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Magic The Gathering: intervista alla leggenda Seth Manfield

Abbiamo avuto l'opportunità di porre qualche domanda a Seth Manfield, una vera leggenda del competitive di Magic the Gathering.

intervista Magic The Gathering: intervista alla leggenda Seth Manfield
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  • Magic the Gathering può esser considerato "il" card game per eccellenza. Il gioco di carte, creato nel 1993 dal genio di Richard Garfield, non ha certo bisogno di presentazioni: è stato non solo il più giocato e venduto di sempre, ma ha anche ispirato tutti i TCG cartacei nati successivamente. Un successo sconfinato, di cui il titolo gode tutt'ora (potete recuperare lo speciale su Rinascita di Zendikar, ultima espansione della creatura di Wizards of the Coast).

    A dispetto della popolarità di Magic, la sua scena competitiva - nata nei piccoli negozietti di paese e ora esplosa in digitale grazie a MTG Arena - è sempre stata appannaggio di un pubblico sin troppo di nicchia. Un vero peccato, perché ci sono giocatori e storie che meritano di esser raccontate
    Abbiamo avuto l'opportunità di intervistare una leggenda del competitivo di Magic: Seth Manfield. Il ragazzo ha esordito giovanissimo (appena quindicenne nel 2007), vincendo il suo primo Grand Prix praticamente subito. Uno degli astri nascenti di Magic. Poi, poco dopo, il giovane optò per il ritiro. Troppi gli impegni della vita. Tornato attivo nella stagione 2013-2014 inanella una quantità impressionante di vittorie, tra cui il mondiale del 2015 e il posto nella MTG Hall of Fame, sino all'ultimo trionfo di qualche settimana fa: il Mythic Invitational 2020. Ecco quello che ci ha raccontato il giocatore del Team Envy.

    Dagli esordi alla leggenda

    Everyeye.it: Come sei diventato un giocatore di Magic? Hai capito a prima vista che Magic sarebbe stato il tuo gioco?
    Seth: Beh, ero giovane quando ho iniziato. Avevo circa nove anni, stavo giocando con gli amici durante la ricreazione, subito dopo pranzo. Immagino fosse la quarta elementare. Avevo visto persone che giocavano con delle carte - penso che fosse il set di Planeshift (in Italia è conosciuto come Congiunzione, ed è del 2001).

    Non sapevo esattamente cosa facessero le carte, però mi piaceva provare a giocare e scambiarle...e all'epoca amavo le creature enormi! Quindi, in realtà, non sapevo veramente in cosa stavo entrando.

    Everyeye.it: È iniziato tutto in modo casuale o volevi esser competitivo sin dall'inizio?
    Seth: È stato un processo graduale. All'inizio giocavo con gli amici. Non avevo realizzato che ci fosse una scena competitiva. Penso che quando ci giochi per la prima volta, specialmente in giovane età, è davvero difficile capire sino in fondo le regole per poter giocare in maniera competitiva.
    Poi è stato come, "Ok, ora voglio giocare seriamente!" perché in qualche modo ho scoperto cosa fosse il gioco. Dopodiché, quando con i miei amici ci siamo resi conto che si poteva giocare nei negozi, abbiamo provato ad affrontare le partite seriamente. In questo processo graduale, una volta capito di poter giocare in modo competitivo, ho sempre voluto migliorarmi, sino a che non sono diventato un professionista.

    Everyeye.it: Hai vinto molti eventi competitivi. Alcuni professionisti dicono che sei il miglior giocatore di Magic a livello globale. Come ti senti quando senti dire che sei il migliore al mondo?
    Seth: È decisamente un complimento. Mi arrabbio con me stesso quando faccio errori. Ma, allo stesso tempo, sì, i miei risultati parlano da soli. In un certo senso, da quando ho deciso di dedicarmi all'essere un giocatore professionista di Magic, ho superato le mie stesse aspettative. Allo stesso tempo, però, mi sono reso conto che ci sono sempre nuovi modi per migliorare.

    Amo così tanto Magic perché non c'è un giocatore che sia davvero perfetto. Quindi, è difficile per me dire chi sia il miglior giocatore al mondo, perché se non si riesce a raggiungere la perfezione, si può continuare a provare a migliorarsi. Ed è questo che rende il gioco così interessante.

    Everyeye.it: Hai qualche consiglio su come diventare un giocatore competitivo? Come ti prepari per gli eventi? Inizi molto in anticipo o finalizzi la tua strategia solo un paio di giorni prima?
    Seth: Vorrei che ci fosse un modo semplice per rispondere a questa domanda. Ma non c'è. Ho un gruppo fisso con cui gioco: normalmente è una combinazione tra ladder e test di diverse combo. È una combinazione di cose diverse. Ad esempio, se ci sono idee su Internet da cui puoi prendere spunto è fantastico, ma è sempre meglio provare a farlo da solo. È stupendo poter inserire nuove idee in quello che si sta facendo. A me piace giocare contro i miei compagni di squadra e anche in qualche match di MTG Arena per gli stessi motivi (recuperate la recensione di MTG Arena).

    Guardando cosa stanno facendo gli altri, puoi stabilire qual è il meta. Questa, ad esempio, è la prima cosa che faccio quando partecipo a un torneo: cerco di capire cosa stanno giocando gli altri. Mi permette di prendere decisioni più ragionate su quello che giocherò e quali carte metterò nel mio mazzo. Per il formato Historic, ad esempio, con il gruppo ci siamo resi conto di quanto i goblin fossero forti e quanto sarebbero diventati popolari, quindi abbiamo creato il nostro mazzo nel il tentativo di diventare bravi proprio contro i goblin.
    Devi fidarti del tuo istinto: se fai la scelta sbagliata, il risultato può essere molto punitivo.

    Everyeye.it: Ormai hai una famiglia e una bimba piccola: come gestisci la tua vita personale e come mantieni l'equilibrio tra gli impegni del gioco competitivo e lo stare con i tuoi cari? Ti alleni di notte?
    Seth: È dura. Penso che molti giocatori, quando vedono i miei risultati, pensino che stia lì a giocare dieci ore al giorno o altro. In realtà non è così. Soprattutto ora che mia figlia è a casa, dedico una discreta quantità di tempo a lei e alla mia vita familiare. Sto anche trasmettendo in streaming e scrivo articoli, anche questi richiedono un po' delle mie ore quotidiane. È una specie di puzzle in cui incastrare i vari impegni.

    Mi preparo poco prima degli eventi. Con l'avvicinarsi di un evento, gioco man mano sempre di più e mi confronto anche con altri giocatori sulle situazioni che potrebbero presentarsi. Questo non è solo efficace, ma richiede anche meno tempo rispetto alla necessità di giocare troppo e costantemente. Direi che il mio impegno in Magic non è così grande come qualche anno fa, ma ho comunque ho trovato un modo per utilizzare il tempo disponibile in modo più efficiente rispetto a prima.

    Everyeye.it: Dopo l'uscita di MTG Arena, preferisci ancora giocare fisico o digitale? E come le bilanci le due cose?
    Seth: Sai, se mi avessi fatto questa domanda due anni fa, avrei detto carte fisiche, senza alcun dubbio. Ma ora, ovviamente, complice anche tutto quello che sta succedendo a livello globale, non ci ho potuto giocare. Mi sono appena appassionato a MTG Arena al punto tale che ormai lo preferisco alla carta. È solo più facile da un punto di vista logistico. Non devo trovare tutte le carte per il mio mazzo, non devo per forza viaggiare. È più facile.

    D'altra parte, ci sono un certo numero di cose che sono interessanti con le carte fisiche: la cosa migliore degli eventi dal vivo è stare con altri giocatori. Quindi, dal punto di vista del mero gioco, mi piace di più MTG Arena. Invece, se devo risponderti sul piano "sociale", dove non solo posso partecipare ma uscire anche con gli amici dopo le partite, scelgo di giocare con le carte, attorno a un tavolo.

    Everyeye.it: C'è stato un periodo in cui sei uscito dalla scena professionistica per un paio d'anni: l'hai sfruttato per ricaricare le batterie? Hai tenuto sempre d'occhio Magic o volevi solo essere più flessibile con la tua vita personale?
    Seth: Ho iniziato la mia carriera quando ero un adolescente. Era il 2007, credo. Quello è stato il mio primo Pro Tour. E ho giocato in una manciata di Pro Tour, ho vinto un Grand Prix quell'anno - quello è stato il mio inizio con Magic. Sentivo però di essere ancora giovane e Magic ha iniziato a pesare come un lavoro.

    Anche se mi piaceva giocare e ne ero in qualche modo "dipendente", proseguire non sarebbe stata la decisione più intelligente perché non sapevo se sarei diventato effettivamente un vero e proprio giocatore professionista di Magic. Sembrava più un rischio, quindi ho smesso con Magic per quattro anni, perché andavo a scuola e stavo facendo altre cose. La mia filosofia è: o sto facendo qualcosa fino in fondo al meglio delle mie capacità, oppure lascio perdere, perché per me non ci sono vie di mezzo.

    Everyeye.it: Se confronti i tuoi avversari di quest'anno e quelli che hai incontrato dal 2007, ritieni che i giocatori siano diventati più professionali? Ora è più difficile la scena competitiva o è la stessa di oltre dieci anni fa?
    Seth: Lo dico ogni anno, la competizione diventa sempre più dura. Per rimanere al top, devi anche migliorare. Sempre. Se resti allo stesso livello di abilità e la concorrenza migliora, allora stai davvero cadendo in un circolo vizioso che non ti permetterà mai di spiccare. Con tutte le informazioni che permette MTG Arena e con persone che producono sempre più contenuti, i giocatori ora conoscono molto meglio il gioco. Dal 2007 a oggi Magic è cambiato totalmente.

    Everyeye.it: Giochi ad altri formati, oltre a Standard e Historic?
    Seth: Sì. Mi piace giocare ad altri formati. Gioco anche Modern e Pioneer. Una volta che torneremo al gioco cartaceo, mi impegnerò sicuramente di nuovo in quei formati. Ho una grande collezione di carte, che sto solo aspettando di avere la possibilità di usare di nuovo. Ma in questo momento, sicuramente la mia attenzione è tutta per Standard e Historic.

    Everyeye.it: Magic ha una storia sconfinata. Il gioco spegnerà 30 candeline tra un paio d'anni. Cosa rende MTG così accattivante, qual è il suo segreto?
    Seth: È grande gioco. Nuove carte vengono introdotte costantemente e ci sono aspetti di Magic che contribuiscono a tenere le persone impegnate e attratte dal titolo. Alcuni giocatori si appassionano per l'esperienza sociale, altri giocano in modo strettamente competitivo, altri invece amano semplicemente collezionare le carte e preferiscono giocare in amicizia.

    Ci sono così tanti formati diversi e modi diversi di giocare a Magic!
    Io lo guardo da giocatore competitivo, ma in realtà siamo davvero una minoranza. La maggior parte di chi gioca a Magic lo fa più per divertimento, a casa con gli amici. Quindi, alla fine, Magic si rivolge a un'ampia gamma di giocatori e penso che questo sia il principale motivo per cui continua ad avere così tanto successo dopo quasi trent'anni.

    Everyeye.it: Puoi dare qualche consiglio ai nuovi giocatori, ai nuovi arrivati che leggeranno questo articolo e desiderano diventare giocatori competitivi di Magic?
    Seth: Non aspettatevi di diventare professionisti solo perché volete essere professionisti o perché pensate di poterlo divenire. Ovviamente questo funziona per alcune - poche - persone. E ha funzionato per me. Però ci vuole tempo: ho iniziato a giocare a MTG circa 20 anni fa, quindi tenete conto che potrebbe essere un processo davvero lungo.

    La prima cosa è assicurarsi di conoscere tutte le regole del gioco. Ci sono così tante regole e carte diverse che è necessario impararle e tenerle a mente. Una volta che iniziate a capire come si gioca, assicuratevi di prendere e assimilare un pezzo alla volta. Ad esempio, specializzatevi in draft o in standard. Non mettete subito troppa carne al fuoco. C'è un sacco di contenuti, ci sono risorse da sfruttare per studiare e migliorarsi sempre di più. Ad esempio, il tutoring individuale può essere ottimo per testare le proprie abilità e la conoscenza di meta, strategie e carte. Quindi, prendete tutto con calma e non aspettatevi molto e soprattutto troppo presto. Penso che giocare a MTG Arena sia un perfetto punto di partenza per i nuovi giocatori.

    Grazie per i preziosi consigli, Seth!

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