Esport

iRacing: a tu per tu con il pro player Enzo Canta

iRacing è uno dei simulatori di guida più importanti in circolazione: abbiamo intervistato uno dei pro player più conosciuti del panorama competitivo!

intervista iRacing: a tu per tu con il pro player Enzo Canta
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di

Abbiamo avuto occasione di conoscere più da vicino iRacing, uno dei simulatori di guida più realistici e famosi del panorama videoludico. Il gioco, creato nel 2008 da David Kaemmer e John W. Henry (ex sviluppatori dietro a pietre miliari del genere come Indianapolis 500, NASCAR e Grand Prix Legends) grazie alla precisione e alla fedeltà nella trasposizione digitale di auto e tracciati, nel corso degli anni ha conquistato un gran numero di appassionati sim driver da tutto il mondo e di sponsor che organizzano campionati esport molto seguiti anche in streaming.

Il titolo viene inoltre spesso sfruttato anche da piloti reali per le loro sessioni di allenamento e non sono pochi quelli che competono seriamente in qualche campionato virtuale quando non gareggiano nella realtà. Noi abbiamo raccolto la testimonianza di Enzo Canta che potete seguire sul canale Twitch EnzoJenzo, pro player (e campione) di lungo corso di iRacing, nonché nostro talentuoso videomaker. Ecco cosa ci ha raccontato!

Come parte dello speciale Fordzilla vi proponiamo anche l'intervista a KuroLily, capitano della squadra italiana del team eSports di Ford.

La carriera di un Pro Player

Se ti va, presentati ai lettori di Everyeye, anche se credo ti conoscano già.
Mi chiamo Enzo, ho 42 anni e i lettori di Everyeye mi conoscono in qualità di videomaker. Chi segue le fiere e i video speciali che realizziamo ogni anno sicuramente avrà sentito parlare di me. Dal 2013 sono entrato nel Mivano Simracing Team, un team italiano fondato da Fabio Mantellini (ma con tanti piloti stranieri nel suo roster) che è uno dei più forti del mondo.

La mia passione, fondamentalmente, è iniziata da quando sono nato. Quando ero piccolo ritagliavo le macchinine dai giornali che comprava mio padre e le incollavo ovunque. Una fissazione da cui non si può sfuggire.

Crescendo, in sala giochi ho consumato i cabinati con OutRun, che aveva il "motion simulator", un elemento fantascientifico per l'epoca. La passione vera e propria è iniziata su Amiga, con Indianapolis 500 e Formula One Grand Prix di Geoff Grammond, giocato ancora con il joystick a levetta. Su PC invece sono passato su Gran Prix 2.

Con l'acquisto del mio primo volante ho iniziato su Grand Prix Legends (credo fosse il '98). Gli sviluppatori dietro a questo progetto erano gli stessi di Indicar Racing 1 e 2, Nascar Racing che, tra l'altro, sono gli stessi responsabili di iRacing.

Allontanatomi dal PC mi sono avvicinato alle console e mi sono appassionato a Gran Turismo, con le PlayStation. Dal 2013 ho iniziato a correre online su GT 5 Prologo anche se, complice il poco tempo e la poca serietà delle competizioni multiplayer, ho deciso di abbandonare. Da quel momento ho scoperto iRacing e me ne sono innamorato: non sono più riuscito a tornare indietro. Quest'anno in primavera l'ACI ha organizzato il primo campionato italiano ufficiale esports di Formua 3 e GT3 sulla piattaforma iRacing ed io ho partecipato a quello di Formula 3. Le gare sono andate in diretta streaming su YouTube e su Sky.

Cos'ha iRacing di diverso rispetto ad altri sim racing? So che il gioco viene spesso sfruttato dai piloti per allenarsi e imparare i tracciati.
Ora ci sono vari titoli che si possono definire prettamente "simulativi", oltre a iRacing. Per quanto mi riguarda, direi di tener fuori dalla categoria (mettendoli nei sim-cade) i vari Forza, GT e Project Cars; invece porrei sullo stesso piano simulativo in quanto realismo di guida: iRacing, Assetto Corsa Competizione (grandissimi passi avanti rispetto al predecessore), RaceRoom Experience e RFactor 2. Quest'ultimo, come modello fisico applicato alla dinamica delle gomme, è uno dei più avanzati in circolazione.

L'aspetto in cui iRacing batte tutti, però, è il fatto che le piste sono tutte create partendo dal laser scan, ciò significa che tutte le imperfezioni reali si riscontrano anche nella versione digitale. Le auto sono poi tutte prodotte in collaborazione con i produttori. Ad esempio, la macchina con cui corro io è una Skip Barber, una specie di Formula Ford monoposto utilizzata nelle academy statunitensi.

Piccola curiosità: iRacing essendo stato creato negli USA, all'inizio era dedicato alle competizioni sugli ovali, solo successivamente si sono aperti alle altre categorie. Ad ogni modo, la Skip Barber che guido è fondamentalmente la controparte digitale dell'auto reale.

Questo anche per il fatto che gli sviluppatori hanno trasposto in maniera fedele ogni cosa, dalla modellazione ai rumori, sino allo studio delle rilevazioni telemetriche della macchina. A livello di simulazione, insomma, siamo a livelli stratosferici. In più il comparto online, dal net code ai server, sono frutto di un'esperienza ventennale accumulata dal creatore, Kaemmer. Già su Grand Prix Legends c'erano infatti già i primi server con le gare online. Quindi il codice che sostiene l'online è il più solido e affidabile che esista in questo momento. La latenza e la stabilità sono talmente basse e precise che è come se si giocasse sempre in LAN, anche se i piloti sono sparsi per tutto il mondo.

Poi il comparto competitivo è sostenuto da una classifica mondiale in cui è davvero difficile rimanere ad alti livelli. Molti campionati (sia le serie ufficiali che le leghe private) vengono seguiti e trasmessi con il commento tecnico e le interviste ai piloti anche in streaming su Twitch e YouTube.

Per quanto riguarda i piloti reali, sì, su iRacing ce ne sono tantissimi. Leclerc ad esempio corre un po' su tutti i tipi di campionato e di macchina (anche se predilige più Assetto Corsa), lo stesso vale anche Verstappen. Su iRacing, avendo anche la partnership con la Blanc Pain Series, quando ci sono le endurance si presentano proprio le squadre con i piloti reali. Norris e Verstappen, due piloti della famiglia Barrichello (Rubens ed Eduardo), i piloti NASCAR...ce n'è un bel po'. Noi in squadra abbiamo Jose Maria Lopez, pilota GT che ha vinto due volte il campionato del mondo nella realtà con la Citroën C-Elysée WTCC.

Alcuni piloti reali sono nati dai simulatori. Non tutti ovviamente, ma non è raro che molti giovani si siano formati su questo tipo di produzioni. In termini di "race craft" i simulatori ti forniscono una forma mentale, un modo di correre ragionato che ti permette di affinare l'abilità di guida. Per fare un esempio, Norris ha dichiarato che con Verstappen si conoscono talmente bene che, quando si trovano a fare a sportellate nella realtà, sanno già cosa farà e come penserà l'avversario, perché sul simulatore hanno fatto talmente tante gare che sanno prevedere l'uno le mosse dell'altro. Tanto è vero che se vi capita di guardare i GP di Formula 1 vi accorgerete che questi piloti fanno delle manovre rischiosissime ma perfette e sono tutte frutto dell'esperienza accumulata provando e riprovando nel simulatore.

I traguardi raggiunti

Quali risultati hai raggiunto in questi anni? Mi racconti qualche tua esperienza memorabile? Mi dicevi che hai corso con Norris e Verstappen...
Per quanto riguarda le esperienze memorabili, potrei raccontartene tante. Una volta ho fatto una gara straordinaria sulla pista di Summit Point, in diretta streaming: la prima del mondiale di questa lega privata, che racchiudeva tutti i piloti più forti della serie Skip Barber. Dalle retrovie sono riuscito a rimontare, e a essere in prima posizione a tre curve dal traguardo.

Almeno fino a quando, all'ultima curva, mi finisce la benzina e arrivo terzo. Sarebbe stata la mia prima vittoria, tra l'altro con la pole. Ho dovuto rimandare l'appuntamento con il primo posto per addirittura tre anni. La mia prima vittoria l'ho ottenuta lo scorso agosto a Philip Island, arrivando assieme ad altri tre sulla linea del traguardo, anticipandoli di appena 7 millesimi di secondo, una vittoria con così poco scarto credo non si sia mai vista nella storia della serie.

Ho poi corso con Verstappen. In quella gara riuscimmo ad andare via in tre: io, Verstappen e un altro pilota molto forte, ossia Dennis Johansen. Battagliando, con Verstappen in testa, mi sono pregustato tutta la sfida che poteva nascere. Questo pilota mio amico, peraltro, ha commesso un errore e ci ha buttato fuori entrambi, lasciando scappare Verstappen.
Con Lando Norris, invece, mi ricordo una gara a Monza in cui ci siamo dati battaglia sin dalla prima variante: grandissimo staccatore ma non l'ho mai fatto passare, nemmeno una volta.

Quali risultati hai raggiunto in questi anni?
Dunque, quando ho iniziato nel 2013 vivevo da solo, quindi in pratica lavoravo e gareggiavo, senza soluzione di continuità. Nel primo anno di iRacing ho fatto 673 gare, una media di più di una al giorno, considerando che in alcune giornate ne avrò fatte anche sette-otto di seguito. Ho successivamente diminuito la quantità di gare perché ho capito che non era molto produttivo. Soprattutto, quando inizi a scontrarti con le persone in giro per il mondo, capisci che c'è sempre qualcuno più forte di te.

Per questo bisogna allenarsi ore su ore, tra pratica e studio degli avversari e delle telemetrie, analizzare il confronto dei tempi sul giro, e capire gli errori. Per cui ho iniziato a correre di meno ma ad allenarmi molto di più, sino a raggiungere il mio culmine nel 2016. Ormai avevo acquisito gli automatismi e affinato la mia tecnica con una sola macchina (che è la Skip Barber di cui abbiamo già parlato prima).

Ero ormai talmente abile ed esperto che mi bastava mettermi un giorno prima della gara, un'oretta, a far pratica sulla pista e automaticamente ero il più veloce, tanto che detengo ancora il record di tutti i tempi in qualifica in Road America! Questo ovviamente grazie alle migliaia di ore di pratica che mi avevano fatto diventare tra i migliori piloti della categoria. Ho vinto due campionati ufficiali iRacing, dopodiché è nato mio figlio. Il terzo, invece, l'ho perso per venti punti; il tempo chiaramente era diminuito per dedicarsi alla pratica, quindi pian piano quegli automatismi che si erano sedimentati negli anni sono andati scemando sempre più.

E poi mi sono accorto che non mi bastava più quell'allenamento di un'ora. Tra l'altro ha contribuito a farmi perdere gli automatismi anche l'upgrade hardware e delle periferiche. Questo ovviamente comporta un necessario periodo di adattamento alle nuove periferiche per prendere familiarità col nuovo setting. Non basta il talento, lo ripeto: serve tanta tanta pratica.

La community italiana e i consigli per diventare abili giocatori

Quanto tempo di impiega questa passione? Ti alleni? Ogni quanto gareggi? Vuoi dare qualche consiglio ai ragazzi che si affacciano ora sul mondo dei racing game competitivi?
Tantissima pratica. Come in tutte le cose: c'è una componente di talento e una componente di studio e allenamento. Il talento non basta da solo. Come l'allenamento non basta da solo. Devi essere molto regolare, solido mentalmente. Ed è anche una questione di controllo delle emozioni. Può capitare che ti senti il più forte al mondo girando da solo, ma in griglia è tutta un'altra storia. Io mi agito ogni volta che sono sulla griglia di partenza, forse perché le corse le ho nel sangue. Ho gareggiato anche nella realtà, in moto, ma ho fatto un grave incidente e ho dovuto smettere.

Quindi è come se idealmente avessi declinato la mia passione reale nelle competizioni online. I consigli che posso darvi sono: umiltà, studio (anche della teoria), dopodiché tantissimo allenamento e soprattutto analisi dei piloti più forti, perché ci sarà sempre quello più abile e più veloce. Se pensate di entrare in pista ed esser i migliori, non solo non avrete molte speranze di andare avanti, ma non sarete neppure rispettati. Non dimentichiamo che stiamo parlando di un'intera community che ruota attorno alle corse. Ci sono dei codici di comportamento da seguire per non creare incidenti, o ostacolare gli altri.

Trovi che in Italia ci sia una community attiva o è ancora considerata una nicchia?
Durante il periodo di lockdown c'è stato un incremento incredibile di account, ci sono tantissimi nuovi iRacer italiani che provengono anche da altre piattaforme. Ad ogni modo, la community è aumentata tantissimo, sono anche in alcuni gruppi Whatsapp in cui troviamo nuovi giocatori che chiedono consigli, e anche su Facebook ci sono vari gruppi su iRacing appositi. La community italiana è davvero cresciuta, e si è guadagnata il rispetto di quella internazionale. Ho scoperto di avere tanti follower in Italia e per questo ho aperto il canale Twitch per fare streaming delle mie gare.

Manuel Lucchetta, che mi ha spinto e aiutato ad aprire il canale Twitch, è diventato mio amico, un grande compagno di squadra, nonché allievo e attualmente è primo in classifica mondiale, davanti a me. Insomma l'allievo ha superato il maestro. Un doppio piacere, perché dobbiamo considerare che quella della Skip Barber è una delle serie più frequentate in assoluto (con 13.000 piloti attualmente in classifica nel campionato in corso) e stiamo parlando dei migliori piloti al mondo. Insomma, per giocarsi i mondiali ci vuole un bel po' di pratica e allenamento, come dicevo.

Enzo Bonito è uno dei fenomeni emersi da iRacing, capace di battere su una macchina vera l'ex pilota di F1 Lucas di Grassi nella Race of Champions 2017 a Città del Messico, attualmente pilota ufficiale "Hublot FDA Esports Team", la scuderia Ferrari virtuale che compete, dal 2019, nella F1 Esports Series. Su iRacing ci sono tanti altri talenti straordinari, dai miei compagni Marcello Pagnan, pluricampione Mazda Advanced, e Tommaso Carlà, specialista nelle gare endurance, fino ai professionisti veri e propri come Simone Maria Marcenò e Moreno Sirica, impegnati ora nella Porsche Cup, agli anziani ma sempre competitivi Carlo Labati e Renzo Archimede Olivieri, quest'ultimo attivissimo nella community italiana e responsabile di uno dei gruppi Facebook su iRacing.

Cosa utilizzi riguardo alle specifiche hardware e alle periferiche?
Allora, l'hardware conta, ma solo relativamente. Vedo gente che si iscrive e spende migliaia di euro per comprare il top di gamma. Ve lo dico: non serve. Nel senso, non è avere la postazione a livelli altissimi che vi fa andare più veloci. Ho corso per anni con un PC con prestazioni che a stento garantivano i 60 fps, con un volante G 27 standard di plastica. E con questa strumentazione ho vinto due mondiali. La base, lo ripeto, è l'allenamento. Ora comunque ho un PC con processore I7 4770 3.4 Ghz, scheda video EVGA GTX 1660ti, monitor LG 29' 21:9 60 Hz, un volante Fanatec CSW V1 con rim F1 e BMW GT3, pedaliera Fanatec CSR Elite, cambio ad H Thrustmaster TH8, postazione GT Omega Racing. Insomma, un setup di tutto rispetto!