Intervista Shootmania Storm

Quattro chiacchiere con il Publishing Managing Director di Nadeo ci svelano i retroscena del nuovo FPS

intervista Shootmania Storm
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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Videoludicamente parlando, l'industria francese si è sempre dimostrata in grado di sfornare prodotti di ottima qualità, con quel pizzico d'innovazione che spesso fa la differenza tra un gioco di successo e uno mediocre. Molti di voi avranno pensato a Ubisoft, e infatti stiamo parlando di un titolo prodotto dalla famosa software house di Montreuil e sviluppato dalla sussidiaria Nadeo. Shootmania Storm, questo è il titolo del nuovo gioco targato Nadeo, è un FPS arena style, caratterizzato da un gameplay prettamente agonistico, pensato per la competizione e l'ambito dell'e-sport. Abbiamo già avuto modo di parlarvi di Shootmania in più d'una occasione, sin dall'annuncio ufficiale avvenuto allo scorso E3 di Los Angeles.
Durante la manifestazione tedesca di Colonia abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Anne Blondel-Jouin, Publishing Managing Director di Nadeo che ci ha tolto numerosi dubbi in merito al nuovo titolo della serie Mania.

Q&A

Everyeye: Da quanti anni è in sviluppo Shootmania?
Anne Blondel-Jouin: Circa sei anni. Lo sviluppo ha avuto inizio dopo il grande successo ottenuto con la serie Trackmania, che intanto era arrivata al capitolo 'United'. Il team voleva realizzare qualcosa di ancora più grosso e ambizioso, così nacque l'idea per Maniaplanet, un game network che fosse in grado di riunire sotto lo stesso tetto tutti i titoli targati Nadeo e naturalmente tutti i giocatori fedeli alla nostra idea di videogame. La piattaforma è stata testata per la prima volta con 'Trackmania 2: Canyon', mentre ora stiamo lavorando a piano ritmo su 'Shootmania Storm', mentre abbiamo in cantiere anche un RPG dal titolo 'Questmania'...

Everyeye: Lavorate a un solo progetto per volta quindi?
Anne: Assolutamente sì. Vogliamo con i nostri giochi puntino alla qualità. Abbiamo fatto così per Trackmania 2, stiamo facendo lo stesso per Shootmania e le cose funzionano alla grande. Lavorare ad un solo titolo per volta riesce a farti mantenere il pieno controllo della situazione, senza il rischio di tralasciare importanti dettagli.

Everyeye: Quali sono state le ispirazioni principali per il vostro primo FPS?
Anne: Con Shootmania abbiamo voluto creare l'essenza pura del genere prima persona, senza storyline, senza personaggi, senza tutta quella differenziazione delle armi che si trova in molti sparatutto di oggi; nulla che potesse distrarre il giocatore da inutili elementi di contorno insomma. Shootmania vuole essere un gioco semplice ed essenziale. Questo significa anche che l'abilità del giocatore è tutto. Abbiamo puntato moltissimo anche sull'aspetto competitivo, con un occhio di riguardo ai giocatori professionisti e all'e-sport. Ci auguriamo che le partite siano anche interessanti da osservare in qualità di spettatori.

Everyeye: Avete sfruttato l'esperienza dei pro-gamer per migliorare il gioco durante lo sviluppo?
Anne: Molto. Abbiamo un team di giocatori che ci ha aiutato sin dalle fasi di progettazione di Shootmania. Il gioco era inizialmente concepito per veder coinvolte due squadre da cinque giocatori, ma grazie all'aiuto dei pro-player abbiamo realizzato che dieci giocatori in una sola arena erano troppi per l'esperienza che volevamo creare. Così abbiamo diminuito a tre contro tre, e abbiamo trovato l'equilibrio di gioco che potete vedere adesso nella nostra beta.
Ora abbiamo il supporto di tanti giocatori da tutto il mondo, abbiamo ambasciatori da ogni paese che ci aiutano tutti i giorni con idee e consigli per migliorare il gioco. Il supporto che riceviamo ogni giorno è tale che per noi è già un successo: i giocatori a quanto pare amano il nostro gioco!

Everyeye: Pensi sia anche una buona manovra di marketing aver coinvolto i giocatori professionisti?
Anne: Certamente, tuttavia quello che stiamo facendo ora in realtà non ha niente a che vedere con marketing e pubblicità in senso stretto, ma è riuscito comunque a dare visibilità a quello sul quale stiamo lavorando.


Everyeye: Quali paesi si sono dimostrati più interessanti a Shootmania e alla sua natura prettamente sportiva?
Anne: Il videogaming è palesemente internazionale, ma la pratica sportiva dello stesso è molto più territoriale. Naturalmente la Francia che è il paese nel quale lavoriamo, ha una grande fan base, anche per quato riguarda i giochi della serie Trackmania, quindi siamo riusciti a trovare tanto supporto dai più diversi team di pro-gamer. Da qui ai prossimi mesi inizieremo a sondare altre realtà, come quella tedesca, che vanta un grande interesse per il gioco competitivo, o gli Stati Uniti, un territorio vastissimo che sicuramente ci aiuterà molto, e infine il Regno Unito dove andremo la prossima settimana. Non stiamo cercando di vendere nulla, ma solo di ottenere il consenso della comunità di giocatori e il loro prezioso aiuto per migliorare ulteriormente Shootmania.

Everyeye: Una domanda tecnica: avete lavorato per ottenere latenze al minimo al massimo delle prestazioni?
Anne: Sì, essendo un titolo esclusivamente online, le prestazioni globali sono un fattore importantissimo e imprescindibile della nostra produzione. Direi che è sempre stata una delle priorità della produzione, sin dalle prime fasi di sviluppo. Aver mantenuto il gioco essenziale sotto alcuni aspetti, ci ha permesso di ottimizzare il codice al fine di ottenere un prodotto finale che possa dare il massimo in termini di prestazioni online.

Everyeye: Ci saranno diversi setting per le mappe del gioco?
Anne: No, al momento abbiamo una sola ambientazione, che è quella che potete vedere nelle demo della beta e negli screenshot che abbiamo rilasciato i mesi scorsi. Il setting ricorda molto la Scozia, con paesaggi che uniscono elementi futuristici ad antiche rovine. Un po' come abbiamo fatto per i giochi automobilistici di Trackmania, abbiamo preferito focalizzarci su un unico stile e concentrare il resto delle forze sul gameplay e sull'aspetto ludico in quanto tale.

Everyeye: Cosa ci puoi dire a proposito dell'editor per le mappe?
Anne: E' basato sull'editor già utilizzato per le varie edizioni di Trackmania, in particolare l'ultimo 'Canyon', infatti chi ha provato ad utilizzare quest'ultimo non avrà difficoltà a destreggiarsi tra i menù e le sezioni del nuovo editor, ma naturalmente abbiamo migliorato ulteriormente quello che era stato fatto, per riuscire a rendere il software ancora più facile da comprendere e utilizzare. Accade spesso che gli editor vengano utilizzati solo da una parte del pubblico, quella che ha tempo e voglia di destreggiarsi con un software complesso e articolato. Noi invece puntiamo a qualcosa di più user friendly, proprio per permettere a tutti di creare e condividere le proprie mappe online. Più mappe significa più giocatori e più divertimento.
Everyeye: Ci saranno delle feature pensate esclusivamente per i tornei e le competizioni?
Anne: Al momento abbiamo due team di sviluppo al lavoro su Shootmania Storm. Uno dei due si occupa esclusivamente dei tornei e degli strumenti da utilizzare in tale ambito. Uno dei software realizzati da questi ragazzi ci permette di creare e gestire ladder e tournament tree in maniera rapida e intuitiva. Sarà possibile avere una telecamera completamente libera per registrare le partite, con la possibilità di commentare l'azione. Infine ci saranno statistiche e classifiche sempre consultabili per tutti i tornei fatti e in corso, con i replay dei match più importanti.

Everyeye: Come si può fare per divulgare l'e-sport dove ancora non è considerato e conosciuto?
Anne: Per come la vedo io la cosa avviene per step. Il primo passo è quello di convincere i giocatori a costruire dei veri e propri team sportivi per competere a tutti gli effetti; secondo bisogna far capire a chi è semplicemente appassionato di videogame che esiste una realtà agonistica che ha ben poco da invidiare alla competizione classica che vediamo quotidianamente in televisione, come il calcio o il nuoto; infine bisogna convincere i media della stessa cosa, ma questo potrebbe avvenire come diretta conseguenza al resto. In fin dei conti è tutta una questione di educare le persone all'e-sport...probabilmente ci vorrà anche del tempo. Shootmania non propone contenuti violenti o espliciti, quindi credo potrà essere un buon punto di partenza per divulgare ulteriormente l'e-sport.

Everyeye: A proposito di violenza, pensi che gli FPS possano interessare anche il pubblico femminile?
Anne: Una buona domanda. Ultimamente abbiamo assistito ad un notevole aumento del pubblico femminile in ambito videoludico, così come per il solo genere degli FPS. In realtà bisognerebbe fare una differenziazione tra i vari generi e le varie tipologie di gaming, genericamente o più nello specifico del mondo dell'e-sport, con il macrogaming e il microgaming. Ad ogni modo il videogame si sta diversificando sempre più, quindi è naturale che anche il pubblico femminile inizi ad interessarsi seriamente... anche al mondo dell'e-sport.

Everyeye: Avete stipulato qualche partnership con l'industria dell'hardware per il lancio di Shootmania?
Anne: No e non credo lo faremo. Non abbiamo bisogno di questo genere di partnership; pensiamo anzi che possano essere dannose in termini pubblicitari perché poi si finisce col pensare che il nostro gioco può essere apprezzato appieno solo con un determinato mouse o con una ben precisa scheda video. Puntiamo alla popolarità e questo genere di scelte solitamente portano dalla parte opposta.

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