Esport

Mkers: passato, presente e futuro del team italiano, secondo Paolo Cisaria

Abbiamo avuto l'opportunità di intervistare Paolo Cisaria, tra i fondatori dei Mkers, organizzazione italiana di primo piano.

intervista Mkers: passato, presente e futuro del team italiano, secondo Paolo Cisaria
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  • I Mkers sono, in breve tempo, divenuti una realtà di primo piano dell'esport tricolore. Questo grazie a una gestione virtuosa delle risorse, dei talenti, a un approccio nuovo e diverso dal solito e alla conclusione di importantissime partnership. Il team, fondato appena due anni fa da Thomas De Gasperi, Paolo Cisaria, Amir Hajar e Daniele Ballini ha, infatti, recentemente stretto partnership strategica con Armani Exchange, diventato sponsor ufficiale del Team.
    Non solo: l'organizzazione ha anche dato vita a una collaborazione con My English School, per promuovere l'apprendimento della lingua inglese attraverso metodi innovativi.
    I Mkers, come dicevamo poco fa, possono vantare una scuderia di grandi talenti: Renzo "Loscandalo" Lodeserto ha appena vinto il Campionato eEuro U21 di PES mentre, il team di Rainbow Six Siege, ha ottenuto l'accesso alla fase live del PG Nationals dopo un percorso che li ha visti svettare senza difficoltà su tutti gli avversari. Senza contare, poi, i campioni di Clash Royale e la squadra - assemblata da poco - di grandi giocatori internazionali di Starcraft II. Nerchio, Awers e Showtime (giunto sino alle semifinali) hanno partecipato al WCS Summer di Kiev, vinto poi da Reynor.
    Noi abbiamo avuto l'opportunità di intervistare Paolo Cisaria, uno dei fondatori (nonché CEO) dell'organizzazione. Ecco cosa ci ha raccontato.

    Go, Mkers! Parola a Paolo Cisaria

    Ciao Paolo, ci puoi raccontare com'è nata l'idea "Mkers" e come è occuparsi di una realtà del genere?
     
    Mkers è nata circa due anni fa dall'incontro e dalla condivisione di una visione tra i quattro founders ovvero Thomas De Gasperi, Amir Hajar, Daniele Ballini ed il sottoscritto.
    In quel periodo mi occupavo di Sport Digital Marketing svolgendo tra l'altro consulenze per la Lega B di calcio. Avevo avuto modo di studiare il fenomeno esport e grazie all'apporto di competenze specifiche nel settore videoludico competitivo offerte da Amir e Thomas ho potuto approfondire e scommettere su Mkers.
    Ci siamo subito concentrati sull'idea di supportare la nascita e la crescita di un vero e proprio "Star System" attorno all'esport italiano, settore già esistente da diversi anni seppur in molti casi ancora amatoriale.
    Mkers è nata come una start up innovativa, una società di capitali e non una ASD,  da subito  organizzata come una azienda della new economy (ormai vecchia...).
    Il primo passo è stato poi individuare un titolo mainstream (Fifa) e lavorare sull'immagine di un top player che fosse anche un ambasciatore del nostro marchio e dei nostri valori. La scelta come sai è ricaduta (per fortuna) su Daniele "Prinsipe" Paolucci che da li a poco sarebbe diventato campione europeo di Fifa17.
     
    Nel corso di questi mesi vi siete espansi su più titoli, reclutando importanti giocatori in grado di competere ad alti livelli: Roland Garros, FIFA, MotoGP, PES...Qual è il processo decisionale che conduce a prendere determinate decisioni?
     
    Aggiungerei soprattutto StarCraft 2 con l'acquisizione di top players europei come Showtime ma soprattutto con l'ingresso nel nostro team del primo player coreano, Classic.
    Ultimamente abbiamo acquisito il team End Gaming, più volte campione in Italia per il titolo Rainbow Six con il quale parteciperemo a diversi eventi internazionali.
    La scelta dei nostri investimenti segue sempre una linea strategica precisa, vincolata ovviamente anche alle risorse che possiamo investire.
    Oggi gestiamo 32 Players di 10 Paesi diversi e la logica è sempre mantenere coerenza con il nostro posizionamento internazionale: in tutti i titoli siamo sempre tra i top 10 d'Europa.

    Com'è gestire un'organizzazione in espansione, relativamente ai rapporti con i ragazzi (molto spesso giovanissimi) e con le loro famiglie?
     
    Non è semplice. Nei ragazzi si creano sempre aspettative molto alte, e come giusto sia, la loro giovane età non sempre si sposa bene con l'accettare che occorra tempo per raggiungere alcuni risultati.
    Personalmente sento molto la responsabilità di un approccio professionale, a volte si pensa che per essere considerati professionisti sia sufficiente un contratto ed una fee mensile.
    Noi creiamo nuovi "mestieri" ed abbiamo il dovere anche di accompagnare i ragazzi in un percorso formativo che vada al di là della mera abilità di gioco. La maggior parte delle discussioni con loro sono di carattere formale, burocratico, derivante dalla poca preparazione che spesso hanno in ambito lavorativo. E' normale però che sia così ed il nostro compito è aiutarli in questo percorso di crescita.

    I titoli sportivi, come il calcio e la MotoGP, potrebbero riuscire nell'intento; ma riguardo agli altri giochi competitivi come FPS e strategici, quali difficoltà possono insorgere?
     
    Non trovo molta differenza sul piano gestionale. Abbiamo le stesse difficoltà e gli stessi vantaggi per ogni titolo di gioco.
    Al centro dell'attenzione è il coinvolgimento del ragazzo che di fatto lavora in una azienda e per l'azienda stessa. Dobbiamo migliorare la nostra capacità di incentivare e coinvolgere questi ragazzi, creando esperienze uniche, facendoli sentire in un contesto privilegiato.
    Solo così riusciranno a trasmettere all'esterno il piacere di essere Mkers.
    Per loro, giustamente, avere una remunerazione mensile stabile è importante ma non è tutto. Hanno bisogno di un coinvolgimento emotivo che sia alla base della relazione con il team di appartenenza.
     
    Qualche tempo fa abbiamo potuto chiacchierare con Thomas e ci accennava alle grandi ambizioni del team. Ci raccontava, inoltre, della volontà di espandervi anche sulla scena estera, tanto è vero che avete reclutato alcuni dei migliori giocatori di Starcraft II. Il titolo Blizzard può esser considerato uno dei pochi "esport tradizionali": questo ha avuto un peso nella vostra scelta? Vi può garantire maggior visibilità e risonanza internazionale?
     
    Parlano i numeri in questo caso. Meglio di me puoi documentare i dati di streaming in occasione dei grandi eventi internazionali. Il team di StarCraft 2 ci ha permesso di salire sul palco dell'Intel Extreme Master di Katowice, evento con una affluenza di circa 150 mila persone.
     
    Abbiamo visto che i Mkers hanno reclutato anche il team italiano di Rainbow Six più vincente di sempre: come è maturata la decisione di gettarvi in questa nuova avventura?

    Come dicevo prima, il nostro obiettivo è aprire un titolo per posizionarlo sempre a livello internazionali. Abbiamo semplicemente creduto che il punto di partenza migliore fosse iniziare questo percorso con il miglior roster italiano. Ora proveremo a far crescere l'esperienza internazionale di questi ragazzi che per ora in Italia sembra non abbiano rivali. Siamo stati al Dreamhack di Valencia e ai Qualifier del Major di Raleigh tra i top 16 team d'Europa. Non male come partenza.

    Mkers, oltre a esser un'organizzazione esport è anche un brand che negli ultimi tempi ha stretto partnership importanti: Lotto, Gillette e da ultimo Armani. Ci puoi raccontare come sono nate queste collaborazioni con brand non endemici e cosa può portare all'esport italiano l'entrata in scena di sponsor così "grandi"? Quanto sono importanti gli investimenti degli sponsor per le organizzazioni e la scena nazionale?
     
    Molti brand sono incuriositi dal fenomeno esport. In Italia alcuni di loro iniziano ad investire prudentemente nel settore. Credo che l'ingresso di Armani con il suo brand Armani Exchange sia una vera pietra miliare per il settore esportivo italiano. E' qualcosa di completamente diverso con un potenziale enorme. Segue la stessa linea dei grandi team stranieri che del merchandising hanno fatto una delle principali fonti di ricavi.
    Con Armani non solo migliora la nostra immagine e la qualità della nostra comunicazione ma soprattutto abbiamo l'opportunità di far crescere la nostra visibilità all'estero.
    Devo ringraziare tutto lo staff di Infront Italia, il nostro advisor commerciale c he ha reso possibile questa collaborazione.
    Ora non ci resta che dimostrare di essere all'altezza. Ci stiamo impegnando molto.
     
    Cosa pensi possa rappresentare il masterEsports che ha già preso il via a Milano, per tutti i ragazzi che intendono formarsi ed entrare in un settore altamente instabile e innovativo come quello esport? Quale know how potete portare a questi ragazzi, in base alla vostra esperienza?
     
    E' una parte importante nel percorso di crescita di una industria.
    L'offerta complementare come i Master di Formazione professionale aiutano noi addetti ai lavori a far conoscere meglio i dettagli del nostro impegno ed al contempo ci restituiscono figure professionali da integrare nelle nostre aziende. Spero sia un percorso proficuo che duri nel tempo.

    Un'ultima domanda: progetti per il futuro dei Mkers? A quanto ci par di capire ci attende un'estate ricca di appuntamenti.
     
    I Mondiali di Fifa 19, dopo il Dreamhack di Valencia.
    Nel frattempo non mancheranno un paio di "chicche" a livello societario che spero siano apprezzate e diano l'idea di quanto Mkers si stia adoperando per contribuire alla credibilità del settore in Italia.

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