Assassin's Creed Valhalla: l'ultima prova prima della recensione!

Abbiamo provato ben 8 ore del nuovo capitolo della saga degli Assassini e siamo pronti a raccontarvi le nostre impressioni.

Assassin's Creed Valhalla
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Quando Eivor suona il suo corno da guerra, la tribù parte all'assalto. E le lande inglesi iniziano a tremare. Che sia un monastero poco sorvegliato, o una solida roccaforte che torreggia su una brulla pianura, nulla riesce a resistere all'ondata degli Uomini del Nord. Mentre i guerrieri intonano canti norreni, il clangore metallico delle lame fa da coro alle canzoni, e le urla dei caduti battagliano nell'aria, pronte ad accompagnare gli spiriti nel Valhalla. Così finisce una razzia, tra arti smembrati e scrigni saccheggiati. Non appena anche l'ultimo grido si spegne, Eivor risale in groppa al suo cavallo, si volge all'orizzonte e galoppa verso la prossima meta. Per liberare l'Inghilterra. Per trovare una nuova dimora per il suo popolo. Nella speranza che presto Odino lo chiami a sé, nelle eterne sale in cui la morte non è altro che l'inizio di un'altra battaglia.

    Per quanto Assassin's Creed: Valhalla possa mostrare qualche spigolo agli occhi dei giocatori, nonché evidenziare una continuità molto marcata con i precedenti episodi del filone ruolistico, è indubbio che incarni alla perfezione la quintessenza dell'epica vichinga. Nelle circa 8 ore trascorse in compagnia della produzione, abbiamo avvertito in maniera palpabile tutta la potenza di un immaginario che, soprattutto negli ultimi anni, ha travolto sia la TV (basti pensare al successo di Vikings) sia il mondo videoludico (è il caso di Hellblade e God of War). Valhalla, sul piano delle soluzioni artistiche, non inventa nulla, ed anzi a tratti può sembrare anche un po' troppo derivativo, ma riesce comunque a mescolare tra di loro diverse suggestioni, per tradurre in formato interattivo tutto il violento fascino della Storia vichinga e inglese del IX secolo d.C. E questo, nonostante i pur presenti i limiti del gioco, per il team di Ubisoft Montreal può dirsi già una grande conquista.

    Gli insediamenti vichinghi

    Non sappiamo come Eivor entrerà in contatto con gli Assassini. Lui, un vichingo delle fredde terre nordiche, salpato alla volta dell'Inghilterra insieme alla sua tribù, si troverà invischiato in una faida che va avanti ormai da tempo immemore. Lo scopriremo probabilmente ormai solo nel gioco completo, ma una cosa è abbastanza certa: l'incontro con la Confraternita avverrà quasi sicuramente nelle prime battute dell'avventura. È facile intuirlo perché la demo che abbiamo giocato era ambientata poco dopo lo sbarco in Inghilterra dei vichinghi, e nell'accampamento che Eivor allestisce insieme ai suoi compagni è possibile notare chiaramente un'insegna col simbolo degli Assassini.

    La versione di prova, a tal proposito, ci ha permesso di fare un giro nel campo base della tribù norrena, scoprendo così maggiori dettagli sulla dinamica degli Insediamenti, nuova feature introdotta all'interno di Valhalla. Si respirano gli echi gestionali di Monteriggioni in questi Settlements, ma in versione assai più estesa. Qui potremo erigere nuove strutture per ottenere ricompense di varia natura, decorare l'ambiente con statue e alberi, recarci nella stalla per acquistare un nuovo cavallo, passare dal fabbro per potenziare le armi e, tra le altre attività, anche modificare l'acconciatura e i tatuaggi del protagonista.

    In aggiunta, avremo la possibilità di reclutare e personalizzare nuovi guerrieri da portare con noi in battaglia: non riusciremo a controllarli tramite ordini diretti, ma potremo osservarli mentre, accanto a noi, massacreranno orde di inglesi.

    Questa sorta di Hub centrale, rifugio sicuro dopo le nostre scorribande, potrà ovviamente essere potenziato a sua volta, portando in dono benefici che non vediamo l'ora di scoprire. Com'era prevedibile, ogni costruzione potrà essere realizzata solo a patto di possedere un buon quantitativo di materiali, da rinvenire nel corso delle scorrerie ai monasteri o tramite la semplice esplorazione del mondo di gioco. Nel corso della demo non abbiamo potuto ampliare a dismisura l'accampamento, sia per un limitato numero di risorse in dotazione, sia per vincoli prettamente narrativi: potevamo infatti muoverci soltanto nella regione della Mercia, per la precisione nel territorio del Ledecestrescire. Ed è qui che siamo stati chiamati a deporre dal trono un pavido sovrano, supportati nientemeno che da Ivar e Ubba, figli del leggendario vichingo Ragnar Lodbrok.

    Le invasioni barbariche

    Valhalla è un gioco violento. Lo si intuisce dalle teste mozzate, dal sangue che scorre a fiotti, dal linguaggio più ruvido e dall'atmosfera più cupa, selvaggia, vichinga. Non ci è dato sapere molto della storia, allo stato attuale, se non le sue ben note premesse. La prova di otto ore ci ha permesso di completare un singolo arco narrativo, in cui - come già accennato - dovevamo deporre dal suo seggio uno dei sovrani inglesi per far spazio al dominio norreno: le scene d'intermezzo ci sono parse molto simili a quelle di Odyssey per quanto riguarda sia lo stile registico, sia le performance recitative dei protagonisti, dotati tutti, almeno in apparenza, di una notevole personalità ma caratterizzati da animazioni facciali ancora grossolane, e non sempre adeguatamente espressive.

    Ci sono soluzioni visive più cruente, tocchi di epicità da non sottovalutare, e sequenze più ispirate sul versante della messa in scena, ma nel complesso non abbiamo notato un grosso passo in avanti per quanto concerne lo stile del racconto in confronto ai due precedenti episodi. Per il giudizio finale occorrerà valutare la sceneggiatura nella sua forma completa, ciononostante - quantomeno in base alle prime ore di gioco - possiamo sostenere che l'opera di Ubisoft riesce a tratteggiare con precisione un immaginario il cui fascino è pari solo alla sua brutalità.

    Ritornano, come in Odyssey, anche le risposte multiple durante i dialoghi, che dovrebbero modificare l'andamento del racconto in modi che, allo stato attuale, non possiamo conoscere. Quel che ci auguriamo è che la trama scorra in maniera più solida e organica in rapporto a quella delle scorribande greche di Kassandra, e che le nostre decisioni abbiano un impatto ancora più tangibile rispetto al passato, così da poter influenzare in maniera davvero significativa la storia di una terra tanto bella quanto inospitale.

    La bellezza delle terre inglesi

    Le lande inglesi sono un luogo tutto da scoprire: i panorami, le suggestioni artistiche, le soluzioni architettoniche che le compongono risultano infatti assai diversificate, complici i vari regni che nel nono secolo dopo Cristo abitavano il territorio.

    In compagnia di Eivor (la cui versione femminile e maschile può essere alternata in qualsiasi momento) abbiamo esplorato solo i confini della Mercia, ammirando orizzonti indubbiamente appariscenti, fatti di boscaglie, fiumi navigabili, piccole fattorie e alte roccaforti da espugnare. Il colpo d'occhio è, come da tradizione, di grande impatto, merito di una direzione artistica che si mantiene ancora una volta su livelli altissimi. Abbiamo effettuato il test in streaming da PC, con una risoluzione fissata a 1080p e con un frame rate a 60 fps. Al netto di inevitabili bug, compenetrazioni poligonali e pop up, tipici di qualsiasi altro open world, il traguardo grafico si assesta sui medesimi standard già fissati da Odyssey. Sappiamo, in ogni caso, che le versioni next gen di Valhalla gireranno entrambe a 60 fps e in 4K, così da massimizzare il più possibile, su console, la resa tecnica e la fluidità della produzione.

    È indubbio però che, almeno per quanto abbiamo potuto osservare, l'esplorazione dell'Inghilterra non offre i medesimi scorci mozzafiato della Grecia, né l'epica sognante dell'Egitto di Origins. Le regioni da visitare saranno quattro, ossia l'Anglia Orientale, il Wessex, la Northumbria e la già citata Mercia e tutte, stando alle promesse del team, presenteranno un proprio art design, retaggio delle culture che popolano il reame.

    Nella speranza di poterci immergere in paesaggi sempre più evocativi, dobbiamo ammettere che, al pari di Odyssey, uno degli elementi in cui Valhalla eccelle è il comparto sonoro: le tonanti canzoni dei vichinghi accompagnano le traversate dei fiumi e le razzie, trasmettendo una carica di adrenalina senza eguali. E tutto dà l'idea che simili canti siano proprio gli stessi che potremmo udire banchettando nel Valhalla.

    Violenza e silenziosità

    L'esaltazione della guerra tipica dei popoli del Nord si respira anche, e soprattutto, pad alla mano, nel corso degli Assalti. Si tratta di enormi battaglie strettamente connesse alla narrazione, che ci porteranno a sottomettere i castelli nemici insieme a un ampio manipolo di guerrieri del Nord. In simili frangenti, lo scopo del team era quello di restituire al giocatore la sensazione di essere un vero vichingo e l'obiettivo può dirsi centrato a sufficienza.

    Versione più estesa dei classici Raid, gli Assalti ci chiederanno di superare diverse fasi dell'invasione nel territorio ostile, eliminando i bersagli e distruggendo le barricate avversarie con un ariete. Spettacolari e trascinanti, simili sequenze seguono pattern d'azione ben stabiliti, e ci imporranno di far ricorso a tutte le nostre abilità per averla vinta contro gli eserciti inglesi. In simili missioni abbiamo scoperto i punti di forza e di debolezza di un sistema di combattimento parzialmente inedito per gli standard della serie.

    Il feeling generale è assimilabile a quello di Odyssey (recuperate la recensione di Assassin's Creed Odyssey), ma ci sono alcune accortezze che lo rendono più dinamico e viscerale. Anzitutto, la più grande introduzione consiste nella presenza del dual wielding, ossia nell'abilità di imbracciare due armi (anche dello stesso tipo) contemporaneamente: il moveset di Eivor si adeguerà di conseguenza, per una varietà di animazioni davvero sorprendente. Il vichingo protagonista si muove al contempo con forza e agilità, spacca crani col martello, infligge colpi di grazia ai nemici storditi, carica i bersagli a testa bassa e sfrutta le sue asce e il suo arco per colpirli dalla distanza.

    Il senso di potenza è tangibile, soprattutto quando, dopo aver ricaricato l'apposita barra dell'energia, potremo ricorrere ad alcune abilità speciali. Non parliamo però di talenti al limite del sovrannaturale come quelli di Kassandra: c'è bisogno certo di un po' di sospensione dell'incredulità nell'esecuzione di alcune mosse, ma nel complesso Eivor è un combattente più umano rispetto alla guerriera greca, e non risulta mai davvero invulnerabile. Anche il sistema di cure è stato interamente rivisto, e ora occorrerà recuperare lungo la mappa apposite risorse per riempire la scorta di razioni, da usare in caso di ferite troppo gravi.

    L'assenza del ripristino automatico della salute ha permesso al team di calibrare con un po' più di accuratezza il grado di sfida, non facendo sentire l'utente mai né troppo potente né in netto svantaggio. È stata poi eliminata la progressione ruolistica di Odyssey in favore di un più generico "livello di potere".

    Grazie ai punti accumulati, Eivor può avanzare tra i rami di un vasto skill tree che gli permetterà di specializzarsi negli assalti frontali, nello stealth, nei colpi a distanza e in altre abilità. Tuttavia, il protagonista non incontrerà mai nemici del tutto imbattibili, bensì solo (molto) più coriacei di altri: nel complesso ci sarà circa una trentina di archetipi di avversari (suddivisi in macro categorie), dotati di pattern unici nonché vulnerabili prevalentemente a specifiche combinazioni di armi. Alle battaglie tradizionali si affiancano poi sia le boss fight legate alla storia sia gli scontri con gli Zeloti, potentissimi guerrieri che nel gioco fanno le veci dei Phylakes di Origins.

    L'incontro con questi condottieri dà vita a battaglie più ragionate sotto il profilo tecnico, ma ancora soggette ad alcuni exploit non particolarmente difficili da individuare. Nell'insieme, per quanto più appagante, il combat system di Valhalla soffre, come quello del suo predecessore, di problematiche legate ad animazioni non sempre ben concatenate, a hitbox un po' troppo grezze e a un'intelligenza artificiale sì aggressiva ma non particolarmente sveglia.

    In aggiunta, alcune combinazioni di strumenti offensivi ci sono parse molto più efficaci di altre (è il caso dell'arco, davvero letale se ben potenziato), e lo stesso può dirsi dello stealth, implementato in maniera assai classica e anche un po' pigra, senza sufficiente evoluzione. L'approccio all'avventura cambia sì in base allo stile che sceglieremo da adottare, permettendoci di massimizzare la forza bruta invece dell'assassinio silenzioso, ma in entrambi i casi ci troveremo a fronteggiare un'IA poco brillante, che non ci stimola a mettere in atto soluzioni più tattiche, specialmente in stealth.

    È un po' un peccato, perché in fondo il level design ci è parso ben strutturato, pronto ad accogliere i diversi modi di agire del giocatore. In sostanza, anche se in alcuni casi dovremo forzatamente ricorrere alla violenza, in altre missioni potremo decidere se comportarci come un Vichingo o come un Assassino. E, in tutta franchezza, la prima opzione ci è sembrata quella più divertente.

    I segreti da scoprire

    Al di là delle missioni principali, come in ogni altro Assassin's Creed avremo la facoltà di esplorare l'ambientazione per cimentarci in attività collaterali di diverso tipo. Oltre alla possibilità di sfidare i vichinghi nelle battaglie in rima, in cui selezionare la risposta giusta e più in linea con l'insulto avversario, potremo anche partecipare a un elaborato gioco di dadi e alle gare di bevute, nonché dedicarci all'immancabile pesca.

    Il passatempo preferito di ogni guerriero norreno sono però le razzie ai monasteri: giunti nei pressi del luogo designato, potremo attivare un menù radiale dal quale selezionare l'opzione del Raid, così da suonare un corno e richiamare alla lotta i nostri compagni d'arme. Assaltata e saccheggiata ogni roccaforte, dove si celano ricchezze, armi preziose e manoscritti in grado di fornirci punti abilità aggiuntivi, vale la pena girovagare per le lande inglesi e imbattersi in alcuni abitanti del luogo. Gli eventi del mondo di gioco sono missioni opzionali a tutti gli effetti, che ci chiedono di raccogliere specifici oggetti o materie prime, all'insegna di una sceneggiatura alquanto intrigante, capace di porci dinnanzi a personaggi secondari piacevolmente delineati. A coronamento del tutto troviamo anche alcuni "misteri" che danno vita a situazioni piuttosto sopra le righe, tra allucinazioni e visioni oniriche che rendono un po' più varie le nostre scampagnate nella mappa del nuovo Assassin's Creed. E siamo più che certi che ci saranno ancora tantissimi segreti tutti da svelare.

    Assassin's Creed Valhalla Non aspettatevi una rivoluzione da Valhalla: il nuovo capitolo della serie prosegue il corso iniziato con Origins, snellisce alcune dinamiche ruolistiche, si fa più violento e viscerale, e mette in campo la solita cura per la direzione artistica a cui la saga ci ha da sempre abituato. Restano ancora degli spigoli da affinare, nell’ultima opera di Ubisoft, tra cui una gestione delle collisioni tutt’altro che impeccabile e un’intelligenza artificiale poco sviluppata, ma le nuove meccaniche di gioco e le prospettive di una storia decisamente affascinante potrebbero attenuare in parte simili colpe. Solo la versione finale ci permetterà di esprimere il nostro giudizio definitivo, per decretare se Eivor potrà sedere, come i grandi guerrieri del Nord, nelle ampie sale del Valhalla.

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