Anthem: primo sguardo all'EndGame

Continua il nostro viaggio nel mondo di Anthem: andiamo alla scoperta delle componente EndGame del nuovo gioco BioWare.

Anthem: EndGame
Anteprima: PC
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Sono due i fattori considerati fondamentali per la buona riuscita di un game as a service: endgame e supporto post-lancio. Nonostante qualcuno tenda a sovrapporre questi concetti, si tratta di aspetti ben distinti. Da una parte c'è l'insieme delle attività che restano a disposizione dell'utente di alto livello, definendo le "routine" quotidiane e settimanali di chi rimarrà fedele alla produzione. In questo elemento di ripetizione, imprescindibile per il genere di appartenenza, gli appassionati identificano un valore e non un limite, a patto ovviamente che l'endgame sia vario e diversificato. A rendere stimolante la permanenza sui server, tuttavia, non sono soltanto il numero ed il carattere delle attività, ma anche la piacevolezza del gameplay, senza la quale sopraggiungerebbe una noia soverchiante. Da quest'ultimo punto di vista Anthem pare avere vita facile: il sistema di movimento esaltante, la pervasiva sensazione di potenza, lo spettacolare dinamismo dell'azione sembrano sufficienti a sostenere il titolo Bioware sulla lunga distanza. Il supporto post-lancio, d'altro canto, è tutt'altra cosa: è la capacità di proporre contenuti inediti su base più o meno regolare, così da aggiornare poco a poco le routine di cui si diceva. Un'iniezione di novità che cambi parzialmente o del tutto le carte in tavola, e contemporaneamente faccia evolvere il mondo di gioco, trasformandolo sotto gli occhi degli utenti e grazie alle loro azioni.

    EndGame e Post Lancio

    Il supporto post-lancio, in una qualche misura, ha sempre un valore "narrativo" (anche se non è esplicito), perché a suo modo "racconta" l'arrivo di nuove abilità, di nuove classi, di missioni e obiettivi che prima non c'erano. Per il momento, il supporto post-lancio di Anthem è completamente avvolto nel mistero, nonostante i ragazzi di Bioware ribadiscano di avere un piano lucido e dettagliato. Sappiamo però che i contenuti saranno gratuiti, almeno per quanto riguarda incarichi e attività inedite, così da non frammentare la community.

    ]Vista l'impostazione del gioco non escluderemmo la possibilità di vedere, fra qualche tempo, nuovi Javelin a pagamento, che avvicinino il prodotto al profittevole modello di Warframe. È ancor presto per dirlo, ma quella appena delineata potrebbe essere una scelta ottimale per mediare fra la necessità di mantenere il prodotto vivo e quella di pagare i costi di un team costantemente al lavoro sul titolo. Gli annunci su questo fronte, in ogni caso, non dovrebbero tardare (Electronic Arts li ha promessi prima del lancio). Quello che possiamo fare nel frattempo è mettere nero su bianco qualche considerazione preliminare sull'endgame, che invece abbiamo potuto adocchiare non soltanto grazie alla Demo di Anthem, ma anche durante il nostro hands-on londinese.

    Sappiamo già che al lancio di Anthem non troveremo niente di paragonabile ai Raid di Destiny. Considerato l'impatto che queste attività hanno avuto nell'immaginario dei giocatori e sulla community dello shared world shooter di Bungie, si tratta sicuramente di un'occasione mancata. Un'attività "iconica", faticosa e stratificata, che si distingua anche per la complessità delle meccaniche di gioco, è sicuramente importante per un prodotto di questa categoria.

    D'altro canto quella di attendere i primi feedback della community e ritardare l'arrivo delle Incursioni sembra una strategia diffusa: neppure The Division 2 proporrà i Raid a 8 giocatori fin dall'inizio, e da questo punto di vista Anthem potrebbe avere quindi un po' di respiro. È vero però che Bioware non ha mai dato l'idea di avere in mente una struttura già definita per i suoi Raid, ammesso e non concesso che di Raid si possa parlare. Quello che ci aspettiamo, insomma, è un endgame più regolare, meno esuberante, che sfrutti più che altro un progressivo aumento della difficoltà applicato alle attività tradizionali. Al centro dell'offerta di Anthem dovrebbero esserci infatti i tre livelli di difficoltà "grandmaster" che si sbloccheranno una volta raggiunto il cap (fissato, per il momento a 30). Selezionando queste tre opzioni anche le semplici missioni si trasformeranno in imprese titaniche, al momento che ci imbatteremo in nemici con bonus impressionanti alla resistenza ed alla potenza di fuoco. La contropartita sarà rappresentata da un altrettanto importante aumento della percentuale di drop, che dovrebbe garantire l'ottenimento degli oggetti masterwork, i più rari nell'economia ruolistica di Anthem.

    È difficile capire, per il momento, se questo incentivo sarà sufficiente per i giocatori: molto dipenderà dalla varietà del loot che il gioco metterà a disposizione. Dobbiamo però dire che al di là dei livelli di difficoltà la struttura delle missioni endgame di Anthem ci è sembrata molto classica e regolare. Il team di sviluppo ci ha fatto provare un "Contratto Leggendario", una rapida side quest in versione potenziata, e due Roccaforti, che rappresentano sicuramente le attività più elaborate del pacchetto. Se avete giocato la VIP Demo saprete già cosa aspettarvi: dal punto di vista strutturale le Stronghold assomigliano ai dungeon di un MMO, sono composte da varie fasi e culminano in una boss fight serrata e intensa. Le meccaniche di questi scontri, tuttavia, non sono particolarmente complesse: nel caso della gigantesca Regina dello Sciame l'obiettivo è semplicemente quello di resistere alle ondate di aracnidi che assaltano il team, mentre il robotico boss dell'altra Roccaforte ha degli scudi da disattivare colpendo tre generatori disposti nell'arena.

    Possiamo dire insomma che sul fronte creativo Bioware non si è data troppo da fare, lasciando che la produzione faccia affidamento soprattutto sulle sue qualità ludiche. A tal proposito dobbiamo ammettere di essere rimasti ben impressionati dalla varietà delle build che è possibile costruire con oggetti di alto livello: a seconda dei gadget, delle granate e delle mod equipaggiate l'approccio agli scontri può cambiare radicalmente. Se già non bastasse la diversificazione garantita dalla presenza di quatto diversi Strali, ciascuno con il suo stile di gioco, sappiate che ogni Javelin può essere opportunamente personalizzato per modificare l'efficacia e le funzioni dei suoi attacchi speciali.

    Il Colosso, ad esempio, può diventare un bastione difensivo impenetrabile, che attira gli attacchi dei nemici e utilizza lo scudo per assorbire i danni, oppure un'importante retroguardia che potenzia gli scudi dei propri compagni. Ci sono build che valorizzano l'utilizzo delle armi da fuoco e altre che invece puntano tutto sull'efficacia combinata di razzi e granate: alternando i due attacchi associati ai tasti dorsali e facendo in modo che uno moltiplichi i danni dell'altro è possibile superare interi scontri senza sparare un singolo proiettile.

    Pur sapendo che si tratta di impressioni preliminari da confermare sul campo, se dovessimo identificare oggi un elemento in grado di sorreggere l'endgame di Anthem, questo sarebbe proprio l'eccezionale varietà garantita dai loadout e dalla presenza di quattro Strali. Potendo passare agilmente dall'uno all'altro, e avendo l'opportunità di salvare le varie configurazioni della propria armatura, immaginiamo che i giocatori più accaniti vogliano lavorare per costruirsi le build, animati dallo stesso fervore matematico e statistico che caratterizzava anche l'endgame del primo The Division. In questo caso l'operazione di costruzione del proprio set sembra inoltre più immediata e accessibile, a tutto vantaggio di chi cerca un'esperienza profonda ma non cervellotica.

    Allo stato attuale dei fatti, in ogni caso, non tutte le preoccupazioni sono state scacciate dalla demo e dal nostro playtest. Da una parte abbiamo un gameplay dinamico ed un sistema di personalizzazione eccezionalmente stratificato; dall'altra una serie di attività che sembrano davvero troppo regolari per stupire i giocatori. Speriamo che già al lancio Anthem abbia qualche sorpresa, un asso nella manica che possa fungere da elemento caratterizzante del suo endgame. Se così non fosse, dovremmo affidarci probabilmente al supporto post-lancio, che speriamo possa essere ricco e, soprattutto, ben pianificato.

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