Alaloth Champions of the Four Kingdoms: quattro regni per un solo campione

Alaloth: Champions of the Four Kingdoms è un aRPG Made in Italy caratterizzato da profondità e rigiocabilità. Come si colloca tra gli Action RPG?

Alaloth Champions of the Four Kingdoms: quattro regni per un solo campione
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Il revival dei giochi di ruolo su PC a cui stiamo assistendo da quasi otto anni sta dando vita a nuovi titoli che si ispirano al passato e cercano di distinguersi per definire il futuro del genere. Si può dire che il trend sia iniziato con Divinity: Original Sin nel 2014 e Pillars of Eternity nel 2015, successori spirituali di capisaldi come Baldur's Gate e Icewind Dale, entrambi sviluppati dai leggendari Black Isle . Negli anni successivi sono arrivati Divinity: Original Sin II, Pathfinder: Kingmaker, Wasteland 3 e l'acclamato indie Disco Elysium firmato ZA/UM.

    Ora gli occhi sono puntati sull'uscita dall'early access di Baldur's Gate 3 fissata al 2023, su cui Larian Studios sta lavorando dall'ottobre 2020; eppure, quasi in sordina, altri team più piccoli e meno noti cercano di ritagliarsi uno spazio tra gli RPG più blasonati. In quella che è una nicchia di suo, recentemente su Steam è apparso Alaloth: Champions of the Four Kingdoms, gioco di ruolo action dark fantasy realizzato dallo studio italiano Gamera Interactive e ufficialmente entrato nella fase Early Access.

    La malvagia minaccia di Plamen

    La premessa di Alaloth è piuttosto elementare: veniamo immersi nel variegato mondo di Plamen nelle vesti di un Campione scelto per combattere una malvagia entità demoniaca conosciuta come Alaloth, il quale è sfuggito dal limbo in cui era intrappolato nel tentativo di sottomettere il regno dei vivi. Il nostro compito consiste nel raccogliere quattro artefatti del potere, uno per ogni regno di Plamen, affinché si spalanchino le porte del Quinto Regno, dove l'abietta entità sta già radunando le proprie forze.

    Raccogliere i quattro frammenti di luce non è semplice: oltre alla necessità di combattere banditi e creature presenti in tutta la vastissima mappa di gioco, Alaloth propone una "modalità competitiva" che costituisce il fulcro dell'esperienza ludica offerta dallo studio italiano. Questa ci vede contrapposti ad altri tre Campioni controllati dall'intelligenza artificiale, e altrettanto intenzionati a raccogliere i quattro artefatti. Ognuno di essi ha un suo allineamento e un suo percorso di progressione durante la partita: in alcuni casi i campioni "concorrenti" otterranno artefatti prima di noi, in altri si troveranno costretti a darci la caccia per entrarne in possesso. A rinfoltire la schiera degli ostacoli sul cammino del nostro avatar si aggiunge la furia di Alaloth: con il passare del tempo, infatti, il potere del demone accresce e influisce sulla pericolosità delle creature collocate nelle molteplici località visitabili, rendendo molto più ostica la ricerca degli artefatti. La minaccia degli altri Campioni potrà essere comunque evitata optando per la modalità a singolo giocatore, grazie alla quale è possibile godersi senza troppi vincoli la miriade di quest secondarie presenti nel gioco e studiare la lore di Plamen.

    Elevata complessità e varietà

    Gamera Interactive garantisce così un'ammirevole complessità a un GDR che di suo è estremamente aperto. Ogni regno di Plamen ospita una capitale, cinque città minori e diverse centinaia di NPC con i quali possiamo interagire liberamente ottenendo missioni secondarie, oggetti essenziali per sopravvivere durante la nostra spedizione, e informazioni cruciali al fine di raggiungere l'obiettivo finale il prima possibile.

    A quest'ultimo proposito, non pensate di saltare i dialoghi con gli NPC: le centinaia di migliaia di righe scritte da Gamera Interactive per i dialoghi, sulla base della lore modellata da Chris Avellone, contengono cospicue nozioni che a volte si rivelano essenziali per la risoluzione delle quest. In poche parole, Plamen è un mondo talmente ricco e ampio che passare direttamente ai combattimenti è assai controproducente.

    Ciascuna partita sarà ben distinta sin dalle prime fasi di gioco: la creazione del personaggio permette di scegliere la razza (Umano, Elfo, Nano oppure Orco, ognuna con i suoi bonus e malus specifici), lo stile di combattimento, la casata di appartenenza, la divinità (sempre con bonus e malus di varia natura) e, soprattutto, l'allineamento del nostro alter ego, in modo da fornirgli un nutrito background narrativo.

    Questi elementi contribuiranno a definire il percorso della nostra avventura e i rapporti che potremo instaurare con gli NPC, in quanto a seconda delle scelte compiute avremo accesso a determinate attività e ricompense. Alla stessa maniera, le dinamiche di fazione e politiche avranno una certa influenza sul nostro rapporto con altri personaggi. Altro elemento chiave di Alaloth: Champions of the Four Kingdoms è il tempo. Come anticipato, abbiamo a disposizione solo una certa quantità di giorni per recuperare i quattro artefatti salvando Plamen dal dominio del demonio. Questo periodo è ben scandito da un ciclo giorno/notte incorporato egregiamente: durante la navigazione nella mappa e le visite alle varie città, scopriremo che ogni nostro movimento e combattimento dovrà essere misurato per riuscire a incontrare il numero minore di creature e banditi o i mercanti a noi più utili al momento giusto. O ancora, alcune missioni ci chiedono di entrare nelle aree di combattimento sparse a Plamen in un determinato periodo dell'anno o, magari, con la luna piena.

    Tutto ciò si traduce in un titolo dalla rigiocabilità entusiasmante, tra la rilevante varietà di ogni avventura e il conseguente, crescente coinvolgimento del giocatore. Gli amanti del genere RPG e completisti apprezzeranno molto la soluzione realizzata da Gamera Interactive, pur nelle sue imperfezioni.

    Combattimenti strategici

    Alaloth si avvicina ai punti fermi della tradizione di Dungeons and Dragons e alla gemma per Amiga che fu Moonstone: A Hard Days Knight, optando per un sistema di combattimento con evidenti richiami "soulsiani" che, all'atto pratico, si rivela piuttosto originale. Ogni area del mondo, dai dungeon agli incontri casuali, pullula di nemici: esseri umani, goblin, non morti e bestie demoniache aspettano soltanto il passaggio del nostro Campione per coglierlo di sorpresa.

    Prima di ogni lotta sarà necessario preparare un kit di oggetti funzionali alla sopravvivenza, dato che possiamo portare con noi solamente quattro pozioni per volta sul campo di battaglia; c'è quindi una certa strategia nella gestione delle risorse presenti nell'inventario.L'azione in tempo reale nelle Fighting Area (FA) ci impone di prestare molta attenzione al comportamento degli avversari e alla loro natura: i non morti sono particolarmente lenti ma difficili da sconfiggere senza avere accesso a poteri sacri, mentre gli esseri umani sfruttano più tattiche accerchiandoci con i guerrieri più robusti e colpendoci dalla distanza con arcieri e maghi. L'apprezzabile varietà di nemici contribuisce alla natura più "hardcore" degli scontri: durante il combattimento dovremo essere vigili e intuire rapidamente come colpire nel segno, specialmente a seconda delle armi a nostra disposizione. Sebbene il personaggio nasca con una classe da noi stabilita nella fase iniziale di pianificazione, non si è effettivamente bloccati nelle statistiche o nelle competenze.

    Anzi, Alaloth ci invita ad abbracciare un sistema di progressione più libero grazie al quale ogni avanzamento di livello dà accesso a bonus percentuali a forza, costituzione, destrezza e fortuna, o tratti unici per essere più resistenti a certi attacchi o modificare i tempi di recupero delle abilità. Di conseguenza, se inizialmente preferiamo un kit con spada e scudo - il più bilanciato per offensiva, difensiva e velocità di movimento -, poi possiamo esplorare liberamente l'utilizzo di alabarde, armi pesanti o doppia arma leggera.

    Proseguendo nell'avventura si accede quindi a una serie di poteri speciali e altre abilità, da combinare con cautela e saggezza agli attacchi fisici sulla base della creatura a noi contrapposta: tra parry il cui tempismo corretto è cruciale, la rottura della guardia avversaria e incantesimi di vario tipo, trovare la build giusta e diventare consapevoli del kit a disposizione richiede un certo allenamento.

    A volte basterà la magia per sopravvivere a una ondata di goblin e ragni; in altri contesti, invece, dovremo affidarci a schivate e colpi di scudo per trovare l'apertura nel combattimento ravvicinato. In tutto ciò, possiamo trovare sostegno in potenziali compagni di avventura, massimo due per combattimento, selezionabili da un pool di dodici personaggi e ognuno con un personale obiettivo grazie al quale è possibile accedere a missioni speciali.

    Complessivamente si tratta di un sistema di combattimento semplice ma non troppo, con una profondità intrigante, ed è fluido e appagante sul lungo termine pur non essendo esente da difetti: le hitbox non sempre coincidono con i modelli dei personaggi e alcuni poteri speciali necessitano di un lavoro certosino sul bilanciamento. Interessante ma potenzialmente snervante per qualcuno è la dinamica di durabilità di armi e armatura, dato che anche dopo un numero limitato di combattimenti ci si trova costretti a visitare un fabbro per le riparazioni del caso: è giusto che esista come meccanica e contribuisce positivamente alla sensazione hardcore di Alaloth, ma a certi giocatori potrebbe risultare stantia o fastidiosa; la soluzione, banalmente, è affrontare i combattimenti in maniera intelligente. Piccola nota a margine sui controlli: al momento della prova abbiamo notato diversi problemi di compatibilità con tastiera e mouse, ma Gamera è già al lavoro su una soluzione definitiva durante l'Early Access.

    Un mondo notevole, ma con alcune criticità

    Il comparto grafico non raggiunge livelli eccellenti, ma il mondo isometrico di Plamen è ben dettagliato e la sensazione di maestosità è immediata qualunque sia l'ambientazione visitata, dalle grandi città ai dungeon più oscuri. Alla cura per le località controbatte una realizzazione migliorabile dei modelli dei personaggi, ben visibile durante la creazione del nostro campione, e in animazioni non così fluide capaci di influire negativamente anche nel corso dei combattimenti.

    L'Early Access è peraltro arrivato senza impostazioni accessibili per personalizzare la grafica: durante la prova non abbiamo potuto cambiare altro oltre a gamma e v-sync, non per il blocco delle impostazioni ma per l'assenza di voci dedicate. Rammentiamo, comunque, che lo studio italiano ci sta già lavorando.

    Alla stessa maniera, il comparto sonoro beneficerebbe di meno ripetitività: la colonna sonora conta su ben 171 tracce la cui durata media si assesta attorno al minuto e mezzo, eppure i brani vengono ripetuti ciclicamente in una certa ambientazione; di conseguenza, il loop rende spiacevole la permanenza in un luogo specifico.

    La mancanza della localizzazione in italiano e del doppiaggio potrebbe costituire un problema per alcuni giocatori, ma non c'è di cui preoccuparsi: Gamera Interactive ha già confermato la loro futura implementazione, a patto che il titolo generi interesse a sufficienza nella community del Belpaese. Ora come ora, l'inglese utilizzato è piuttosto semplice e il giocatore medio non dovrebbe riscontrare problemi nella comprensione delle quest e della lore.

    Alaloth: Champions of the Four Kingdoms Gamera Interactive ha lavorato assiduamente su questo progetto e si vede: la combinazione di un mondo particolarmente vasto con elementi GDR classici e combattimenti strategici, complessi, ricchi di azione e dalle meccaniche uniche rende Alaloth: Champions of the Four Kingdoms un aRPG indipendente ambizioso da tenere sott’occhio. Le scelte nel design conferiscono al titolo un’esperienza alquanto ricca e promettente, ma che necessita ancora di un miglioramento sul fronte audio e video prima di uscire dall’Early Access. Considerando la futura aggiunta di quest, location, boss fight, mostri e altri contenuti, per i quali lo studio italiano ha già pianificato la roadmap, possiamo già aspettarci un futuro roseo per questo titolo.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: AMD Ryzen 5 5600X
    • RAM: 16GB
    • GPU: NVIDIA GeForce RTX 3070

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