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Professionisti eSport: conosciamo Davide Scavo di Samsung Morning Stars

Oggi ai microfoni di Everyeye.it diamo spazio ad una figura poliedrica nel panorama eSport italiano: Davide "Crirawin" Scavo.

intervista Professionisti eSport: conosciamo Davide Scavo di Samsung Morning Stars
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Come faccio a lavorare nell'eSport in Italia? Questa è la domanda che ricevo più spesso dai miei "fan" (che brutta parola, la sostituisco subito: amici), su Facebook. Vedete me, un professionista del settore, e sognate anche voi un giorno di far parte di questo ambiente. Io mi sento quasi costretto a darvi sempre la stessa risposta: gettatevi nella folta giunga degli streamer. Se siete bravi, alla fine, i vostri sforzi alla fine saranno ripagati. Ma questa non è certo l'unica strada per entrare a far parte attivamente di questo settore, e la persona che mi accingo ad intervistare oggi ne è la dimostrazione lampante. Sto parlando di una personalità davvero interessante della community italiana esport. Giocatore, team manager, analyst , allenatore, content creator: talento poliedrico che è riuscito nell'intento di trasformare la passione per l'esport in un lavoro a tempo pieno con tanta determinazione e spirito imprenditoriale. Si chiama Davide "Crirawin" Scavo ed è fondatore di UB Academy nonché attualmente alla guida dei Samsung Morning Stars.

Intervista a Davide "Crirawin" Scavo

Everyeye.it: Ciao Davide, presentati videoludicamente ai nostri lettori
Davide Scavo: Ciao a tutti e grazie mille per questa favolosa opportunitá di potermi raccontare al pubblico di Everyeye!
Fin da ragazzino ho avuto una passione sfrenata per il mondo del gaming, a partire dal Sega Mastersystem come console e dal Commodore 64 come PC. Ricordo perfettamente che mio fratello preferiva uscire con i nostri amici mentre io avevo l´animo del NERD! Da amante quale ero di giochi come Dungeons & Dragons e Magic: The Gathering è stato naturale attaccarmi così tanto ai videogame, capaci di trasformare in realtà tutte le fantasie che mi portavo dentro con questi 2 giochi non virtuali.
Con l´evolversi della tecnologia mi sono avvicinato molto di piú alle console, cominciando con la PlayStation 1 fino ad arrivare alla mia attuale Xbox One!
Ho dedicato parecchie ore a giochi come PES o FIFA ma i miei preferiti erano e rimarranno per sempre quelli fantasy, tanto che sono riuscito a bruciare un PC a furia di giocare ai primissimi Icewind Dale e Baldur´s Gate! Parlando di tempi piú recenti ho dedicato parecchio tempo a Skyrim, la saga di Final Fantasy e quella di Monster Hunter, per la quale, in questo periodo, sono in preda all'hype, perché a fine gennaio uscirà il nuovo Monster Hunter World e già mi vedo a trascorrere intere nottate davanti al televisore!
Per quanto riguarda l´esport ne avevo sentito parlare ma non mi ci ero mai interessato profondamente al settore, almeno fino all'uscita di Overwatch (quindi poco più di un anno fa).

Dopo appena 4 mesi dalla sua uscita avevo già formato un team con cui mi allenavo: per migliorare le mie abilità ho poi iniziato a guardare qualche video su youtube senza immaginare che quella scelta avrebbe cambiato totalmente la mia vita. Ogni video che cercavo mi riconduceva ad Alberto Pahle conosciuto da tutti come Herc o H82Overwatch. Essendo io un tipo caparbio gli ho scritto per proporgli alcune idee che avevo in merito allo sviluppo di una Gaming House.
Da quel giorno ci siamo conosciuti sempre di più: quando ha scoperto che mi occupavo di Management di calciatori a livello Mondiale (intermediario per la FIFA), mi ha chiesto se volevo gestire un team di Overwatch che era appena stato "abbandonato" da un investor.
Quale occasione migliore per entrare nel mondo Competitivo? Accettai quello che divenne il mio trampolino di lancio: parlo dei conosciutissimi NoHeaven di Overwatch che arrivarono quattordicesimi in EU e 36esimi nel mondo! Se sono quindi dentro a questo mondo devo ringraziare Herc che ha saputo dare valore alla mia persona.

Everyeye.it: Beh, non proprio uno "scappato di casa" direi. Risulta però davvero difficile introdurti come professionista del mondo esport, fai davvero troppe cose. Posso chiederti qual è il tuo background personale/lavorativo? Da dove sei partito per fondare UB Academy?
Davide Scavo: Effettivamente prima di trovare la mia strada nell´Esport ho tastato parecchi terreni all´interno di questo settore e li sto portando avanti un po' tutti.
Provengo da una scuola di grafica pubblicitaria e modellazione 3D ma la mia passione per le dinamiche mentali mi ha poi portato a studiare Mental Coaching presso la Certified Mental Coach, che ha come docente Alberto Biffi, docente di psicologia alla Bocconi di Milano, con il quale ho perfezionato il percorso direttamente da Robert Neff, uno dei più importanti Mental coach americani che opera nell´NBA, NFL e NHL.
Sul fronte lavorativo, sono stato Gestore di Locali per 5 anni, dedicandomi poi allo studio del Management e diritto sportivo, in quanto volevo diventare agente e intermediario dei calciatori a livello top. Ho poi deciso di convogliare queste due mie capacità nell'esport, poiché, essendo un mercato ancora vergine, ha parecchi sbocchi professionali che aspettano solo di essere creati e sviluppati.

Everyeye.it: Ed ora viene il bello! Cos'è UB Academy e come può aiutare un futuro professionista dell'esport?
Davide Scavo: UB Academy è un progetto ancora in fase embrionale per via della sua grandezza e lungimiranza. Attualmente sviluppando il brand sia attraverso la mia immagine sia con alcuni video e post che possano in qualche modo anticipare quella che sarà l´accademia più invidiata al mondo!
Immagina di far parte di un grande ecosistema in cui ogni player (diviso per gioco ovviamente) possa avere una scheda personale dettagliata sulle proprie statistiche in game, avere la possibilità di imparare tra le più svariate tematiche legate al proprio titolo (Positioning, AIM e similari) grazie all'ausilio di coach qualificati, di conoscere tutte le nozioni di Mindset (come ad esempio il focus o il controllo delle emozioni in game sempre tramite Mental coach autorizzati dalla UB Academy) e di vedersi assegnato al proprio account una medaglia per ogni "argomento" appreso e il relativo livello di apprendimento.
Ci saranno inoltre tornei interni, Classifiche interne e premi tradotti in attrezzature o altre lezioni a scelta per la propria crescita. Tutti potranno anche ricercare un profilo con filtri molto dettagliati (magari, ad esempio, un giocatore intende cercare per il proprio team un player che abbia tot punti, che abbia seguito lezioni di AIM o di Positioning e così via...).
Questo database potrà essere consultato anche da Organizzazioni, talent scout, tournament Organizer e le più grandi realtà esportive. In Corea, America, Francia, Finlandia e molti altri paesi mi hanno dato piena disponibilità e interesse al progetto e quindi il database sarà a livello mondiale.
Ovviamente ci sono molte altre cose che si potranno fare e ulteriori benefit da raggiungere, ma non posso svelarli perché non vorrei certo che qualcuno anticipasse la mia visione.
Il concetto è: formare i player sotto ogni aspetto, far conoscere e socializzare persone con la stessa passione, farli competere tra di loro in modo sano, dargli una vetrina a livello mondiale, accorciare le distanze tra le diverse nazioni e realizzare il sogno di poter calcare le scene più importanti.
Aggiungo inoltre che sto già formando 4 ragazzi che vogliono seguire le mie orme e diventare Esport Mental Coach e Manager; inutile dire che sono molto fiero di avere delle persone che abbiano capito quanto sia importante investire sul proprio futuro ed entrare a far parte della famiglia UBA!

Everyeye.it: Quando ti ho incontrato la prima volta, alle finali EIC di giugno alla Microsoft House, eri appena tornato dalla Finlandia dove ti avevano chiamato a lavorare con UB Academy per un campus sull'esport indirizzato a giocatori che aspirano a diventare professionisti. Come è stata quell'esperienza? Qual era il tuo ruolo?
Davide Scavo: Premetto che prima di sponsorizzarmi qui in Italia ho fatto esperienza all'estero e la Finlandia è stata solo una delle tante avventure legate all'esport (sono stato invitato anche in Polonia, Svezia, a Londra, in Francia dai Gamers Origin, in Corea da APEX e in America).
La Finlandia mi ha comunque colpito più di tutte per due motivi principalmente: innanzitutto, 22 ore di luce sono uno spettacolo da vivere e lo consiglio vivamente a tutti! In secondo luogo, l´Esport è talmente tanto sviluppato che le scuole la considerano una principale materia di studio!
Ricordo perfettamente che tutti i ragazzi sono stati molto cordiali e accoglienti, vedevano la mia figura con ammirazione tanto che volevano tutti scattare una foto con me come se fossi un vip; anche i docenti di quella struttura hanno seguito con attenzione le mie lezioni e hanno voluto tutti i miei contatti per poterci sentire assiduamente.

A Kajaani c'è una scuola dove si formano i videogiocatori del domani; i ragazzi devono portarsi i propri Pc (così sono abituati alle proprie periferiche) e vivono all'interno della struttura dove si alternano Lezioni teoriche sui vari aspetti dell'esport, sui diversi titoli,sulla tecnologia VR o sul PC assembling e tornei interni con relativi premi. Io stesso ho assistito ad alcune lezioni tenute da altre personalità dell´Esport che erano state invitate da ogni parte del globo, proprio come me.
Il mio compito, invece, prevedeva alcune lezioni di Mindset e di Management; quindi davanti ad una intera scuola ho proiettato delle slide che avevo preparato per l'occasione, che riguardavano alcuni argomenti relativi al mental coaching, come il dialogo interno, il Focus, la Visualizzazione e altri tre argomenti, mentre per il Management ho spiegato il metodo per brandizzarsi e attirare attenzione su di sé senza avere un Manager, oppure ancora come poter diventare dei Pro Player utilizzando particolari piattaforme, senza escludere infine alcune dinamiche che possono verificarsi all'interno dei team ed il modo giusto per gestirle.
Durante le ore in cui i ragazzi si dedicavano al gioco puro, io li seguivo uno ad uno e davo consigli legati prettamente al loro gameplay e ad eventuali allenamenti da svolgere.

Everyeye.it: Passiamo al tuo canale youtube dove, da player di Overwatch, hai realizzato numerosi video "educativi". Ecco forse più che educare tu cerchi di allenare le future generazioni di giocatore. Ti senti a tuo agio nel creare contenuti?
Davide Scavo: Il mio canale youtube è nato un po' per gioco e un po' per voglia di comunicare a tutti come allenarsi correttamente, svelando magari dinamiche che non tutti conoscono. Avendo studiato come Grafico pubblicitario non mi viene difficile realizzare contenuti, anche se penso di rendere molto di più in altri settori dell'esport. Purtroppo ho realizzato solo una decina di video in quanto il team di Overwatch che gestisco mi occupa gran parte della giornata e quindi rende impossibile il dedicarmi al videoediting e videomaking. Vedendo i buoni risultati raggiunti con così poco materiale pero', posso dire che per il 2018 mi ritaglierò del tempo per sviluppare ulteriormente il canale!

Everyeye.it: Alle finali ESL Italian Championship di Milano, mi ha colpito tantissimo la professionalità con cui hai svolto il lavoro di analyst. Sempre taccuino in mano, sempre attento ad ogni gioco e a prendere informazioni dai giocatori. Quale pensi siano le caratteristiche per avere successo in un simile mestiere? Credi che l'analyst possa avere un futuro anche in Italia?
Davide Scavo: Secondo me il ruolo di Analyst e quello di observer, per esempio, avranno un incremento della richiesta. Già adesso in Italia si fa fatica a trovarne di bravi e qualificati. L'Esport, che si sta espandendo in questo periodo, ha necessità che sempre più figure professionali si specializzino in modo da cogliere al volo le varie opportunità lavorative che si stanno presentando! Io stesso, a malincuore, ho dovuto rifiutare alcune richieste da Analyst in quanto il mio impegno con il team Samsung non mi permetteva di poter presenziare.
Per chi volesse diventare un Analyst consiglio di scegliere prima di tutto un solo titolo (almeno per iniziare) e di studiarlo in tutte le sue sfaccettature. Questo vuol dire guardarsi ogni singolo match dei tornei ufficiali e studiarli in ogni particolare, entrare in contatto con i più forti player della scena e cercare di capire come ragionano, osservare i loro allenamenti e iniziare ad assimilare le loro terminologie.
A tutto questo però bisogna unire spirito di osservazione, passione per il titolo scelto e sopratutto un'immagine che sia godibile da vedere! Spesso ho sentito organizzatori di tornei dire che non avrebbero scelto un particolare analyst, Caster, Host per via del modo di porsi o vestirsi davanti alle telecamere o al pubblico.

Everyeye.it: Subito dopo quell'esperienza è stata la volta dei Samsung Morning Stars. Per chi non lo sapesse si tratta di un team fuoriuscito da un contest/reality tenutosi in maniera itinerante presso diverse fiere. Ci spieghi meglio il progetto?
Davide Scavo: Samsung ha avuto la lungimiranza di affrontare e abbracciare il tema Esport nel modo più corretto.
Dare a chiunque non fosse già affermato nella scena competitiva di Overwatch la possibilità di entrare a far parte di un team creato da Samsung. Come? Attraverso un talent le cui selezioni preliminari avvenivano online per poi vedere i team più forti sfidarsi nelle relative location che collimavano con le più importanti fiere di comix and game italiane oppure all'interno della Samsung Arena.
Da qui i giudici dovevano osservare e capire chi potesse avere la stoffa per diventare a tutti gli effetti un player ufficiale Samsung con tanto di contratto.
È passato molto tempo da quelle selezioni alle quali ho presenziato pure io ( in incognito) e il progetto ha retto le aspettative! Per il 2018 abbiamo in serbo delle novità senza precedenti nel nostro paese!
Aggiungo inoltre che Samsung ha l´obiettivo di diventare il punto di riferimento per l'Esport in Italia, un esempio per le altre grandi società che volessero investire in questo settore.

Everyeye.it: Il tuo ruolo è quello di team manager? Nella fattispecie cosa fai per svolgerlo al meglio?
Davide Scavo: Prima di tutto ci tengo a spiegare cosa fa un team Manager, perché qui in Italia si ha una visione riduttiva e distorta di questa figura che invece ovunque nel mondo è ben valorizzata. Il Team Manager è quella figura che gestisce dalla A alla Z tutte le dinamiche del team pensando al benessere dei player e del coach, facendo da tramite e da referente alla società per cui si è chiamati a lavorare.
La società per cui si lavora ( Samsung nel mio caso), non può relazionarsi con tutti i player e quindi ha un solo interlocutore che è appunto il team Manager, il quale deve avere sempre la risposta per qualsiasi domanda o richiesta, e deve preoccuparsi che tutto il team esegua le indicazioni e le consegne date dalla società.
Per fare qualche esempio più dettagliato il Team Manager deve risolvere eventuali problemi dei player, far andare tutti d'accordo, cercare avversari per gli allenamenti, compilare file excel riguardo varie statistiche degli allenamenti, scovare tornei e Iscrivere il team, organizzare eventuali viaggi per le LAN o eventi, organizzare e osservare gli allenamenti per verificare che tutto venga eseguito correttamente e professionalmente, far esaudire a tutti i player le eventuali richieste dell'ufficio Marketing e Social e riguardare le registrazioni delle partite insieme al coach annotando nel dettaglio eventuali statistiche.
Ovviamente ci sono tante altre cose che si è chiamati a svolgere, soprattutto per un grosso Brand come Samsung, ma la passione per questo mondo mi stimola parecchio e spesso e volentieri collaboro allo sviluppo di idee per la crescita del team e del Brand.

Everyeye.it: Recentemente ti ho visto insieme a tanti altri influencer alla Microsoft House a giocare a PUBG nel giorno del lancio su Xbox One X. Un titolo con un incredibile successo ma con tanti dubbi per l'appartenenza al mercato esport. Cosa ne pensi?
Davide Scavo: Mi hai scoperto! Sì sono andato alla presentazione di PUBG perché come ti ho raccontato prima io amo tutto ciò che appartiene al mondo del gaming, e quando mi hanno chiesto di andare a provarlo in anteprima su console non potevo rifiutarmi! PUBG è un gioco che personalmente non mi tiene incollato per troppo tempo al monitor perché a lungo andare risulta essere monotono (per uno abituato ai Fantasy open world è normale).
Io penso che sia entrato nell'esport per il successo riscontrato, ma che non abbia le caratteristiche per rimanerci a lungo tempo. Se pensiamo a titoli come LoL, Hearthstone o lo stesso Overwatch ci sono sbocchi per continue evoluzioni; non si può dire lo stesso per PUBG.

Everyey.it: Un'ultima domanda: hai progetti per il futuro? Dove e come ti vedi tra qualche anno?
Davide Scavo: Con i Samsung Morningstars abbiamo molti progetti e principalmente mi dedicherò a quelli. Sto sviluppando un palinsesto per iniziare a streammare su Twitch, perché penso di poter avere più appeal se spiego come migliorarsi in diretta piuttosto che in un video su youtube in cui non posso interagire con lo spettatore. È un modo anche per conoscere persone nuove e poter parlare con loro, in modo tale da rispondere alle domande che il pubblico si pone sul mio mestiere.
Uno dei miei obiettivi è quello di lasciare il segno come Manager di team e Mental coach a livello mondiale e di ritagliarmi un posticino nel cuore di Blizzard contribuendo allo sviluppo della community di Overwatch. Tra qualche anno mi piacerebbe che la macchina UB Academy fosse ben rodata e con milioni di utenze attive! Penso possa essere un gran contributo allo sviluppo della scena competitiva e soprattutto un punto di riferimento per le più grandi Organizzazioni del pianeta.