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Overwatch: quattro chiacchiere con thebigone, DPS dei Samsung Morning Stars Blue

Continuiamo a conoscere i membri del team di Bergamo, i Samsung Morning Stars Blue. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con thebigone.

intervista Overwatch: quattro chiacchiere con thebigone, DPS dei Samsung Morning Stars Blue
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  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • In attesa che la nuova stagione della Overwatch Open Division abbia inizio, continuiamo a conoscere i membri del team dei Samsung Morning Stars Blue, pronti e decisi come non mai a raggiungere il loro agognato slot ai Contenders, il campionato cadetto targato Blizzard. Nel corso delle passate settimane abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con il coach Fabio "Nightslayer" Condoluci e, per chi si fosse perso i precedenti appuntamenti con il team Blue, abbiamo approfondito la conoscenza dei primi giocatori iniziando da Luft, il main tank della formazione, per poi sentire DragonEddy, decisivo offtank della formazione lombarda. Ora è giunto il momento di farci raccontare qualcosa da Federico "thebigone" Fantozzi, DPS dei Morning Stars Blue.

    thebigone si racconta

    Ciao Federico, iniziamo con una domanda di rito: vuoi presentarti ai lettori di everyeye.it?
    Ciao a tutti, mi chiamo Federico Fantozzi, in game "thebigone", ho 22 anni e sono il DPS dei Samsung Morning Stars Blue.

    Abbiamo già avuto modo di raccontare il percorso "formativo" di alcuni dei tuoi compagni di squadra, Luft e DragonEddy. Il tuo come è stato? Quando hai iniziato a giocare, su quali titoli ti sei formato come videogiocatore e come hai conosciuto Overwatch?
    Ho iniziato a giocare fin da piccolo, essendo mio padre un appassionato ho sempre avuto un pc e una linea internet per farlo al meglio. Il primo titolo a cui ricordo di aver giocato per molte ore è Unreal 99 e in seguito Unreal Tournament 2004. In generale ho sempre preferito gli FPS, ho amato i Call of Duty fino al quarto capitolo ma ho anche passato molto tempo su videogiochi di un po' tutti i generi, tra cui World of Warcraft a cui ho giocato alcuni anni. Ho sempre amato i titoli Blizzard quindi scoprire Overwatch è stata una semplice conseguenza.

    Su quali titoli ti piace passare il tempo, al di là degli impegni lavorativi?
    Da quando ho iniziato a giocare ad Overwatch come professionista passo meno tempo su altri videogiochi nel mio tempo libero, ma in generale prediligo titoli singleplayer e al massimo qualche partita con amici nei vari Battle Royale che spopolano di questi tempi. Non sono un amante di questa categoria, ma in compagnia possono regalare serate divertenti.

    Il percorso verso il professionismo è stato per te da sempre un sogno da inseguire o è stato uno step naturale? Che difficoltà hai incontrato lungo il cammino? In Italia non è facile...
    Essendo questo settore nato da poco e data la sua incertezza è difficile parlare di sogno fin da piccolo. Per tutti noi è stato uno step naturale, inizi a giocare e quando ti accorgi ti non essere male provi a fare qualche piccolo torneo con altri ragazzi uguali a te. Di difficoltà ce ne sono sempre tantissime e non è mai facile fare le scelte migliori, bisogna essere intelligenti, credere in se stessi e avere anche un po' di fortuna. Se in Italia non è facile la colpa è la nostra, abbiamo sia i mezzi che la passione per fare le cose fatte bene ma in generale pecchiamo di mentalità, fortunatamente Samsung con il progetto Morning Stars sta mostrando che la via intrapresa è quella giusta.

    I tuoi familiari come hanno preso la decisione di buttarti nel professionismo? Ti hanno appoggiato sempre?
    I miei familiari mi hanno sempre appoggiato e continuano a farlo, inizialmente era un po difficile perché nonostante andassi all'università dedicavo moltissimo tempo a Overwatch per migliorare e loro lo vedevano come tempo perso, poi entrato nei Morning Stars hanno iniziato a conoscere questo mondo e sono i primi a guardare le mie partite su Twitch.

    Prima dei Morning Stars, se non sbaglio eri in forza all'organizzazione TES, assieme ad alcuni tuoi attuali compagni di squadra. È stato un punto a favore per le dinamiche del team, gli automatismi e la comunicazione generale?
    Si, con alcuni degli attuali compagni di squadra gioco insieme da più di un anno e in questo settore è tantissimo, considerando che molte squadre si sciolgono e cambiano membri ogni 2-3 mesi. E' un vantaggio che molti sottovalutano perché conoscendoci così bene riusciamo a gestire meglio i momenti negativi durante le partite, e il fatto di essere amici fuori dal gioco è un qualcosa che va a migliorare le nostre performance in generale perché ci piace giocare insieme.

    Come ti prepari di solito a una partita? Qual è la tua routine di preparazione fisica e mentale prima del match?
    Di solito cerco di svegliarmi e mangiare prima possibile, poi inizio una sessione di riscaldamento muscolare per la mira circa 30 minuti, ascoltando un po' di musica in sottofondo per caricarmi, prima della partita.

    Cosa puoi consigliare ai ragazzi che intendono inseguire il tuo stesso sogno, sotto il profilo professionale?
    E' un percorso difficile, ma d'altronde nulla è facile quindi tanto vale inseguire il proprio sogno e fare ciò che ci piace. Dovete credere in voi stessi ciecamente, ci saranno momenti in cui dubiterete delle vostre capacità, continuate ad allenarvi, mentalità vincente e focus sul migliorarsi sempre.

    Riguardo alla nazionale, abbiamo visto che il tuo nick era comparso tra i dodici papabili, nei tryout. Poi come è andata? Come ti sono sembrate le scelte di coach Sharppp per il mondiale?
    Mi è un po' dispiaciuto perché avrei voluto confrontarmi con i "big" di Overwatch a livello mondiale e sono sicuro che sarei stato l'opzione migliore nel mio ruolo per l'Italia.
    Credo che alcune scelte del coach Sharppp siano molto discutibili e che purtroppo, tra circa 2 mesi, ne vedremo i risultati.

    Ora vi aspetta una nuova stagione di Open Division. Ovviamente vi state già allenando e preparando. Cosa senti d'avere imparato dal percorso intrapreso fino a questo momento? Le sconfitte nei Trials hanno portato comunque a una maturazione sia di squadra che individuale?
    La delusione all'inizio è stata forte ma abbiamo imparato molto, sopratutto per quanto riguarda l'aspetto mentale e su come gestire meglio partite di un certo tipo. Ci alleneremo duramente per raggiungere il nostro obbiettivo la prossima stagione e siamo sicuri di farcela.

    Abbiamo visto che, purtroppo, il team Black è stato sciolto. Non ti chiederò i motivi ma vorrei chiederti come avete accolto l'arrivo di Nisa nel team e, soprattutto, cosa pensi del progetto dedicato alla Overwatch Akademy. Può funzionare nella realtà italiana e alzare l'asticella qualitativa?
    Siamo contenti dell'arrivo di Nisa, sia come player che come persona, avendolo conosciuto in questi mesi posso dire che sicuramente sarà fondamentale per riuscire a raggiungere il prossimo Contenders. Il progetto dell'AKademy dedicato ad Overwatch ha molte potenzialità, invito tutti gli aspiranti professionisti ad iscriversi perché è la vostra occasione per mettervi in mostra, io stesso a volte vado a guardare le partite per curiosità, e sicuramente si innalzerà il livello italiano.

    Chiudiamo con una domanda di rito, così come abbiamo aperto l'intervista: su che canali social ti possono seguire i lettori di everyeye.it?
    Certamente, ecco a voi!

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    Ringraziamo Federico per la gentilezza e la disponibilità e, come sempre, coach Nightslayer. Non ci resta che darvi appuntamento alla prossima intervista.

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