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PG Esports: dalla nascita al successo e i piani per il futuro

Abbiamo intervistato il CEO di PG Esports, Pier Luigi Parnofiello, tra passato, presente e futuro dell'azienda leader nel mondo degli eventi eSports.

intervista PG Esports: dalla nascita al successo e i piani per il futuro
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  • Il mondo dell'esport internazionale (e, ovviamente, italiano), così come ogni altro settore, in questo momento sta attraversando un periodo davvero particolare a causa della crescente emergenza sanitaria legata al Coronavirus.
    Noi, però, prima che la situazione giungesse allo stato attuale, abbiamo avuto l'opportunità di intervistare Pier Luigi Parnofiello, CEO di PG Esports Tournament Organizer di Fandango Club, il quale ci ha raccontato come è nata e si è evoluta la società nel corso di questi anni.
    Prendendo spunto da questa intervista, l'augurio che ci facciamo è che tutto torni alla normalità quanto prima; per questo abbiamo deciso di continuare a pensare al futuro, ricordando anche agli appassionati che i campionati nazionali - chiaramente in formato online - continuano. La finalissima del PG Nationals Spring Split 2020 di League of Legends, ad esempio, si svolgerà domenica 29 marzo.

    Ecco, dunque, cosa ci ha detto Pier Luigi Parnofiello.

    A tu per tu con Pier Luigi

    Ciao Pier Luigi, per chi non ti conoscesse, ti va di presentarti al nostro pubblico?
     Ciao a tutti, sono il CEO di PG Esports e da circa 15 anni lavoro nell'industria del gaming.
    Ho avuto il piacere di lavorare in aziende come Atari Italia e Wizards of the Coast Europe in ambito marketing e brand management.
    Prima di avviare PG Esports sono stato European Head of Publishing in Riot Games, dove mi sono occupato principalmente di League of Legends e del progetto oggi conosciuto come Legends of Runeterra.

    Come si è evoluta PG Esports nel corso del tempo, dalle origini al momento attuale? Quanto tempo e investimenti si sono resi necessari per poter giungere dove siete ora?
     
    PG è attiva da poco più di 3 anni, nel 2016 era un'idea nella mia testa e poco più.
    L'intuizione, che si è fortunatamente rivelata corretta, si basava sul fatto che in Italia ci fosse grande spazio per sviluppare il settore degli Esports e che una realtà nuova ed indipendente sarebbe stata in grado di cogliere l'opportunità e farsi strada, riscrivendo in parte le regole del gioco.
    Gli investimenti sono stati importanti e hanno toccato svariati aspetti: allargamento del team, realizzazione di due studi di registrazione per lo streaming, tecnologia e risorse dedicate alla promozione della nostra attività.

    Come si struttura la macchina organizzativa di PG, dal concept di un evento sino a ciò che il pubblico può godere? Insomma, come nasce un evento e su quali direttive vi concentrate quando dovete soddisfare diverse richieste?
    Che sia un evento che noi gestiamo e controlliamo, come la PG Arena o i PG Nationals, o un'attività on-demand, sviluppata sulle richieste di un cliente, il focus è rivolto alla user experience.
    Parlando con clienti e partner, lavoriamo affinchè la soddisfazione dell'utente sia al centro del progetto, mostrando quanto rappresenti una win situation per tutti: per gli utenti, che possono vivere esperienze memorabili; per il partner, che è coinvolto in attività che aiutino il brand e che rimangano impresse nella mente di tutti; per PG, che è così identificata come eccellenza nel settore.
    Dalla scelta della location al setup del palco, dalla scelta degli ospiti al modo in cui comunichiamo, dalla scelta delle date al prezzo del biglietto, questo presupposto guida quindi tutta la macchina organizzativa. Nei 3-4 mesi di progettazione di un evento, ci assicuriamo che i team che lavorano sul progetto siano allineati in questo senso e che tutte le scelte strategiche e tattiche vadano verso questa direzione, utilizzando durante tutto il processo un sistema di approvazione, brainstorming e meeting di allineamento.

    PG può contare su alcuni grandi sponsor non endemici, come Vigorsol e Adidas, oltre che Just Eat. Come è nata la collaborazione con queste realtà?
    Ci ha fatto molto piacere raccogliere l'interesse dei brand da te citati e soprattutto è stato stimolante integrarli nei nostri prodotti esports. L'esigenza comune degli sponsors di rafforzare la relazione con un target giovane e altamente incostante nella relazione con le marche, e soprattutto farlo in modo credibile. Contestualmente PG voleva migliorare l'esperienza online e offline della nostra audience, lo sponsor è stato percepito come un valore aggiunto allo spettacolo e non una spiacevole interruzione.

    Quanto è importante, per un tournament organizer, costruire una forte brand identity e, soprattutto, quanto è difficile riuscirci, in Italia?
    È fondamentale e ci lavoriamo ogni giorno. Per noi la sfida è duplice perché vogliamo essere riconosciuti come il tournament organiser di riferimento e allo stesso tempo migliorare il rapporto con la community che ci segue con grande entusiasmo.
    Il nostro compito non sarà ultimato fino a che non raggiungeremo l'eccellenza in entrambi gli ambiti e abbiamo davanti a noi ancora molta strada da fare.

    Quali sono e come si mantengono i rapporti con le organizzazioni dello Stivale? Hai assistito all'evoluzione della scena competitiva italiana nel corso di questi ultimi anni: quali sono i punti di criticità su cui concentrarsi e come lo vedi il futuro dell'esport in Italia e in ambito internazionale?
     Siamo tutti parte dello stesso ecosistema e dobbiamo lavorare insieme per farlo crescere: una volta compresa questa realtà si capisce che i rapporti tra le parti di questo ecosistema sono fondamentali per raccogliere tutti i frutti nei prossimi anni. Le realtà italiane devono lavorare sempre di più per professionalizzarsi, accrescere il loro bagaglio di talenti e accrescere la fan base, coinvolgendo sempre più giovani per rendere gli esports un fenomeno di massa.

    I campionati di PG Esports sono ai nastri di partenza per quella che si preannuncia come una stagione ancora più interessante. Puoi raccontarci la genesi dei due campionati? Come mai, dopo League of Legends, avete deciso di puntare anche su Rainbow Six Siege?
     Il PG Nationals di League of Legends è nato alla fine del 2017 con la nascita delle ERL come uno dei primi paesi coinvolti in questo nuovo progetto. Il PG Nats è la competizione di PG Esports dedicata ai semi-professionisti ed ha 3 valori principali: riconoscimento, eccellenza, aspirazione. Quando cerchiamo o valutiamo un nuovo titolo per la competizione abbiamo sempre in mente questi tre valori e Ubisoft, come è stato per Riot Games, ci ha permesso di soddisfarli pienamente e siamo stati contenti di puntare su Rainbow Six Siege insieme.

    Riguardo a Rainbow Six, quest'anno trasmettete in esclusiva in italiano l'intera stagione di Pro League, al pari di quanto già accade da tempo in altri paesi. Pare essere un grosso investimento: quali sono le difficoltà che avete dovuto affrontare per poter garantire un servizio inedito per il territorio italiano? 
     Abbiamo acquisito negli ultimi anni expertise e know-how adatti per questo tipo di lavori: siamo un tournament organizer e broadcaster e portare i migliori tornei internazionali sui nostri canali in streaming è il nostro lavoro principale. La parte su cui investiamo maggiormente quando creiamo un prodotto di questo tipo da zero è quello di creare un team di caster all'altezza e che possa nel tempo crescere nel modo in cui porta al pubblico l'esperienza esports. Non è un lavoro semplice ma è sempre molto appagante vedere i risultati che porta.

    L'esport non è solo competizione e non si esaurisce nel semplice "torneo" ma si sta trasformando sempre di più in un aggregatore che riesce a guidare e influenzare le scelte e i gusti di una fetta di pubblico tradizionalmente lontana dai tradizionali metodi comunicativi. Quanto è importante riuscire a intercettare i gusti dei più giovani attraverso un'offerta poliedrica e, soprattutto, come si evolverà nel prossimo futuro l'organizzazione degli eventi live?
     Hai ben sintetizzato la nostra sfida più grande per i prossimi anni, mi riferisco a convertire il nostro ruolo di tournament organiser in una forma molto più estesa che potremmo definire esports media company.
    Oggi offrire un prodotto esports di qualità significa prendere il meglio della spettacolarizzazione dello sport tradizionale, confezionarlo in un linguaggio giovane e contemporaneo e contestualmente offrire ai migliori talenti esportivi la vetrina che meritano per costruirsi una carriera nel mondo del competitive gaming. Difficile, ambizioso ma dannatamente stimolante.
     
    Del resto gli esports rappresentano una nuova e fertile opportunità di crescita per il nostro Paese e in termini di sviluppo possono impattare positivamente su settori di importanza strategica come occupazione giovanile e formazione.
     
    In questo scenario gli eventi live sono il culmine e il picco più alto delle storie che raccontiamo, gli esports sono sottovalutati come aggregatori di community. Ad esempio, le finali dei nostri campionati o la PG Arena di Milan Games Week sono veri e propri momenti di celebrazione della passione per il gaming. Si è ribaltato il paradigma, in questo contesto infatti i videogames spingono gli appassionati fuori dalle loro camerette per incontrare altre persone con gli stessi interessi.

    Ringraziamo Pier Luigi e tutta la squadra di PG Esports per la disponibilità, augurandoci che tutto riprenda il prima possibile.

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