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Overwatch Contenders: Due chiacchiere con coach PiPou, dei Morning Stars

Abbiamo avuto l'opportunità di scambiare due chiacchiere con il coach dei Morning Stars, reduce dalla prima vittoria ai Contenders.

intervista Overwatch Contenders: Due chiacchiere con coach PiPou, dei Morning Stars
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Buona la prima per i Samsung Morning Stars. Il debutto ai Contenders, la scorsa domenica, non poteva essere più dolce. Davanti al loro pubblico di casa, all'Esport Palace di Bergamo, i ragazzi hanno dato il massimo contro il Team Gigantti, portandosi a casa una vittoria sudata ma estremamente soddisfacente, strappata proprio all'ultimo, ribaltando un risultato che ormai stava per premiare i fortissimi avversari. Invece, i "bergamaschi d'Europa", forti di un roster rinnovato e, soprattutto, di ore e ore di allenamento intensivo hanno avuto la meglio, presentando così il loro biglietto da visita alle formazioni "nemiche". La vittoria maturata al primo match parte da lontano, quindi, ma affonda anche radici in un terreno fertile, curato dal nuovo coach: Richard "PiPou" Buscemi.

    A tu per tu con coach PiPou

    Ciao Richard, vuoi presentarti ai nostri lettori?
    Ciao, sono Richard «PiPou» Buscemi, ho 30 anni e vengo da Annecy, in Francia. Ho giocato per Melty, LDLC, Gamers Origin, Eagle Gaming, principalmente come Main Support e Shot Caller. E ora, come avete visto, sono il coach di Samsung Morning Stars.

    Cosa ne pensi del Path to Pro: è stato facile percorrerlo per te?
    Non è stato facilissimo, ma la scena Tier 2 è un'ottima scena, e questo mi ha stimolato a dare tutto per riuscire.

    Come ha reagito la tua famiglia quando hai iniziato a giocare ai videogiochi per professione? Hanno sostenuto la tua decisione oppure no?
    Ho intrapreso la carriera di videogiocatore professionista a circa 27 anni, quindi ai miei genitori non importava molto di quale lavoro scegliessi. Se sono felice, lo sono anche loro.

    Come riesci a dividerti tra la tua vita privata e la tua carriera?
    Si tratta di organizzazione. Pianificando bene la vita lavorativa, riesco ad avere il tempo libero da dedicare alle mie passioni e alle persone care.

    Prima dei Samsung Morning Stars hai giocato in altre squadre, fra cui Eagle Gaming, campioni in carica del Contenders. Che cosa hai imparato in queste precedenti esperienze?
    Ogni volta ho imparato qualcosa di nuovo su di me e su cosa posso fare per migliorarmi sempre più. Dormire regolarmente, mangiare sano, fare attività fisica, sono tutte cose che aiutano, ma è solo con l'esperienza che ne apprezzi il valore. Per quanto riguarda il lavoro di coach, ho imparato molto da Féfé, il mio ex allenatore, che in particolare mi ha insegnato a comunicare ai giocatori assecondando le loro esigenze
     
    Come ti trovi in Italia? Ti piace vivere qui, con i giocatori?
    Sono davvero felice di essere in questo paese e sono orgoglioso di rappresentare i Samsung Morning Stars. L'organizzazione si prende cura di noi sotto ogni aspetto, non potrei chiedere di meglio. Con i giocatori ho un ottimo rapporto, sono tutti ragazzi che ho scelto personalmente, in particolare per il loro atteggiamento positivo e professionale.

    Quali sono i motivi che ti hanno spinto a passare da giocatore ad allenatore?
    L'età. Ho 30 anni! Sto scherzando, l'età non è l'unica ragione. Come giocatore la mia più grande forza è stata la mia visione di gioco, mi piace analizzare, trovare nuove soluzioni, gestire i giocatori e la loro mentalità. Sono tutte caratteristiche che si adattano naturalmente al ruolo di coach.

    Che consiglio daresti a chi volesse intraprendere il Path to Pro?
    Avere un atteggiamento professionale nel gioco e fuori.

    Come prepari i tuoi giocatori per una partita? Cosa raccomandi ai tuoi ragazzi?
    Come il mio mentore, FéFé, faccio in modo che i giocatori diano il 100% in ogni allenamento, così che nei match ufficiali devono semplicemente ripetere quello che sono già abituati a fare.

    Come strutturi la giornata tipo di un membro del tuo team? Formazione, teoria, scrim, pratica, relax...
    Dipende dall'obbiettivo. Se voglio lavorare sulla resistenza, facciamo sei ore di scrim con una breve pausa in mezzo, specialmente in preparazione di un torneo. Altrimenti facciamo due ore di VoD review, un'ora di riscaldamento e quattro ore di scrim.

    La comunicazione è fondamentale in un gioco come Overwatch: quali sono i segreti per raggiungere un'assoluta sinergia?
    Dipende dai giocatori che hai in roster. In Samsung non abbiamo un solo leader, ma il livello di comunicazione generale è molto buono e ci permette di giocare diverse composizioni.

    Chiudiamo questa intervista con la solita domanda: dove possono seguirti i lettori di everyeye.it per restare aggiornati sul tuo lavoro?
    Potete seguirmi sul mio profilo Twitter. Vi ringrazio per l'intervista, ringrazio Samsung Morning Stars per l'opportunità e tutti i nostri partner per l'aiuto continuo.

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