Agatha Christie Hercule Poirot The London Case: giallo al museo

Siamo volati a Glasgow per provare The London Case, il secondo videogioco dello studio Blazing Griffin ispirato ai gialli di Agatha Christie e Poirot. 

Agatha Christie Hercule Poirot The London Case: giallo al museo
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Lo studio scozzese Blazin Griffin ci ha invitati a Glasgow per provare in anteprima Agatha Christie: Hercule Poirot The London Case. Si tratta del secondo giallo del team ispirato ai libri di Agatha Christie con protagonista "il detective migliore al mondo": un giovane Hercule Poirot.

    Come il capitolo iniziale, intitolato The First Cases, che l'anno scorso si è aggiudicato il premio per il miglior videogioco presentato ai BAFTA scozzesi (British Academy Film Awards), questo sequel racconta una storia investigativa inedita, ambientata molti anni prima di quelle letterarie note al grande pubblico. The London Case sembra un progetto ancora più ambizioso, più grande, più complesso e interattivo di quello che lo ha preceduto.

    Perché Poirot?

    Mentre aspettavamo il nostro turno per saggiare The London Case abbiamo potuto scambiare qualche parola con gli sviluppatori. Abbiamo chiesto loro da dove fosse nata l'intenzione di creare un'esperienza sull'abile detective ossessionato da precisione e ordine, nato dalla penna di Agatha Christie. Insomma, perché proprio Hercule Poirot?

    Tanto per cominciare, ci hanno detto di essere da sempre degli amanti delle atmosfere crime, anche prima di cominciare a lavorare su The First Cases. L'investigatore belga è stato esplorato quasi casualmente mentre il team era alla ricerca di un personaggio carismatico, sul cui "cuore" sarebbe stato possibile costruire un gameplay su misura. Il primo passo è stato interrogarsi su cosa fosse centrale in un libro della nota giallista. Per riuscirci, il collettivo ha analizzato i ritmi dei suoi casi tipici che, in effetti, si prestano bene a una trasposizione videoludica.

    Sembrano come già divisi in fasi distinte e traducibili in un gioco, a partire dal momento in cui i personaggi si presentano, ciascuno avvolto da quella nuvola di mistero che inizialmente non consente di comprendere le loro reali intenzioni. Subito dopo accade sempre qualcosa: si consuma un delitto, un oggetto prezioso viene rubato o così via, e tutti risultano possibili colpevoli. Di indizio in prova l'indagine si divincola da depistaggi e menzogne e qualcuno muore, di solito colui che al momento è il sospettato principale, cosa che costringe Poirot a ricominciare da capo con le deduzioni.

    Alla fine, però, c'è un'unica conclusione, tradizionalmente comunicata con teatralità agli individui radunati in una stanza chiusa e sorvegliata dalla polizia. Anche se il materiale a disposizione, quello fornito dai libri, consentiva di esplorare con agilità i primi anni di attività dell'investigatore, gli sceneggiatori di Blazin Griffin sono stati attentissimi a non prendersi troppe libertà. Per esempio, in nessuno dei due videogame dello studio si menzionano mai periodi specifici. L'unica informazione certa è che l'ambientazione è "ante prima guerra mondiale", per distinguere la fase giovanile di Hercule da quella adulta. Sempre a tale scopo sono stati spesso consultati esperti della produzione letteraria della scrittrice britannica, il cui contributo è stato - a detta dei nostri interlocutori - fondamentale per bilanciare l'essenza più autentica del protagonista con una serie di irrinunciabili licenze artistiche. La parte "immodificabile" di Poirot, definita da anni di pubblicazioni, è ben evidente sia in First Cases che in The London Case. Tuttavia, riteniamo altrettanto importanti gli elementi caratteriali e narrativi frutto della fantasia degli scrittori di Blazin Griffin, perché rendono unica e inedita questa specifica, pur se fedelissima, versione del personaggio.

    Inoltre, questi interventi sono così efficaci (lo sono stati nel primo capitolo, sembrano esserlo nel secondo) che spingono a considerare le due iterazioni di Agatha Christie: Hercule Poirot come parte integrante dell'universo narrativo canonico del detective. Ci è stato persino raccontato, purtroppo senza scendere in dettagli, che è al vaglio dello studio un progetto di espansione del giovane investigatore al di là dei confini videoludici. Per quanto sia una notizia esaltante sarebbe un passo quasi "dovuto": il team difatti si occupa da sempre anche di produzione cinematografica per il grande e il piccolo schermo.

    The London (Couch) Case 

    Pad alla mano, questa prova con Agatha Christie: Hercule Poirot The London Case ci ha incuriositi. Abbiamo avuto a disposizione per qualche ora una PS5, due PC e un comodo divano, che abbiamo condiviso con qualche collega attraversando per intero i primi capitoli del gioco. Rispetto a The First Cases, i miglioramenti più evidenti sono quelli al comparto grafico, che si affida alle potenzialità delle console dell'attuale generazione.

    Pomeriggio al museoDopo aver visitato la galleria d'arte fittizia dove si verifica il primo vero mistero del gioco, abbiamo partecipato a un giro nel "Kelvingrove Art Gallery and Museum" di Glasgow. Ci siamo rilassati un po', certo, ma non è stato un momento di puro piacere. Gli sviluppatori e gli artisti di Blazin Griffin volevano infatti mostrarci la struttura a cui si sono ispirati per realizzare la location museale succitata. Un elemento in particolare ha attratto la nostra attenzione: il modello del sistema solare (in inglese Orrery) custodito nella struttura. È un dispositivo affascinante, risalente al 1833 e che in gioco è utilizzabile per risolvere un enigma, mentre nella realtà è ben protetto da una spessa lastra di vetro. Peccato, ci sarebbe piaciuto scoprire se anche quello vero nascondesse qualche segreto.

    Nonostante l'attrattiva di avere sempre con sé un mistero da risolvere sulla Nintendo Switch sia allettante, gli sviluppatori ci hanno raccontato di quanto lavoro sia stato fatto per aumentare il livello di dettaglio delle location, pensando prima di tutto agli utenti su PS5, Xbox e PC. In particolare il sistema di illuminazione reso possibile dalla maggior potenza di calcolo conferisce tono e atmosfera all'insieme, rendendo più realistiche le zone visitate. Se ogni stanza e via della Londra "in-game" fosse ricca e caratteristica come la nave da crociera dove si ambienta il tutorial, o il museo del capitolo successivo, The London Case avrebbe superato il suo predecessore. Non si tratta di mere velleità estetiche: con più arredi, personaggi a schermo, texture in alta definizione, l'interazione tra Poirot e i livelli isometrici in cui indaga si espande. Diversamente da The First Cases è possibile per esempio ruotare la visuale, rivelando angoli inaccessibili e oggetti nascosti che forniscono nuovi spunti di riflessione. Tutti i modelli 3D degli NPC e degli elementi proposti sono migliorati di pari passo, diventando in certi casi parte dell'investigazione.

    Abbiamo così potuto, e dovuto, ispezionare una foto per rivelare una scritta sul retro, decifrare la combinazione di una cassaforte usando la vibrazione del controller e completare tanti altri mini-giochi diversi. 

    Sarebbe prematuro pronunciarsi sulla storia, perché abbiamo terminato solo due capitoli oltre alla semplice e veloce introduzione sulla nave (utile a farci prendere confidenza con i comandi). In compenso, le personalità dei dodici protagonisti, quelli sospettati di aver rubato un prezioso quadro, ci sono sembrate ben scritte e interessanti, merito anche di un doppiaggio in inglese di livello.

    I creativi hanno costruito i membri del cast "alla Agatha Christie", cioè in modo da renderli potenzialmente colpevoli tramite moventi e avvenimenti pregressi che emergono solo leggendo tutti i dialoghi che li coinvolgono. Ci è stato infine confermato che la narrazione e l'avventura sono del tutto lineari, come quelle di The First Cases e dunque prive di bivi o finali multipli, come si confà a un vero giallo. Non possono essere stati sia il conte che il maggiordomo, non vi pare? 

    Al netto delle interazioni aumentate e della grafica migliorata, il caso si dipana proprio come accadeva nell'avventura precedente. Quindi, dopo aver esplorato a sufficienza le aree disponibili, si deve accedere a un menù apposito in cui fluttuano le informazioni ottenute. Gli indizi non vanno soltanto raccolti ma anche collegati a due a due, tramite "linee di pensiero" che tracciamo manualmente riflettendo sui fatti. Si svelano così idee ulteriori del detective e nuove connessioni, finché la situazione non appare perfettamente chiara (ed esposta tramite una cutscene animata).

    Il sistema, per quanto semplicissimo, continua a regalare vive soddisfazioni, soprattutto perché alcuni quadri ci sono parsi più intricati rispetto al passato. "Questo è il mio preferito, alla fine sarà come un acchiappasogni ed è bellissimo!" ci ha rivelato entusiasta un membro di Blazin Griffin che ci seguiva mentre giocavamo con gli altri giornalisti presenti. A proposito della nostra esperienza di "couch gaming" (vivere in locale sul divano un'esperienza single player assieme ad altri), condividendo ragionamenti e controller con altre persone abbiamo notato quanto Agatha Christie: Hercule Poirot The London Case si presti a questa dimensione.

    Sarà successo anche a voi qualche volta guardando una serie crime in compagnia, di scattare sul divano urlando "ho capito!" per esporre poi la vostra ipotesi: è molto più soddisfacente quando si indovina il colpevole assieme ai propri amici, no? Blazin Griffin vuole mettere in difficoltà i vari Poirot da divano, questo è certo, ma senza farli impazzire. C'è infatti una opzione attivabile o disattivabile a piacimento, che rivela in automatico i collegamenti nei quadri mentali dopo che un investigatore fallisce nel legare correttamente gli elementi tra loro per tre volte di fila.

    Agatha Christie Hercule Poirot The London Case Agatha Christie: Hercule Poirot The London Case è praticamente pronto, distante poche settimane dalla pubblicazione prevista per il 29 agosto 2023. Questa prova con il gioco ci ha soddisfatto, lasciandoci solo qualche piccolo dubbio. I personaggi carismatici e le bellissime location londinesi sono i portavoce di una storia che speriamo possa confermarsi ben raccontata e stratificata, in linea con quella già ottima di The First Cases, ma più estesa, sfaccettata e fedele nei toni alle vicissitudini originali dell'investigatore. Quanto al gameplay, la linearità che lo contraddistingue lo rende immediato e accessibile, ma anche un po' statico, a tratti. Basteranno i nuovi mini giochi e il numero maggiore di interazioni a movimentarlo? Solo al lancio conosceremo la risposta a questo mistero... 





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