A Total War Saga Troy: riscrivere il mito di Troia nel nuovo strategico

Creative Assembly ci ha dato l'opportunità di provare la modalità campagna del primo Total War ambientato nell'Età del Bronzo.

provato A Total War Saga Troy: riscrivere il mito di Troia nel nuovo strategico
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • L'uscita di Total War Saga: Troy, fissata per il 13 agosto, è ormai alle porte e Creative Assembly ci ha fornito quella che con tutta probabilità sarà l'ultima occasione di mettere le mani su una versione preliminare del gioco. Rispetto alla demo di giugno, abbiamo potuto testare per quattro ore abbondanti un frangente della campagna nei panni di Menelao o Paride: in questo caso siamo stati in grado di dare un'occhiata alle novità più interessanti nella mappa di gioco e abbiamo visto più da vicino le battaglie di terra, compreso un assedio. Le impressioni preliminari sui combattimenti in tempo reale rimangono più o meno le stesse, ma ricapitoleremo alcuni pareri e vi parleremo di qualche novità. Siamo però rimasti sorpresi in positivo dalle dinamiche che si vengono a creare nella mappa della campagna: grazie al nuovo sistema di risorse e a una diplomazia più importante e significativa che in passato, Troy potrebbe superare alcune criticità che affliggono la serie oramai da tempo immemore.

    Le differenze tra Menelao e Paride

    Troy permette di scegliere fra otto leader di fazione, quattro per gli achei e quattro per i troiani, ognuno con caratteristiche differenti e diversi punti di partenza. Dalla parte degli Achei troviamo alcuni tra i personaggi più celebri dell'Iliade di Omero: non manca Achille, il re dei Mirmidoni, Agamennone, il re di Sparta Menelao e lo scaltro Ulisse.

    I Troiani hanno invece un roster più particolare: Paride e Ettore sono senza dubbio i personaggi più noti, ma poi troviamo anche Enea, che nell'Iliade ha un ruolo secondario ed è stato celebrato molto tempo dopo da Virgilio, che lo ha reso protagonista dell'Eneide. Per ultimo c'è Sarpedonte, anch'egli un personaggio meno noto, che viene ricordato soprattutto per lo scontro con Patroclo, durante il quale rimane ucciso. Le uniche campagne sbloccate, come già accennato, erano quelle di Menelao e Paride, due personaggi separati da grande antagonismo, visto che il principe troiano fu il responsabile del rapimento di Elena, moglie proprio del re di Sparta Menelao. Anche dal punto di vista del gameplay, i due condottieri sfruttano approcci praticamente agli antipodi: Paride predilige l'utilizzo degli arcieri, mentre Menelao è specializzato in fanteria corazzata ed è più abile nei combattimenti in mischia.

    Anche gli starting point dei due eroi suggeriscono stili di approccio differenti. Giocando nei panni di Sparta si combattono battaglie per lo più in stretti lembi di terra e piccole isole: la mappa di Troy comprende infatti tutta l'attuale Grecia e molte isole dell'Egeo, compresa Creta. Dall'altra parte del mare c'è invece la parte occidentale della penisola Anatolica, dove risiedono gli alleati di Troia: Paride è coinvolto in una guerra continentale e difensiva.

    I condottieri dispongono anche di meccaniche di fazione specifiche, che possono modificare il modo di portare avanti una campagna. L'organizzazione e il militarismo spartano consentono a Menelao di reclutare (con costi di tempo maggiorati) truppe direttamente dalle fazioni con cui ha stretto un patto di alleanza. Con l'abilità "Colonie Spartane" è poi capace di ordinare la colonizzazione a distanza (quindi senza la necessità di spostarsi fisicamente con un esercito) di insediamenti abbandonati o rasi al suolo.

    È chiaro dunque che quella di Menelao è una fazione che si concentra esplicitamente su espansionismo e dominio militare, per questo motivo dispone di ottime unità corazzate con asce, lance e spade, che tuttavia richiedono molte risorse per essere addestrate e mantenute. Paride è invece stregato dalla bella Elena e combatte per proteggerla: una delle sue meccaniche di fazione è chiamata "Elena, amore mio" e garantisce dei bonus al morale se i due si trovano nella stessa regione. Quando Elena e Paride sono lontani, invece, vengono innescati dei malus di fazione che spariscono sono se viene organizzato un banchetto per far ricongiungere gli amati.

    Paride è però anche in diretta competizione con suo fratello Ettore per ereditare il trono di Troia: il re Priamo veglia costantemente sui due e in base alle loro azioni (che in gioco si traducono in vittorie, conquiste, abilità nell'amministrazione delle città) sceglie chi proclamare suo legittimo erede. Quella tra i due fratelli è una rivalità sportiva, che non prevede spargimenti di sangue e che anzi penalizza qualsiasi presa di posizione ostile e violenta. Paride combatte da lontano con arco e frecce e dispone di arcieri e nobili troiani, anch'essi specializzati nella guerra a distanza.

    Guerra per le risorse

    Le differenze tra lo stile più diretto di Menelao e quello maggiormente basato sulla toccata e fuga di Paride si fanno sentire già nelle prime fasi di gioco, ma bisogna ricordare che quella di Troy rimane un'esperienza sandbox, e quindi aperta a molteplici approcci che possono essere anche in contrasto con le premesse iniziali. Ad esempio nessuno vieta di far alleare Agamennone con Troia: è molto complicato, ma possibile. Così come non è uno scenario impossibile quello che vede Ettore tradire suo padre e suo fratello, in barba a rapporti familiari e giuramenti.

    Il bello di un Total War, dopotutto, è anche questo: la facoltà di riscrivere la storia o il mito per volontà narrative o per strette esigenze di gameplay. Perché come ci hanno ricordato gli sviluppatori, quella raccontata in Troy è anche una storia realistica: ciò che spinge gli eroi dell'Iliade non sono dunque solo motivazioni strettamente personali. Si combatte anche per portare risorse al proprio regno, per sostentarlo e farlo prosperare. Quella di Troia è innanzitutto una guerra per le risorse, per il dominio territoriale di una zona commercialmente importante e ricca di materie prime.

    Il nuovo sistema di risorse di Troy, chiamato Multiple Resource System, supporta questa visione del conflitto e allo stesso tempo tenta di restituire, in maniera semplificata ma pratica, il funzionamento dell'economia durante l'età del bronzo. Il legno e il cibo sono le risorse base: il primo serve per erigere gli edifici più semplici, mentre il secondo è necessario per addestrare le truppe di base. Il bronzo e la pietra, più rari e più preziosi, servono invece per la costruzione di strutture più avanzate la produzione di truppe corazzate e meglio armate. L'oro, la risorsa più preziosa in assoluto e l'unica che può esaurirsi del tutto nel corso di una partita, è indispensabile per le costruzioni migliori e le unità d'élite. L'assenza di una valuta unica può essere straniante per chi è stato abituato all'economia più semplificata degli altri Total War, una volta che si riesce a comprendere il modo in cui funziona il Multiple Resource System, tuttavia, se ne comprendono all'istante anche le potenzialità.

    Le risorse vengono incamerate in quantità più esigua e vanno gestite con strategia, ma da ora è possibile sviluppare le città e l'esercito in maniera completamente (o quasi) separata. La conquista dei territori, inoltre, è ora molto più dipendente dalle nostre necessità di materiali, piuttosto che dall'idea di creare un territorio compatto e collegato: se c'è bisogno di bronzo per rifornire il nostro esercito (quando termina una risorsa utile al mantenimento, le unità iniziano a perdere punti vita) bisogna concentrare gli sforzi su regioni che ne hanno disponibilità.

    Ogni città è infatti preposta all'estrazione di una delle cinque risorse e può essere potenziata per migliorare l'apporto di materiali, magari sacrificando un po' di felicità della popolazione, che potrebbe quindi organizzare rivolte da sedare con la violenza. L'ottenimento delle risorse passa anche attraverso l'albero dei decreti reali, che rappresentano in tutto e per tutto le tecnologie degli altri giochi Total War.

    Se però la guerra e la conquista non è l'opzione migliore per ottenere ricchezze, bisogna per forza considerare l'opzione diplomatica. Grazie al sistema di diplomazia più avanzato già visto in Three Kingdoms (recuperate la recensione di Total War Three Kingdoms), Troy permette delle contrattazioni più credibili, complesse e finalmente molto più significative per ciò che riguarda lo scambio di risorse. Intrattenere buoni rapporti commerciali con il vicino che è in grado di fornirci pietra, potrebbe essere più efficace di una scriteriata conquista che invece creerebbe solo malumori e impedirebbe fruttuosi scambi commerciali.

    L'interfaccia del sistema diplomatico mette inoltre in chiaro le necessità di una fazione: le risorse di cui ha bisogno sono segnalate in rosso, quelle di cui dispone in abbondanza sono invece verdi. Per imbastire un accordo commerciale vantaggioso si devono quindi tenere in forte considerazione questi dettagli. In Troy abbiamo avuto l'impressione che il baratto sia davvero una colonna portante dello sviluppo del proprio impero: oltre a conquiste mirate e strategiche, insomma, nel nuovo Total War potrebbe essere molto importante anche lavorare a fondo sulla diplomazia.

    Dei e battaglie

    L'idea di creare un Total War in cui il tema centrale è quello della verità dietro il mito, non ha spinto Creative Assembly a escludere dall'equazione la "presenza" delle divinità. Abbiamo usato le virgolette perché gli dei, in Troy, non sono davvero presenti sul campo di battaglia: Zeus non lancia saette sui nostri nemici e Apollo non evoca pestilenze letali.

    Le divinità dell'Olimpo possono comunque essere venerate: il loro favore può garantire dei vantaggi alla felicità della popolazione nel caso di Afrodite, l'efficacia delle truppe in battaglia nel caso di Atena o Ares. Si tratta dunque di una scelta dettata dalle necessita o dallo stile di gioco dell'utente, ma le conseguenza non infrangeranno mai il fragile equilibrio tra mito e realtà imbastito da Troy. Alle divinità è legata anche la sacerdotessa, ossia una delle tre unità agente da usare sulla mappa di gioco (le altre due sono la spia e l'emissario). Le sacerdotesse possono essere usate come scout, per controllare se nella mappa sono presenti agguati o se una lontana città nemica è presidiata da una guarnigione, o per indebolire gli insediamenti nemici effettuando dei rituali.

    Quando incluse in un'armata possono invece compiere dei sacrifici per avere auspici sugli esiti delle battaglie: i risultati positivi producono un miglioramento nel morale delle truppe, mentre quelli negativi avranno invece effetti opposti. È possibile addestrare più sacerdotesse di uno stesso culto per incrementare i rapporti con una specifica divinità, ma se si vogliono dei miglioramenti repentini è allora necessario eseguire delle preghiere o un'ecatombe (che prevede il sacrificio di animali, in gioco questo è tradotto con un grande esborso di cibo).

    La preparazione alla guerra non può quindi essere separata da pratiche superstiziose tipiche dell'epoca, ma una volta che si è sul campo di battaglia è il pragmatismo ad avere la meglio. Delle battaglie vi abbiamo già parlato nella precedente prova della demo di Troy, non ci dilungheremo dunque più di tanto. Vogliamo però confermarvi che i maggiori dubbi riguardanti la produzione di Creative Assembly risiedono proprio nel modo in cui sono stati gestiti gli scontri in tempo reale.

    Se l'intelligenza artificiale è migliorata e quindi effettua dei movimenti più congrui e credibili, la presenza di unità mitiche potenti e di eroi quasi immortali danneggia tantissimo la sensazione di coerenza e realismo. La presenza di maggiori differenziazioni tra i vari tipi di unità (pesanti, medie e leggere, queste ultime in parziale sostituzione della cavalleria) modifica il regolamento tipico degli altri Total War ma senza stravolgerlo. I diversi tipi di terreno (erba alta, fango, sabbia) hanno effetti molto più marcati sulle truppe, che si stancano molto prima, soprattutto se equipaggiate con pesanti armature.

    Tutti elementi che rendono i combattimenti interessanti dal punto di vista ludico e piuttosto realistici. Se si guarda, però, il campo di battaglia più da vicino si notano animazioni non concatenate, salti sovrumani, onde d'urto e movenze troppo fantasiose: elementi ereditati da Warhammer che stonano tantissimo con la resa scenica delle battaglie. Anche gli assedi, durante i quali è possibile attaccare l'insediamento nemico da qualsiasi lato, funzionano benino dal punto di vista ludico, ma appaiono posticci scenicamente.

    Nelle battaglie tattiche di Troy ci sono idee interessanti, tarpate però da un comparto tecnico inadeguato e da scelte, come quella di inserire unità eccessivamente potenti, che si rivelano inadatte sia nel raffigurare la bellezza di una battaglia storica su larga scala che nel garantire un gameplay sempre stimolante. Il motivo per cui si dovrebbe comunque guardare con interesse all'ultimo capitolo della serie Total War è per le qualità che ha dimostrato nella sua dimensione gestionale che, al contrario della componente tattica, ci è sembrata piuttosto fresca e coerente con il periodo storico che vuole raccontare.

    Quanto attendi: A Total War Saga Troy

    Hype
    Hype totali: 19
    74%
    nd