Aliens Fireteam Elite: potenza di fuoco in co-op

Abbiamo giocato metà della campagna di Aliens Fireteam Elite, lo sparatutto cooperativo a base di Sintetici e Xenomorfi.

Aliens Fireteam Elite
Anteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Nel corso degli anni siamo stati abituati a collegare i tie-in, e più in generale i giochi su licenza, a prodotti mediocri che andrebbero recuperati solo dai fan incalliti di quella specifica serie o pellicola. In tempi più recenti, però, sono arrivati anche titoli che hanno finalmente interrotto una simile tendenza e tra questi è impossibile non citare Alien Isolation (ve lo ricordate? Ecco la nostra recensione di Alien Isolation), l'horror firmato The Creative Assembly che è riuscito nell'impresa di immergere completamente i giocatori nelle terrificanti atmosfere dei film.

    A distanza di qualche anno, anche Cold Iron Studios prova a proporre Aliens Fireteam Elite, un nuovo shooter basato sulla serie che ha anch'esso come protagonisti gli Xenomorfi ma che tenta una strada diametralmente opposta rispetto a quella del gioco SEGA. In attesa che la versione finale arrivi sugli scaffali dei negozi nel corso dell'estate, abbiamo avuto l'occasione di giocare circa metà dei contenuti che saranno presenti nel titolo completo e siamo pronti a parlarvene nel dettaglio.

    Fiumi di sangue verde

    Aliens Fireteam Elite non si pone l'obiettivo di inserire il giocatore in un contesto horror, ma rende la figura dello Xenomorfo molto meno spaventosa rispetto a quanto siamo abituati a vedere. Il gioco è infatti uno sparatutto in terza persona la cui struttura è assimilabile al filone di prodotti che seguono la scia di Left 4 Dead, dal momento che nell'opera di Cold Iron Studios affronteremo, armati di tutto punto, orde di alieni con al fianco due marine controllati dall'intelligenza artificiale o da altri giocatori in carne ed ossa grazie alla cooperativa online.

    La campagna è composta da quattro atti, ciascuno contenente a sua volta tre missioni: il racconto parte da una richiesta di soccorso inviata dalla raffineria Katanga, che si trasforma in qualcosa di molto più pericoloso del previsto per le nuove reclute della USS Endeavor. Purtroppo non possiamo giudicare la trama nel suo complesso, ma da quello che abbiamo potuto provare si tratta - come prevedibile - di un pretesto per mettere dinnanzi ai giocatori fiumi di Xenomorfi e Sintetici da falciare con strumenti di ogni tipo.

    A tal proposito, il gioco include cinque diverse classi giocabili, ciascuna ispirata a specifici personaggi conosciuti nelle pellicole. Nel nostro caso abbiamo avuto accesso solo a quattro di queste: Dottore, Mitragliere, Demolitore e Tecnico. Ogni classe non solo possiede abilità attive uniche, ma ha anche alcune limitazioni per quello che concerne l'utilizzo delle armi. Ad esempio, solo il Demolitore può imbracciare strumenti pesanti come lanciarazzi e mitragliatrici leggere. Per quanto le varie specializzazioni funzionino bene e permettano anche di attuare strategie diverse durante le missioni cooperative, non abbiamo potuto fare a meno di notare come alcune di esse abbiano una maggiore valenza in battaglia.

    Non solo le armi pesanti sono essenziali per combattere le orde, ma alcuni gadget come la torretta automatica del Tecnico possono essere schierate anche dagli altri sotto forma di consumabili, e risultare addirittura più forti grazie all'effetto elementale bonus degli oggetti più rari. Le problematiche legate al bilanciamento non sono particolarmente evidenti alle difficoltà più basse, ma iniziano ad emergere con l'aumentare del livello di sfida, che non solo introduce il fuoco amico ma anche nemici più feroci. Se da una parte tutte le classi sono in grado di gestire agilmente i normali Sintetici e i più classici Xenomorfi, dall'altra le loro numerose varianti con più salute e una maggiore aggressività richiedono di conseguenza una potenza di fuoco di tutto rispetto: abbiamo infatti nemici esplosivi, in grado di sputare acido o di catturarci in una letale presa che può essere interrotta completando un quick time event o grazie all'intervento dei compagni. Gli avversari più temibili sono quelli che vanno eliminati prima che possano danneggiare irrimediabilmente gli elementi del team, e non tutte le classi (in primis il Tecnico, quello meno efficiente) dispongono di un'arsenale adatto a tale scopo.

    Modificatori per tutti

    Per aumentare la longevità del gioco gli sviluppatori hanno introdotto vari sistemi legati sia ai modificatori che alla progressione. Dalle singole classi alle armi, tutto ha un proprio livello esperienza che permette nel tempo di sbloccare potenziamenti e funzionalità aggiuntive, ai quali si aggiungono grosse quantità di armi ed accessori che possono essere acquistati nell'armeria della USS Endeavor spendendo i crediti accumulati sia con le sfide giornaliere che con il completamento delle missioni.

    Al fine di diversificare le missioni, Cold Iron Studios ha implementato il sistema delle Carte Sfida, vere e proprie carte che si acquistano sempre con la valuta di gioco e che, se attivate prima dell'inizio di una missione, possono alterare in maniera più o meno significativa il gameplay e le ricompense ottenute in caso di successo. Tra carte che applicano filtri grafici e altre che disabilitano il radar o le armi primarie, ognuna di queste varianti permette di affrontare sfide uniche e complesse, e spinge i giocatori a testare strategie diverse per adattarsi alle variabili imposte dai modificatori.

    Al netto del potenziale offerto dalle Carte Sfida, il gioco soffre però di una serie di problematiche che ne inficiano la rigiocabilità. Cambiando il livello di difficoltà o introducendo modificatori più o meno aggressivi non si altera la struttura di gioco: ogni missione non è altro che un susseguirsi di corridoi ai quali si alternano stanze più ampie dove viene apertamente comunicato al giocatore l'imminente arrivo di un'orda, e si procede così fino alla sequenza finale in cui una creatura più potente si unisce alla festa.

    In alcuni frangenti gli sviluppatori hanno tentato di inserire una piccola variabile e ci si trova a dover cercare la posizione di un oggetto collocato casualmente in una selezione di stanze, ma allo stato dei fatti questo non contribuisce in alcun modo alla varietà generale dell'esperienza. L'unica reale variante è rappresentata dall'arrivo dei Sintetici nel secondo atto della campagna ma, in questo caso, il gioco si trasforma in un classico sparatutto in terza persona con coperture, la cui utilità è dubbia quando si fronteggiano gli Xenomorfi. La stessa esplorazione delle mappe è pressoché inesistente, dal momento che nelle sei missioni giocate ci siamo imbattuti solo due volte in casse nascoste contenenti accessori per le armi e skin, e tendenzialmente tutte le strade diverse da quelle indicate dall'obiettivo conducono a stanze vuote e a vicoli ciechi.

    Qualche inciampo di troppo

    Non è solo il gameplay di Aliens Fireteam Elite a non averci convinto pienamente, visto che anche il comparto tecnico mostra il fianco ad un elenco di difetti non trascurabili. Tra problemi legati all'intelligenza artificiale di nemici e compagni (tutti con la tendenza ad incastrarsi), una modellazione poligonale non all'altezza delle produzioni viste sulle piattaforme di ultima generazione (si tratta pur sempre di un titolo cross-gen) e qualche incertezza sui suoni delle armi, ogni aspetto della produzione risulta in qualche modo imperfetto.

    Non da meno sono le mappe che abbiamo potuto giocare, le quali tendono ad essere ripetitive e prive di cura nel dettaglio, con gli stessi elementi dello scenario riproposti fino allo sfinimento per l'intera area. C'è da dire che la nostra prova ha coinvolto solo il 50% dell'esperienza complessiva, ma è difficile che le restanti missioni riescano a proporre qualcosa di totalmente diverso. Per scoprirlo dovremo attendere il prossimo 24 agosto 2021, quando Aliens Fireteam Elite approderà su PC, PS4, PS5, Xbox One e Xbox Series X|S.

    Aliens Fireteam Elite Il nostro primo contatto con Aliens Fireteam Elite ci ha purtroppo messo di fronte ad un titolo parecchio lontano dalla perfezione e che rischia con la sua versione finale di finire dritto nel già ricco catalogo di prodotti dedicati al franchise che hanno deluso il pubblico. Per quanto il gioco possa sicuramente coinvolgere tutti gli appassionati del brand e spronarli all'acquisto grazie ad un prezzo budget, è innegabile come una serie di problematiche impediscano al titolo di reggere il confronto con altri sparatutto cooperativi che, seppur senza una licenza di rilievo, godono di solide fondamenta e riescono a divertire per ore.

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