Asterigos Curse of the Stars: un action RPG tra Kena e Immortals

Abbiamo provato la demo di Asterigos, un gioco d'azione indipendente con elementi da GDR. Buone le premesse, meno la realizzazione.

Asterigos
Anteprima: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • PS5
  • C'è un pizzico di Kena in Asterigos Curse of the Stars, e anche un po' di Immortals. Dalla bellissima avventura di Ember Lab (qui la nostra recensione di Kena Bridge of Spirits), l'opera di Acme Gamestudio recupera lo stile visivo e l'approccio all'esplorazione, fatto di sgargianti ambientazioni mai troppo estese, a metà tra libertà di movimento e linearità. Dal brillante Action RPG di Ubisoft invece (la recensione di Immortals Fenyx Rising è portata di click), Asterigos riprende il piglio cartoon del colpo d'occhio, il focus sulla mitologia (in questo caso un curioso ibrido greco-romano) e alcune dinamiche ruolistiche.

    Trarre ispirazione, sia ludica che artistica, da due delle esperienze più gradevoli dell'ultimo biennio non è certamente un punto a sfavore: la sfida, semmai, è quella di riuscire a confezionare un gioco che riesca ad avere comunque un proprio carattere e a dar sfoggio delle sue potenzialità anche al netto dei vincoli imposti dalla sua natura palesemente indie. Non sappiamo ancora se il titolo di Acme Gamestudio sarà in grado di superare i propri limiti: è questo un dubbio che andrà fugato soltanto in fase di recensione. Per ora, possiamo dirvi che la breve demo testata in anteprima ci ha posto dinanzi a un GDR d'azione più moderato che modesto, ancora molto spigoloso eppure già da ora sufficientemente accattivante nella sua genuinità.

    Cantami, o Hilda

    Ci è dato conoscere poco della componente narrativa. In base ai documenti recuperati nel corso del nostro vagabondare, Asterigos si ambienta nella cosiddetta Età dei Re (Age of Kings) e vede come protagonista una giovane guerriera dai capelli color fiamma.

    Hilda è una spavalda e intrepida condottiera appartenente alla Legione Northwind, che ha deciso di avventurarsi, armata di tutto punto, in un mondo tanto magico quanto pericoloso, allo scopo di ritrovare suo padre, partito tempo prima dell'inizio del gioco per una missione forse impossibile da portare a termine. Le sue ricerche la conducono nella città di Aphes, mastodontica e sontuosa, caduta in rovina a causa di una maledizione (probabilmente di natura divina) che ha reso folli gli uomini e tramutato in mostri gli animali. Dato che la demo ci ha catapultato subito nel vivo dell'azione, senza fronzoli né preamboli, siamo propensi a credere che il vero incipit dell'esperienza sia stato omesso dalla versione di prova. Stando ai trailer pubblicati in rete e ai documenti sparsi un po' ovunque, infatti, l'impressione è che Asterigos voglia dare un certo peso alla narrazione, e siamo speranzosi che l'edizione finale possegga un inizio più sostanzioso e coinvolgente. A corroborare la nostra tesi sull'importanza rivestita dal racconto ci pensa la possibilità - sottolineata tanto nella pagina Steam del titolo quanto sul sito ufficiale - di modificare con le nostre scelte l'andamento della vicenda. Non conosciamo al momento in che modo Hilda potrà plasmare la sua storia, né il numero di finali che ci attendono, né ancora quali saranno i toni preminenti della narrazione.

    A differenza della commedia di Ubisoft, qui il piglio sembra sì leggero, come evidenziato dalla gestualità molto teatrale della protagonista, ma anche un po' più serioso di quello che lo stile cartoon lascia presagire di primo acchito.

    Un'eroina che sa combattere

    Intuitivo al punto giusto, vario a sufficienza e potenzialmente stratificato: ecco come si presenta attualmente il combat system di Asterigos. È Intuitivo perché segue la struttura tipica di molti altri action RPG, con la concatenazione di differenti tipologie d'attacco in base all'arma in dotazione, e inoltre non sembra aver bisogno di chissà quale dedizione per essere padroneggiato fino in fondo.

    È vario quanto basta perché l'arsenale di Hilda apre le porte a diversi moveset, più lenti se la guerriera brandisce un martello, più fulminei e agili se sfrutta le sue daghe. Infine, il sistema di combattimento dà l'idea di essere potenzialmente stratificato perché ogni strumento offensivo si porta in dote una tecnica speciale da attivare, nonché skill azionabili previo consumo di mana. Ciascun talento va scelto in mezzo a un ventaglio di possibilità che ci è sembrato abbastanza ampio, al pari dei rami che compongono l'albero dei potenziamenti di Hilda.

    Anche la personalizzazione dell'equipaggiamento possiede poi un certo peso nell'economia ludica, dato che dovremo vestire la guerriera con diverse armature e donarle oggetti che - se indossati - modificano i parametri legati alle resistenze elementali. Insomma, basandoci sulle premesse Asterigos non gioca al risparmio e propone all'utente un buon quantitativo di possibilità per personalizzare il suo stile.

    Una art design poco brillanteArtisticamente Asterigos fa fatica a spiccare. L'Unreal Engine ha sì conosciuto implementazioni sicuramente migliori, anche in ambito indie, ma non è il colpo d'occhio il problema principale della produzione. Nella breve demo, dalla durata di circa un'ora, abbiamo mosso i primi passi in un'anonima foresta popolata da creature animalesche dal design non proprio ispiratissimo, e siamo poi giunti ad Aphes, che purtroppo non abbiamo potuto esplorare a fondo. Ci siamo infatti limitati a visitarne le fogne e un borghetto, prima che la versione di prova giungesse al termine, avvolti da un'aria di tiepida indifferenza. Il mondo di Asterigos per ora non sembra pertanto possedere dunque quel guizzo e quel carattere che, sul fronte artistico, potrebbero dargli la chance di emergere.

    Di norma, se ben realizzata, una simile profondità ludica sarebbe da accogliere a braccia aperte. In Curse of the Stars però la resa del combat system palesa più di un punto debole, connesso prevalentemente alla gestione delle animazioni e all'impatto dei colpi. Le movenze di Hilda manifestano una certa rigidezza, e il feedback degli attacchi inferti o subiti sembra a tratti fortemente intangibile. L'imprecisa reattività di alcune movenze riduce anche l'effetto delle schivate e la leggibilità delle finestre di invulnerabilità: ne consegue che l'andamento dello scontro non risulta sempre pienamente controllabile. Simili incertezze sono meno impattanti nelle mischie contro i nemici comuni, ma appaiono maggiormente evidenti nel corso delle boss fight. Fortuna che, anche al massimo grado di sfida (sono 3 i livelli selezionabili), Asterigos non rappresenti un'esperienza punitiva e che, per questo, qualche imprecisione nel sistema di combattimento non infici più di tanto il successo in battaglia.

    In caso di sconfitta, Hilda ripartirà da uno dei Conduit sbloccati durante il viaggio: si tratta di macchinari intrisi di magia, e che in Curse of the Stars hanno quasi la stessa funzione dei luoghi di grazia di Elden Ring (ve la siete persa? Eccovi la recensione di Elden Ring).

    Occorrerà quindi esplorare l'ambiente per attivare simili altarini, ai quali sarà possibile riposarsi per risanare Mana e Punti Salute; il pegno da pagare, similmente a quanto avviene in un Souls, è la ricomparsa di tutti i nemici precedentemente sconfitti nella zona. Una punizione di poco conto per un'eroina forte e affamata di battaglie come Hilda.

    Asterigos Acme Gamestudio vuole dimostrare di avere la giusta grinta per far sentire la propria voce nel panorama degli action RPG indipendenti. Lo fa confezionando quella che in apparenza è un’avventura dai colori vibranti e inaspettatamente stratificata sul piano del gameplay. Le premesse ludiche ci sono, così come il concept alla base della produzione: a venir meno al momento sono la solidità del combat system - ricco sì, ma abbastanza grezzo - e la personalità dell’art design. Nulla di irrisolvibile, in ogni caso. Basterà limare qualche spigolo di troppo nel sistema di combattimento e realizzare ambientazioni più suggestive col prosieguo della storia per dar forma a un’opera piacevole da giocare. E questa, per il team di sviluppo, sarebbe già una vittoria.

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