E3 2019

Afterparty: una festa da sballo, impressioni sulla demo dell'E3 2019

Afterparty è un'avventura grafica nata e cresciuta attraverso il programma ID@Xbox. Ecco le nostre impressioni dall'E3 di Los Angeles.

provato Afterparty: una festa da sballo, impressioni sulla demo dell'E3 2019
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Ve lo ricordate l'eco delle chiacchiere di Oxenfree? La spiaggia, il buio, gli armadietti di scuola e quella tremenda nostalgia che ti assaliva sin dalle prime parolacce dette attorno al falò? io me li ricordo ancora benissimo quei personaggi, con le loro paure adolescenziali e le loro ingenuità, e tutt'ora, se mi chiedete una personale classifica degli indie più amati di tutti i tempi, il gioiellino di Night School Studioè sicuramente in cima lista.

    Nell'ormai lontano 2016, il titolo d'esordio del piccolo team californiano ci aveva subito commosso con una scrittura deliziosa, componendo per noi una storia avvincente e straordinariamente sincera, quella che tutti avremmo voluto vivere da ragazzi. Quasi quattro anni dopo, gli stessi sviluppatori ritornano con un titolo che sembra possedere le medesime qualità, ambientato però in un contesto ancor più fantasioso e stravagante. Afterparty è prima di tutto un'avventura grafica punta e clicca, ma è anche la storia di Lola e Milo, due amici che, come recitano le didascalie, finiscono inaspettatamente all'inferno, e l'unica via per sperare di fuggire è quella dell'alcol. Un plot geniale e divertente, messo in scena con una direzione artistica letteralmente da applausi. Dopo un trailer eccezionale che ci aveva fatto balzare in piedi, finalmente abbiamo potuto provarlo qui all'E3 2019 (naturalmente allo Showfloor di ID@ Xbox), e volete sapere com'è andata? Non ci ha deluso neanche un po'.

    Prossima fermata, Inferno

    Causa del decesso, ancora ignota: Lola e Milo, presumibilmente sui trenta e dall'aspetto moderatamente cool, si ritrovano in discesa verso l'inferno, traghettati da un bizzarro taxi-demone. Quando muori ci rimani sempre un po' male, dicono, e infatti i protagonisti del gioco non la prendono proprio benissimo all'inizio, ma non si scandalizzano neanche troppo, così dopo qualche frecciatina decidono di proseguire verso quella che dovrebbe essere la loro nuova casa, più o meno per la prossima eternità. In Afterparty gli inferi sono una specie di società autonoma dell'oltrevita, dove i demoni palestrati vivono normalmente assieme ai dannati; si parlano, timbrano il cartellino, e una volta staccato dal turno di lavoro vanno alle serate di karaoke, sfondandosi letteralmente di alcol.

    È una metropoli come Londra o New York, ma siccome è (appunto) "l'inferno" è anche piena di sottotesti e citazioni bibliche sparse qua e là, concepite con la solita piglio brillante di Night School Studio.In poche parole: luci al neon, sobborghi in mattoncino rosso e una perenne nebbia violacea che aleggia per le strade.

    Ed ecco che va a segno il primo centro, ovvero la realizzazione tecnica delle ambientazioni, stavolta realizzate interamente in 3D ma ancora legate allo scorrimento bidimensionale. Alcuni tratti sono cambiati durante la trasformazione, eppure è impossibile non riconoscere lo stile inconfonbile di Oxenfree, soprattutto quando nei dialoghi spuntano i balloon colorati a mo' di fumetto. Il look finale è davvero squisito, molto teatrale e sempre ben curato in termini di composizione e profondità delle scene.

    Ma torniamo ai nostri atipici eroi, che a quanto pare potranno essere utilizzati entrambi, ma almeno per la demo il timone veniva dato all'uno o all'altro in maniera arbitraria. Ci pare di capire che sono migliori amici da sempre, soprattutto per via delle continue battute sull'epoca del college.

    Dopo qualche scambio, capiamo subito che l'attitudine è completamente diversa da quanto visto sull'isola di Oxenfree: i toni della narrazione sono esplicitamente divertiti (e divertenti), ma pur sempre acuti, e ricordano per certi versi l'umorismo sfrontato di Rick & Morty, cosparso da lampi di Bojack Horseman, quindi aspettatevi dei tempi comici oliati alla perfezione. Siamo convinti che andando avanti nel gioco salterà fuori anche una componente più malinconico-riflessiva, magari legata all'amicizia dei due e alle cause della loro morte, ma per il momento nella demo da noi provata non ve ne era traccia.

    Oste, dammi un Bloody Stool

    E insomma siamo qui, al bar dello sport degli inferi e non sappiamo bene cosa fare: ci guardiamo intorno, scambiamo quattro chiacchiere con i demoni che giocano a biliardo, cercando di ambientarci, ma l'unica cosa che ci frulla in testa è la voglia di tornare nel mondo dei vivi. Al piano di piano di sopra c'è una festa di anniversario per la morte di un'anima dannata, ma è una faccenda privata, e così ci mettiamo ad investigare in giro. Veniamo a sapere che Satana in persona, che fra le locandine e le dicerie sembra una via di mezzo fra una rockstar e il grande Gatsby, può riportarci sulla terra vivi e vegeti.

    Purtroppo però, per far si che ciò accada, bisogna prima batterlo nel passatempo nazionale, la gara di bevute. Sì, avete capito bene, per tornare in vita bisogna trovare e sconfiggere il diavolo con l'alcol, e come potete immaginare non è un'impresa da poco. Un pretesto geniale, che ci introduce un'altra meccanica primaria del gameplay, ovvero i cocktail.

    Oltre alle risposte multiple, che secondo gli sviluppatori sono state ampliate rispetto ad Oxenfree ed ora impattano molto più sulla storia, le nostre bevute avranno anche un effetto sulle risposte che potremo dare. Ci saranno svariati cocktail e svariati bar, e a seconda del veleno scelto ci verranno sbloccate diverse opzioni; un sorso di drink aggressivo permetterà risposte verbalmente violente come insulti e minacce, unopiù accomodante ci spingerà a flirtare con carisma, uno più riflessivo ci farà vomitare un flusso di coscienza direttamente sul tavolo e così via. Le scelte sono tante, spesso una esclude volutamente l'altra, e secondo gli sviluppatori, alla fine dell'avventura, una bella fetta di dialoghi e situazioni rimarrà ignota al giocatore.

    Insomma, libertà d'azione e una serie di conseguenze per quello che, almeno per ora, sembra un sistema molto profondo e interessante.
    Ad aumentare la varietà e il ritmo ci pensano anche una serie di minigiochi, come ad esempio il beer-pong nel primo bar, e chissà cos'altro si nasconde fra i gironi. L'inferno sarà infine liberamente esplorabile senza un ordine prestabilito, e a tal proposito, secondo le stime degli sviluppatori, la storia dovrebbe essere circa il triplo di quella di Oxenfree.

    Afterparty Afterparty si dimostra subito un gioco brillante, originale e perché no anche piuttosto profondo, insomma il degno erede di quel piccolo, grande gioiello che è Oxenfree. La scrittura tagliente e velocissima dei Night School Studio ritorna in grande stile, ricontestualizzata però in un mondo dalle tinte più comiche. Le risposte multiple abbondano anche in questo caso, comprese quelle a tempo, ma questa volta le conseguenze saranno reali; molti dialoghi e situazioni sono completamente facoltativi, perciò significa che un unico playthrough non sarà sufficiente a scoprire tutte le possibili combinazioni. Resta ancora da capire la qualità del plot finale e l’effettiva longevità del prodotto, il cui lancio ricordiamolo è previsto entro la fine dell’anno, ma in ogni caso, nella prima ricognizione agli inferi l’impatto è stato decisamente positivo.

    Quanto attendi: Afterparty

    Hype
    Hype totali: 10
    77%
    nd