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StarCraft II: Riccardo 'Reynor' Romiti sul tetto del mondo

Il segreto del ragazzo che, appena quindicenne, è riuscito a toccare il tetto del mondo? Ovviamente il tifo del papà!

intervista StarCraft II: Riccardo 'Reynor' Romiti sul tetto del mondo
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  • E' veramente emblematico che io abbia deciso di scrivere questo pezzo il giorno della festa del papà. Emblematico ma necessario perché c'è qualcosa di bellissimo nella storia di Reynor che nessuno racconta.
    Riccardo Romiti, 15 anni, ha cominciato a giocare a Starcraft 2 con suo padre Massimo. Quando ho incontrato quest'ultimo a Lucca Comics & Games ho pensato a quanto deve sembrare sana la passione per i videogiochi in quella casa, in quella famiglia.
    Pensateci un attimo: hai un figlio di 8 anni per casa quando cominci a giocare a Starcraft 2 online. Lui ti osserva e, come tutti i bambini, ti vuole copiare. Ovviamente non può essere bravo come te, all'inizio: è un gioco complicato ha anche bisogno di qualche nozione matematica oltre che di tempo, abnegazione e velocità di riflessi. Certo da ragazzini, queste ultime tre "qualità", non mancano. Ed ecco perché giorno dopo giorno, partita dopo partita, le sfide tra Massimo e Riccardo si sono fatte sempre più toste, fino all'amara constatazione: il figlio è diventato più bravo del padre, l'allievo ha superato il maestro.
    Allora magari è tempo di provare a giocare online insieme, perché no, sempre sotto la supervisione di un adulto.
    Intendiamoci non sto cercando di convincere nessun padre che un simile percorso faccia bene a chiunque. A Riccardo, però, ha fatto molto bene!

    Non un traguardo, ma un inizio

    A sei anni di distanza dal suo esordio in ladder Reynor è uno dei giocatori più forti del mondo a Starcraft 2 e sabato ha raggiunto la Top 8 di un torneo "major" internazionale, impresa mai riuscita a nessun italiano nella storia competitiva dell'RTS targato Blizzard. Ha vinto 10.000$ solo in questo torneo e potrebbe scrivere su una eventuale carta d'identità, sotto la voce professione: "Giocatore di videogiochi", visto che riceve uno stipendio e quando viaggia verso un torneo le spese gli vengono pagate dai suoi sponsor. Ma questo è niente, anzi questa era la parte facile. Il meglio è che Riccardo ha tanti amici che gli vogliono bene e con cui si diverte ad uscire, va molto bene a scuola e può essere sostanzialmente definito un ragazzo di quindici anni come tutti gli altri. Non un alienato o uno psicopatico dipendente dal gaming; una persona, semplicemente, normale.

    Capite cosa mi tocca scrivere? Che un videogiocatore professionista è anche (e soprattutto) una persona che sta vivendo una vita non certo "stravagante". E questo, ovviamente, è anche (e soprattutto) merito dei suoi genitori. Perché se è tuo padre che ti spinge nelle profondità della lobby, nell'esagerazione delle ore da passare dietro al PC e nelle angherie della competizione, tutto ti sembra normale. Sapete per quale motivo? Perché è la più totale è trasparente verità: questa è assolutamente la normalità di un ragazzo che passa il giusto tempo a studiare e ad uscire ed il giusto tempo ad allenarsi per competere a quello che, ormai, non possiamo più chiamare il suo videogioco preferito. Semplicemente perché ora è un lavoro: questo rende ancora più miracolosa la sua impresa, quindi, se riesce a coniugare lavoro scuola e amici nonostante la sua giovane età.

    Qualcuno potrebbe obiettare che sta crescendo troppo in fretta. Probabile. Non vedo però dove sia la cosa sia negativa per lui. Ecco se lo guardo io, da padre egoista che non vorrebbe mai veder crescere i propri pargoli per tenerli congelati nei meravigliosi bimbi che sono ora, magari posso sproloquiare che investire del tempo in un lavoro a soli 15 anni non sia "sano". Ma se quel lavoro è un gioco? Ha veramente poco senso giudicare, sempre. Figuriamoci in un caso simile. 
    Soprattutto quando questo gioco te l'ha insegnato tuo papà che si emoziona e piange quando vede ogni tua partita in streaming. Addirittura i momenti critici non riesce proprio a guardarli, e lui, quei momenti, li capisce perché si è preso la briga di investire il suo tempo per accompagnare il proprio figlio in una passione sicuramente totalizzante ma anche ricca di soddisfazioni. Qualunque percorso formativo è più sano se non deve passare da quel contrasto che l'adolescenza sembra obbligatoriamente avere in seno. Sui videogiochi, vietare è veramente sbagliato mentre giocare insieme farà la differenza tra percepire questo medium come un'evasione o come quello che è: un gioco come gli altri.
    Quindi, Massimo, complimenti per i risultati di tuo figlio. Sono convinto che tutti e due sappiate che la normalità con cui avete affrontato tutto ciò che di bello si sta verificando nella vita di Riccardo è una delle chiavi di lettura del suo, meritatissimo, successo.

    Intervista a Reynor

    Siamo la prima testata a poter parlare con Riccardo Romiti subito dopo la sua prestazione maiuscola ai WESG. Ringraziamo l'italianissimo team Exeed di cui Reynor fa parte, altro tassello essenziale nella creazione di questo campione. Ricordo infatti che il supporto di una squadra esport professionistica è fondamentale per ottenere risultati di un certo livello. Oltre a ringraziarli per l'intervista, quindi, rinnovo i complimenti alla gestione di questa Org per le scelte effettuate sul panorama internazionale. Dovete scusarci per l'estrema sinteticità delle risposte ma purtroppo il gioco a cui gioca Riccardo non si chiama "PRcraft" bensì "Starcraft 2", sono convinto che migliorerà col tempo anche su questo aspetto.

    Ciao Riccardo. Deve essere stato davvero emozionante per te, finalmente, riuscire a giocare ai tuoi livelli ad un torneo così importante. Come ti sei preparato per affrontare palco e telecamere? Quanto tempo hai dedicato ad allenarti e a quanto a studiare i tuoi avversari? Ti sei allenato in ladder o con i tuoi compagni di team?

    L'allenamento per me è fondamentale. Ho avuto la fortuna di avere dei compagni di team disponibili e ci siamo allenati insieme. Ma anche le tante partite in ladder hanno fatto la differenza.

    Il WESG è cominciato con uno "scandalo": l'albergo dove vi hanno alloggiato non era assolutamente all'altezza della situazione. Come è stato risolto questo "problema" dall'organizzazione?

    Il personale dell'organizzazione è stato molto tempestivo nel correre ai ripari. Dopo aver scoperto il problema, infatti, si sono occupati immediatamente di cambiarci hotel.

    Starcraft 2 è un gioco quasi inavvicinabile: è difficile iniziare e ancora più difficile proseguire. Come hai fatto a diventare un pro-player e quale consiglio daresti a chi vuole cominciare questa avventura?

    Io credo che onestamente "practice makes perfect": la chiave del successo è l'allenamento. Certo per diventare un pro player mi e' servita anche tanta pazienza oltre che costanza ed impegno.

    I Coreani saranno sempre il massimo livello raggiungibile ma è un piacere immenso, soprattutto per me, vedere un italiano sul tetto del mondo tra i migliori 8. Se ti offrissero di andare in corea a lavorare come giocatore di Starcraft accetteresti? 

    Beh, mi piacerebbe molto ma... preferisco continuare la mia carriera da progamer in Europa.

    Cosa sogna da grande Riccardo Romiti? Quali sono i prossimi step e come hai intenzione di continuare la tua, incredibile, carriera?

    Non ho nessun progetto in mente al momento. Mi concentro sul pro gaming e la scuola, poi si vedrà!

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