Marvel's Avengers: a tu per tu con Chris Judge, voce di T'Challa e Kratos

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con la voce originale di T'Challa in Marvel's Avengers e con uno sceneggiatore Marvel.

Marvel's Avengers: a tu per tu con Chris Judge, voce di T'Challa e Kratos
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  • Essere un eroe come Black Panther è sempre un'emozione. Poco importa se hai impersonato un potentissimo dio della guerra, per Christopher Judge vestire i panni di Re T'Challa in Marvel's Avengers è stata un'opportunità preziosa. Ce lo ha raccontato il voice actor americano, celebre nel mondo videoludico per aver prestato la propria voce possente all'indomabile Kratos, protagonista di God of War. Abbiamo avuto l'opportunità di dialogare con Chris, ma anche di confrontarci con Evan Narcisse, sceneggiatore di fumetti Marvel e autore della run "Rise of the Black Panther".

    Il motivo l'avrete intuito: è in arrivo War for Wakanda, la nuova espansione gratuita di Marvel's Avengers che introdurrà re T'Challa tra gli eroi giocabili e ci condurrà nel Wakanda, terra di meraviglie e teatro della nuova campagna per giocatore singolo. Prima di continuare, vi ricordiamo che potete leggere le nostre prime impressioni sul contenuto nell'anteprima di War for Wakanda che abbiamo pubblicato dopo aver assistito alla prima ora di gioco. Buona lettura!

    Parliamo con Chris Judge, da Kratos a T'Challa

    Everyeye.it: Black Panther è un eroe davvero importante nel panorama dell'intrattenimento, non solo per il mercato ma anche e soprattutto per i fan. Mi racconti come ti sei sentito quando hai ottenuto il ruolo?

    Chris Judge: Beh, elettrizzato. Ma anche spaventato! Come hai detto tu, sappiamo tutti quanto Pantera Nera sia importante, sia per la community sia per l'intero genere supereroistico, ma era soprattutto l'aspettativa nei confronti dei fan che mi ha completamente sovrastato. Quindi, sì, ero emozionato e terrorizzato al tempo stesso. Ma è stato ugualmente fantastico!

    Everyeye.it: Come hai approcciato il ruolo di T'Challa? Hai ricevuto indicazioni da Marvel o hai svolto qualche ricerca per capire come interpretarlo?

    Chris Judge: Diciamo che un po' già immaginavo quale fosse il modo migliore per approcciarmi al personaggio. Ma l'aspetto su cui volevamo tutti concentrarci, al di là della recitazione, era l'accento e il modo di parlare di T'Challa. Ho avuto il privilegio di lavorare con Matt McGuire, che ha dato origine a quella sorta di "dialetto" a cui i fan sono ormai abituati. Fatto questo, ho cercato di calarmi il più fedelmente possibile nei panni del personaggio, a cominciare proprio dai dialoghi. È stata questa la genesi di tutto!

    Everyeye.it: Conoscevi già il personaggio prima di doppiarlo? Che conoscenza avevi di Pantera Nera per quanto concerne i comics e la sua amatissima versione cinematografica?

    Chris Judge: Credo che in entrambe le versioni Black Panther sia un personaggio davvero fantastico. È iconico sia nei fumetti sia sul grande schermo. T'Challa è indubbiamente nel "pantheon" dei migliori eroi di sempre, uno dei più importanti in assoluto, perché ovviamente rappresenta qualcosa di prezioso per molte persone. Milioni di fan hanno finalmente potuto sentirsi rappresentati da lui, ed è per questo motivo che ho preso così seriamente questo ruolo sulle mie spalle, con tutto il peso che esso comporta.

    Everyeye.it: Quali sono, secondo te, i punti di forza di T'Challa?

    Chris Judge: Onestà, compassione, consapevolezza di sé e del prossimo, e la responsabilità dell'essere un guardiano di tutti questi valori. Proteggere queste qualità per me era l'elemento più importante nell'approcciare il personaggio. Sai, è davvero notevole il fatto che esistano personaggi dalla morale così ferrea e delineata e l'aspetto più interessante del suo animo sta proprio nella sua volontà incrollabile, su come ogni scelta o decisione presa conti nella formazione del suo carattere.

    Everyeye.it: Secondo te perché i giocatori dovrebbero giocare nei panni di T'Challa?

    Chris Judge: Beh... perché è un nuovo personaggio e perché con gli altri eroi ci state giocando da mesi! Scherzi a parte... perché credo troverete interessante la sua evoluzione, oltre al suo stile di combattimento. E poi amerete il Wakanda: io ero letteralmente senza fiato nell'ammirare un'ambientazione così meravigliosa.

    Everyeye.it: Chris, il pubblico ti conosce soprattutto per il ruolo di Kratos in God of War, un personaggio storico per l'industria dei videogame. Sei un videogiocatore?

    Chris Judge: Ero un videogiocatore soprattutto agli albori, ho cominciato tantissimi anni fa. Sai, ho quasi 60 anni e devo dire che ho visto quest'industria cambiare radicalmente nel corso del tempo. Prima la storia era soltanto una cosa per portare

    il giocatore verso la prossima battaglia o il prossimo livello. Ora siamo passati ad opere in cui la trama è l'elemento trainante di tutto il gioco, inclusa l'evoluzione dei personaggi. Oltre al gameplay e al fatto di dover prendere a calci la gente! Credo che l'evoluzione del videogame sia andata di pari passo con il nostro progresso come esseri umani, noi giocatori, che abbiamo bisogno di stabilire una connessione emotiva con i personaggi di un videogioco. Essere parte di una storia piuttosto che combattere o sparare e basta. Il coinvolgimento psicologico ed emotivo degli utenti con questi eroi ed eroine è impressionante, e quando arrivi ad incarnare o a dare voce a uno di questi personaggi provi nient'altro che una profonda riverenza per i sentimenti e le emozioni che il pubblico prova verso di loro.

    Evan Narcisse e T'Challa: dai fumetti al videogioco

    Everyeye.it: Evan, ci racconti come hai collaborato alla trama di War for Wakanda?

    Evan Narcisse: Gran parte della narrativa era già stata scritta quando sono stato consultato. Il mio lavoro è stato perlopiù di consulenza nell'esplorare le dinamiche tra T'Challa e altri personaggi della storia. Ho insomma aiutato a definire come caratterizzare Black Panther nel suo rapportarsi agli altri, ho aiutato a rifinire i dialoghi e alcuni aspetti del suo carattere. Ad esempio, sai, non tutti sanno che T'Challa è anche uno scienziato! Molti tendono a pensare che sia Shuri la mente più geniale del Wakanda, ma io non volevo che certe caratteristiche di questo personaggio venissero dimenticate. Ma anche gli altri protagonisti dovevano adeguarsi ai valori e alle peculiarità di T'Challa. Penso a Tony Stark, che entra in contatto con l'avanzatissima tecnologia wakandiana e prova una forte gelosia.

    Everyeye.it: Conosciamo tutti l'ottimo lavoro che hai svolto su "Rise of the Black Panther", ma a quali altri fumetti si ispirerà l'espansione di War for Wakanda?

    Evan Narcisse: C'erano davvero tante storie da cui attingere. Le principali fonti di ispirazione sono stati alcuni comics di John Romita Jr, storie ambientate perlopiù tra li 2005 o il 2006. Una di queste è ad esempio "Flags of our Fathers", un racconto che coinvolge sia Black Panther sia Captain America durante la Seconda Guerra Mondiale. Spostandoci su run più recenti non potevamo ovviamente non tenere conto del lavoro di Ta Nehisi, che ha reinventato ad esempio la figura delle Dora Milaje e ha espanso parecchio l'immaginario culturale del Wakanda.

    Everyeye.it: Quali differenze pensi ci siano tra il Black Panther di Marvel's Avengers e le sue controparti fumettistiche e cinematografiche?

    Evan Narcisse: Credo che questa versione di T'Challa sia un personaggio più arrabbiato e incattivito rispetto a ciò che abbiamo letto o visto finora, anche parecchio sicuro di sé, perché è re di Wakanda già da un bel po' e ha dovuto sobbarcarsi da tempo di tutte le gravi responsabilità di un sovrano. Inoltre, quella che sta per affrontare nel gioco è praticamente la più grande minaccia che abbia mai invaso il Wakanda. Per tutte queste ragioni, vedrete un T'Challa più arrogante del solito e meno incline a collaborare con individui esterni al suo popolo, persino con i suoi amici Avengers.

    Everyeye.it: Quali differenze ci sono tra lavorare alla trama di un videogioco e realizzare quella di un fumetto?

    Evan Narcisse: Credo che la principale differenza sia che nei fumetti devi immortalare una scena nei momenti giusti. Ogni vignetta è un momento iconico immortalato in un disegno. Quando realizzi un videogioco entra in campo l'animazione, che comporta un utilizzo diverso della messinscena, e di conseguenza una gestione completamente diversa dei dialoghi o in generale del testo scritto. In un videogame puoi ad esempio spalmare uno scambio di battute mentre i personaggi attraversano una stanza, giusto? In un comic devi catturare l'essenza di quel momento in poche battute.

    Everyeye.it: Quali sono le tue storie preferite su Black Panther?

    Evan Narcisse: Wow! Ce ne sono così tante... adoro tantissimo Enemy of the State di Christopher Priest, è una di quelle storie in cui esplodono le rivalità tra Black Panther e Iron Man, divisi da diversi obiettivi politici, compiono azioni come se avessero intenzione di mandare in crash il mercato azionario pur di sabotarsi l'un l'altro. Politica e finanza, ed Eroi, sono temi che adoro. E poi, come già accennato, amo le run di Ta Nehisi Coates. Penso che abbia fatto cose incredibili con il personaggio e l'immaginario wakandiano. Ha ridefinito cultura, storia e politica di Black Panther in un modo che penso sia stato davvero intelligente e molto guidato emotivamente.

    Everyeye.it: Mi pare di capire che Black Panther significhi tantissimi per te.

    Evan Narcisse: Black Panther è il mio supereroe preferito. E la ragione sta principalmente nel fatto che è l'incarnazione vivente della storia del popolo nero e della sua diaspora. Chiunque, nel mondo, sia nero può identificarsi in lui. Perché lui è stato il primo grande supereroe nero e il suo aspetto più affascinante è che si pone a metà tra tradizione e modernità, capisci? È a capo di una nazione avanzatissima, tuttavia deve preoccuparsi anche di preservare e proteggere la storia della sua cultura, che lui rappresenta. Credo sia un potere metaforico meraviglioso da attribuire ad un personaggio, specie se pensi a tutte le enormi responsabilità da sovrano che il popolo gli ha caricato sulle spalle. È sempre pronto a mettere il suo fisico al servizio del suo popolo, è la personificazione del dovere e del sacrificio.

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