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Rainbow Six Siege: l'entry fragger NoAir dei Morning Stars si racconta

Abbiamo avuto l'opportunità di scambiare due chiacchiere con Damiano "NoAir" Modica, prima linea del team R6 dei Samsung Morning Stars.

intervista Rainbow Six Siege: l'entry fragger NoAir dei Morning Stars si racconta
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  • PS4
  • Xbox One
  • La prima edizione del PG Nats di Rainbow Six Siege è ormai in pieno svolgimento. Dopo un inizio sprint, la seconda settimana di competizione ha iniziato a delineare la classifica del campionato che si concluderà col gran finale a Roma, alla fine di Luglio.
    I Mkers, come da previsioni, si sono presi immediatamente la testa della classifica e puntano a testa bassa al dominio assoluto sulle sette formazioni rivali. Tra queste, anche i Samsung Morning Stars erano partiti abbastanza bene: una vittoria e un pareggio.
    Questa seconda settimana, però, i cinque ragazzi non sono riusciti a replicare le prestazioni convincenti delle scorse giornate, racimolando ben due, pesantissime sconfitte. La prima proprio contro i Mkers; la seconda invece, contro gli IGP.
    Noi, poco prima dell'inizio della seconda tornata, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere più da vicino l'entry fragger (la forza di sfondamento del team, per intenderci): Damiano Modica.

    Da Warface a Rainbow Six Siege, NoAir si racconta

    Ciao Damiano, puoi presentarti al nostro pubblico?

    Ciao a tutti, mi chiamo Damiano Modica, conosciuto in gioco come "NoAir". Ho 18 anni,
    vivo in Sicilia precisamente a Noto, provincia di Siracusa. Sono uno dei due entry fragger del team insieme a Gemini. Per chi non lo conoscesse, il compito di un entry fragger è quello di concentrarsi sul gioco e aprire le danze eliminando gli avversari.

    Abbiamo già avuto modo di conoscere Falco, che ci ha parlato della sua esperienza con il titolo; la tua invece? Quali difficoltà hai incontrato per arrivare ai livelli in cui sei ora?

    Ho iniziato a giocare a Rainbow Six Siege quando mi stancai di Warface. Già dalla prima "casual" su Rainbow Six Siege ho capito che quello poteva essere il gioco del mio futuro.
    Le uniche difficoltà incontrate su questo titolo sono soprattutto mentali. All'inizio pensavo che non sarei arrivato da nessuna parte giocando sempre da solo ma, con molto impegno e tanta passione, sono giunto sino a qui.

    Quindi prima di R6 giocavi a Warface: quanto ci hai messo a prendere confidenza con il titolo Ubisoft sotto il profilo dei controlli, del feedback del gioco...?

    Warface è come Rainbow Six Siege: uno sparatutto ma basato più sull'abilità di mira che sul tatticismo. Essendo bravo con Warface mi sono trovato subito bene con il titolo Ubisoft. L'unica difficoltà è stata imparare tutte le utility degli operatori, le mappe e i rinculi delle armi.

    Avevi messo insieme anche un team tuo, ci puoi raccontare brevemente la tua prima esperienza?

    Si certo. Ho assemblato il team grazie a un mio amico, anche lui siciliano. Quindi abbiamo cercato assieme i player per partecipare alla prima Serie B. All'inizio il team andava bene; con tanto impegno siamo arrivati in top 10 ma, finita la Serie B abbiamo deciso di non proseguire.

    Come ha reagito la tua famiglia quando hai iniziato a giocare? Hanno sostenuto la tua scommessa o no?

    Bella domanda. La mia famiglia credeva che fosse solo un hobby. All'inizio sinceramente non credevo nemmeno io che sarei potuto arrivare sino a qui ma, ora più che mai, i miei genitori sono i miei più grandi sostenitori.

    Come riesci a dividerti tra la tua nuova carriera e la vita di tutti i giorni? Come sono cambiate le tue priorità e i tuoi impegni?

    Insieme ai miei compagni di squadra abbiamo fatto una schedule con degli orari ben precisi, in base a questi orari mi organizzo e so cosa fare. Prima di quest'avventura la mia priorità era ovviamente quella di uscire con gli amici per divertirci. Adesso, invece, è impegnarsi sempre di più per rendere al meglio al prossimo match o torneo.

    Soprattutto: come è far parte di un team come quello dei Morning Stars?

    All'inizio quando mi dissero che saremmo entrati in Samsung Morning Stars non ci credevo nemmeno io. Fu un'emozione unica come quella che provo sempre, prima di ogni match. Far parte dei Morning Stars è una sensazione indescrivibile, spero di poter restare con loro a lungo.

    Come ti alleni prima di un match? Quali sono le routine di allenamento, fisico e mentale, prima della partita? Che rapporto hai con i tuoi compagni di squadra? Non vivete assieme nella team house dei Morning Stars, giusto? Come va questo "rapporto a distanza"?

    Prima di un match metto la mia playlist preferita e mi butto su Caccia ai Terroristi. Almeno tre ore prima dell'inizio faccio anche un allenamento fisico, circa 15 minuti di workout. Con i compagni di team ho un rapporto abbastanza buono direi, quello con cui ho più confidenza è Gemini e non perché è il secondo entry-fragger del team. Vero, non viviamo assieme ma ogni giorno ci sentiamo tramite team speak per allenarci e, grazie a Samsung, qualche volta facciamo bootcamp nella nostra Gaming House. Presto, spero, dovremmo riuscire a farne un altro.

    Rainbow Six Siege è un titolo che si basa fortemente sulla comunicazione e sulla sinergia: quali sono i vostri segreti e gli automatismi che riuscite a mettere in campo durante i match?

    Durante un match visto che io sono un entry fragger dovrei essere quello che si concentra di più sulla mira che sulle call/informazioni, ma io non sono fatto così sono quello che parla più del team e da info alcune volte aiuto Falco a coordinarci per un attacco.. Noi abbiamo degli attacchi ben specifici che si basano su una call in base al site dove si trovano gli avversari.

    Il PG Nats è iniziato benone per voi: le prime due giornate sono finite con una vittoria contro i Notorious e con un pareggio con i CGG. Chi temete di più degli altri avversari e cosa vi aspettate dal vostro percorso nella competizione?

    Il team che temiamo e che vogliamo battere sono gli EnD ovvero gli attuali Mkers. Io mi aspetto di rimanere in top 2 fino alla fine della competizione.

    Vogliamo concludere questa intervista con un paio di domande: progetti per il futuro, oltre ovviamente a cercare di vincere il PG Nats? Infine, ci puoi dare i tuoi social, così che i lettori possano seguirti?

    Oltre a vincere il PG Nats vorremmo andare in Challenger League e cercare di vincerla per poi andare in Pro League questo sarebbe il mio/nostro sogno. Su Instagram mi trovate come noair.sms e su Twitter, invece, NoAir.

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