Alaloth: Champions of the Four Kingdoms Anteprima

Alaloth: Champions of the Four Kingdoms è il nuovo progetto del team italiano Gamera Interactive realizzato in collaborazione con Chris Avellone.

anteprima Alaloth: Champions of the Four Kingdoms
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Dopo aver pubblicato, con discreto successo, il divertente Unit 4, i ragazzi italiani di Gamera Games hanno deciso di puntare decisamente in alto. Il secondo dei progetti principali del team di sviluppo, infatti, è un titolo che si presenta come l'erede spirituale dell'indimenticabile Moonstone, ammodernando però la formula di gioco del classico per Amiga, grazie ad un sistema di combattimento più moderno, pronto a recuperare la tecnica brutalità dei Souls.
    Il gioco si chiama Alaloth: Champions of the Four Kingdoms, e le sorprese non sono ancora finite. L'universo narrativo in cui si ambientano le gesta dei quattro campioni, infatti, è stato messo in piedi anche grazie al supporto di Chris Avellone, una vera e propria leggenda per chi mastica pane e GdR.
    Chris, per quei pochi (sfortunati) che non lo conoscono, ha lasciato la sua impronta in capolavori del calibro di Fallout 2, Icewind Dale e Planescape: Torment, e la sua penna si è recentemente infilata pure tra le righe di quel lavoro mastodontico che risponde al nome di Divinity 2. Non c'è insomma nome migliore da tirare in ballo quando si parla di Fantasy e Videogiochi, e Gamera ha fatto davvero un bel centro riuscendo a coinvolgerlo nel progetto. Nonostante l'ambientazione di Alaloth recuperi tutti gli elementi più tradizionali del genere, insomma, possiamo aspettarci un mondo ben caratterizzato, distintivo, e ovviamente "raccontato" attraverso una serie di testi sicuramente brillanti dal punto di vista dello stile e dell'ispirazione.

    Venendo alla struttura ludica, dicevamo, Alaloth si ispira in maniera neppure troppo velata al già citato titolo di Mindscape. Uscito nel 1991, Moonstone (A Hard Days Knight era il sottotitolo ufficiale) chiedeva al giocatore di impersonare un cavaliere alla ricerca di un misterioso artefatto, conteso da altri tre intrepidi campioni. Alaloth ne recupererà la struttura, dividendo quindi gli sforzi dell'utente in due fasi distinte: da una parte ci sarà quelle che potremmo definire una sezione tattica/gestionale, in cui decideremo i punti di interesse verso cui marciare. Raggiunte le varie location comincerà invece la fase d'azione, durante la quale dovremo liberarci dai nemici che infestano la zona.

    Moonstone, fra le altre cose, è ricordato dai vecchi estimatori dell'Amiga per la brutalità dei suoi scontri, e Alaloth non vuole essere da meno. In questo caso, tuttavia, l'azione si svolgerà in arene inquadrate con una visuale isometrica, e riprodotte grazie al malleabili Unity Engine. Gli ambienti di gioco, per quel che abbiamo visto, ci paiono ben caratterizzati: tra catacombe, foreste e palazzi, il lavoro di Gamera si distingue per un uso intelligente dei giochi di luce ed una modellazione poligonale discreta, stuzzicando la dolce nostalgia dei migliori cRPG (da Baldur's Gate a Pillars of Eternity).
    Al momento di menare le mani si scopre un combat system che rifugge il button mashing, basandosi invece sul tempismo di schivate e attacchi. Traspare, in effetti, la lezione dei titoli Dark Fantasy di From Software, in quello che potrebbe essere forse definito il primo Soulslike in visuale isometrica.
    A meno che non vi sentiate tanto temerari da attivare il Permadeath, anche in Alaloth verrete riportati nel castello del vostro regno nel caso in cui incontriate una morte prematura, costretti a tornare sui vostri passi per recuperare l'equipaggiamento rimasto sul vostro cadavere. Nel frattempo, tuttavia, potrebbe succedere che il prezioso bottino venga acchiappato da un altro dei Campioni che esplorano il mondo di gioco, controllati dalla CPU. In questo caso, ovviamente, dovrete cercare di incontrare il vostro rivale per riprendere il maltolto.
    La tensione "agonistica" tra il vostro Campione e i tre eroi avversari, i cui spostamenti saranno sempre visualizzati sulla mappa durante le fasi tattiche, resta ovviamente il fulcro centrale della produzione, visto che l'obiettivo di ogni partita sarà (proprio come in Moonstone) quello di recuperare quattro "chiavi" nascoste nei vari regni, e accedere così al dungeon centrale prima dei contendenti.
    A tal proposito, la fase di creazione dell'avatar ci è sembrata molto approfondita: oltre a poter scegliere il popolo da rappresentare (ci sono umani, elfi, nani e orchi) sarà necessario necessario delineare il background del personaggio: proprio come nei migliori GDR cartacei.
    Dovremo ad esempio scegliere una della quaranta casate disponibili, intrecciate ovviamente in una ragnatela di rapporti politici, conflittuali o meno. Sembra quasi esserci un pizzico di Game of Thrones anche in Alaloth, insomma, e ricordate che la scelta risulterà fondamentale per lo svolgimento dell'avventura.

    A seconda del "clan" di appartenenza, ad esempio, potreste riuscire ad avvicinare alcuni avventurieri per convincerli a diventare vostri compagni di viaggio, mentre altri vi rideranno in faccia in nome della lunga rivalità che separa il vostro casato dal loro.
    Sarà importante, infine, il percorso di crescita che decideremo di intraprendere, sbloccando ad esempio le skill della Way of Arms (legate al combattimento corpo a corpo), della Way of Gods (concentrate su magie di cura e buff di vario genere) o ancora della Way of Nature (focalizzate invece sulla manipolazione degli elementi). Visitare capitali e agglomerati urbani ci permetterà di acquistare equipaggiamento e pozioni di varia natura.
    Le variabili in gioco, insomma, sono tante, e ogni partita finirà per essere ben diversa dalle altre, incentivando quindi un discreto replay value. A tal proposito risulterà fondamentale anche il multiplayer in locale (niente online, almeno per il momento) per un massimo di quattro giocatori, che si alterneranno al controllo dei vari campioni.

    Alaloth: Champions of the Four Kingdoms Il primo contatto con Alaloth: Champions of the Four Kingdoms ha rivelato un progetto interessante, chiaro nelle intenzioni e sviluppato con passione. Il nuovo titolo di Gamera nasce per celebrare un classico del fantasy videoludico, ma non si fa scappare l'occasione di ammodernarne la struttura: grazie ad un combat system dinamico e impegnativo, ma anche al sostegno creativo di Chris Avellone, chiaro segnale delle ambizioni narrative della produzione ed elemento importante per la caratterizzazione del mondo di gioco. Manca ancora una data d'uscita precisa, ma il team, attento anzitutto alla sostenibilità dello sviluppo, promette un l'esordio di Alaloth nel corso del 2018. Restiamo quindi (e vi suggeriamo di restare!) in attesa di novità.

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