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Suda 51 come Sylvester Stallone: il cinema, le passioni e la creatività

Abbiamo avuto il piacere di intervistare l'autore di No More Heroes: ecco il resoconto della nostra chiacchierata!

intervista Suda 51 come Sylvester Stallone: il cinema, le passioni e la creatività
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  • Wii
  • I corridoi della Gamescom brulicano di vita, domande, rumori, sorrisi e paure. Tra le decine di padiglioni di piccola e media grandezza, ce n'è solo uno sempre chiuso, senza nessuno fuori a chiederti di provare il suo gioco, di guardare cosa ha da offrire. La parete che lo delimita allo sguardo esterno è un'enorme riproduzione di Travis in combattimento, che guarda i passanti con fare divertito e investigativo.
    Il giorno dell'appuntamento con Suda 51, autore della saga di No More Heroes e del recente Travis Strikes Again, noto una maniglia appena visibile in quella parete, ma nessuno intorno a darmi il permesso di bussare, scoprire cosa mi aspetta dall'altro lato. Come una novella Alice, mi faccio forza e apro: mi ritrovo in una piccola ma coloratissima stanza, in un angolo della quale siede Goichi Suda con il suo interprete, comodo, elegante e al contempo sbracato sulla poltrona, come una sorta di cosplayer incompleto dei suoi personaggi più pop. Mentalmente pronto a uno scambio di battute alquanto atipico, mi lancio con la prima domanda.

    Suda come Sylverster Stallone!

    Everyeye.it: La cosa che credo colpisca tutti i suoi fan e quelli di Travis è che questo sia forse l'unico brand su cui lei continua a tornare, anche se a ritmi alterni. The Silver Case, Killer 7, Shadows of the Damned, Lollipop Chainsaw, Sine Mora, Killer is Dead: con toni, estetiche e meccaniche molto diverse tra loro, lei ha sempre cercato di creare qualcosa di nuovo sin dall'ideazione del progetto, sfruttando nuovi immaginari, storie e contesti. Come mai, invece, con No More Heroes siamo giunti al terzo capitolo? Cosa continua ad attirarla verso Travis?

    Suda 51: Sì, sicuramente, a me piace sempre raccontare qualcosa di diverso, sperimentare con cose nuove, inseguire delle idee che mi vengono mentre magari sto sviluppando qualcos'altro! Cambiare così spesso aiuta anche ad avere idee sempre diverse! Al contempo, sento una forza attrattiva inesauribile verso i miei giochi precedenti, e non solo Travis: ho voluto aggiungere alcuni elementi anche in Silver Case, per esempio.

    Travis e No More Heroes sono stati giochi molto amati dai fan, con cui mi sono divertito tantissimo, e non vedevo l'ora di poterci tornare! Mi vedo un po' come Sylvester Stallone: la sua carriera è esplosa con dei film e dei personaggi che in qualche modo non riesce a lasciare, e sebbene faccia anche altre pellicole, comunque ritorna sempre all'ovile, vuole aggiungere storie e immagini a Rambo e Rocky.

    Ecco, io sono un po' come Sylvester Stallone: mi diverto tanto con le nuove creazioni, ma ogni tanto mi piace tornare a ciò che già conosco, e migliorarlo, arricchirlo!

    Everyeye.it: All'E3 2019, durante un'intervista con i giornalisti di GameSpot, lei ha detto che il personaggio famoso che vorrebbe vedere in un suo videogioco è Hulk Hogan. Oggi, ci dice che si sente un po' come Sylvester Stallone. Da dove nasce questo amore per il wrestling, per l'action americano, per il pop a stelle e strisce? E possiamo aspettarci personaggi con questi toni e tratti caratteriali nel prossimo No More Heroes?
    Suda 51: (Ride) Sì, ricordo quell'intervista! Non so dirti esattamente il momento in cui è nata questa passione, ma so per certo che quel genere di gioco con lo spettatore (wrestling), quella sorta di finzione che tutti scegliamo di dare per vera mi ha sempre intrigato, ed è un po' come col videogioco, no?

    Ci divertiamo per l'azione che vediamo, ma senza la storia intorno, per quanto banale e sopra le righe, non sapremmo cosa farci! Il cinema action americano è poi stato una forte componente della mia crescita, mi ha sempre divertito tantissimo e credo che la cosa si veda dai miei giochi. A volte non lo faccio neanche volontariamente! Se troverete qualcosa di simile in No More Heroes III? Chi vivrà...

    Everyeye.it: Una delle più frequenti e mal poste riflessioni sui suoi giochi è che siano totalmente disinteressati a fare qualsiasi altra cosa che non sia il "divertire". Cosa possiamo aspettarci, in tal senso, rispetto ai capitoli passati di No More heroes e delle sue altre opere?
    Suda 51: Ho spesso affermato che No More Heroes è più un gioco sulla società che non sulla politica, diversamente da Killer 7. Travis è il tipico giovane odierno, abitudinario e isolato, più interessato ai mondi di finzione e dell'assurdo che non alla realtà stessa.

    La sua scalata verso il "successo" nella serie di combattimenti di Santa Destroy è casuale, vince la sua spada per caso, e da lì si innescano tutti gli eventi già raccontati dalla serie. Finisce invischiato in questa costante necessità di uccidere per non essere ucciso, che ricorda molto da vicino i ritmi odierni della società moderna.

    In ogni caso, trovo che sia ingiusto considerare il puro divertimento come qualcosa di inutile: da fan del punk, credo che ogni tanto sia bello staccare tutto e lanciarsi nel gioco, in attività prive di scopo ma che ci fanno sentire bene, e tutto questo aiuta anche a spezzare proprio i ritmi di cui parlavo prima. In un certo senso, anche se fatto spesso con pregiudizio, dire che i videogiochi "son solo divertimento" può essere un gran bel complimento, perché è una cosa molto difficile da fare, al giorno d'oggi!

    Everyeye.it: Proprio perché è l'unica vera saga della sua carriera, con No More Heroes ci troviamo di fronte a un brand con un'identità già precisa, e soprattutto con un pubblico già affezionato. Come ci si comporta in casi in cui ciò che si sta creando ha già delle aspettative molto precise da parte dei fan? Come si rende divertente e originale un nuovo capitolo?

    Suda 51: Da amante del wrestling, ho sempre pensato di dover considerare il coinvolgimento dei fan! Non può che farmi piacere sapere che ci sia già chi immagina e desidera certe cose dal nuovo capitolo, e la sfida più interessante è proprio quella di riuscire a dare ai fan tutto ciò che vogliono, e in più aggiungere ciò che voglio io, quella cosa che faccia dire a chi gioca "è tutto quello che volevo e che non sapevo di volere!". In tal senso, se si crea per gli altri e non per sé stessi, è paradossalmente più facile lavorare ai sequel che alle nuove proprietà intellettuali, perché è come avere già un grosso feedback da parte della community!

    Everyeye.it: Come si traduce tutto questo nelle meccaniche di gioco? Come si fa a creare No More Heroes 3 dando "tutto e più di tutto"?
    Suda 51: Per quanto riguarda le meccaniche di gioco più complesse, purtroppo, per conoscerle dovrete aspettare ancora un po'! Sul come si fa, non so dirti un percorso preciso, non ne ho uno che ripeto sempre a ogni gioco, ma si tratta soprattutto di libertà creativa e disponibilità economica. Per esempio, per l'ultimo Travis Strikes Again guardavo e giocavo alcuni indie e mi chiedevo "a Travis piacerebbe?", e se la risposta era positiva avviavo tutto quel che serviva per averli all'interno del gioco.

    Voglio solo dire che siamo stati fortunatissimi a trovare Marvelous come publisher, perché questo genere di giochi sono molto difficili da creare, soprattutto in questo periodo, e credere in un progetto come il nostro non è facile, proprio perché vogliamo dare ai fan tutto quello che desiderano, e portare persino oltre l'offerta del gioco, aggiungendoci del nostro. Ci crediamo tantissimo, e non vediamo l'ora di potervi mostrare di più!

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