Arcade Paradise: il fascino e la nostalgia delle sale giochi anni '80 e '90

Gli anni '90 e i loro cabinati hanno instillato in molti una forte passione per i videogame. Arcade Paradise tenta di ricreare queste atmosfere.

Arcade Paradise: il fascino e la nostalgia delle sale giochi anni '80 e '90
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Se siete nati e cresciuti a ridosso degli anni '80 o '90, sarete sicuramente stati testimoni dell'ascesa e della caduta dei cabinati e delle sale giochi, luoghi magici in cui sperperare la propria paghetta e stare con gli amici. Un momento che molti di voi ricorderanno sicuramente con nostalgia, ed è proprio questa la sensazione che abbiamo ritrovato con Arcade Paradise, una sorta di "gestionale lite" dove ci ritroveremo a governare una sala giochi... e una lavanderia. Così come definito dagli stessi sviluppatori, i ragazzi di Nosebleed Interactive, il titolo è un'avventura retro arcade con un pizzico di gestione, del quale non potevamo in alcun modo evitare di parlarvi.

    È finito il tempo delle mele

    Dopo una bellissima introduzione che ci ha riportato alla mente i filmati del defunto MTV, facciamo la conoscenza indiretta di Ashley, una ragazza adolescente emarginata e un po' ribelle, che passa molto del suo tempo nelle sale giochi. Tutte queste informazioni infatti ci vengono date da suo padre, Gerald di Riviera (la voce originale di Geralt di Rivia), durante i primi momenti di gioco. Dopo l'onirico filmato introduttivo ci ritroveremo di fronte alla lavanderia a gettoni King Wash - una delle tante attività del genitore - che per dare una scossa alla vita di Ashley decide di affidargliela.

    Così com'è accaduto per molti di noi, anche per la protagonista arriva quindi il momento di abbandonare le giornate all'insegna del divertimento e cercarsi un lavoro. Tuttavia la voglia di videogiocare della ragazza non si esaurisce e la cosa è evidente sin dai primi momenti del gameplay. Inizieremo l'avventura rimboccandoci le nostre maniche virtuali: ci toccherà prendere i vestiti sporchi e metterli nella lavatrice, raccogliere la spazzatura sparsa all'interno del locale e portare i vestiti nell'asciugatrice. La particolarità che risalta subito all'occhio è che a ogni azione da compiere corrisponde un mini gioco.

    Buttando la spazzatura dovremo centrare perfettamente il cassonetto, con la pressione di un tasto al momento opportuno, mentre la raccolta dell'immondizia avanza all'aumento di un indicatore delle combo. Perfino sturare il gabinetto chiamerà a colpire il punto debole di un puzzolente boss finale, con tanto di barra della vita in stile Elden Ring (qui la recensione di Elden Ring). Ci piace pensare che questi elementi siano stati inseriti, oltre che per dare una componente ludica a dei compiti così ripetitivi ed estremamente noiosi, per mostrare al giocatore che la mentalità da "gamer" della protagonista non sia destinata a svanire.

    All'interno della lavanderia è presente una stanza in cui si trovano tre cabinati, messi lì per intrattenere il cliente durante il lavaggio. Poiché siamo noi gli addetti alla raccolta delle monetine, ci accorgiamo fin da subito come questi videogame facciano un sacco di soldi rispetto alle lavatrici. Forte di questa nuova consapevolezza, la protagonista ha una vera e propria illuminazione: perché non comprarne altri, così da guadagnare ancora di più? Ed è così che ha inizio Arcade Paradise.

    King Wash, il paradiso dei gamer

    Partendo da tre semplici cabinati fonderemo il nostro impero fatto di videogame e detersivi. Per quanto riguarda la gestione del King Wash, infatti, i compiti sono semplici e rimarranno tali per tutta la durata del gioco: lavare e asciugare i panni, raccogliere e buttare la spazzatura, pulire occasionalmente il water e rimuovere le gomme sparse per tutta la struttura. Abbiamo trovato fin da subito una certa ripetitività nel portare a termine questi incarichi, che a un certo punto dell'avventura diventeranno marginali ai fini dell'avanzamento.

    Dopo aver raggiunto velocemente la cifra necessaria per l'ampliamento dell'immobile, sbloccheremo un menù in cui sarà possibile comprare nuovi cabinati ed è qui che si paleserà un pizzico di strategia: oltre a decidere il prezzo di ogni partita e la difficoltà (due statistiche che vanno di pari passo), scopriremo che posizionare le macchine meno popolari vicino a quelle più giocate amplifica l'appeal delle prime, un fatto questo da tenere in considerazione per aumentare i guadagni virtuali.

    Consideriamo il gioco un "gestionale lite" perché, oltre agli aspetti strategici che vi abbiamo appena spiegato, non ci saranno altre meccaniche riguardanti la gestione della sala giochi. Avremmo sicuramente apprezzato l'introduzione di opzioni estetiche o per simulare più approfonditamente la direzione dell'attività ma appare chiaro come gli sviluppatori abbiano voluto mettere in primo piano la possibilità di giocare con 35 arcade, a discapito di altri aspetti. Capiamo le ragioni dietro questa scelta ma non possiamo che farci una domanda: basterà questa componente dell'offerta ludica a rendere piacevole l'esperienza per tutta la sua durata? La versione finale del codice potrà darci la risposta che cerchiamo.

    Tanta carne al fuoco ma poca sostanza?

    Dopo aver comprato abbastanza cabinati e ottenuto - giorno dopo giorno - un'ottima rendita passiva, noteremo che le noiose attività legate alla lavanderia non saranno più necessarie , se non per ottenere dei soldi extra, che però non valgono sicuramente il tempo da investire in esse. Inoltre potremo sempre effettuare la manutenzione di routine come la raccolta della spazzatura o di cicche ma, poiché il gioco non ci dà alcun reale motivo per farlo, questo ulteriore compito secondario perderà completamente di senso in tempi brevi.

    Il cuore di Arcade Paradise è, come già detto in precedenza, da ricercarsi nei cabinati stessi. Quest'ultimi sono rivisitazioni di titoli che hanno fatto la storia e ce ne sono per tutti i gusti: abbiamo il classico Pac Man ma in stile GTA, il Video Air Hockey, un gioco di avventura in stile Candy Crush, un racing game che richiama F-Zero, Space Invaders, Asteroids e altri grandi "emuli di classici".

    Non mancheranno anche alcuni elementi accessori e imprescindibili in ogni sala giochi, come il Jukebox, una postazione per freccette o il biliardo. Ogni cabinato offrirà titoli completamente giocabili, con tanto di record da stabilire e di sfide da completare. Gli arcade che popolano la ex lavanderia, inoltre, consentono di giocare insieme ad amici in multigiocatore locale, fino a un massimo di 4 utenti. Insomma, si verrà incoraggiati a provare sempre nuovi approcci all'esperienza, anche grazie alla presenza della "lista delle cose da fare". Parliamo di obiettivi giornalieri che ci chiederanno di completare determinate sessioni di un arcade, lavare un numero di panni prestabilito, chiudere bottega prima di un certo orario e molto altro ancora. Il completamento di questi compiti ci farà ottenere una seconda valuta (la sterlina) che permetterà di sbloccare dei miglioramenti molto utili, come la possibilità di acquistare delle scarpe per andare più veloci durante gli spostamenti, un vicedirettore della sala giochi che prenderà automaticamente i guadagni di ogni macchina, occhiali che permettono di vedere gli oggetti più velocemente e perfino uno strumento che rallenta lo scorrere del tempo.

    Belli i cabinati, ma qual è il gioco?

    Durante la nostra prova abbiamo notato alcune incertezze e sicuramente delle grandi mancanze. Nonostante l'obiettivo dei ragazzi di Nosebleed Interactive fosse quello di omaggiare un'era ormai andata, dando anche un senso di progressione al giocatore grazie al flebile contesto narrativo, a nostro avviso le meccaniche gestionali e simulative potevano essere sfruttate certamente di più, sia per quanto riguarda la lavanderia (che dopo qualche ora diventerà praticamente inutile!) sia sul fronte della sala giochi.

    Il titolo dei ragazzi di Nosebleed Interactive ci è sembrato comunque valido e in ogni caso parliamo di un progetto work in progress, che speriamo possa ricevere un arricchimento contenutistico in tempo per il debutto.

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