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League of Legends: parola a Francesco Caforio dei Samsung Morning Stars

Com'è essere il General Manager di una delle realità esport più in vista del nostro Paese? L'abbiamo chiesto a Francesco Caforio.

intervista League of Legends: parola a Francesco Caforio dei Samsung Morning Stars
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  • Nelle scorse settimane abbiamo avuto l'opportunità di conoscere più da vicino alcuni dei giocatori del team di League of Legends dei Samsung Morning Stars. L'organizzazione bergamasca, dopo aver investito su Overwatch, Hearthstone, CS:GO e i sim racing, come sappiamo ha deciso di puntare anche sulla scena competitiva di League of Legends.
    All'inizio del 2019, infatti, è avvenuta un'altra svolta: la fusione con gli Inferno Esports e il debutto nel campionato nazionale del MOBA targato Riot Games. Un'avventura che non ha fatto altro che consolidare il ruolo da protagonista dell'organizzazione bergamasca nel panorama competitivo nazionale, nonostante il percorso si sia concluso allo Spring Split del PG Nats con un terzo posto.
    Dopo la prima esperienza positiva, il team è stato nuovamente rivoluzionato. Qualche mese fa i Morning Stars hanno presentato i sei giocatori del nuovo corso, tra cui quattro innesti inediti: Bruno "Bruno" Romac, Sebastian "Sebekx" Smejkal, Teodor "Vzz" Cholako. I due già parte dei Morning Stars sono Kamil "Kamil" Marcysiak e Sergi "Simpy" Ruiz Boloix. La squadra, con qualche variante, ha partecipato ai due campionati attualmente attivi, ovvero il PG Nats e l'ESL Vodafone Championship con due risultati diametralmente opposti. Mentre nel PG Nats non sono riusciti a raggiungere la fase finale, nell'EVC la squadra (il cui roster verrà ulteriormente modificato) ha demolito ogni resistenza, strappando di prepotenza il biglietto per le fasi finali live della MGW.
    Dietro a un'organizzazione come questa c'è sempre uno staff pronto a supportare i ragazzi e a lavorare per raggiungere il successo. Abbiamo intervistato Francesco Caforio, General Manager dei Morning Stars, per capire quanta dedizione e duro lavoro sono necessari per gestire sempre al meglio un team come quello bergamasco.

    La vita di un General Manager

    Ciao Francesco, ti va di presentarti al nostro pubblico?
    Certamente! Mi chiamo Francesco Caforio e ho iniziato a giocare nel lontano 2005 con Starcraft Brood War, da li nasce tutta la mia passione per i videogiochi ma anche dove ho imparato a "gestire" una squadra con i primi Clan e le Clan War, fino a poi arrivare alle competizioni internazionali, la Nazionale Italiana, e successivamente al vero esport con l'uscita di StarCraft 2 con gli inFerno eSports.
    Nella mia carriera fin'ora sono stato sia giocatore che manager e anche proprietario, proprio degli inFerno, a cui ho dedicato quasi 9 anni della mia vita. Oggi ricopro il ruolo di General Manager per il progetto di Samsung Morning Stars di cui sono particolarmente orgoglioso, un risultato che per ha portato alla fine dell'era "amatoriale" e all'inizio dell'era "professionistica".

    Ci puoi raccontare la tua esperienza con League of Legends? Come hai iniziato, i tuoi team, come sei approdato ai Samsung Morning Stars, ad esempio.
    Seguo League Of Legends dal 2012 circa, ho iniziato a giocarci dalla beta. Uno dei nostri primi team negli inFerno Esport è stato il team storico capitanato da Bonny che ha raggiunto le challenger series qualificandosi nella top8 della ranked Europea.
    Come in ogni squadra i giocatori entrano ed escono, durante gli anni molti campioni sono passati sotto le nostri mani, come ad esempio Promisq attualmente sub nei G2 oppure Memento Jungler degli Schalke04 e tantissimi Italiani che ancora oggi competono nella scena Esport.
    I Morning Stars cercavano un team su League Of Legends ma anche delle persone in gamba che sapessero sviluppare un progetto esport, grazie ai nostri risultati io e Massimiliano siamo riusciti a trovare una via in comune con loro e, oggi, eccoci qui.

    La fusione con un'organizzazione come quella dei Morning Stars, come è nata e maturata?
    Come ho accennato prima, gli SMS cercavano qualcuno in grado di lavorare full time sul progetto Esport con una determinata esperienza alle spalle, esperienza che siamo stati più che felici di mettere a disposizione di questo progetto nel quale ci troviamo molto bene e dove abbiamo grandi ambizioni.

    Sei il General Manager della squadra, assieme a Massimiliano Rossi: in cosa si sostanzia il tuo ruolo? Intendo, sotto il profilo organizzativo, direzionale e gestionale.
    Insieme svolgiamo un ruolo simile ma cerchiamo dall'interno di dividerci il lavoro in modo che ognuno riesca a seguire una squadra o un progetto nel dettaglio, la base per un buon lavoro è la comunicazione e il lavoro di squadra a mio parere.
    Noi veniamo definiti General manager oppure Esport director, oppure ancora Team manager, non so quale sia il termine più adatto, come dico sempre alle persone che mi chiedono "che lavoro fai?" inizio subito con "è un lavoro nuovo che deve ancora trovare il suo ramo specifico". Chi, come me, fa questo lavoro ha sempre difficoltà a spiegare agli altri cosa facciamo esattamente.

    Problemi e soddisfazioni che derivano dalla guida dei team? Com'è vivere in gaming house a stretto contatto coi player e quanto difficile è gestire così tante teste diverse?

    I problemi ci sono sempre, sopratutto in Gaming House. Il problem solving è una delle skill che più viene richiesta in questo ruolo. Ogni giorno affronti situazioni diverse per ogni giocatore ed ogni squadra ha necessità e problemi differenti. Sicuramente è difficile e ci vuole passione per viverlo serenamente.
    Come avviene la gestione del team, banalmente, dallo scouting alla gestione dei contratti? Quanto difficile può risultare studiare e plasmare il team perfetto?

    Plasmare il team perfetto è molto difficile, dipende da un infinità di fattori. Il più importante oltre alla skill, esperienza etc. è il fattore sinergia, un team per essere vincente deve essere affiatato ma non è affatto facile. Consideriamo che 5 ragazzi che non si sono mai visti prima nella maggior parte dei casi, si trovano a vivere sotto lo stesso tetto per 2 o 3 mesi passando molte ore della giornata insieme, non sempre è tutto rose e fiori.
    Lo scouting avviene in varie maniere, ognuno ha i suoi metodi e le sue conoscenze ma anche i suoi segreti.

    Riguardo allo scouting: come riuscite a scovare i migliori player e a selezionarli? Ve li contendete con altri team, immagino.
    Il mercato dei giocatori è ampio, ma ognuno va sempre alla ricerca di qualcuno che si avvicini di più alla figura di cui ha bisogno. Ogni giocatore ha un ruolo preciso sia all'interno del gioco: top, mid, jungler etc. ma anche all'interno del gruppo, ad esempio shoutcaller, playmaker, puoi avere la persona che non si arrende mai e trascina la squadra, il leader etc.
    Ci sono tantissimi fattori che influenzano il giudizio di un giocatore, la nostra bravura è mettere insieme 5 persone affiatate con i giusti equilibri.

    Abbiamo visto che molti sono giocatori provenienti dall'estero: come li convincete ad accettare un'offerta proveniente dall'Italia?
    Sicuramente la fiducia trasmessa dallo staff a primo impatto aiuta molto, l'offerta poi fa il resto. Anche la struttura è un fattore molto importante, la qualità di vita offerta durante il campionato, poi dipende da persona a persona chiaramente.

    I talenti italiani, invece? Il nostro Paese soffre di una carenza di giocatori di livello o, semplicemente, siamo ancora "incapaci" di confrontarci con il panorama internazionale?
    E' sempre il solito discorso, in Italia i videogiochi vengono percepiti ancora come una perdita di tempo per la maggior parte perciò abbiamo anche difficoltà ad avere campioni proveniente dal nostro paese, è logico.
    Quelli che ci sono però rappresentano molto bene la nostra bandiera, i vari Reynor, Jizuke, Ettorito hanno raggiunto risultati incredibili, ma potrei andare avanti ad elencarne altri. Non ci manca la qualità ma la quantità.

    Siete soddisfatti di come si sono comportate le vostre formazioni nei due campionati di League of Legends? Che difficoltà avete incontrato nel campionato di PG? Invece, siete contenti della prestazione nell'EVC?
    Questo per noi è stato uno split difficile, dove siamo partiti in affanno ed abbiamo incontrato difficoltà durante tutto lo split che non ci hanno permesso di rialzarci e dimostrare il nostro reale potenziale. E' stato molto frustrante da un certo punto di vista, dall'altro invece un occasione per imparare dagli errori e ripartire nel prossimo campionato con un grande bottino di esperienza. In EVC abbiamo fatto molto bene tra l'altro settando il record di 0 sconfitte durante tutto il campionato, siamo felici di questo risultato e vogliamo arrivare alla Euro Cup di Lucca.

    Ora in finale a Milano incontrerete i Racoon. Cosa ne pensi del team avversario? Vi impensierisce?
    E' una squadra temibile, l'affronteremo al massimo delle nostre possibilità ma paura non ne abbiamo.

    Due parole sulla situazione del gaming competitivo in Italia. Come la vedi in questo momento la scena nazionale? Di strada, rispetto agli esordi, ne è stata fatta ma la sensazione è che siamo ancora profondamente reticenti a considerare l'esport qualcosa di serio. Questo nonostante gli imponenti sacrifici di piccole organizzazioni e moltissimi giocatori che spesso vanno avanti con la sola passione.
    Negli ultimi due anni abbiamo fatto grandi passi avanti. Gli eventi dal vivo sono migliorati molto anche se non ancora abbastanza rispetto al livello internazionale. C'è ancora molta strada da fare, l'esport si sta costruendo con varie parti del puzzle e ancora non si capisce bene il disegno finale, credo ci vorrà ancora tempo prima di scoprirlo. In ogni caso, io sono molto fiducioso ho investito tutta la mia vita in questo settore e sono convinto di aver preso la decisione giusta. Come me altre persone in futuro prenderanno questa strada, di certo prima di arrivarci bisogna essere pronti a fare dei sacrifici, possono essere grandi ed anche per lunghi periodi ma prima o poi pagheranno.

    Prospettive per il futuro? Credi che organizzazioni strutturate come, appunto, i Morning Stars possano veicolare la definitiva crescita dell'esport italiano?
    Questo è il nostro obiettivo, portare l'Italia a crescere e arrivare a livello europeo.

    Come sono i rapporti con gli altri team? In generale avete una vision "comune" per il futuro, oppure al momento vige la filosofia "ognuno per sé"?
    Abbiamo dei buoni rapporti con il resto dei team Italiani, cerchiamo di collaborare dove si può per una crescita comune, per portare beneficio ad entrambe le parti. E' molto importante, per la crescita del settore, allearsi per l'obiettivo comune quando è richiesto, mettendo da parte le competitività.

    Ringraziamo Francesco per il tempo concessoci e concludiamo l'intervista facendo a tutto il team che sarà alla Games Week un grosso il bocca al lupo. I Racoon, ne siamo certi, venderanno cara la pelle.

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