Intervista Alone in the Dark - Diario di Sviluppo Part 1

La nascita del progetto raccontata dal Lead Designer

intervista Alone in the Dark - Diario di Sviluppo Part 1
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Pc
  • Tra i titoli più attesi del 2008 troviamo nelle prime posizioni Near Death Investigation, quinto episodio dell'atipico survival horror Alone in the Dark.
    Dopo averne solo saggiato le capacità durante l'E3 del 2006 (per saperne di più clicca qui) ed esserci ulteriormente avvicinati al risultato finale nel corso della Games Convention di Lipsia lo scorso anno (è possibile trovare QUI il nostro articolo) e grazie al rilascio di una recente tech demo, siamo lieti di proporvi di seguito un recente Developer Diary.
    Tale diario svelerà qualche retroscena sulla vita, sulle ispirazioni artistiche e sul lavoro di Hervè Sliwa, lead game designer del team Eden Games al lavoro su Near Death Investigation.
    Eden Games è una software house francese fondata nel 1996 con all'attivo una buona serie di prodotti del calibro di V-Rally, V-Rally 2, Kya: Dark Lineage e Test Drive Unlimited.
    Quella che vi proporremo è la traduzione dall'inglese della prima parte di questo diaro che verrà rilasciato “a puntate” per rivelare, passo passo, la nascita di Alone in the Dark: Near Death Investigation.

    Primi passi

    Come Lead Game Designer di Alone in the Dark il mio lavoro consiste nel progettare tutti i contenuti del gioco, dalla trama al gameplay.
    Lavoro agli Eden Studios da 6/7 anni ed il mio ultimo progetto è stato Kya: Dark Lineage.
    Prima di questo ho lavorato per 6 anni ad Infrogames e sono stato lead game designer di Sheep Dog and Wolf (conosciuto in Italia come Ralph il lupo all'attacco n.d.r.).

    Sono sempre stato un giocatore incallito, nella mia stanza giocavo molte ore durante la notte. Ho sempre amato i videogames ma mai mi sarei sognato che sarebbero potuti diventare il mio lavoro, dato che non credevo nemmeno che creare videogiochi potesse essere un lavoro. Tant'è che iniziai a studiare musica a Lione e, per racimolare qualche soldo extra, mi ero trovato un impiego come tester per la Infrogames. Da quel momento realizzai che fare videogiochi poteva essere un vero e proprio lavoro, così mi impegnai con tutto me stesso per far si che il mio sogno s'avverasse, e, dopo due anni, ottenni il mio primo contratto temporaneo.

    I miei videogiochi preferiti di sempre sono Zelda, Half Life ed il primo Metal Gear Solid. Zelda per chè è Zelda ed è probabilmente il miglior adventure game mai creato data la sua capacità di fondere perfettamente elementi RPG ed action - ho passato davvero molte ore su questo gioco, lo amo. Half Life perchè è la miglior rappresentazione dello stato dell'arte nel gameplay - il primo gioco dove mi sono sentito una persona normale in lotta per la sopravvivenza. E' stato davvero fantastico quando ci giocai per la prima volta. Con Metal Gear, invece, compresi come un videogioco potesse intrattenere meglio di un film, e capirlo è stato molto importante per me. Ed ovviamente non può mancare, e non sto mentendo, il primo Alone in the Dark. Ho passato molte ore su questo gioco dato che è stato un grosso passo avanti in termini di tecnica narrativa e di tecnologia, ed è stato davvero magnifico.

    Dato che Alone in the Dark è uno dei miei giochi preferiti lo considero una grande eredità. Significa innovazione, rompere le regole, e tentare di portare qualcosa di nuovo nell'intrattenimento interattivo. E' un capolavoro, una grossa eredità per noi. Fare un remake di Alone in the Dark è perciò una sorta di dono - qualcosa che ho sognato circa 10 anni fa. Onestamente, ho cercato di farmi assumere da Infrogames proprio perchè era la software house che fece il primo Alone in the Dark: significa davvero molto per me avere l'opportunità di sviluppare questo gioco. E' stato straordinario che Infrogames si trovasse a Lione, proprio dove studiavo.

    Abbiamo grande rispetto per il primo Alone in the Dark e vogliamo rispettarne l'eredità, ma vogliamo anche mettere tutto il nostro spirto in questa nuova produzione. A tal proposito direi che non si tratta di un sequel, quanto di un nuovo approccio alla serie, con molte innovazioni e nuove regole. Naturalmente non ci sarà bisogno di completare le vecchie avventure per iniziare questa, ma ci saranno di certo delle piccole connessioni tra i due giochi.

    Il progetto è nato nella mia mente 10 anni fa quando, per la prima volta, mi trovavo in viaggio negli Stati Uniti, a New York. Appena arrivato mi trovavo a passeggiare per Manhattan quando mi imbattei in Central Park. Nottetempo New York è completamente illuminata - la città che non dorme mai. Arrivai di fronte a Central Park a notte inoltrata e notai che il parco era molto buio. Stavo di fronte a quest'enorme spiazzo buio ed era davvero una strana sensazione - c'era un certo contrasto tra l'oscurità di fronte a me e le luci tutt'intorno. Sembrava un mondo parallelo, il mondo dell'oscurità in opposizione a quello della luce - magnifico. In quel preciso istante ebbi un'illuminazione: quella poteva essere un'ambientazione fantastica per un nuovo Alone in the Dark. Tornato dal viaggio con tutte le mie foto del parco e degli edifici attorno ad esso iniziai a pensare a molte differenti situazioni e possibilità per il gioco, locazioni all'interno del parco, elementi narrativi ed altro ancora. Al momento però stavo lavorando a Sheep Dog and Wolf, quindi conservai tutte le mie idee in un cassetto. Dopo Kya: Dark Lineage scoprimmo che Atari era entrata in possesso del brand Alone in the Dark e che avremmo avuto l'opportunità di proporre il nostro nuovo progetto, così estrassi dal cassetto tutte le mie idee. Ci fu un incontro (un brainstorming) agli studios Eden e, proprio in quella sede, nacque il nuovo Alone in the Dark.


    Continua...

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