Esport

Call of Duty eSport, il settore competitivo raccontato da Ivan 'Rampage' Grieco

bbiamo scambiato quattro chiacchiere con la punta di diamante degli eSport caster italiani, Ivan "Rampage" Grieco.

intervista Call of Duty eSport, il settore competitivo raccontato da Ivan 'Rampage' Grieco
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Chiunque sia appassionato di gaming (e di Call of Duty in particolar modo) avrà sentito parlare di Ivan Grieco, un ragazzo di appena 25 anni, che può essere definito la voce degli Esport italiani. Grande estimatore di sport virtuali e di calcio, sin da piccolo ha sempre avuto la passione per la telecronaca calcistica. Un amore viscerale che si è trasformato, poco alla volta, in sogno: ad oggi, infatti, Ivan ha studiato profondamente la professione di caster, prestando poi il suo talento al panorama degli Esport tricolori. Abbiamo quindi deciso di intervistarlo, per capire i punti di vista di un vero insider della community italiana di Call of Duty su quel che riguarda lo sviluppo del settore.

    Intervista a Ivan "Rampage" Grieco

    Everyeye.it: Sono ormai anni che commenti come caster il settore Esport di Call of Duty, lo vedi cambiato? Ed in che modo?
    Ivan "Rampage" Grieco: Il settore Esport di CoD è cambiato molto, sotto alcuni aspetti in meglio, per altri in peggio. Una cosa che mi manca rispetto ai vecchi tempi è sicuramente lo spirito di "fratellanza" ed il "rispetto" reciproco tra i giocatori. La community era un po' una grande famiglia, con i suoi pregi e i suoi difetti. Adesso c'è poco rispetto tra i ragazzi, l'età media è molto più bassa e sono venuti a mancare alcuni valori. Il lato positivo del cambiamento del settore si concentra sulla crescita di nuove figure professionali: le opportunità per i giocatori si sono moltiplicate, ma anche per chi, come me, sognava di far diventare la propria passione un lavoro vero e proprio.

    Everyeye.it: Quest'anno per la prima volta Activision ha deciso di introdurre i National Circuits strutturati sui Pro Points. Cosa ne pensi?
    Ivan "Rampage" Grieco: L'idea di base mi è piaciuta sin da subito, soprattutto perché finalmente l'Italia è tornata ad avere una competizione Nazionale Ufficiale. Grazie ad essa i giocatori possono avere una speranza di confrontarsi con i migliori team del mondo. Però alcuni passaggi, soprattutto le modalità di qualifica a questo Circuito Italiano, secondo me possono essere migliorati: ad esempio io avrei inserito una Cup di qualifica ulteriore prima dell'inizio del Circuito, in modo da premiare effettivamente i team più forti e non solo quelli che hanno giocato di più e quindi accumulato più ProPoints.

    Everyeye.it: I roster dei team italiani hanno visto una rivoluzione in vista del National Circuit, qual è la tua opinione?
    Ivan "Rampage" Grieco: Credo che la colpa in questo caso non vada data ai giocatori: si sono dovuti semplicemente adattare ad un sistema che secondo me, come ho detto prima, va migliorato. È una questione che hanno sottolineato anche i pro player americani. Se fossi stato nei panni dei giocatori italiani, avrei cercato di accordarmi in maniera diplomatica tra i team e magari evitare di prendere due giocatori stranieri per squadra, in modo tale da dare più valore alla community italiana. Ma un accordo simile è pura utopia.

    Everyeye.it: Come vedi la community eSport italiana di Call of Duty? In cosa devono migliorarsi i giocatori?
    Ivan "Rampage" Grieco: Io credo che l'unica cosa che possiamo migliorare come community è il rispetto reciproco verso il prossimo, verso i nostri avversari, i nostri compagni e verso tutti coloro che lavorano nel settore. Non dobbiamo aspettare che qualcuno arrivi a salvarci e migliorarci, tutti noi possiamo dare il nostro piccolo contributo comportandoci nel modo giusto.

    Everyeye.it: Mentre le organizzazioni e associazioni interessate al settore cosa devono cambiare?
    Ivan "Rampage" Grieco: Le organizzazioni dovrebbero impegnarsi nell'inserire nel loro organico figure competenti, quali coach, manager, analyst che siano in grado effettivamente di gestire e garantire la crescita nel tempo di un gruppo di ragazzi. Troppe volte ho visto organizzazioni fare promesse senza poi mantenerle: occorre professionalità, altrimenti non andiamo da nessuna parte.

    Everyeye.it: Come deve evolversi l'Italia per farsi prendere più sul serio a livello globale e raggiungere standard più alti?
    Ivan "Rampage" Grieco: Serve continuità, anzitutto da parte degli organizzatori, in modo che chiunque voglia investire tempo e denaro su Call of Duty abbia più certezze. Continuità da parte delle Organizzazioni, che devono imparare ad avere più pazienza non mollare un team dopo una semplice sconfitta, lavorandoci su e garantendone invece la crescita. Continuità da parte di giocatori, che devono avere la maturità e la pazienza di capire che diventare PRO non è una cosa per tutti e che in pochissimi ce la faranno.

    Everyeye.it: Donne e eSport: quali sono le tue opinioni?
    Ivan "Rampage" Grieco: Sono convinto che le donne si meritino la stessa considerazione che viene rivolta ai giocatori di sesso opposto. Credo che dividere le due categorie non sia corretto, anche perché questo settore non vede differenze di tipo fisico tra i sessi come fattore influenzante. Qui si parla di abilità mentali, siamo tutti alla pari e ciò è dimostrato da diverse ragazze all'estero che stanno facendo grandissimi passi avanti nel mondo Esport, come Geguri e Scarlett. Poi è anche vero che purtroppo abbiamo a che fare con le cosiddette "Egirl", le quali, piuttosto che competere ad alti livelli, preferiscono cercare scorciatoie ed attenzioni in altri modi, ma qui sta a noi tutti capire che parliamo di due categorie di ragazze ben differenti. Da una parte abbiamo chi ama gli Esport e ama la competizione, dall'altra no, così come nel mondo maschile c'è chi preferisce parlare troppo e mettersi poco in gioco.

    Che voto dai a: Call of Duty WWII

    Media Voto Utenti
    Voti: 99
    6.9
    nd