma anzi ben attenta a proporre situazioni sempre nuove.

Watch Dogs Watchdogs si conferma uno dei titoli più succosi in arrivo assieme agli hardware Next Gen di Microsoft e Sony. Ubisoft ha preso la formula dei suoi Free roaming di successo e l'ha declinata in maniera molto personale, calandola in un ambiente urbano, ma puntando forte soprattutto sul carattere dell'avanzamento. Il controllo dell'informazione, l'ossessione di essere costantemente osservati, l'hackeraggio dei sistemi informatici della città, sono dettagli che influenzano in maniera evidente sia il gameplay che l'atmosfera della bellissima Chicago. L'avventura dovrà dimostrarsi varia e interessante, ma le qualità del team di Montreal non si mettono in discussione. Oltre ad un tessuto di side quest che vi porta a scoprire i segreti della città e dei suoi abitanti, immergendovi nel contesto di gioco, le ispiratissime sfide multiplayer e le funzioni della compaion app contribuiscono a delineare un prodotto veramente smisurato.

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