Age of Empires Definitive Edition: provata la Beta dello strategico Microsoft

Abbiamo provato la Closed Beta di Age of Empires, riedizione dello storico strategico targato Microsoft uscito su PC nel 1997.

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  • Più di venti anni fa, quando Dune 2 cominciava ad introdurre le caratteristiche tipiche di un genere oggi conosciuto come RTS, le redini dei giochi di strategia erano in mano a Blizzard, Westwood e MicroProse, che nel 1991 aveva inventato un capolavoro denominato Civilization. Alla fine degli anni novanta, nel periodo in cui il dominio di Warcraft era praticamente incontrastato - e StarCraft si affacciava timidamente sulla scena, pronto a rivoluzionare il mondo degli RTS - un gruppo di sviluppatori riuniti sotto il nome di Ensemble Studios stava lavorando ad un'idea ancora inesplorata. Era un'epoca di grande fermento creativo, di sperimentalismo e in cui si consolidavano le basi di generi adesso popolarissimi: tuttavia la branca della strategia in tempo reale non si era mai concentrata su setting storici, preferendo piuttosto il fantasy, la fantascienza e la fantapolitica (Command & Conquer). Il nome del progetto era Age of Empires, un titolo che avrebbe permesso di controllare una tra dodici celebri civiltà del mondo antico e di guidarla attraverso varie "Età", sbloccando progressivamente tecnologie, edifici ed unità aggiuntive. Ensemble Studios parlava del suo gioco come di una fusione tra Warcraft e Civilization, una crasi che col senno di poi possiamo dire essere riuscita appieno, tanto da influenzare un buon numero di congeneri (come ad esempio Empire Earth).
    Da allora la serie si è evoluta e ha scavato un solco profondo nel mondo dei videogames, ma nel cuore degli amanti della strategia trova sempre posto il titolo con cui iniziò tutto. Sull'onda della graditissima remastered di Age of Empires II, con tanto di espansione nuova di zecca, e della riedizione in HD di StarCraft, Microsoft ha quindi finanziato un'operazione di svecchiamento del primo capitolo della saga firmata da Ensemble. Un remake il più fedele possibile all'originale, ma con una serie di vistose migliorie grafiche e qualche ammodernamento nel gameplay. In attesa del lancio ufficiale, che è fissato per il prossimo 20 febbraio, noi lo abbiamo provato in una versione beta a numero chiuso.

    Rise of Civilizations

    È doloroso constatare che a volte il tempo è davvero impietoso con alcune pietre miliari del mondo dei videogiochi. C'è chi regge bene e scricchiola solamente, come StarCraft, che a vent'anni dal debutto è ancora in grado, grazie al suo dinamismo e al suo gameplay affinatissimo, di fare le scarpe anche a colleghi imberbi. E chi, come Age of Empires, che arranca molto di più, spesso facendoci rimpiangere alcune conseguenze dei tempi più moderni.

    Ma con questo non vogliamo dire che tutto il processo di ringiovanimento apportato dalla Definitive Edition non sia efficace, tutt'altro. Il gioco degli Ensemble (al remake sta lavorando Forgotten Empires, un gruppo di valenti appassionati) splende ora come non mai: le unità sono molto dettagliate e dotate di animazioni più belle da vedere, gli edifici e gli effetti di distruzione odorano di modernità, e possono essere osservati senza troppi patemi anche a più alti livelli di zoom. Le musiche e il sonoro sono stati completamente rimasterizzati, nella nuova edizione trovano posto anche gli aggiornamenti introdotti con l'espansione The Rise of Rome, pubblicata nell'ottobre 1998. La passione nel voler riproporre un grande classico anche ad una platea di più giovani è insomma evidentissima. C'è però una "sacra barriera" oltre cui non si può operare in produzioni di questo tipo, il rischio è quello di snaturare la formula, di cancellare completamente il "significato" di un gioco che ha contribuito a scrivere un'epoca. Rendere Age of Empires un gioco moderno è assolutamente insensato: si tratta quindi di un'operazione adatta esclusivamente ai nostalgici? A seguito della nostra prova (ma ci riserviamo i giudizi definitivi all'uscita) siamo orientati verso un secco "sì", perché sebbene la Definitive Edition sia in realtà una versione più rifinita del titolo originale, dal punto di vista ludico il feeling è praticamente lo stesso. Non basta l'introduzione dell'automining e qualche automatismo in più a scrollarci di dosso la sensazione di vecchio che si prova nel guidare le armate ed i coloni - sensazione che, per inciso, abbiamo provato molto meno in StarCraft Remastered. I soldati si muovono meccanicamente e con scarsa fluidità, l'IA delle unità è rimasta generazioni indietro, e ciò produce grossi problemi nel pathfinding e nella navigazione degli scenari, che ci costringono a rivedere la forma mentis maturata dopo anni a contatto con i "nuovi RTS". È difficile anche accettare la presenza di un ridotto numero di combattenti (peraltro praticamente identici tra le diverse civiltà), di tecnologie e di edifici: in ogni partita permane quell'impressione che manchi qualcosa, invece è tutto al suo posto, identico a com'era vent'anni fa.

    Le partite affrontate nelle schermaglie online, le uniche disponibili nella closed beta, ci hanno, nonostante tutto, divertito. Ciò significa che anche a due decenni di distanza Age of Empires funziona ed intrattiene, senza tradire la sua enorme eredità. L'infrastruttura di rete, tuttavia, si è dimostrata piuttosto claudicante, e non sono mancate disconnessioni improvvise e difficoltà ad unirsi alle - pochissime - partite disponibili. Al di là di questi problemi, che speriamo vengano aggiustati in tempo per l'uscita, non possiamo che essere felici per il ritorno di un classico di tal caratura, seppure il tempo trascorso gli impedisca di essere godibile a trecentosessanta gradi. Age of Empires Definitive Edition è, in fin dei conti, un modo per tornare indietro nel tempo in maniera molto più dolce: se deciderete di cedere alla nostalgia o alla curiosità vi troverete per le mani un gioco che ha ancora qualcosa da dire, ma che ha subito un'erosione lenta, costante e, purtroppo, anche molto percepibile.

    Age of Empires Definitive Edition Age of Empires Definitive Edition è un gioco che difficilmente incontrerà i gusti dei più giovani appassionati di RTS. La formula funziona ancora, all'occorrenza diverte, ma le rughe sono troppe per essere nascoste da un aggiornamento grafico e qualche ritocco al gameplay. Il remake del titolo di Ensemble rinfresca indubbiamente la memoria alle nuove generazioni, facendogli magari scoprire una perla dei tempi andati. Eppure se il valore storico di un'operazione del genere è fuori discussione, non sappiamo se sceglieremmo di spendere ore del nostro tempo alle prese con quella che è, a conti fatti, una reliquia del passato.

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