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Dead or Alive 6: Yohei Shimbori ci svela le novità del nuovo DOA

In occasione della fiera teutonica abbiamo avuto l'opportunità di scambiare due chiacchiere con Yohei Shimbori, direttore di DOA 6.

intervista Dead or Alive 6: Yohei Shimbori ci svela le novità del nuovo DOA
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il sesto capitolo della storica serie di picchiaduro in uscita il prossimo anno è un titolo ormai atteso da lungo tempo da tutti i fan. In mezzo allo strapotere di Tekken e Street Fighter, veri giganti del genere, si inizia infatti a sentire la mancanza di "alternative". Certo, i picchiaduro non mancano e, tra un po', farà il suo gradito ritorno anche Soul Calibur ma sinceramente si sentiva la mancanza di qualcosa di realmente nuovo legato a un brand storico e - diciamoci la verità - assai riconoscibile, grazie alla rappresentazione spesso esagerata delle curve delle combattenti. Tutti (non potete negarlo) abbiamo ricordi piacevoli legati a Leifang, Tina, Helena, Kasumi e Christie. Giusto per citarne alcune.
    Il sesto capitolo, però, non sarà il classico more of the same: apporterà importanti modifiche alla formula di gioco ed all'estetica dei lottatori, per fare in modo che anche questa storica saga possa adeguarsi agli standard dei picchiaduro moderni. L'obiettivo è quello non solo di rendere il nuovo episodio più accessibile e profondo dal punto di vista del gameplay ma, anche, di renderlo un po' più "serioso", coprendo prima di ogni altra cosa, le morbide curve delle protagoniste con costumi un po' più castigati, lavorando sulle animazioni e sulla fisica dei colpi. A Colonia abbiamo avuto l'opportunità di scambiare quattro chiacchiere con l'istrionico director, Yohei Shimbori, che si è divertito un mondo vederci perdere (mannaggia ai dorsali!) ma, soprattutto, ci ha spiegato qualcosa in più sul lavoro del team, sui contenuti che potremo aspettarci e sull'inedita apertura all'esport. Ecco cosa ci ha raccontato.

    Una chiacchierata con Yohei Shimbori

    Everyeye.it: Quale è la prima cosa che diresti ai giocatori che non hanno mai giocato a Dead or Alive? Perché DoA 6 dovrebbe essere il loro primo fighting game?
    Yohei Shimbori: Dead or Alive 6 è un titolo accessibile. Abbiamo voluto che lo fosse, che fosse "familiare", proprio per far si che i giocatori non siano costretti a imparare per forza strane e complesse combo. Quindi direi di non avere paura, novellini, perché il titolo sarà molto "friendly" per voi. Inoltre abbiamo lavorato affinché il titolo rimanga spettacolare non solo da guardare, ma anche da giocare. Vogliamo che sia divertente e accessibile per tutti.

    Everyeye.it: Riguardo alla Story Mode, cosa puoi dirci? È ancora troppo presto per poterne parlare?
    Yohei Shimbori: Riguardo alla storia, posso dirvi solo una cosa al momento: sarà molto simile come struttura alla storia di Dead or Alive 5.

    Sarà un'unica, grande storia in cui ogni personaggio giocherà la propria parte. Con il progredire della storia, sempre più personaggi faranno la loro comparsa, in modo che il giocatore possa abituarsi e prendere la dovuta confidenza con ognuno di essi.

    Everyeye.it: Abbiamo sentito che questa volta non ci saranno personaggi crossover al momento del lancio, dato che la squadra vuole concentrarsi sulla visione del mondo di Dead or Alive 6. Succederà dopo il lancio, forse?
    Yohei Shimbori: Sì, è corretto. Non abbiamo alcun piano in questo momento per introdurre personaggi in crossover con altre serie. Certo, non nego che mi piacerebbe molto ma, ripeto, in questo momento non abbiamo alcun piano in merito.

    Everyeye.it: La Story Mode si espanderà con i personaggi DLC che sono stati introdotti in Dead or Alive 5 Ultimate?
    Yohei Shimbori: Questa è una cosa di cui, in questo momento non possiamo dire nulla. Intanto possiamo dire che ci sarà Rig.

    Everyeye.it: Ora, parlando delle nuove meccaniche di gioco, uno dei principali cambiamenti saranno le combo di "fatal rush", puoi spiegare più nel dettaglio questa novità?
    Yohei Shimbori: Spiegarlo a parole è abbastanza difficile, nonostante la meccanica sia estremamente semplice, essendo una mossa speciale. In sostanza, per attivare la nuova meccanica legata alla combo "fatal rush" basta premere in sequenza per quattro volte il relativo tasto. La combo non può essere interrotta da chi la subisce.

    Quindi, se il primo colpo va a segno, i successivi raggiungeranno il bersaglio. Se, però, l'avversario è bravo e riesce a schivare, magari facendo un passo laterale, al primo affondo, la combo va a vuoto. Inoltre, più fatal rush possono essere attivate consecutivamente, basta premere il relativo dorsale. Riempiendo la Break Gauge associata, infine, è possibile lanciare direttamente la Break Bowl, la super mossa tipica.

    Everyeye.it: Quali difficoltà avete incontrato nel processo di bilanciamento dei vari personaggi?
    Yohei Shimbori: La strada è stata lunga e non priva di difficoltà. All'apparenza Dead or Alive 6 può apparire semplice ma la quantità di mosse a disposizione di ogni singolo personaggio è qualcosa di enorme. Sono decine e decine, tra attacchi alti, potenti, prese, supermosse e così via (a riprova, Yohei ci mostra la lunghissima lista di mosse a disposizione di ogni lottatore, e non possiamo che confermare, n.d.r.).

    Everyeye.it: Cosa puoi dirci dei miglioramenti grafici? Ora i personaggi assumono tratti più realistici e i segni della lotta appaiono sul corpo dei combattenti.
    Yohei Shimbori: Esattamente, le prime migliorie le hai elencate tu. Non è una questione di essere più "realistici". Volevamo che le azioni, i lottatori, i costumi e le movenze risultassero prima di tutto "naturali". Quando si cade a terra è naturale sporcarsi, così come appare una cosa ovvia che lottando e facendo uno sforzo fisico, si inizi a sudare. Le espressioni facciali, poi, è qualcosa su cui ci siamo voluti concentrare di più.

    Ora ogni combattente possiede una vasta gamma di espressioni: possono essere arrabbiati, divertiti, corrucciati, mostrano i segni dei colpi sul viso, possono mostrare dolore e così via. Viene utilizzato, inoltre, un diverso motore di rendering che supporta l'illuminazione fisica in modo diverso, una cosa che non poteva essere fatta in Dead Or Alive 5. Questo ci ha permesso di aggiungere maggior naturalezza ai personaggi e agli ambienti.

    Everyeye.it: Quali difficoltà hai incontrato nello sviluppo di queste nuove animazioni?
    Yohei Shimbori: È stata una vera e propria sfida. Abbiamo usato il face capturing e li abbiamo profilati sulle fisionomie dei combattenti, adattandole. Come dicevo, non era il nostro scopo di rendere per forza il tutto realistico ma, bensì, il più naturale possibile.

    Everyeye.it: Cosa pensi dell'esport? Hai pensato all'espansione sotto quel profilo? I tornei di Dead or Alive 6 potrebbero essere interessanti per il pubblico e, ovviamente, per i giocatori professionisti?
    Yohei Shimbori: Dead or Alive 6 è un titolo sicuramente divertente da giocare, ma anche da guardare. L'abbiamo presentato all'EVO 2018 a Las Vegas, poche settimane, fa ed è stato un successo. Il titolo appare immediato e di chiara comprensione anche allo spettatore che non sa le regole del gioco.

    Basta solo che osservi l'azione, non ci sono troppi effetti o combo strane che mettono in confusione l'occhio meno allenato. Per questo, secondo me, Dead or Alive 6 può essere un titolo perfetto anche per l'esport. Come dicevo: divertente da giocare e da guardare.

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