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Rainbow Six Siege: la vita di un caster, quattro chiacchiere con Eddie

Quanto è duro il lavoro del caster e quanto difficile è commentare un titolo come Rainbow Six Siege? L'abbiamo chiesto a Edoardo Cianciosi.

intervista Rainbow Six Siege: la vita di un caster, quattro chiacchiere con Eddie
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  • Edoardo Cianciosi, in arte "Eddie" o "Eddie the Caster", da tempo è ormai il volto di Rainbow Six Siege in Italia. Una garanzia, quando ci si collega a Twitch per seguire gli eventi organizzati da ESL, come le Go4 e, da quest'anno, il primo campionato PlayStation dell'hero shooter targato Ubisoft. Eddie, inoltre, lo scorso maggio ha avuto anche la grande opportunità (e responsabilità) di animare, assieme ad alcuni colleghi, il Palazzo del Ghiaccio in occasione delle finali della IX stagione di Pro League.
    Ora per concludere nel migliore dei modi questo grande 2019 per Rainbow Six Siege abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Edoardo, per conoscere meglio il duro lavoro del caster e le aspettative per il 2020. Ecco cosa ci ha raccontato.

    Quattro chiacchiere con Eddie

    Ciao Eddie, anzitutto, ti va di presentarti al nostro pubblico?

    Ciao a tutti, mi chiamo Edoardo Cianciosi, community manager presso ESL Italia e commentatore professionista di videogiochi competitivi. Ho giocato per anni a videogiochi competitivi e non. I miei generi preferiti sono sicuramente sparatutto, giochi di ruolo, di carte e strategici. Dopo una carriera competitiva che mi ha visto coinvolto in diversi titoli ho intrapreso una strada lavorativa nel settore.

    Ci puoi definire la figura del caster e quanta importanza riveste nel creare coinvolgimento durante i match?

    Il caster è una figura simile al classico commentatore sportivo, ma ha anche una seconda veste di narratore o meglio di docente poiché serve una voce che spieghi ai profani cosa stia succedendo sullo schermo, e magari sfaccettature che possono sfuggire ai molti, quindi per rispondere alla seconda parte della domanda, è una figura molto importante ai fini del coinvolgimento del pubblico.

    Cosa significa l'esport per te? Cosa è necessario fare sotto il profilo del commento, a parer tuo, affinché anche i "profani" possano, in qualche modo esser attratti da ciò che appare sullo schermo?

    Come lo sport che unisce persone sotto una lingua comune, l'esport implementa questo concetto rimuovendo altre barriere fisiche e logistiche, pertanto è un validissimo strumento sociale per l'evoluzione umana a parer mio. Il caster non è altro che un conducente di tale strumento.

    Soprattutto, come vedi la scena italiana di Rainbow Six in questo momento? Un evento incredibile come le finali di Pro League di maggio è riuscito a dare un impulso alla crescita della scena competitiva? E l'apertura del campionato su console, invece, pensi possa attirare più appassionati? Alla fine gli italiani sono un popolo che vive la propria passione principalmente su console...

    La scena italiana è indietro rispetto ad altri paesi d'Europa, servirebbe più fiducia da parte degli investitori nei confronti delle organizzazioni e di riflesso verso i giocatori competitivi che non riescono a trovare un sostegno adeguato per la loro crescita. Gli eventi come la finale di Pro League sono stimolanti ma dovrebbero essere costanti e non occasionali affinché si verifichi una condizione di equilibrio. Il campionato su console ha sicuramente fatto molto bene alla scena, stimolando maggiore professionalità da parte di tutta quell'utenza che come affermi rappresenta la stragrande maggioranza del nostro tessuto.

    Come ti sei avvicinato al mondo del "commento" o, meglio, come è avvenuto il passaggio (sempre se c'è stato) dall'essere un giocatore a diventare un commentatore di Rainbow Six Siege?

    ESL Italia era alla ricerca di un giocatore di esperienza da poter coltivare come commentatore e successivamente da inglobare nel proprio personale al fine di avere una figura poliedrica da poter usare nelle varie attività di Rainbow e non solo. Mi proposi ed eccomi qua.

    Quanto ti senti parte della community di Rainbow Six e in che modo lavori per far sì che questa si possa sentire sempre coinvolta? Commenti le Go4, ad esempio: com'è la community e come reagisce a queste iniziative?

    Mi sento come un anziano papà per questa community che ormai è cresciuta (anche grazie alle go4) e comincia ad avere tanti rappresentanti ed eventi anche senza di me, cosa che mi rende orgoglioso.

    Quanto è importante avere il polso della scena competitiva di Rainbow Six nel suo complesso? Prima parlavamo della community, ora ci riferiamo principalmente ai rapporti umani con giocatori/manager/allenatori/event organizer.

    Per tutti i professionisti del settore, dall'arbitro al commentatore per poi arrivare a chi prende le decisioni, è fondamentale avere una visione chiara di come le cose si stiano evolvendo da quel punto di vista. Purtroppo la legge italiana non è molto aggiornata con i tempi, e si fa fatica ad organizzare attività o gruppi associati non avendo una categoria riconosciuta dal legislatore.

    Per commentare un evento sportivo occorre una lunga preparazione. Per un esport ne serve, se possibile, ancora di più data la difficoltà che sta alla base di molti titoli. Rainbow Six quali difficoltà pone riguardo allo "studio"?

    Rainbow six è sicuramente tra i titoli più difficili da studiare, in effetti: occorrono molte ore di gioco e, se possibile, un bagaglio di esperienza competitiva per comprendere fino in fondo come leggere il gioco. Prepararsi per un evento importante su R6 richiede quindi molta dedizione, inoltre il costante supporto da parte degli sviluppatori ad aggiungere nuovi contenuti impone ai commentatori di documentarsi accuratamente sulle evoluzioni del panorama e del titolo.

    Come ti prepari a immagazzinare una tale quantità di informazioni e come riesci a tenerle sempre "a mente" durante la telecronaca?

    Immagino sia più semplice per me avendo commentato così tante partite, vivendo i cambiamenti del gioco e della community sulla pelle giorno per giorno. Se non si perde il ritmo, tenere il passo risulta più semplice.

    Esistono diversi tipi di caster, tu a che "categoria" senti di appartenere? Che tocco personale cerchi di dare alla telecronaca, o che stile riconoscibile sei riuscito a costruire nel tempo? E quanto hai dovuto lavorare per poter costruire la tua figura "pubblica"?

    Direi di essere un commentatore analitico, mi piace analizzare sul lato tecnico ciò che succede in gioco, e in genere preferisco lasciare l'enfasi dell'azione concitata ad un mio collaboratore, condendo infine il tutto con una dose di simpatia personale che credo mi abbia aiutato a sviluppare una certa notorietà.

    Durante la telecronaca, quali sono gli accorgimenti che solitamente cerchi di mantenere? L'inflessione della voce, le tecniche per non perderla, l'uso del diaframma, il tempo e il ritmo, alla fine vi ritrovate a parlare per delle ore, soprattutto durante eventi grossi come le finali di Pro League, l'Invitational o i Major.

    Ne hai nominati certamente molti di quelli che uso. Direi che tenere alto il ritmo attraverso tempi ben scanditi e una corretta tensione del diaframma la fanno da padrone nel mio stile.

    Vedi una possibilità, in futuro, per l'approdo definitivo dell'esport (e ovviamente dei caster) in TV, al di là delle occasionali sortite che si sono susseguite in questi ultimi anni? Come potranno evolversi la figura del caster e i tempi tecnici legati al casting? Nel senso: oltre a esser un commentatore, secondo te, il caster dovrà per forza evolversi in una figura più tradizionale e, di conseguenza, modificare il linguaggio e i contenuti offerti al pubblico?

    Sono convinto che la figura del caster nei prossimi anni tenderà ad essere valorizzata notevolmente poiché è portavoce di una comunità intera di giocatori, e va implementata con strumenti televisivi che possano metterli sotto la corretta luce. In tal senso sarà sempre più difficile entrare a far parte di questa cerchia e i requisiti per tale mansione saranno sempre più rigidi. Non sarà una transizione immediata, e molto dipenderà dalla crescita più o meno veloce del nostro settore.

    Un ultima domanda: operatori preferiti? Come ti sembra sino a questo momento Shifting Tides e cosa ti aspetti per il futuro del titolo Ubisoft?

    Sto adorando Kali, e la gioco spesso anche in classificata data la mia preferenza per il ruolo di support. Difatti si è inserita bene nel pool di operatori tecnici che già usavo e sicuramente farà il suo ingresso trionfale in competitivo. Altri operatori chiave per me sono: in attacco Thermite, Buck, Dokkaebi e Ying, mentre in difesa Bandit, Rook, Kapkan e Lesion.

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