Arcadegeddon: il primo gioco con AMD FidelityFX Super Resolution su PS5

Abbiamo passato qualche ora in compagnia di Arcadegeddon, il nuovo shooter roguelite per PS5 e PC dagli autori di Predator Hunting Grounds.

Arcadegeddon: il primo gioco con AMD FidelityFX Super Resolution su PS5
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  • Saremmo ipocriti se vi dicessimo che all'ultimo State of Play, quello in cui abbiamo assistito al lungo filmato di gameplay di Deathloop (a proposito, qui trovate la nostra ultima anteprima di Deathloop), il trailer d'annuncio di Arcadegeddon abbia catturato la nostra attenzione. Il filmato con il quale l'ultima fatica dei creatori di Predator: Hunting Ground - la cui presenza nel curriculum della software house non è certo un gran vanto - è stata mostrata al pubblico per la prima volta non ha suscitato in noi sensazioni positive, al punto da dedicargli poca attenzione.

    Solo di recente abbiamo avuto l'opportunità di trascorrere qualche ora in compagnia dell'early access in versione PlayStation 5 e, con grande sorpresa, abbiamo dovuto ricrederci poiché, run dopo run, siamo stati catturati dal frenetico gameplay di questo roguelite.

    Si ritorna in sala giochi

    Il titolo del gioco non serve solo a rimarcare la sua natura arcade, ma ha anche un significato ben preciso dal punto di vista narrativo. Nel futuro distopico che fa da sfondo al titolo le sale giochi sono ormai solo un ricordo a causa della megamultinazionale Fun Fun Co. L'azienda in questione ha le mani in pasta ovunque e riesce a mette i bastoni tra le ruote anche a Gilly, sviluppatore e zio del protagonista che crea un videogioco chiamato appunto Arcadegeddon.

    Quest'ultimo viene colpito da un virus e andrà giocato più e più volte per consentire al buffo programmatore dalla pelle blu e dalla barba canuta di guadagnare tempo e contrastare le azioni della Fun Fun Co. È così che ci si ritrova all'interno di uno sparatutto in terza persona la cui struttura è quella tipica dei roguelite: in ogni run si riparte infatti da zero e si affrontano in ordine casuale biomi diversi e pericolosi boss di difficoltà crescente in cui l'unico elemento permanente è rappresentato dalle due abilità attive che, una volta sbloccate, si possono equipaggiare e assegnare ai due dorsali. Ciò che maggiormente colpisce di questo gioco è la natura spiccatamente arcade che permette, tra scivolate in stile Matrix, capriole e doppi salti, di muoversi in maniera fluida e utilizzare l'arsenale incredibilmente variegato per eliminare i tanti avversari che si frappongono fra il giocatore e l'obiettivo, il quale non è mai il semplice raggiungimento di un checkpoint ma varia da stage a stage. Oltre alle armi più classiche, tutte disponibili nelle ormai popolari varianti più o meno rare, il gioco propone anche bocche da fuoco più particolari che, in alcuni casi, non sono altro che citazioni ad altri videogiochi: tra queste troviamo ad esempio cannoni laser, lanciagranate, lanciafiamme che restituiscono tutte un ottimo feeling quando le si utilizza.

    A supportare il gunplay vi è anche il più che discreto supporto al DualSense, non solo per quello che riguarda il feedback aptico, ma anche e soprattutto per i grilletti adattivi che rendono l'utilizzo di ogni strumento di morte diverso dagli altri. Tutto il caos e la frenesia di Arcadegeddon non vanno obbligatoriamente vissuti da soli, poiché il gioco può essere giocato sia in single player che in cooperativa online con altri tre utenti.

    In questo caso il gioco non solo acquisisce una maggiore profondità, grazie alla presenza di svariate abilità che portano a costruire build orientate al supporto, alla difesa o all'attacco, ma anche per via dell'implementazione di simpatiche meccaniche PvP che vanno ad inserirsi tra i vari livelli. Il gioco è infatti cooperativo, ma di tanto in tanto capita di prendere parte a semplici mini-giochi o a piccole competizioni per stabilire, ad esempio, chi sia il membro del team che ha effettuato più uccisioni, mettendo un po' di pepe nella partita.

    Ma qual è lo scopo di Arcadegeddon? È questa la domanda che fa emergere il più grave difetto attuale di questa produzione ancora in via di sviluppo. Il titolo Illfonic manca infatti di un vero e proprio sistema di progressione che dia al giocatore un obiettivo sempre nuovo. Sin dalla fine del tutorial si ha accesso a tutto ciò che il gioco ha da offrire: gli NPC, sparsi per la sala giochi che funge da hub, possono assegnare delle quest, ma queste non sono altro che semplici sfide che danno accesso ad elementi estetici e punti esperienza la cui utilità è relativa.

    A latitare è quindi la presenza di meccaniche che, come avviene in prodotti sul filone di The Binding of Isaac o il più recente Returnal (per approfondire, eccovi la recensione di Returnal), consentano di sbloccare sempre qualcosa di nuovo, che si tratti di un'arma, di un bioma o di un qualsiasi altro elemento. L'unico scopo delle run è attualmente quello di scalare le classifiche globali e accumulare la valuta di gioco con la quale acquistare skin per le armi o abiti per il protagonista nel negozio di Gilly.

    Non è da escludere che in futuro tutto ciò possa cambiare e, in ogni caso, gli sviluppatori hanno di recente pubblicato una roadmap che svela l'arrivo di biomi, boss e tante altre novità che andranno ad arricchire ulteriormente la formula di gioco e ad aumentare la varietà di situazioni nelle quali il giocatore potrà imbattersi.

    Un gioco da record

    Quando si parla del comparto tecnico di Arcadegeddon è d'obbligo citare il suo primato: il gioco è infatti il primo in assoluto ad utilizzare su console AMD FidelityFX Super Resolution (FSR), ovvero la tecnologia che attraverso un algoritmo aumenta la definizione di un'immagine e migliora il framerate, ottenendo un effetto per certi versi simile al DLSS di Nvidia. Purtroppo gli sviluppatori non hanno fornito indicazioni specifiche sulle risoluzioni di partenza del gioco su PlayStation 5 (le impostazioni dovrebbero adattarsi automaticamente alla situazione), ma possiamo confermarvi come il gioco risulti fluido (parliamo di 60 fotogrammi al secondo) e definito, complice anche l'utilizzo in coppia con AMD FSR del TAAU (temporal antialiasing upsampling).

    C'è da dire che lo stile grafico semplice e colorato è perfetto per tecnologie di questo tipo, poiché l'assenza di troppi dettagli a schermo permette di non notare troppo eventuali problematiche dovute all'aumento della risoluzione in maniera ‘artificiale'. Purtroppo a fare da contrappeso alla fluidità e alla definizione troviamo una direzione artistica che non è tra le più ispirate e propone personaggi, nemici e armi che dimenticherete molto facilmente. Lo stesso discorso vale anche per i biomi disponibili attualmente, poiché tutti sanno di già visto e non riescono in alcun modo a sorprendere il giocatore per via dell'assenza di personalità.

    Un'altra carenza del gioco consiste nella quasi totale assenza di impostazioni. In questo momento, non è possibile disabilitare i grilletti adattivi, il feedback aptico o la riproduzione dei suoni tramite l'altoparlante montato sul controller di PlayStation 5: siamo però fiduciosi che si tratti semplicemente di una dimenticanza da parte degli sviluppatori, che provvederanno ad implementarle con una delle prossime versioni che precederanno il debutto della build finale, la cui uscita è prevista entro la fine del 2022 su PC e PS5.

    Arcadegeddon Arcadegeddon è ancora lontano dall'essere un prodotto completo, ma la sua versione in Accesso Anticipato (un caso davvero unico sulla console Sony) e venduta a prezzo budget offre già diverse ore di divertimento che potrebbero aumentare ulteriormente nel caso in cui gli sviluppatori dovessero supportare in maniera adeguata il progetto. Se la visione di Illfonic dovesse realizzarsi, il team riuscirebbe a dimostrare finalmente le sue abilità nella creazione di progetti originali, dando vita a un prodotto azzeccato per tutti quei giocatori che hanno apprezzato la struttura ludica di Returnal ma che sono in cerca di un'esperienza più leggera per quello che concerne il livello di sfida. Il tutto garantendo anche la possibilità di giocare in compagnia di qualche amico, per non farsi mancare un po' di sano multiplayer.

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