TGA 2018

Journey to the Savage Planet: alla scoperta di una nuova avventura sci-fi

Grazie a 505 Games abbiamo potuto intervistare il team Typhoon Studios e scoprire ulteriori dettagli su questa nuova esperienza spaziale.

intervista Journey to the Savage Planet: alla scoperta di una nuova avventura sci-fi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Durante l'ultima cerimonia dei The Game Awards, tra le varie world premiere che si sono susseguite sul palcoscenico ha fatto capolino anche un piccolo ma stuzzicante progetto: ci riferiamo a Journey to the savage planet, un'avventura in prima persona nata tra le braccia nel team esordiente Typhoon Studios, un gruppo di veterani dell'industria riuniti sotto un'unica etichetta. Gli sviluppatori capeggiati da Alex Hutchinson (creative director responsabile di Far Cry 4 nel suo periodo di militanza presso Ubisoft Montreal) hanno deciso di affidarsi al publisher 505 Games per distribuire il loro titolo d'esordio, mostrato al mondo con un trailer che lascia intuire l'anima scanzonata dell'esperienza ma che ci racconta molto poco sull'effettiva anima ludica della produzione. Grazie ad un incontro esclusivo concessoci da 505 Games, abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere proprio con Alex Hutchinson, nella speranza di carpire qualche ulteriore informazione e prepararci adeguatamente al viaggio che ci attende il prossimo anno.

    Un viaggio di scoperta

    Everyeye.it: Il vostro gioco è stato presentato come "un'esperienza ottimista ambientata in un mondo coloratissimo". Cosa vi ha ispirato maggiormente nel concepire l'art design di Journey to the savage planet?
    Alex Hutchinson: Io sono un grande fan della science fiction, e mi mancano le avventure positive e vivaci con le quali sono cresciuto. Oggigiorno tutto sembra così oscuro e negativo, e quantomeno all'interno dei giochi vorrei che il pubblico vivesse un'esperienza piena di buon umore, di vitalità e possibilità. La nostra è comunque un'avventura pericolosa, ma il protagonista è stato inviato su pianeta alieno pieno di speranza per il futuro dell'umanità, non per sfuggire ad un disastro o per salvare il mondo.

    Everyeye.it: Parliamo un po' del gameplay: il gioco è un open world o presenta dinamiche più lineari? Quanta libertà sarà concessa al giocatore?
    Alex Hutchinson: Noi siamo un piccolo team, ed ognuno dei membri in passato ha contribuito alla realizzazione di un vasto open world, ma per il nostro gioco volevamo trasmettere l'idea di un progetto "fatto a mano", con una sua personalità. Ben presto potremo rivelarvi altri dettagli sul pianeta e sul mondo di Journey to the savage planet. Per ora vi basti sapere che c'è un ordine approssimativo da seguire per costruire gli upgrade allo scopo di avanzare, ma allo stesso tempo c'è una sufficiente libertà sul "dove" e sul "come" farlo, ed inoltre non mancherà un gran numero di segreti e sorprese che distrarranno il giocatore lungo la sua avventura.

    Everyeye.it: Nel presentare il gioco, avete detto che "i principi fondamentali di Typhoon sono i sapori forti, un sacco di sistemi interconnessi, un debole per i brutti scherzi e un radicato amore per il gioco collaborativo". In che modo questa descrizione si riflette sul gameplay? E quali sono le caratteristiche principali di Journey to the savage planet?
    Alex Hutchinson: Ci saranno specifiche sezioni piene di creature ed ostacoli da superare, e stiamo cercando di introdurre allo stesso tempo quante più opzioni e strumenti possibili, per poi lasciarvi da soli: vogliamo essere sorpresi dai giocatori. Ci sono molti elementi di cui adesso non possiamo parlare, ed sarà sicuramente più semplice spiegare le meccaniche di gioco quando avremo la possibilità di mostrare il gioco. Ma spero che questo possa bastare per darvi un'idea generale.

    Everyeye.it: Puoi raccontarci qualche dettaglio aggiuntivo sulla trama del gioco e sul background dell'universo in cui si ambienta?
    Alex Hutchinson: Il gioco è ambientato nel futuro, quando l'umanità ha iniziato ad esplorare con successo l'universo e le compagnie private nello spazio sono persino più comuni dei governi. Il giocatore lavora per la Kindred Aerospace, che è davvero orgogliosa di essere la quarta compagnia di esplorazione spaziale più grande che ci sia. Inoltre l'azienda si trova persino nel bel mezzo di una grande espansione. La società sta inviando centinaia di esploratori verso i vari pianeti del cosmo nella speranza di trovare ambienti abitabili per l'umanità. Insomma: il lavoro del giocatore è un connubio tra il cartografo, il biologo, il soldato e l'esploratore. Quali sono le minacce e le opportunità presenti su questo meraviglioso pianeta? E cosa è accaduto prima che l'esploratore giungesse sul posto?

    Everyeye.it: Voi siete tutti veterani del settore, ma sotto l'etichetta di Typhoon Studios questo è il vostro titolo d'esordio. Come team esordiente qual è l'obiettivo principale che vi ha spinto a realizzare Journey to the savage planet?
    Alex Hutchinson: Sì, possiamo considerarlo senza dubbio il nostro primo gioco. Tutti noi abbiamo lavorato in precedenza in differenti gruppi nel corso degli anni, ma questa è la prima volta che collaboriamo insieme sotto lo stesso tetto, e si percepisce una fantastica atmosfera familiare. A noi non piace seguire le mode, né quelle inerenti ai meccanismi di business né quelle legate alle dinamiche ludiche. Ed è per questo che non cavalcheremo l'onda dei loot box o dei "pay to win", né creeremo giochi per Facebook o titoli per la VR. Speriamo di iniziare relativamente "dal basso", componendo piccole ma inusuali esperienze per PC e console, realizzate per le persone che amano i videogiochi. Prodotti che magari abbiano un successo tale da permetterci di crescere come studio, e darci la facoltà di sviluppare opere sempre più grandi, profonde e bizzarre da giocare.

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