A Plague Tale Innocence: due fratelli contro la peste e l'Inquisizione

Per la prima volta dalla sua presentazione, abbiamo potuto provare con mano una demo dell'affascinante avventura pubblicata da Focus Home.

A Plague Tale Innocence
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Dopo averlo osservato per due anni, mentre lentamente divorava il nostro hype come i topi fanno con i cadaveri, A Plague Tale: Innocence si appresta a debuttare il 14 maggio in versione definitiva: l'avventura d'esordio dello studio ASOBO ha immediatamente attirato la nostra curiosità sin dalla sua prima presentazione, proponendo una feroce fiaba nera ambientata nella Francia medievale, una nazione vituperata dalla Santa Inquisizione e dalla peste. Due morbi ugualmente atroci e difficili da estirpare, che i nostri protagonisti, Amicia e Hugo, nonostante la loro giovanissima età, saranno costretti ad affrontare pur di sopravvivere.
    Al pari di una malattia che poco alla volta si impossessa di noi, così la curiosità nei confronti di questa nuova produzione targata Focus Home ha iniziato a diffondersi senza freni. L'unica cura consisteva quindi nella possibilità di testare finalmente il gioco con mano: per fortuna, ad un paio di mesi dal lancio, il publisher francese ci ha accontentato, permettendoci di testare i primi tre capitoli di A Plague Tale: Innocence. Così facendo, abbiamo avuto conferma di quello che i nostri precedenti incontri con l'opera avevano lasciato presagire: la costruzione scenica e l'impatto narrativo rappresentano la colonna portante di un'esperienza che mescola delicatezza e crudeltà.

    I colori di un mondo che muore

    Il sole francese fa da cornice alla foresta, ed i suoi raggi esaltano il colore delle foglie ed il verde dell'erba. È una calda giornata dai sapori autunnali e la giovane Amicia, di soli 15 anni, parte con il padre, il nobile Cavaliere Robert De Rune, per una battuta di caccia: che il lignaggio della fanciulla sia piuttosto altolocato è evidente non solo per il titolo paterno, ma anche per la foggia lussuosa dei tessuti che indossa, nonché per l'enorme magione in cui vive, dove si muove una servitù costantemente affaccendata.

    Insieme a loro, anche la madre Beatrice ed il fratellino Hugo, che ha compiuto i 5 anni di età. Anche se la sua posizione sociale prevede ben altre occupazioni, Amicia è un tipetto che non ama comportarsi da nobildonna: abilissima con la fionda e dotata di un temperamento molto ardimentoso, la ragazza segue le orme del genitore, facendo le veci di quel figlio maschio che, per una misteriosa malattia, è tenuto isolato dal resto della famiglia sotto le attente cure di Beatrice. Neppure Amicia, del resto, possiede molta confidenza con il fratello, che soffre di fortissime crisi di emicrania.

    Il carattere forte della protagonista le sarà di grande aiuto quando, dopo un attacco alla tenuta dei De Rune da parte dei soldati dell'Inquisizione, si troverà costretta a scappare insieme ad Hugo, iniziando con lui un percorso di crescita e di conoscenza reciproca. Man mano che si addentrano nel borgo sottostante alla loro magione, i due membri della dinastia De Rune scopriranno gli effetti della peste sul territorio francese: i forti cromatismi autunnali cominciano ad affievolirsi poco a poco, lasciando spazio a colori freddi e smorti, dove a spiccare è un fiotto di sangue, il fuoco delle fiaccole e gli occhi rossi dei topi che infestano il suolo.

    Con brillanti soluzioni visive, A Plague Tale: Innocence cambia spesso gamma cromatica, con pennellate che mutano in base alle situazioni in cui riversano i due fratelli. Nei momenti di relativa tranquillità o di finta serenità, a schermo predominano le pennellate più accese: nel bosco durante la battuta di caccia, nel villaggio quando i due sono in cerca di aiuto dopo aver seminato gli inseguitori, e poi nel cortile del Monastero, dove il pericolo sembra ormai lontano. Ma poi, quando il dramma incalza, ecco che la tela di colori inizia a variare, e si fa più cupa, aggressiva, dominata dalla pioggia, dalle nuvole all'orizzonte, e dalla ruggine delle armature dei soldati.

    Visivamente, A Plague Tale è un gioco di notevole impatto: mettendo da parte la mole poligonale, la resa delle animazioni e l'espressività facciale - tutte abbastanza grossolane, tali da denotare un budget decisamente limitato - nel complesso il contorno estetico è riuscito sorprenderci per l'eccellente art design e per l'ottima direzione della fotografia. Da quello che abbiamo potuto ammirare, la Francia ricostruita dal motore grafico proprietario del team restituisce scorci indubbiamente evocativi, tra vicoli lerci, cripte oscure ed ariosi paesaggi naturalistici. Di pari passo con la resa artistica si muove la sceneggiatura, ossia il secondo, grande pilastro su cui si basano apertamente le ambizioni dell'opera. A Plague Tale: Innocence racconta - come il titolo lascia intendere - della progressiva perdita della purezza infantile: dinanzi ad eventi che mettono a dura prova l'emotività e la morale dei protagonisti, assistiamo insomma ad un cammino di maturazione forgiato dalla necessità di diventare adulti prima del tempo.

    Il rapporto tra Amicia ed Hugo sulle prime inevitabilmente burrascoso, si farà dunque via via più solido: gli sgherri dell'Inquisizione, infatti, cercano di mettere le mani sul bambino, forse per la strana malattia che possiede, e spetterà alla sorella maggiore sporcarsi letteralmente le mani allo scopo di tenere il fratello il più possibile al sicuro. Per farlo, dovrà sgattaiolare alle spalle delle guardie, distrarle con ogni mezzo, scappare a gambe levate tenendo ben stretta la mano di Hugo, oppure imbracciare la sua fionda e trasformarsi in un'assassina.

    Restare nella luce

    A fronte di uno script (discretamente sottotitolato in italiano) che potrebbe riservare qualche sorpresa in termini di coinvolgimento emotivo, sul piano ludico A Plague Tale: Innocence segue binari più prevedibili, figli di una logica di game design "vecchio stile".

    Volendo definire il suo genere d'appartenenza, il gioco di ASOBO è un adventure con forti elementi stealth ed un pizzico di puzzle solving, a cui si accompagna anche qualche sporadica fase dedicata all'eliminazione delle minacce con la fionda in dotazione. Che l'anima del prodotto sia legata principalmente alla necessità di avanzare sottotraccia è evidente sin dalle prime battute: nei panni di Amicia dovremo evitare qualsiasi rumore per non allertare le guardie, e saremo quindi costretti a muoverci perlopiù tra l'erba alta o le coperture ambientali.

    Quando le sentinelle ci impediranno di proseguire, il setting circostante provvederà sempre a fornirci elementi utili per ingannarle e darci la facoltà di sgusciare nell'ombra: basterà raccogliere un sasso e lanciarlo contro elementi di metallo, così da produrre un suono che attirerà la loro attenzione, oppure scagliare in lontananza un vaso per ottenere il medesimo effetto. È una strategia molto elementare, che mette in mostra anche un'intelligenza artificiale non particolarmente evoluta, e che - almeno nei primi tre capitoli - non lascia margini di fallimento. La struttura dei livelli, tutti molto lineari, sembra al momento prevedere un unico tipo di soluzione, ed il posizionamento degli elementi con cui interagire è sempre in bella vista, al punto da non permetterci di sbagliare. Magari nelle fasi più avanzate il level design si farà più articolato e chiederà un maggior uso di materia grigia, ma per il momento l'avanzamento ci è parso molto guidato. È possibile che il team francese abbia scelto di abbassare il grado di sfida per fare in modo che il giocatore si concentri soprattutto sulla storyline, tuttavia per esprimere un giudizio sull'efficacia di simile approccio dovremo attendere la versione finale.

    Oltre alle fasi in cui agire in silenzio, non mancheranno momenti più adrenalinici, durante i quali scappare dalle grinfie dei carnefici. In simili frangenti ad aumentare il grado di tensione è la bellissima colonna sonora: sul versante musicale lo studio ha svolto un lavoro encomiabile e, al pari della direzione artistica, anche la soundtrack modifica la propria partitura in modo dinamico, adattandosi meravigliosamente alle situazioni che fronteggeremo.

    Accanto alla fuga ed alle dinamiche stealth, esiste un altro metodo per abbattere i sicari della Santa Inquisizione: spappolare il loro cranio con un sasso. All'inizio la nostra fionda non sarà sufficientemente solida da consentirci di lanciare il colpo con la giusta potenza. Entra qui in gioco un basilare sistema di crafting tramite il quale, dopo aver raccolgo l'adeguato quantitativo di materiale in giro per le aree, potremo migliorare - tra le altre cose - l'efficacia della fionda, il rumore che emette e la capienza del nostro inventario. Una simile progressione, per quanto molto semplice, ci fornisce un indizio sulla presenza di ostacoli ben più impegnativi di quelli affrontati nelle prime due ore di gameplay, per i quali, in sostanza, occorrerà un equipaggiamento adeguato. Se queste aspettative si riveleranno veritiere, A Plague Tale: Innocence potrebbe dar sfoggio di un grado di sfida e di una varietà d'approccio che, attualmente, sembra latitare. Per eliminare le guardie corazzate bisognerà innanzitutto rimuovere l'armatura che indossano, colpendo con le pietre i ganci che ne legano i pezzi.

    Nella prima (e per ora unica) battaglia che abbiamo combattuto, lo scontro si è dimostrato una pura formalità, durante il quale il nostro avversario era assolutamente incapace di colpirci: è vero che si è trattato di un duello utile per comprendere le meccaniche di queste pseudo-boss fight, ma l'eccessiva semplicità non ha saputo comunque soddisfarci come avremmo voluto. Confidiamo quindi che in seguito le dinamiche ludiche si facciano un po' più elaborate da indurci a provare quel senso di paura, tensione e perenne senso di pericolo che è lecito avvertire nei panni di semplici ragazzini spaventati.

    La sensazione di maggior inquietudine, tuttavia, si prova quando saremo obbligati a sfuggire alle ondate di topi che infestano la Francia del 1348: in questi casi, A Plague Tale: Innocence fa leva non solo su un level design oppressivo, angusto e soffocante, ma anche su un po' di puzzle solving che dona all'avventura un ritmo molto peculiare. Dinanzi alla marea di ratti, l'unico modo per non finire tra le loro fauci sarà quello di armarsi di una fonte luminosa, qualunque essa sia: prevedibilmente, il mondo di gioco ci fornisce sempre gli strumenti utili per sopravvivere, offrendoci lanterne, bastoni e fiaccole da usare all'occorrenza.

    I ramoscelli di legno bruciano però in breve tempo, e pertanto ci toccherà individuare il percorso giusto prima che le fiamme li divorino interamente.
    Se non riusciremo a raggiungere un'altra zona sicura, irraggiata dalla luce, sarà game over: più di qualsiasi altra minaccia di A Plague Tale, infatti, i topi non ci daranno un attimo di respiro, pronti a rosicchiarci le carni alla minima distrazione. Presumibilmente, in queste istanze il rapporto con Hugo si rivelerà piuttosto importante. Nei tre capitoli iniziali, la facoltà di impartirgli ordini, come quello di seguirci o di restare immobile in attesa che la strada sia sgombra, non riveste un ruolo essenziale, eppure, considerati alcuni eventi a cui abbiamo assistito, è lecito supporre che a lungo andare questa feature avrà un'utilità molto più marcata, grazie alla quale il bambino dovrà collaborare con la sorella per avanzare e risolvere alcuni enigmi ambientali.
    Alla fine della demo, in ogni caso, a meravigliarci più di tutto è stato il sapiente utilizzo del ritmo ludico-narrativo inscenato da A Plague Tale: l'avventura di Amicia ed Hugo si muove su un'onda di emozioni che passano rapidamente dalla finta serenità, ammantata di un goccio di poesia, all'orrore più indescrivibile. Ne sono testimonianza alcuni collezionabili del gioco, chiamati "doni", in cui i due bambini si fermano per qualche istante a dialogare tra di loro: che sia per un ricamo trovato sul letto, o per un fiore raccolto tra le macerie, il ricordo di un tempo felice riaffiora a tratti con struggente armonia, prima che il sangue e la morte tornino a prendere il sopravvento.

    A Plague Tale Innocence Senza brillare sul piano del gameplay, ancorato com'è ad una struttura abbastanza lineare e semplicistica, A Plague Tale: Innocence basa gran parte del suo fascino sulla notevole atmosfera che permea la produzione. Forte di una sceneggiatura da non sottovalutare, e di una direzione artistica indiscutibilmente ispirata, l'opera del team ASOBO intesse una fiaba oscura dalle tinte sanguinolente, ed al contempo un tenero dramma familiare incentrato sulla crescita, sulla maturazione e sul supporto reciproco di due fratelli alle prese con un evento storico senza precedenti. Lo studio francese, per raffigurare l'orrore della peste, sceglie di porre l'utente di fronte ad una masnada incalcolabile (e volutamente irrealistica) di roditori dagli occhi cremisi, il cui squittio potrebbe tormentare ben presto i nostri incubi, a patto che sul piano ludico la loro minaccia si riveli - con l'avanzare dell'esperienza - sufficientemente stimolante. Per ora, abbiamo salutato Amicia ed Hugo stretti l'uno all'altro in un tenero abbraccio consolatorio, in un flebile tentativo di farsi coraggio a vicenda prima di imboccare nuovamente il sentiero di morte e dolore che li attende. E noi, il prossimo 14 maggio, li accompagneremo volentieri mano nella mano.

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