The Last of Us 2: Virginia Ceci, con la sua Ellie ha colpito Naughty Dog

Abbiamo chiacchierato con Virginia Ceci, cosplayer italiana appassionata di The Last of Us e approvata da Naughty Dog e Sony.

intervista The Last of Us 2: Virginia Ceci, con la sua Ellie ha colpito Naughty Dog
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  • PS4 Pro
  • L'impatto di The Last of Us Parte 2 sul mercato videoludico ha polarizzato la community come solo un grande capolavoro è in grado di fare (qui potete leggere la nostra recensione di The Last of Us Parte 2). Non dovrebbe sorprendere quanto l'opera creata da Naughty Dog abbia facilmente sconfinato dal medium interattivo e abbracciato una pluralità di altri ambiti dell'entertaniment, dai gadget ai fumetti, senza dimenticare l'imminente serie TV di The Last of Us con Pedro Pascal e Bella Ramsey.

    Non sono da meno neppure le scene amatoriali, tra fan film e cortometraggi realizzati da appassionati fino all'ormai inflazionato panorama dei cosplayer. Proprio da quest'ultimo mondo proviene una voce che abbiamo voluto accogliere tra le pagine di Everyeye.it: parliamo di Virginia Ceci, giovane videogiocatrice italiana che da alcuni anni ha impressionato il web con i suoi cosplay a tema The Last of Us (qui il profilo Facebook di Virginia Ceci), nei quali veste i panni di Ellie in maniera incredibilmente somigliante. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei, sia sull'esclusiva PlayStation 4 sia sulla cultura del cosplay. Buona lettura!

    Un amore chiamato PlayStation

    Everyeye.it: Ciao Virginia! Per iniziare parlaci un po' di te. Ti abbiamo conosciuta con i tuoi magnifici cosplay di The Last of Us, ma questa passione nasce prima del videogioco Naughty Dog o l'hai sviluppata trasversalmente all'avventura di Ellie?
    Virginia Ceci: La passione per i cosplay nasce da prima, per la precisione dal 2013. Ora ho 23 anni, all'epoca ne avevo 15. L'amore per i videogiochi invece ce l'ho da sempre, sin da piccolissima, quando guardavo mio fratello giocare con le sue prime console.

    Ho vissuto un po' tutto l'arco vitale videoludico di Sony sin dalle origini, da Resident Evil a Dino Crisis a Tenchu. La mia prima vera console è stata il Game Boy Advance con un gioco dei Pokémon. Il mondo cosplay quindi è subentrato molto dopo la mia infanzia. Personalmente non ne ho fatti moltissimi, perché è un'attività che richiede molto tempo, quindi quando decido di farli è perché sento una simbiosi totale con il mio personaggio preferito.

    Everyeye.it: Insomma hai vissuto un po' tutto il meglio del brand PlayStation e non solo. Oltre The Last of Us, immagino, quali sono i tuoi titoli preferiti di sempre?
    Virginia Ceci: Come dicevo, ho iniziato con i Pokémon sul Game Boy, quindi ci sono molto affezionata. Quando sono passata a PlayStation ero molto piccola, ricordo che mi veniva concesso di giocare solo a titoli su licenza come Shrek o Dragon Ball Budokai Tenkaichi. Il primo prodotto più "impegnato" è arrivato con God of War 2, che forse ha innescato in me la passione vera e propria per i videogiochi e mi ha avvicinata totalmente al brand Sony. Da lì ho recuperato di corsa anche il primo capitolo e ho atteso con ansia il terzo, che è uscito quando io ero in terza media.

    Sempre intorno ai 13 anni ricordo che ero anche una grande appassionata di Assassin's Creed, al punto che ho iniziato persino a giocare di ruolo con degli amici. Purtroppo non ho apprezzato molto come si è evoluta la serie negli anni. Ho smesso di giocarli già qualche anno fa, sin da quando è terminata la Saga di Desmond. Comunque, in seguito a questi titoli mi sono avvicinata anche ad altri generi, ho scoperto vari FPS e poi ho conosciuto gli Uncharted, che ha seminato il percorso creativo che ha portato a The Last of Us.

    Everyeye.it: The Last of Us come l'hai scoperto invece?
    Virginia Ceci: Ricordo di averlo giocato circa un mese dopo la sua uscita. Avevo 15 anni!

    Everyeye.it: Proprio come Ellie...
    Virginia Ceci: Esatto! Praticamente avevo la stessa età che ha Ellie, più o meno, alla fine del primo The Last of Us. In effetti la storia inizia con lei che dice di avere 14 anni, ma la trama si sviluppa nell'arco di circa un anno. Posso dirti che in tutta la mia vita da videogiocatrice non ho mai incontrato un personaggio in cui mi identifico così tanto.

    Ricordo che è stato bellissimo trovare un personaggio mio coetaneo così carismatico. Inoltre Joel è davvero la copia sputata di mio padre, che è iperprotettivo nei miei confronti. Pensa che l'ho convinto persino a giocare The Last of Us insieme a me. Lui non ama molto i videogiochi, eppure ha riconosciuto il valore immenso (sopratutto narrativo) dell'opera. Anzi, ha addirittura rivalutato il valore artistico di questo medium.

    Everyeye.it: Come hai vissuto The Last of Us Part 2, invece?
    Virginia Ceci: Mi ha sconvolto il modo in cui Naughty Dog ha manipolato (molto intelligentemente) tutta la comunicazione del gioco, creando trailer montati ad arte o in parte quasi fasulli per depistare completamente le aspettative del pubblico. Da quel che avevo visto la trama di The Last of Us Parte 2 sembrava essere ben delineata, e nonostante qualche spunto che pareva abbastanza prevedibile ero molto curiosa di capire come si sarebbe poi sviluppato il nuovo viaggio di Ellie. Quando finalmente ho messo mano al prodotto finale sin dall'inizio ho capito che qualcosa non andava, che forse la trama avrebbe preso una direzione diversa da quel che mi aspettavo. E la conferma è arrivata quando, sin dalle prime ore di gioco, viene dato così tanto spazio al personaggio di Abby: non l'avrei mai detto.

    I cosplay, un mondo da non sottovalutare

    Everyeye.it: E qui arriviamo ai tuoi recenti lavori. I tuoi cosplay di The Last of Us hanno fatto il giro del web fino a ricevere persino l'approvazione di Sony e Naughty Dog. Come sei arrivata a loro?
    Virginia Ceci: I ragazzi di Naughty Dog postano ogni settimana contenuti provenienti dalla comnunity di The Last of Us. Io mi sono limitata a mandare delle foto ai link dei loro canali, e già un anno fa sono stata condivisa. Non l'avrei mai detto, e invece poi sono stata pubblicata per altre tre volte, anche insieme al gruppo con cui ormai faccio cosplay stabilmente!

    In pratica hanno condiviso i miei cosplay per ogni versione di Ellie che ho fatto, una per ogni outfit. Ho già realizzato, infatti, un cosplay di Ellie con la giacca di jeans, con la tenuta invernale e con gli abiti che indossa la sera del ballo a Jackson. In seguito ho replicato anche la Ellie dei Giorni 1 e 3 a Seattle, e ho già in mente di realizzare altre versioni...

    Everyeye.it: Come si raggiunge una qualità del genere in un cosplay?
    Virginia Ceci: Serve competenza e passione in ogni ambito: costumi, trucco, fotografia. Il segreto consiste, molto semplicemente, nel migliorarsi sempre di più. Importante è partire da una base, anche piccola, e da un budget consono alla tua ambizione. Successivamente, dopo il primo risultato, capisci cosa desideri, e se hai la giusta passione dici a te stesso che puoi migliorare ancora. Ti prendi il tuo tempo, accumuli risorse e provi ancora. In questo ambito è anche importante conoscere persone con il tuo stesso hobby, e non solo cosplayer con cui fare squadra: è fondamentale trovare truccatori, make-up artist e fotografi di talento. Quello che oggi rappresenta il mio cosplay è il risultato finale di un miglioramento costante e, soprattutto, di un grande lavoro di squadra (qui la pagina del gruppo cosplayer Hot Garbage Team).

    Everyeye.it: Se dovessi guardarti indietro, com'è la situazione cosplay in Italia rispetto agli altri Paesi?
    Virginia Ceci: La scena italiana la conosco abbastanza bene, negli anni ho partecipato a molte fiere nel nostro Paese. A livello di qualità non abbiamo assolutamente nulla da invidiare al resto del mondo, forse però è la mentalità che dovrebbe cambiare.

    Alcuni cosplayer, ma anche interi gruppi, dovrebbero essere più "aperti" ed estroversi nel condividere questa passione. Si tende a nascondersi piuttosto che a divulgare la cultura del cosplay dando consigli a chi vuole iniziare o migliorarsi.

    Everyeye.it: Qual è il processo specifico, passo dopo passo, necessario per creare un cosplay? Tu da cosa parti e fin dove arrivi per ottenere il risultato finale?
    Virginia Ceci: La prima fase è la raccolta di immagini. Sia screenshot originali del personaggio sia - perché no? - foto di altre persone che hanno già fatto un cosplay. Il mio consiglio è fornirsi di immagini dettagliate anche di singoli oggetti, armi o accessori che potrebbero risultare difficili da creare o reperire. Gli abiti li crei praticamente su misura per te, io li realizzo stando ben attenta alle misure del mio corpo per adattarli al meglio. È un lavoro di taglio e cucito, nel caso di abiti in stoffa, non indifferente! Un altro consiglio è anche quello di farsi aiutare, perché non è facile lavorare da soli su se stessi. Finita la realizzazione dell'oggetto puoi procedere alle decorazioni e al colore. Ovviamente tutto, dalla creazione alla decorazione, dipende dai materiali e dalle tecniche che usi (creazione a mano o con stampante 3D, ad esempio). La colorazione, molto banalmente, può avvenire con la comune pittura.

    Everyeye.it: Quali altri consigli daresti a chi vuole iniziare a fare cosplay?
    Virginia Ceci: Se hai la passione puoi andare lontano, sempre. Ma trova anche gli spazi giusti per farlo, e se devi creare qualcosa di complicato informati, anche sul web. YouTube è pieno di canali che insegnano come realizzare pezzi di armatura e molto altro. Io ho creato in questo modo lo spallaccio per il mio primo cosplay, Dubhe de "Le guerre del mondo emerso". Anche quella passione mi portò lontano, perché partecipai ad una cena con Licia Troisi, l'autrice della saga. Come dicevo, con la passione puoi andare davvero lontano!

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