Ace Combat 7 Skies Unknown: battaglie nei cieli di Erusea

Il settimo capitolo della serie Bandai Namco segna un ritorno alle origini del brand: lo abbiamo provato per voi.

provato Ace Combat 7 Skies Unknown: battaglie nei cieli di Erusea
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Per i giocatori che hanno qualche anno sulle spalle, incontrare Ace Combat 7 sarà un po' come far visita ad un vecchio amico. Basta sollevarsi sopra i cieli di Erusea per tornare, almeno con la memoria, ai tempi in cui i videogiochi non avevano ancora perso la voglia di volare.
    Era l'epoca del realismo rigoroso e dei computer assemblati per far girare Flight Simulator, ma anche quella di Descent e del "dogfighting" aereo di Namco (ancora lontanissima dalla fusione con Bandai). Gli arcade concentrati su serrate battaglie aeree erano un genere canonizzato e apprezzatissimo, che spopolava sulle PlayStation di tutto il mondo. Dal '95 in avanti proprio la serie di Ace Combat si imbarcò in un virtuoso percorso di perfezionamento e maturazione, che qualche anno più tardi (dopo il controverso ma affascinante Electrosphere) portò su PS2 quel capolavoro immortale che risponde al nome di Distant Thunder (chi scrive preferisce il titolo originale Shattered Skies, ma per qualche misterioso motivo la software house si divertiva a cambiare i nomi delle versioni europee).

    Ace Combat 4 è ancora oggi l'apice del genere a livello di varietà e struttura, nonché uno dei racconti di guerra più dolorosi e affascinanti che il mondo videoludico abbia mai raccontato con i suoi strumenti e il suo linguaggio. Ace Combat 7: Skies Unknown lo prende a modello in tutto e per tutto: nelle scene d'intermezzo dal forte impatto emotivo; nell'utilizzo delle comunicazioni radio; nella struttura e nel tono dei briefing. La forte continuità con il titolo del 2001 non è solamente tematica o stilistica, ma anche produttiva: la sceneggiatura e l'orchestrazione musicale sono affidate ai talenti che resero così grande il capitolo migliore e più venduto del franchise.
    Ace Combat 7, insomma, sembra quasi fregarsene di tutto quello che è venuto dopo, degli anni della crisi creativa e della flessione, delle vendite calanti e del pubblico che chiedeva "più varietà": via gli elicotteri di Fires of Liberation o le mitragliette di Assault Horizon, qui si torna a volare oltre il muro del suono, ad inseguire per lunghi minuti un asso particolarmente sfuggente, riscoprendosi pedine determinanti di una guerra lenta e distante, ma ugualmente distruttiva.

    La purezza del volo

    Le prime tre missioni di Ace Combat 7 sono, ludicamente parlando, una dichiarazione d'intenti. Il titolo Namco-Bandai ribadisce la sua volontà di aderire in tutto e per tutto al canone classico del genere, focalizzandosi specificatamente sul dog fighting. Entro poche ore dall'inizio dell'avventura il titolo ci mette di fronte a sciami di droni sfuggenti, a piloti scaltri e determinati, ad enormi velivoli dalle dimensioni impressionanti. Anche se di tanto in tanto siamo chiamati a bombardare le forze di terra il teatro principale degli scontri rimane sempre e comunque il cielo, inesauribile distesa azzurra in cui compiere acrobazie spericolate e giri della morte, nel tentativo di schivare un missile nemico o di posizionarsi in coda ad un avversario prima di far cantare le mitragliatrici. Il sistema di controllo è quello di sempre, con quel gusto squisitamente arcade che permette fin da subito di compiere manovre elaborate senza troppe difficoltà.
    Si può scegliere ovviamente di giocare in terza persona, posando lo sguardo sulla carlinga degli aerei per ammirare le solide prestazioni dell'Unreal Engine 4 (il cambio di motore ha portato enormi vantaggi nei picchiaduro, da Tekken 7 a SoulCalibur 6, e potrebbe farlo anche per questa serie), oppure di passare alla prima, magari per osservare l'effetto della condensa che, passando fra le nuvole, si addensa sul cupolino. Proprio le nubi giocano un ruolo fondamentale, in questo nuovo Ace Combat: realizzate sfruttando il middleware trueSKY diventano parte integrante del campo di battaglia e possono essere utilizzate strategicamente dal giocatore.

    Al loro interno i sistemi di tracciamento automatico dei missili sono meno efficaci, e in situazioni di estrema inferiorità numerica ciò potrebbe rappresentare un vantaggio non da poco. Siamo molto curiosi di scoprire come questo aspetto influenzerà i match multigiocatore, che potrebbero avere una grande importanza nell'economia della produzione, ma nonostante l'uscita si avvicini a grandi passi non abbiamo avuto modo di testare il multilplayer.
    L'attenzione riposta nella resa delle nuvole ha effetti positivi anche sul colpo d'occhio e sull'atmosfera: la luce del sole che filtra attraverso gli ammassi scuri che si raccolgono sulle città, i cumuli trascinati dal vento che solo all'ultimo momento rivelano uno squadrone nemico, servono a creare una varietà di situazioni semplicemente inconcepibile fino a pochi anni fa.

    Ace Combat 7 utilizza insomma i progressi compiuti in campo tecnologico per rendere più diversificati gli scenari e dare una struttura meno prevedibile alle missioni.
    A fare da collante all'esperienza troviamo anche un sistema di sblocco e potenziamento degli aerei. Al termine di ogni missione veniamo ricompensati con un quantitativo di crediti che dipende dalle nostre prestazioni e dalla quantità di bersagli opzionali che abbiamo abbattuto. I fondi possono essere investiti per ottenere nuovi mezzi, sbloccare le armi speciali che ciascun aereo ha in dotazione (fra bombe terra-aria e missili con un miglior sistema di tracciamento), oppure acquistare un discreto numero di perk. Il tech tree sui cui rami si dispongono velivoli e potenziamenti è impressionante per estensione, e per rimpinguare il nostro hangar personale dovremo faticare un bel po'. A tal proposito il gioco ci informa che i crediti si guadagnano disputando match online, e proprio per questo siamo convinti che l'offerta multigiocatore sia fondamentale per i completisti. Questo sistema potrebbe veicolare un buon senso di progressione e stimolare i giocatori a frequentare con più continuità i server online, oppure a rigiocare le missioni dello story mode a livelli di difficoltà superiori.
    L'ottenimento dei power-up permette poi di dedicarsi ad una fine operazione di "tuning", installando sul corpo e sulle ali del mezzo i miglioramenti tecnologici sbloccati fino a quel momento. Ci sono perk che migliorano le prestazioni dell'aereo, incrementando i valori di manovrabilità e accelerazione, e altri che invece rendono più efficaci le armi equipaggiate, così come speciali schermature che riducono la possibilità di essere tracciati dai missili nemici.

    Nel corso della nostra breve prova, oltre alle opzioni di personalizzazione ed alla struttura delle missioni, ci ha colpito la qualità della narrazione. Le missioni vengono precedute da scene d'intermezzo realizzate in computer grafica, che raccontano la storia di un conflitto improvviso e dei popoli che da esso sono stati colpiti. Da una parte ci sono le comunicazioni "istituzionali", quelle dei telegiornali e dei bollettini di guerra, che spiegano in maniera chiara e limpida le strategie di Osea e Erusea (i due continenti fittizi coinvolti nelle ostilità).

    Dall'altra c'è invece una storia più intima e personale, quella di un meccanico dal talento sovrumano che viene suo malgrado coinvolta nelle ostilità, catturata dall'esercito nemico e deportata in un campo di prigionia. Nelle prime ore dell'avventura la sceneggiatura è diretta e affascinante, valorizzata da un'ottima regia. L'atmosfera di frontiera, le musiche perfettamente integrate con i ritmi del racconto, nonché alcune soluzioni di montaggio decisamente coraggiose ci mettono di fronte ad un "piccolo" film in CG che corre parallelo agli eventi vissuti sulla pelle del giocatore. Pure questa duplicità del racconto, che procede da una parte attraverso le missioni e dall'altra seguendo una storia apparentemente lontana dai cieli, arriva direttamente dal Shattered Skies: vedremo come le due linee narrative convergeranno e si intrecceranno, nella speranza che la sceneggiatura possa risvegliare le stesse emozioni provate ormai diciassette anni fa.

    Ace Combat 7 Skies Unkown Ace Combat 7: Skies Unknown vuole rappresentare una sorta di ritorno alle origini per la saga firmata Bandai-Namco. Niente fronzoli e situazioni accessorie: si punta tutto sull'emozione del volo, sulle acrobazie spericolate e sulle sfide ad alta quota. A supporto di questa scelta c'è però un nuovo motore grafico che valorizza scorci mozzafiato e riesce a dare una nuova pienezza agli scenari in cui svolgono le battaglie. Un racconto efficace e ben scandito ed un sistema di sviluppo che incanala e sorregge gli sforzi del giocatore chiudono il quadro di una produzione promettente, sebbene completamente ancorata alla logica di genere. Da verificare la solidità dell'offerta multigiocatore e la durata della campagna principale, oltre che l'efficacia delle opzioni pensate per la Realtà Virtuale. Fra poche settimane, appena prima dell'uscita prevista per l'17 gennaio, torneremo nei cieli sconosciuti del settimo Ace Combat e vi proporremo un giudizio definitivo.

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