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R6 Siege: a tu per tu con Salvatore Vicchiariello dei Samsung Morning Stars

Il PG Nats di Rainbow Six Siege è appena iniziato: conosciamo meglio l'IGL dei Morning Stars, Salvatore "Falco" Vicchiariello.

intervista R6 Siege: a tu per tu con Salvatore Vicchiariello dei Samsung Morning Stars
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • La prima edizione del campionato di Rainbow Six Siege targata PG Esports ha ufficialmente preso il via questa settimana e le prime due giornate sono già state giocate. I risultati non hanno ovviamente permesso di tracciare un quadro completo dei rapporti di forza tra le otto formazioni partecipanti.
    Diversi pareggi sembrerebbero evidenziare una sorta di equilibrio, segno che le squadre non solo si stanno ancora studiando ma stanno anche prendendo le misure sulla gestione e sulla sinergia nel corso dei match.
    I Mkers sono già balzati in testa al campionato, come era ampiamente prevedibile. Subito dietro insegue la formazione di Bergamo: quei Samsung Morning Stars di cui vi parlammo qualche giorno fa. Con una vittoria e un pareggio, la prova del fuoco sembra esser stata superata dai cinque SMS.
    Noi abbiamo avuto l'opportunità di conoscere più da vicino i ragazzi e scambiare due chiacchiere con loro. Il primo di questi è il giovanissimo "Falco", IGL dei Morning Stars. IGL, per chi non conoscesse l'acronimo, indica semplicemente l'"In Game Leader", ovvero il capitano della squadra.

    Occhio di Falco

    Ciao Salvatore, puoi presentarti al nostro pubblico?

    Ciao, sono Salvatore Vicchiariello, conosciuto in-game come Falco. Ho16 anni (ne compirò 17 a Ottobre) e vivo a Napoli, sono attualmente il capitano e l'IGL del team di Rainbow Six Siege dei Samsung Morning Stars.

    Quali difficoltà hai incontrato per arrivare ai livelli in cui sei ora?

    Direi che le difficoltà più grandi sono quelle che provengono direttamente dal gioco, dalla complessità del modo di giocare realmente "competitivo". In molti non capiscono la grande differenza che c'è tra giocare una libera/classificata e giocare ai livelli in cui ci troviamo noi: creare e provare strategie, studiare l'avversario prima di un match, fare pratica quasi tutti i giorni.
    Tutta la preparazione e l'esperienza che servono per poi dominare è un qualcosa che si può raggiungere solo dando il 100%. Noi siamo ancora lontani da raggiungere quell'obiettivo e, ovviamente, lavoreremo per cercare di trasformarlo in realtà il prima possibile. Magari un giorno, addirittura, competere contro quelli che ora sono nostri idoli.

    Quali difficoltà hai avuto quando sei passato da console a PC? Quanto ci hai messo a prendere confidenza con i comandi e quanto cambia da un hardware all'altro?

    L'unica difficoltà, per quanto riguarda il titolo, era ovviamente passare dal controller a mouse e tastiera. Ho impiegato qualche settimana per abituarmi e riuscire a giocare decentemente. Prima di tutto ho cercato di lavorare sulla mira e sui i movimenti nella modalità "caccia ai terroristi". Poi, dopo aver visto miglioramenti sensibili, sono passato al multiplayer.

    Come ha reagito la tua famiglia quando hai iniziato a giocare? Hanno sostenuto la tua decisione o no?

    Quando giocavo solo ed esclusivamente per divertimento non ci pensavano molto, visto che alla fine è un hobby che moltissimi ragazzi hanno. A mio padre, però, in fondo non piaceva e non piace tutt'ora che io dedichi tempo al gioco ma, col tempo, sto riuscendo a fargli cambiare idea. Sono sicuro che mi sosterrà totalmente quando vedrà coi suoi occhi che l'esport è qualcosa di reale. L'ha conosciuto da me, il termine, per la prima volta. Penso proprio che qualificarsi per la LAN del PG Nationals sarebbe un ottimo modo per convincerlo.

    Come riesci a dividerti tra la tua nuova carriera e la vita di tutti i giorni? Come sono cambiate le tue priorità e i tuoi impegni?

    Per me è difficile bilanciare troppe cose. Quindi, se si vuole intraprendere una carriera del genere, probabilmente si dovrà lasciare qualcosa indietro o diminuire il tempo da dedicare ad altro.

    Come ti alleni prima di un match? Quali sono le routine di allenamento, fisico e mentale, prima della partita? Che rapporto hai con i compagni di squadra?

    Prima di un match di solito giochiamo un match di riscaldamento. Una sorta di warm up, che programmiamo qualche giorno prima con un altro team che ne ha bisogno. Di solito è un team di uno degli altri campionati nazionali. Se, invece, non ce n'è alcuno disponibile, si va semplicemente in "Caccia ai Terroristi". Il rapporto coi miei compagni di squadra è un rapporto professionale, purtroppo però non ho ancora avuto l'opportunità di vederli di persona.

    Rainbow Six Siege è un titolo che si basa fortemente sulla comunicazione: quali sono i vostri segreti e gli automatismi che riuscite a mettere in campo durante i match? In che modo affinate le call o le parole chiave per capirvi al volo?

    In realtà abbiamo delle call molto basilari. Le poche call "speciali" sono ristrette a stanze specifiche e di solito è un oggetto particolare in quella stanza che te la fa venire in mente subito. Per le azioni, invece, non abbiamo parole chiavi particolari. Tutto il resto è di solito pianificato in precedenza e i problemi che si possono incontrare durante il match sono quelli che si verificano anche negli allenamenti. Ciò significa che raramente capiterà di trovare qualcosa di completamente nuovo che non viene capito appena chiamato da un compagno.

    Come vedi il futuro dell'esport, nel nostro Paese e soprattutto legato a Rainbow Six?

    Purtroppo molte persone in Italia ancora non lo conoscono e non sanno cosa sia l'esport ma so che presto diventerà un qualcosa di cui non si potrà non sentir parlare e, a parere mio, Rainbow Six Siege sarà uno dei giochi che domineranno la scena.

    Vogliamo concludere questa intervista con un'ultima domanda: progetti per il futuro, oltre ovviamente a cercare di vincere il PG Nats?

    L'obiettivo principale è quello di qualificarsi per la Challenger League il prima possibile e crescere sempre di più. Questo, penso, sia anche l'obiettivo della maggior parte dei team che sono già a questo livello competitivo. È davvero un'impresa molto difficile, ovviamente, ma non impossibile e daremo il 100% per riuscire a raggiungere il nostro scopo.

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