E3 2017

Ashen: Provato il nuovo Action RPG dalle atmosfere fantasy

Il team neozelandese Aurora44 si appresta a debuttare sul mercato con Ashen, Action RPG esclusivo per le piattaforme Microsoft.

provato Ashen: Provato il nuovo Action RPG dalle atmosfere fantasy
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Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Un orizzonte grigio, opprimente, che il sole ha da tempo abbandonato trasformando la luce in un bene prezioso, l'unico in grado di strappare gli uomini alle vessazioni di un mondo coperto di cenere, nei cui meandri si muovono le striscianti incarnazioni di un'oscurità che non conosce riposo. Quella di Ashen, action rpg dello studio neozelandese Aurora44, è una premessa tanto soffocante quanto potente, che si manifesta in un'estetica particolare, quasi pittorica, le cui sfumature ricordano, anche in virtù delle vibrazioni post apocalittiche della produzione, quelle evocate da un capolavoro della narrativa di genere come The Road, devastante opera ultima dello scrittore Cormac McCarthy. Diversamente da quello di The Road, però, il teatro di Ashen non è un mondo senza speranza, morto e abitato da pellegrini in attesa di una fine inevitabile. No, tra le lande cineree del titolo di Aurora44 la vita sta tornando a destarsi, e sta proprio al giocatore, nei panni di un viandante senza volto, contribuire ad alimentare la speranza per il futuro esplorando un ampio open-world alla ricerca di altri sopravissuti. La formula narrativa, silenziosa ma coinvolgente, di Ashen rappresenta anche la chiave del gameplay del titolo, il cui cardine ludico sembra essere un sistema multiplayer passivo che permette ai giocatori di condividere l'avventura senza tracce evidenti di matchmaking (che avviene autonomamente in background con logiche simili a quelle dei giochi shared-world ).

    Attraversando la mappa del gioco è quindi possibile imbattersi casualmente in altri utenti, con i quali affrontare dungeon abitati da mostri terrificanti e ombre pronte ad annichilire ogni traccia di vita. Dopo aver dato un'occhiata ad Ashen sul palco della conferenza di Microsoft al Galen Center di Los Angeles, abbiamo potuto testare con mano il titolo nel corso del media briefing organizzato dal colosso di Redmond. All'interno di una mappa dalle dimensioni - contestualmente - limitate e animata da uno stile grafico estremamente pulito e suggestivo, abbiamo quindi provato ad affrontare le tenebre di un antico sotterraneo in compagnia di un altro giocatore. Vista la premessa del titolo, non ci siamo stupiti nello scoprire quanto l'uso di una lanterna sia essenziale per sopravvivere alle sfide proposte dal gioco, che si caratterizza per meccaniche di gameplay molto vicine al canone dei soulslike. Il personaggio può equipaggiare un massimo due armi - intercambiabili - negli slot legati alla mano dominante e, specularmente, gli scudi (assenti nella demo) e una fonte luminosa nell'altra. Dorsale e grilletto destri vengono quindi utilizzati per la classica accoppiata attacco pesante e leggero, elementi base di un sistema di combattimento che però ci è sembrato molto meno reattivo ed efficace rispetto a quello dei più noti campioni del genere. La gestione degli impatti e, di conseguenza, la precisione degli attacchi non ci ha infatti convinto appieno, mentre la portata e l'efficienza delle schivate (roll) ci è sembrata in linea con i canoni dei souls. Poco o nulla invece possiamo dirvi sulla qualità dei pattern d'attacco e, più in generale, sulla varietà delle schiere avversarie, dato che nel corso della prova ne abbiamo incontrati solo un paio di varietà, fino allo scontro con un boss non particolarmente interessante in termini di design ma comunque piuttosto ostico da affrontare, data la tendenza a sparire nell'oscurità per poi attaccare all'improvviso. Bisogna infatti tenere a mente che, impugnando uno scudo o utilizzando un consumabile curativo, il personaggio abbandonerà momentaneamente la fonte luminosa in uso, rendendosi una facile preda per gli attacchi degli abitatori del buio. Anche con l'aiuto di un compagno, abbattere il mostro non è stata un'impresa da poco, sebbene il titolo non ci sia sembrato punitivo sotto nessun aspetto.

    Pur avendo potuto saggiare una parte molto limitata di un dungeon dalle dimensioni contenute, la strutturazione e la direzione artistica ci sono parse piacevolmente opprimenti e ispirate, con una buona quota di vie nascoste da esplorare. Magari a caccia di loot, dato che potenziare il nostro personaggio assegnando pezzi di armatura agli slot legati a ognuna delle sue membra sarà una delle chiavi della sopravvivenza in Ashen. Il gioco non sembra basarsi su di un classico sistema a livelli, ma dotato di dinamiche di progressione scandite dalla raccolta e dal potenziamento di particolari talismani che, stando a quanto ci hanno detto gli sviluppatori, saranno in qualche modo legati alla storia principale, basata su una narrativa - manco a dirlo - più ambientale che esplicita. Nel quadro dell'intreccio avrà un ruolo essenziale la gestione di un avamposto che fungerà da base per gli exploit esplorativi del giocatore. Raggiungendo il proprio accampamento in compagnia di un altro giocatore, questo verrà disconnesso automaticamente dalla partita, ma il suo avatar rimarrà nel villaggio come NPC, e fornirà al personaggio servizi di vario genere. Si tratta di una dinamica senza dubbio molto interessante e originale, ma per stabilirne il reale valore nell'economia ludica della produzione dovremo attendere ancora qualche tempo, dato che la demo presente all'E3 non permetteva di testare questa intrigante funzionalità.

    Ashen Ashen sembra un titolo promettente, dotato di meccaniche molto interessanti e di un sistema di combattimento che, seppur non eccezionalmente rifinito, mostra un buon potenziale. Il mondo di gioco, in particolare, ci ha conquistato grazie ai meriti di una direzione artistica caratterizzata da una personalità netta, chiaramente identificabile, che alimenta un comparto stilistico dalle forti note pittoriche. Particolarmente interessante, poi, il sistema di multiplayer passivo messo in piedi da Aurora44, un elemento che potrebbe permettere al titolo dello sviluppatore neozelandese di presentarsi sul mercato con un affondo innovativo al canone di un genere sempre più stanco.

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