Armored Core 6 è difficile, esplosivo e molto promettente!

Abbiamo provato Armored Core VI Fires of Rubicon, il nuovo action a base di mech firmato dagli autori di Dark Souls, Bloodborne e Elden Ring.

Armored Core 6: apocalisse esplosiva!
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • SteamDeck
  • Dopo aver osservato la nuova opera di FromSoftware in azione nella nostra anteprima di Armored Core VI: Fires of Rubicon, è infine giunto il momento di sostituirci agli sviluppatori per impugnare il controller in prima persona. Accettato il ruolo di mercenari in un immaginario post-apocalittico, siamo saliti a bordo di un colossale mech, determinati a scoprire i retroscena di un mondo popolato di fazioni in costante guerra tra loro. E dopo poche ore da piloti di AC, possiamo dirci decisamente incuriositi da ciò che ci attende in Armored Core VI: Fires of Rubicon.

    In attesa del lancio, in programma per il prossimo 25 agosto 2023 su PC - dove si è svolta la nostra prova - e console (Xbox Series X|S, PlayStation 5, Xbox One, PlayStation 4), vi raccontiamo com'è andata la nostra prima tornata di missioni nell'action sci-fi di FromSoftware.

    Apocalisse esplosiva

    Abbagliata dalla promessa di un progresso tecnologico senza precedenti, l'umanità si è rapidamente infervorata di fronte alla scoperta del Coral, una potentissima fonte di energia. Determinati a domarne l'instabilità, scienziati e ricercatori hanno cercato a lungo di imbrigliarne le caratteristiche. Purtroppo, tali tentativi hanno infine dovuto fare i conti con la natura esplosiva del Coral, che ha finito per generare una catastrofe senza precedenti sul pianeta Rubicon, dove l'elemento era stato scoperto. Quando un vero e proprio inferno di fiamme ha ammantato il pianeta e le stelle circostanti, quest'area dell'universo era stata ribattezzata Sistema Stellare Bruciante.

    Non è molto chiaro quali siano le implicazioni di tale condizione, ma quel che è certo è che la tragedia non ha condotto all'esaurimento del Coral. A cinquant'anni di distanza dal disastro, infatti, la sostanza è tornata a essere avvistata su Rubicon, ormai ridotto a un corpo celeste contaminato. Qui, si sono dunque concentrate le manovre delle principali corporazioni extra-planetarie, desiderose di assumere il controllo della preziosa risorsa. In un quadro già di per sé complesso, ha iniziato a prendere forma anche un movimento di resistenza, apparentemente ostile allo sfruttamento del Coral. Un labirinto di fazioni all'interno del quale i giocatori dovranno ben presto imparare a orientarsi, visto che il loro destino sarà quello di infiltrarsi su Rubicon come mercenari indipendenti.

    A partire da queste premesse, l'avanzamento della trama principale di Armored Core VI è affidato a un continuo susseguirsi di missioni. Ogni fazione è pronta ad affidarci un incarico, senza preoccuparsi troppo di spiegare le ragioni alla base delle sue richieste. Ogni personaggio o entità parte del mondo di Fires of Rubicon comunica a distanza, consegnando il nostro pilota a una inquietante sensazione di solitudine.

    Operazione dopo operazione, si inizia a familiarizzare con questo cupo immaginario post-apocalittico, anche se al termine della nostra prova le domande e le zone d'ombra erano decisamente più numerose delle risposte ricevute dal protagonista. Per scoprire quanta profondità narrativa potrà restituire il world-building di Armored Core VI sarà ovviamente necessario attendere la versione completa del gioco, ma sin da ora il Sistema Stellare Bruciante ci sembra custodire segreti a dir poco oscuri.

    Tra aree battute da tempeste di sabbia, dighe colossali e rovine industriali, questo assaggio dell'opera FromSoftware ci ha peraltro regalato scorci suggestivi, per quanto decadenti. Il comparto tecnico - almeno nella build PC da noi testata - si è dunque presentato in ottima forma, raggiungendo livelli che ci hanno francamente convinti.

    Pilotare un mech...

    Per familiarizzare a dovere con il sistema di controllo del proprio Armored Core non sono sufficienti pochi minuti. I parametri da tenere in considerazione sono infatti molteplici e coinvolgono sia la stazza sia l'autonomia del nostro mezzo corazzato.

    Ciascun mech dispone infatti di un nucleo in grado di sprigionare un dato quantitativo di energia, volta ad alimentare diverse azioni, tra le quali il volo. Potete immaginare l'EN - questa la sua sigla - come una sorta di stamina del vostro AC: esaurendola, si rischia di ritrovarsi indifesi di fronte agli assalti avversari. Fortunatamente, per ripristinare l'energia del core è sufficiente stazionare a terra pochi secondi, così da avviare un rapido processo di ricarica automatica. Grazie a questo espediente, FromSoftware dà vita a un combat system dinamico, che costringe i giocatori a una costante alternanza tra sezioni in volo e momenti di scontro a terra. Trovare il giusto equilibro non è però semplice come potrebbe sembrare, soprattutto quando ci si ritrova impegnati in una boss fight a soli pochi minuti dall'avvio del titolo! Ma del resto si sa: in casa FromSoftware si ama mettere alla prova l'abilità e la perseveranza del pubblico, e Armored Core VI: Fires of Rubicon non sembra intenzionato a costituire un'eccezione.

    Per poter avere la meglio nelle battaglie più impegnative, è importante conoscere il proprio arsenale. In linea generale, il braccio destro del mech propone un'arma da fuoco, mentre a sinistra troviamo uno strumento corpo a corpo. Sin dalle fasi iniziali, potevamo inoltre disporre di un sistema di lancio di missili a lunga gittata collocato sulla spalla destra del nostro AC e in grado di agganciare obiettivi multipli. Un mix offensivo di tutto rispetto, con il quale Armored Core VI ci sfida ad affrontare le prime insidie di Rubicon. In qualunque momento è possibile attivare o disattivare la mira assistita, che sacrifica alla causa della comodità un po' di precisione. Ricordiamo inoltre che - grazie allo Stagger - colpendo ripetutamente gli avversari questi ultimi subiranno un malus che impedirà loro di reagire per alcuni secondi, tramutandoli in bersagli particolarmente vulnerabili.

    In caso di difficoltà, è possibile fare affidamento sui kit di riparazione, che ripristinano lo stato di salute del proprio Armored Core. Abusarne non è però una buona idea: per ogni missione ne avrete infatti a disposizione al massimo tre unità. Come da tradizione FromSoftware, imparare a evitare i colpi nemici è dunque un'assoluta priorità. Del resto, gli strumenti per sfuggire agli assalti avversari non mancano. Con comandi dall'ottima responsività, in Fires of Rubicon si procede a tutta velocità, tra schivate, scatti e accelerate. Il nostro mech si muove a terra con un'agilità sorprendente, quasi pattinando sul suolo e rendendo particolarmente divertente avanzare nelle ambientazioni.

    In fase di combattimento, l'elemento chiave è però rappresentato dall'Assault Boost, una spinta in avanti che contribuisce a colmare il divario tra giocatore e avversario. La feature risulta particolarmente utile negli scontri contro più nemici o in combattimenti nei quali è necessario passare rapidamente dalla difesa all'attacco. In questa prima prova, l'Assault Boost si è dimostrato uno strumento potente, ma di non facile gestione, complice forse anche un tutorial iniziale un po' frettoloso: sapremo sicuramente darvi informazioni più dettagliate in sede di recensione.

    ...non è sempre facile!

    In questa fase, possiamo comunque dirci soddisfatti del combat system confezionato da FromSoftware per Armored Core VI: Fires of Rubicon, che con il suo dinamismo riesce a inebriare e a dare grandi soddisfazioni, a patto di non arenarsi di fronte a una boss fight inaspettatamente impegnativa. In questo caso, come ci insegna ormai da anni la software house nipponica, l'unica cosa da fare è dedicarsi a uno studio attento dell'avversario - nello specifico, un elicottero blindato stracarico di armi - per identificarne i pattern di attacco e le possibili debolezze.

    Nel corso della battaglia abbiamo avuto modo di apprezzare il sound design di Armored Core VI, ben studiato e in grado di offrire indicazioni utili in diverse fasi dello scontro, con suoni riconoscibili collegati ad altrettanti attacchi dell'avversario. Nota dolente invece per la gestione dell'arena, con l'elicottero che in almeno un paio di casi ha finito per rifugiarsi oltre i confini dell'area raggiungibile dal nostro mech.

    Superato questo primo e arduo ostacolo, abbiamo avuto modo di cimentarci con altre tipologie di scontri, in una serie di missioni la cui varietà ci ha piacevolmente intrigato. In questa fase, il livello di difficoltà sperimentato nella boss-fight iniziale ci è parso calare vertiginosamente, complice anche lo sblocco delle opzioni di personalizzazione del mech, delle quali vi parleremo a breve. Per dare un'idea delle diverse situazioni nelle quali ci siamo trovati a operare come piloti, possiamo citare operazioni di distruzione di arsenali, che in alcuni casi ci hanno persino visti agire a sostegno di altri mercenari a bordo di propri Armored Core, o scontri con altri AC. Spazio anche ad aree di intervento caratterizzate da una marcata verticalità, con il nostro mech impegnato nella scalata di una colossale struttura mobile ammantata da una furiosa tempesta di sabbia. Le poche ore di prova alle quali abbiamo avuto accesso non ci consentono ovviamente di trarre conclusioni definitive in termini di varietà di nemici e situazioni, ma questo primo assaggio di Armore Core VI: Fires of Rubicon ci è parso incoraggiante.

    Tra una missione principale e l'altra, il nostro pilota mercenario può cimentarsi in una serie di attività secondarie. Nella sezione Addestramento, ad esempio, possiamo ripassare le basi del combat system e apprendere nuove strategie di scontro. Unendo l'utile al dilettevole, questa forma di allenamento viene peraltro ricompensata con componenti per la personalizzazione del proprio mech. Un altro modo per passare il tempo e acquisire interessanti ricompense è la partecipazione al programma Loghunt. Riservato ai mercenari più abili, quest'ultimo rappresenta una sorta di sistema di taglie, che sfida il giocatore ad abbattere obiettivi particolarmente ostici, disseminati nel mondo di gioco. Nel corso della nostra prova, abbiamo incontrato un solo "obiettivo designato", rivelatosi a dir poco potente. Immaginiamo che i piloti di mech più determinati potranno trarre notevoli benefici dal completamento delle quest, con componenti pregiate da sfruttare per la personalizzazione dell'AC.

    Personalizzazione estrema

    Ogni singolo elemento di un AC può essere modificato e sostituito, sino a dare vita a un mezzo corazzato in grado di assecondare il nostro stile di combattimento. Nel cimentarsi con la progettazione di un Armored Core, vi sono però due regole auree alle quali prestare attenzione. Da un lato, ogni nuova configurazione deve adattarsi al carico di EN, ovvero il livello di energia che il vostro nucleo è in grado di sprigionare. Un ulteriore limite è inoltre imposto dall'ammontare di peso trasportabile a vostra disposizione.

    All'interno dei confini imposti da questa coppia di considerazioni, l'unico vincolo alle operazioni di assemblaggio dell'AC deriva da fantasia e portafoglio. Portando a termine le missioni come mercenari saremo ricompensati in denaro, da spendere liberamente in componenti all'interno di un negozio in-game. Qui ogni pilota può acquistare nuove armi - tra lame ultrasoniche e missili - o sostituire parti di robottone, tra gambe, braccia, testa, dorso e tantissime altre componenti, con persino generatori, scudi e propulsori ad ampliare le opzioni dello shopping.

    Ogni modifica apportata va a variare la build dell'Armored Core, modificandone i livelli di difesa, attacco, stabilità, resistenza e rapidità. Bilanciare i carichi energetici e il peso di ogni arma con il potenziale incremento di danno o di numero di proiettili a disposizione è una minuziosa operazione gestionale, che ci pare avere tutto il potenziale per mutare radicalmente le sorti di una battaglia.

    Le configurazioni che abbiamo avuto modo di creare rapidamente nel corso della nostra prova ci hanno infatti trasmesso sensazioni molto positive, con
    impatti subito verificabili sul campo di battaglia. La sperimentazione è peraltro apertamente incentivata da Fires of Rubicon: ogni componente in commercio può essere testata e, eventualmente, essere rivenduta al medesimo prezzo d'acquisto. Dettaglio particolarmente interessante, ogni configurazione può peraltro essere salvata e condivisa con il resto della community, tramite le funzionalità online di Armored Core VI.

    A completare il già ampio quadro di opzioni in materia di assemblaggio dell'AC, ci pensano le possibilità di personalizzazione estetica del mech. Su questo fronte, la sensazione è che FromSoftware non si sia davvero risparmiata, con miriadi di opzioni di verniciatura a disposizione degli appassionati. I piloti possono liberamente modificare la tinta di ogni micro-sezione dell'Armored Core e persino selezionarne il livello di usura.

    Al nostro mezzo possiamo inoltre applicare decalcomanie di ogni genere, così da personalizzarne ulteriormente l'estetica. Tra loghi di corporazioni e raffigurazioni di animali, la scelta iniziale ci ha notevolmente colpito. All'interno di Armored Core VI: Fires of Rubicon è persino presente un editor di immagini integrato, con il quale generare ulteriori illustrazioni inedite, che possono poi essere condivise online con il resto della community.

    Per testare nel dettaglio ogni modifica apportata al mech, prima di ogni missione è possibile sfruttare la sezione Collaudo AC. In questa sorta di arena virtuale, è possibile provare con mano componenti di ogni genere, anche grazie alla materializzazione di nemici di varia natura.

    Armored Core 6: Fires of Rubicon Il primo contatto diretto con Armored Core 6 ci ha mostrato una produzione che possiede un’anima tripartita: da una parte l’alto senso di sfida, dall’altra l’elevato grado di soddisfazione che sa trasmettere, e in mezzo un’ampia gamma di personalizzazione. Il primo gioco post-Elden Ring di FromSoftware sembra tener fede alla tradizione qualitativa del team, e noi non vediamo l’ora di far divampare le fiamme di Rubicon.

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