League of Legends Guardiani Stellari: il mega evento estivo di LoL

L'evento estivo di LoL ripropone il tema dei Guardiani Stellari: per l'occasione abbiamo intervistato il Lead Producer e la Narrative Producer di Riot.

League of Legends Guardiani Stellari: il mega evento estivo di LoL
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  • Da qualche settimana giocatori ed appassionati dello sconfinato universo di League of Legends si stanno godendo il maxi evento stagionale Star Guardian di League of Legends, tributo di Riot Games all'intramontabile genere anime che ha per protagoniste giovanissime ragazze dotate di poteri magici. Definita come "Maho Shojo", questa peculiare derivazione del genere "Shojo" (destinato prevalentemente a un pubblico femminile), ha goduto di grande fortuna sin dalla sua prima apparizione, avvenuta circa una sessantina d'anni fa.

    Abbiamo avuto l'opportunità di scambiare quattro chiacchiere con Ryan Mireles e Stephanie Bedford, rispettivamente Lead Producer e Narrative Producer dell'evento. Entrambi ci hanno raccontato diverse, interessanti curiosità riguardo alla genesi e al background narrativo di Star Guardian. Noi, ovviamente, non vedevamo l'ora di condividerle con voi!

    Conosciamo Ryan Mireles e Stephanie Bedford

    Everyeye.it: Ryan e Stephanie, vi va di presentarvi a chi ancora non vi conosce?

    Ryan Mireles: Sono Ryan "Reav3" Mireles, il Lead Producer di League of Legends. Ho lavorato nel team che si occupa dei Campioni per diversi anni e ho avuto l'onore di dirigere eventi importanti come "Spirit Blossom", "Sentinels of Light" e " Star Guardian".

    Stephanie Bedford: Salve a tutti! Sono Stephanie "Riot Lady Smalls" Bedford. Sono la Lead Narrative Producer di League of Legends e Wild Rift. Il mio ruolo, sostanzialmente, è quello di coordinare il team di scrittori e sceneggiatori che quotidianamente si occupa di espandere l'universo di League of Legends. Giusto per citare alcune cose su cui siamo al lavoro in questo momento: Campioni inediti, nuove skin e - ovviamente - eventi stagionali che arriveranno nel prossimo futuro.

    Everyeye.it: A proposito dell'evento di cui stiamo parlando, perché avete scelto Guardiani Stellari?

    Ryan Mireles: Star Guardian è stata una delle nostre prime grandi espansioni "estetiche" dedicate alle skin di LoL. Nel 2015 è uscita "Star Guardian Lux" (la particolare skin dedicata, appunto, a Lux). In quell'occasione il team dell'epoca è riuscito a creare qualcosa che i giocatori e i fan apprezzarono davvero tantissimo. Quella passione e quel calore ci ha spinti a creare bundle estetici più ambiziosi, stratificati ed evoluti, come "Project" e, appunto, "Star Guardian". I pacchetti in questione offrivano ai giocatori ben cinque nuovi elementi esclusivi ciascuno.

    Grazie al progressivo ampliamento dell'offerta, siamo stati in grado di dare libero sfogo alla nostra creatività, espandendo sempre più gli universi alternativi legati a determinati elementi estetici. Quando abbiamo concluso lo sviluppo di "Spirit Blossom" (vi ricordate il primo evento multi-game della storia di Riot?), abbiamo pensato molto a quale sarebbe potuto essere il nostro prossimo progetto.

    Ci siamo resi conto che da un bel po' di tempo la cosmogonia legata a Star Guardian era rimasta in disparte. Erano passati addirittura due anni e mezzo dall'uscita dell'ultima skin dedicata al campione Neeko. In quel momento decidemmo che poteva avere senso tentare un altro grande evento multi-game dedicato all'universo dei Guardiani Stellari.

    Così coinvolgemmo diverse altre squadre del team di sviluppo, come quelle al lavoro su Wild Rift e Legends of Runeterra. La sfida era davvero ambiziosa, perché le community di quei giochi non avevano mai sentito parlare dell'universo Star Guardian e questo avrebbe potuto rappresentare un bel problema.

    Everyeye.it: In che modo riuscite a "gestire" eventi come questo, basato su un universo già conosciuto, rispetto a uno inedito come lo è stato, invece, Spirit Blossom?

    Ryan Mireles: Prima di tutto prendiamo in considerazione il bagaglio narrativo dell'universo che vogliamo tornare ad esplorare e che si è stratificato nel corso del tempo. Fortunatamente quello di Star Guardian non ha una tradizione così consolidata. In ogni caso siamo andati a procedere con estrema cautela, rivedendo tutte le storie e le sfumature narrative raccontate ai giocatori nel corso degli eventi precedenti. Ricordo che ci siamo riuniti attorno a un tavolo per spulciare l'intero background in compagnia di Jared Rosen, uno dei nostri scrittori con più esperienza. Abbiamo esaminato la linea temporale dell'universo dei Guardiani e trovato le storie che eravamo sicuri i fan volessero veder proseguire, come quella di Zoe.

    Everyeye.it: Come si è evoluto il metaverso narrativo di Star Guardian dalle sue origini?

    Stephanie Bedford: L'universo di Star Guardian cresce e si espande costantemente, man mano che approfondiamo la conoscenza dei nostri vecchi campioni e ne introduciamo di nuovi. Quando i Guardiani hanno debuttato nel 2016 l'unico membro che tutti hanno potuto conoscere era Lux, come già detto. Da allora, nel corso di quattro "stagioni" abbiamo introdotto diversi eroi nella formazione originale e approfondito quell'universo, ampliando il mondo in cui quei personaggi vivono.

    Abbiamo esplorato - lo stiamo facendo anche adesso, in realtà - il significato che per i Guardiani rivestono concetti come il "giuramento" oppure quello della "caduta" o, ancora, quelli di "destino" e "amicizia".

    Non solo: abbiamo pensato anche a quali forze oscure possano tramare nell'ombra e a quali pericoli siano in agguato. Il primo antagonista introdotto è stato il "Guardiano Stellare Zoe" nel 2019 e ora, nel 2022, ci stiamo chiedendo se sia davvero un cattivo nel senso tradizionale del termine e che cosa essa rappresenti per i Guardiani. Quest'anno introdurremo anche i primi personaggi "Star Nemesis", Fiddlesticks e Morgana, arricchendo ulteriormente l'universo narrativo con le loro storie.

    Everyeye.it: Per quanto riguarda l'aspetto del puro gameplay, cosa avete imparato da precedenti eventi in-game come il già citato Spirit Blossom?

    Ryan Mireles: Con Spirit Blossom siamo partiti dal desiderio di raccontare una storia articolata e profonda, ma era difficile farlo solo all'interno di League of Legends. Intendo, durante i match. Quindi, abbiamo esplorato la dimensione della visual novel per far sì che la narrazione potesse comunque evolversi in modo naturale e aggrapparsi a un filo logico, anche tra una partita e l'altra. Uno degli aspetti che credo abbia funzionato di più è stato quello di permettere ai giocatori di seguire il racconto senza stravolgere la loro routine. Ad esempio, un utente medio poteva divertirsi a scoprire la storia principale senza sforzo. I giocatori con più possibilità, invece, potevano impegnarsi di più per guadagnare ricompense ulteriori e magari approfondire dei retroscena particolari.

    Insomma, tutti potevano divertirsi senza perdersi nulla e, soprattutto, senza investire troppo tempo. Credo, insomma, che molti appassionati abbiano gradito questo tipo di libertà di scelta, tra la possibilità di affrontare la storia in modo casual e quella di impegnarsi più a fondo per vincere ricompense ad hoc.

    Con un evento come "Sentinels", invece, ci siamo accorti che la struttura che avevamo costruito era un po' troppo impegnativa. Questo ha portato purtroppo molti giocatori ad allontanarsi dal titolo, soprattutto perché si sentivano costretti a giocare troppi match per godersi la storia principale. Di conseguenza per l'evento "Star Guardian: Another Sky" abbiamo voluto fondere gli elementi migliori delle due esperienze passate: una storia lineare che è più facile da portare a termine giocando un numero accettabile di partite, e poi un sistema simile a Spirit Blossom con ciascuno dei Guardiani, in modo da potersi tuffare in più match per sviluppare relazioni individuali.

    Everyeye.it: League of Legends è un universo in continua espansione, con centinaia di storie diverse. Come riuscite a mantenerlo attraente per i nuovi giocatori ma soprattutto coerente?

    Ryan Mireles: L'evoluzione è una parte importante per mantenere League of Legends fresco ed emozionante. Ciò che vogliamo assolutamente evitare è che il titolo giunga a un punto in cui diventi noioso o non abbia più nulla da raccontare. Non abbiamo timore di apportare anche grandi cambiamenti al gioco in futuro, se questo potrà mantenerlo in buona salute. Creare un'esperienza coerente in tal senso è sicuramente una sfida. Con Star Guardian questo era comunque un obiettivo chiaro che volevamo perseguire sin dall'inizio del nostro percorso.

    Di solito, quando andiamo a trattare un tema particolare, cerchiamo sempre di rispettarlo in tutti i modi. Alcuni aspetti "fondamentali" delle skin o dei Campioni, ad esempio, devono rimanere costanti e sono imprescindibili. Nel corso del processo creativo (fatto di lunghe chiacchierate e di confronti con i diversi reparti coinvolti) ci siamo assicurati di individuare tempestivamente gli aspetti dissonanti, concentrandoci sui punti che contano di più in termini di coerenza.

    Everyeye.it: Un evento come questo richiede, come dicevate, la collaborazione di molti dipartimenti diversi in seno a Riot. Quali sono le difficoltà che incontrate più spesso durante il processo creativo?

    Stephanie Bedford: La coesione è molto importante per noi, così come il feedback che i giocatori ci danno riguardo agli eventi passati. Con Star Guardian era fondamentale rispettare l'investimento dell'utenza in termini di tempo e impegno, oltre a creare spazio per i nuovi campioni. La collaborazione tra un gran numero di dipartimenti è ciò che permette di realizzare tutto ciò ed è quello che ci consente di creare un prodotto qualitativamente superiore, di cui possiamo andare orgogliosi.

    Ad esempio, trattandosi di un evento fortemente "narrativo", avvalersi dell'aiuto di uno scrittore nei canali di comunicazione interni del progetto è stato fondamentale per la riuscita di Star Guardian. Cerchiamo sempre di far in modo che i più disparati ruoli si possano in qualche modo influenzare a vicenda.

    Il concetto è quello di concedere molta libertà creativa, così da costruire assieme qualcosa di grande e indimenticabile. Le migliori idee, come spesso avviene, possono provenire da ogni dove (o nei momenti più inaspettati) e noi cerchiamo di dar loro spazio, rispettando e tenendo in considerazione le competenze e le conoscenze di ogni membro del team. Ovviamente il lavoro di squadra presenta sempre delle difficoltà; tutti comunque cercano di affrontare ogni sfida come un'opportunità.

    Everyeye.it: In generale, quando iniziate a pensare a un evento, a un personaggio o a un contenuto aggiuntivo, quanto tempo occorre ai vari team (narrativa, design, ecc.) per pianificare il lavoro, approvarlo e realizzarlo?

    Stephanie Bedford: Come spesso avviene nello sviluppo di qualsiasi gioco, dipende molto dalla tipologia di contenuto che si vuole creare. Prendiamo in considerazione proprio Star Guardian: ci stiamo lavorando da più di un anno. Questo però non significa che le idee e i progetti per l'evento siano recenti, perché esistevano addirittura prima del 2019! I nostri eventi estivi sono pianificati con largo anticipo per permetterci di realizzare qualcosa interconnesso, stratificato e profondo.

    Un'altra variabile molto importante nel processo di sviluppo concerne il lavoro già svolto. Mi riferisco a ciò a cui dobbiamo ricollegarci attraverso il nuovo contenuto che stiamo sviluppando. Chiaramente le tempistiche si allungano nel caso in cui le storie siano inedite, mentre risultano ridotte quando andiamo ad approfondire qualcosa di già esistente. In genere la maggior parte dei contenuti in sviluppo, dall'ideazione al prodotto pubblicato, necessita di oltre un anno di lavoro.

    Everyeye.it: Parlando del design di Star Guardian, quanto avete attinto dalla tradizione giapponese dei manga e degli anime come Sailor Moon? Quali sono gli altri spunti che avete sfruttato per realizzare il tutto?

    Stephanie Bedford: Durante lo sviluppo guardiamo sempre con grande interesse a culture diverse dalle nostre, ad altri media e alle molteplici forme d'arte che ci circondano. Riguardo a Star Guardian ci siamo chiaramente ispirati al genere Maho Shojo, tipico degli anime. Questo particolare sottogenere, così come lo concepiamo oggi, esiste addirittura dagli anni '50 ma è esploso a livello globale solo negli anni '90, grazie alla serie Sailor Moon (giusto per citare una delle più conosciute). Vi confesso che ci sono davvero tantissimi fan del genere nei nostri team e questo ci ha aiutato a trovare spunti particolari e interessanti per costruire la storia che volevamo.

    Everyeye.it: Per quanto riguarda la nuova campionessa Nilah, come mai avete scelto di esplorare un background e un ruolo così particolari?

    Ryan Mireles: Nilah (potete leggere il nostro speciale su Nilah di League of Legends) è nata dall'idea di dare ai giocatori un campione che giocasse principalmente in corsia inferiore e al fianco di un Support. Questo ruolo, come sapete, è da sempre dominato da tiratori. Noi volevamo aggiungere un po' di varietà e pepe al gameplay in quella corsia, che spesso risulta un po' troppo stagnante e priva di attrattiva per gli utenti affezionati.

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