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Il futuro eSport di Rainbow Six Siege secondo Wei Yue di Ubisoft

Abbiamo avuto l'opportunità di intervistare il nuovo acquisto in casa Ubisoft: Wei Yue, responsabile eSport di Rainbow Six Siege per gli Stati Uniti.

intervista Il futuro eSport di Rainbow Six Siege secondo Wei Yue di Ubisoft
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Poco meno di due settimane fa siamo volati in Nord Carolina per provare la terza, attesa stagione di Rainbow Six: Siege e, ovviamente, osservare i professionisti in azione nella fase finale del Major di metà stagione. Come vi abbiamo raccontato, sono diverse le novità che arricchiranno lo shooter tattico targato Ubisoft, a partire dai due, interessanti operatori. Amaru e Goyo sembrano aver il piglio giusto per far dimenticare in fretta Nokk e Warden, oltre che imporsi nel meta che verrà. I due nuovi innesti del roster, però, non saranno le uniche aggiunte al titolo. Arriveranno, infatti, migliorie estetiche e un season pass che promette di dare in pasto ai giocatori un nuovo metodo di progressione. 
    A latere di queste novità, ce ne sono state altre ovviamente dedicate alla sempre più centrale scena esport di Rainbow Six Siege. Ecco cosa ci ha raccontato Wei Yue, responsabile della divisione nordamericana di Ubisoft recentemente trasferitosi (seguendo le orme del collega Che Chou) dopo gli anni passati in Blizzard. 

    A tu per tu con Wei Yue

    Ci puoi raccontare del tuo passato nell'industria?
    Sono stato un pro player anch'io, molto tempo fa. Giocavo a Starcraft: Brood War. Sono una persona competitiva in generale, nella vita e, dopo aver giocato, sono passato dall'altra parte della barricata per così dire. Ho lavorato molti anni per Blizzard (mi sono occupato prevalentemente di Hearthstone), prima di trasferirmi in Ubisoft.
    Volevo cercare nuovi stimoli, nuovi obbiettivi. Per me è molto importante essere coinvolto nello sviluppo, lavorare a stretto contatto con il team e gli stessi giocatori e portare nuove idee collegando i due mondi.

    Come si evolverà la scena competitiva di Rainbow Six nel prossimo futuro?
    Siamo assolutamente orgogliosi di annunciare l'estensione del Pilot Program, che proseguirà per la Fase 2. In questa fase il programma verrà esteso a nuove squadre: dalle undici attuali passerà a quattordici team.
    Inoltre i nostri piani includono anche l'aumento degli oggetti cosmetici per ogni squadra. Dalla prima fase, che ne comprendeva solamente quarantaquattro, la nuova iniziativa li aumenterà sino a oltre ottanta.
    Riguardo al Revenue Share, invece, sarà così suddiviso: un 70% andrà a Ubisoft, mentre il restante 30% andrà ai team. Avremo anche i Gold Set che torneranno e i ricavati verranno suddivisi esattamente come dicevamo. Sarà un grande cambiamento rispetto alla precedente spartizione che vedeva la fetta così divisa: 70% a Ubisoft, 21% ai team e 9% per i prize pool.
    Abbiamo un bel po' di novità che arriveranno nei prossimi mesi. Stiamo lavorando già da qualche mese sull'esport program per il 2020 e oltre. Stiamo inoltre collaborando attivamente e costantemente con i giocatori professionisti per avere i loro feedback: ciò che manca ad operatori e mappe e riguardo l'ambiente stesso di gioco.

    Avete piani per supportare e far crescere le scene competitive regionali e nazionali?
    Assolutamente sì. Il nostro obbiettivo è quello di focalizzarci sull'audience locale, attraverso un sistema di tornei e di crescita "double down". La parola chiave per il nostro team che si occupa di esport è "regionalizzazione". Vogliamo coinvolgere tutti i giocatori e gli spettatori in ogni paese in modo che possano essere coinvolti nella scena competitiva di Rainbow Six Siege.

    Nelle semifinali abbiamo visto che sono arrivati quattro team tutti provenienti dalla scena esport europea. Cosa sta succedendo alle altre regioni? C'è qualche problema in termini di crescita?
    Beh, sono rimasto molto sorpreso anch'io di questa svolta. Rainbow Six Siege e la scena esport del titolo sta diventando sempre più globale, quindi è solo questione di tempo prima che le altre regioni possano divenire più competitive di quanto lo siano probabilmente in questo momento. Per noi il fatto di concentrarci sulla crescita di una regione è solo un'opportunità in più, perché ci permette di capire cosa eventualmente si può fare per supportare quella specifica regione e aiutarla a crescere con interventi mirati.

    La prossima regione che vedrà esplodere tutto il suo potenziale? Ora è davvero difficile dirlo. Se devo essere sincero, credo che la regione cinese abbia ottime potenzialità per il futuro. Rainbow Six Siege, come forse saprete, debutterà tra poco proprio in Cina grazie alla partnership con Tencent e subito dopo attueremo iniziative dedicate per lanciare, far crescere e supportare la scena esport cinese.

    Com'è il rapporto tra team di sviluppo, influencer e community? Immagino seguiate e ascoltiate anche i feedback provenienti dalla "pancia" del pubblico.
    Certamente. Abbiamo una squadra apposita all'interno del team di sviluppo che si occupa di gestire i feedback della community e non solamente quelli provenienti dai pro player. I canali social e di comunicazione sono sempre monitorati.

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