Ninja Gaiden Master Collection: il ritorno di Ryu Hayabusa

Fumihiko Yasuda del Team Ninja ci racconta cosa significhi tornare alle origini, per riportare alla ribalta un'icona rimasta per troppo tempo in disparte.

Ninja Gaiden Master Collection: il ritorno di Ryu Hayabusa
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Disponibile per
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Samurai, Ronin, Ninja. Dalla Storia alla cultura pop, assassini, guerrieri, uomini la cui figura è stata distorta, mitizzata, raccontata da mille bocche, sussurrata a mille orecchie, scritta da mani sapienti capaci di fondere la realtà con la fantasia, temprando la leggenda come un maestro spadaio fa con ogni katana che forgia, piegando su sé stessi strati e strati di acciaio fino a renderla indistruttibile, indimenticabile nonostante il progresso. Dalla carta di riso dei primi racconti a quella dei manga, imprimendosi poi indelebilmente nelle pellicole dei grandissimi registi nipponici, infine prendendo forma nei pixel disegnati da SEGA e Tecmo, dando in mano ai giocatori le letali doti marziali di Joe Musashi e Ryu Hayabusa racchiuse nelle cartucce di Shinobi e Ninja Gaiden.

    L'inizio di un percorso che ha portato all'evoluzione stessa dell'hack ‘n slash, partendo dalle due dimensioni e arrivando alla complessità tecno-ludica dei contemporanei e amatissimi Sekiro e Nioh (per approfondire, eccovi il nostro speciale sulla The Nioh Collection per PS5). Ultimi discendenti di due dinastie, quella FromSoftware e quella Team Ninja, entrambe radicate in quel 2004, quando il Ninja Gaiden di Tomonobu Itagaki sconvolse Xbox e distrusse le convinzioni di tutti quei giocatori autoproclamati hardcore, arrivando a rispolverare un'etichetta archiviata da tempo per descrivere il perfetto e perverso strumento di tortura e gameplay che fu: masocore.

    Before souls-like was cool

    Qualcuno direbbe così, e tra quelli c'è sicuramente Fumihiko Yasuda, una delle teste pensanti di Team Ninja che si è fatto le ossa proprio quando Itagaki uscì da quegli uffici sbattendo la porta dopo Ninja Gaiden 2. Director nel momento più difficile della storia della software house, col criticatissimo terzo capitolo poi rinato, sempre sotto la sua guida, nella versione Razor's Edge (se non ve lo ricordate, ecco la recensione di Ninja Gaiden 3 Razor's Edge), director oggi nel periodo della rinascita grazie ai due Nioh che non si è mai fatto mistero essere ben più eredi diretti del clan Hayabusa che non delle opere di Hidetaka Miyazaki.

    Ninja Gaiden: Master Collection comprende Ninja Gaiden Sigma, Ninja Gaiden Sigma 2 e Ninja Gaiden 3: Razor's Edge. La scelta di non inserire gli originali optando per le successive riedizioni è in realtà obbligata, visto che, come di recente appreso in un'intervista concessa dallo stesso Yasuda a Famitsu, i codici sorgente dei primi due sono andati perduti. Un ritorno sui suoi passi per Yasuda-san, che ci ha raccontato della filosofia e del lavoro dietro la riedizione di questa storica trilogia (in cui veste i panni di producer).

    "Il masocore di solito ha vari modi per permettere al giocatore di redimersi dopo la morte", che sia il grinding o la ricerca di equipaggiamento migliore, "ma il successo in Ninja Gaiden passa quasi esclusivamente per il costante miglioramento del giocatore, delle sue abilità manuali, tentativo dopo tentativo. Per molti nuovi giocatori - quelli cresciuti con Nioh, Dark Souls e Sekiro - questo approccio intransigente, estremo, può risultare ancora più stimolante rispetto a titoli più moderni. Per questo penso che Ninja Gaiden possa soddisfare le aspettative del pubblico più giovane, ed è anche la ragione per cui l'azione rappresentata in questa collection è senza tempo!".

    E probabilmente non c'è periodo storico più adatto per riscoprire la serie, con i concetti di "difficoltà" e "sfida" tornati alla ribalta in un mondo che aveva fatto dell'accessibilità - soprattutto durante la scorsa generazione - un dogma votato quasi all'unanimità e oggi spazzato via da opere efferate, spietate.

    "Proprio dopo aver finito di lavorare su Nioh 2 ci siamo chiesti se non fosse arrivato il momento giusto per il ritorno di Ninja Gaiden. L'idea era nella nostra testa da tempo, dato che nessun capitolo era disponibile su Switch, PlayStation 4, Xbox One e PC", una dichiarazione che dimostra totale sintonia con il proprio pubblico più affezionato, quello dei veterani che hanno rivisto in William Adams l'indole dell'amato Ryu.

    "Ma non era solo una questione storica. Dopo aver sviluppato Nioh ho rigiocato tutta la serie trovandola ancora un'esperienza incredibilmente eccitante e fresca. Quando abbiamo annunciato la Master Collection la reazione degli appassionati ha superato addirittura le nostre aspettative. In quel momento abbiamo realizzato quanto Hayabusa fosse iconico e quanto la sua presenza sulle scene fosse mancata ai suoi fan, che non aspettavano altro che un suo ritorno".

    Costume nero in pelle, a metà tra la figura storica del Ninja e la moderna concezione dell'eroe-rockstar alla Dante, agilità impareggiabile e la magistrale attitudine a maneggiare una serie di strumenti di morte capaci di smembrare le vittime demoniache solo a guardarli da lontano. È questo il motivo del suo fascino imperturbabile e fiero. "Il marchio di fabbrica della serie è sempre stata la precisione estrema del sistema di controllo, che è anche un cardine della filosofia di Team Ninja su cui basiamo tutti i nostri titoli. Ryu Hayabusa è una formidabile macchina da guerra, soprattutto quando il giocatore impara a padroneggiare le sue abilità! Perfino quando è circondato e ogni via di fuga è bloccata lui è implacabile. Provare e scoprire nuove mosse è fondamentale per godersi il gioco e trovarsi tra le mani un'esperienza appagante". Parate, schivate e combo affilatissime, un gameplay tachicardico che non lascia possibilità di rifiatare, mettere in pausa, staccarsi dal suo bestiale loop.

    Tecnica Ninpo della conversione

    Ma una remaster è anche una questione tecnica, non solo sentimentale, e Ninja Gaiden: Master Collection "girerà in 4K e 60 fotogrammi al secondo su PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S e naturalmente su PC via Steam con hardware adeguati", nonostante Yasuda dica anche candidamente che potrebbero esserci delle fluttuazioni, sia a livello di risoluzione che di FPS, in determinate situazioni.

    Ma ad incuriosire di più è la versione Nintendo Switch, annunciata per prima durante l'ultimo Nintendo Direct e vista un po' come una manna per gli appassionati di hack ‘n slash, che sull'ibrida continuano a latitare per una serie di concause, fatta eccezione per Bayonetta, No More Heroes e le versioni HD della trilogia originale di Devil May Cry.

    "Non ci saranno modalità esclusive su Switch, ma a parte la naturale assenza della risoluzione 4K siamo riusciti a lavorare in modo da rendere l'esperienza più fluida e confortevole possibile". Partire dalle versioni Sigma ha poi permesso agli sviluppatori di mantenere tutti i contenuti aggiuntivi, come costumi e modalità esclusive, "anche quelle incluse in Sigma Plus e Sigma Plus 2 usciti su PS Vita. Inoltre abbiamo anche lavorato per risolvere alcuni problemi che affliggevano i titoli, come cali di frame rate improvvisi e la difficoltà dei giochi nel rilevare certi input per eseguire alcuni comandi!". Non certo un lavoro invasivo, volto soprattutto a rendere queste versioni quelle definitive da giocare, appagando l'occhio con uno splendore grafico che la serie non ha mai visto.

    Perché qui non si tratta solo di un gameplay velocissimo, preciso e brutale, ma anche di un immaginario esteticamente unico, capace di mescolare la tradizione folkloristica giapponese con un character design pazzesco ed eccentrico. Il tutto immerso in un'atmosfera che sembra uscita da un film action dei primi anni ‘00, tra sangue e pirotecniche esplosioni, demoni e mercenari.

    A questo punto era lecito chiudere con una domanda che è sempre nell'aria quando si assiste a operazioni di questo tipo: c'è almeno l'idea di sviluppare un quarto capitolo se questa collection sarà ben accolta dal pubblico? "Se e quando arriverà il momento... Vi faremo sapere!", che è sempre la migliore delle risposte evasive. A questo punto non resta che attendere il 10 giugno per assaggiare ancora la lama di Ryu Hayabusa, Ayane, Momiji, Rachel e Irene, per ripassare la Storia o scoprirla per la prima volta. Alla fine è proprio questa la preziosa essenza delle riedizioni, no?

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