Atelier Sophie 2: un nuovo viaggio nel mondo dei sogni

Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream è il nuovo episodio della celebre saga targata Gust. Lo abbiamo provato.

Atelier Sophie 2: un nuovo viaggio nel mondo dei sogni
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • È trascorso un anno esatto da quando abbiamo accompagnato Reisalin Stout e la sua vivace combriccola in una nuova epopea volta a scoprire le origini della misteriosa fatina Fi e i segreti delle antiche rovine attorno alla capitale Ashra-am Baird (per tutti i dettagli rileggete la nostra recensione di Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy), ma una nuova avventura ci aspetta già al varco. Mettendo da parte l'esuberante Ryza, che siamo convinti tornerà a tempo debito per coinvolgerci in un ipotetico terzo viaggio, i ragazzi di Gust Corporation hanno riesumato la più amata protagonista del brand di Atelier, affinché possa raccontarci un episodio rimasto a lungo inedito e ambientato tra la conclusione di Atelier Sophie e l'inizio di Atelier Firis.

    Intitolato Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream, il nuovo gioco di Koei Tecmo Games verrà pubblicato in contemporanea mondiale il prossimo 25 febbraio, e dal momento che nelle scorse settimane abbiamo già potuto provarne le battute iniziali, di seguito vi raccontiamo le nostre impressioni preliminari sull'inaspettato ritorno della tenera e al contempo vulcanica Sophie Neuenmuller.

    Intrappolata nel mondo dei sogni

    Al fine di scoprire materiali ancora sconosciuti, continuare a studiare l'alchimia e ripristinare il corpo umano della propria mentore Plachta, la cui anima dimora ancora all'interno di una bambola, la bombarola di Kirchen Bell ha lasciato il suo paese natale e si è messa in viaggio verso Reisenberg, ossia la città in cui ogni anno si tiene l'esame per conseguire la licenza di alchimia.

    Determinata a realizzare il suo sogno e seguire le orme della propria nonna, che in gioventù era stata una rinomata alchimista con licenza, Sophie si è però cacciata nell'ennesimo pasticcio. Una volta rintracciato il misterioso albero secolare che Plachta ha visto in sogno - e che sospettiamo possa essere in qualche modo legato alla vita che conduceva 500 anni prima di conoscere la stessa Sophie - le due viaggiatrici sono state risucchiate all'interno di un vortice dimensionale che, oltre a separarle, le ha trascinate in una realtà parallela chiamata Erde Wiege. Avendo potuto sperimentare soltanto le prime ore della campagna non conosciamo ancora tutti i dettagli, ma sembra che il luogo fantastico in cui è ambientato il nuovo Atelier sia stato generato dall'ammaliante Elvira, la dea che governa i sogni e per qualche motivo ansiosa di incontrare con ogni mezzo possibile una delle due fanciulle. La nostra Sophie si sveglia completamente sola in un luogo mai visto prima, ma nei cui pressi sorge lo stesso arbusto indicato da Plachta, suggerendo che proprio questo possa essere il ponte tra i due mondi.

    Soccorsa da Alette Claretie - una cacciatrice di tesori dalle forme assai generose - la giovane alchimista raggiunge dunque la città di Roytale, dove le viene spiegato che questa accoglie tutti i residenti della terra dei sogni creata da Elvira. Quello che Sophie realizza ben presto è che all'interno vi è persino una versione alternativa di Plachta che, oltre a essere completamente umana e piuttosto giovane, si offre di ospitarla in casa propria e di lasciarle usare il suo atelier.

    Non sapendo come tornare a casa, anziché perdersi d'animo la tenera quanto caparbia Sophie decide quindi di setacciare in lungo e in largo la coloratissima dimensione di Erde Wiege, allo scopo di raccogliere gli straordinari materiali che vi sono nascosti e al contempo ricongiungersi alla Plachta che tutti conosciamo. Laddove il primo Atelier Sophie era quasi interamente ambientato nella città di Kirchen Bell, le premesse narrative del sequel lasciano insomma intendere la presenza di una trama ben più movimentata e intrigante (similmente a quanto fatto dai due Atelier Ryza), seppur entro certi limiti.

    Mentre i JRPG sono soliti proporre delle epopee epiche e intricate, chiunque abbia un minimo di familiarità col franchise di Gust saprà infatti che la serie è tanto apprezzata dai fan per i suoi ritmi compassati e le tematiche tutto sommato spensierate, ragion per cui è plausibile che la più recente incarnazione della "tetralogia Misteriosa" non si discosti poi troppo dalla tradizione.

    Le nuove strategie della bombarola

    Mettendo da parte la componente narrativa, che del resto avremo il piacere di approfondire tra qualche settimana appena, è il rinnovato sistema di combattimento di Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream ad aver attirato la nostra attenzione. Abbandonando l'azione in tempo reale dei due Ryza in favore del classico sistema a turni, quello proposto dal sequel è in sostanza un ritorno alle origini, seppur con qualche interessante differenza rispetto al passato.

    Andiamo però con ordine, specificando innanzitutto che a questo giro di giostra non vi sarà alcuna transizione tra la fase esplorativa e le battaglie, il che dovrebbe alleggerire non poco le altrimenti tediose sessioni di grinding. A sconto cominciato, ad ogni modo, controlleremo un massimo di tre personaggi, poiché sebbene il sistema di combattimento ne preveda addirittura sei, tre di questi rimarranno costantemente nelle retrovie per supportare i membri titolari. Spendendo i TP accumulati vincendo le dispute coi mostri, infatti, i partner avranno non solo la facoltà di rimpiazzare in qualsiasi momento i compagni in prima linea attraverso la meccanica del Support Guard, ma il loro repentino intervento ridurrà sensibilmente i danni in entrata. A seconda della situazione, i TP potranno essere consumati anche per innescare le micidiali Azioni Doppie, ovvero degli assalti combinati che consentiranno a un titolare e alla riserva associata di attaccare all'unisono ed eseguire due skill diverse nello stesso turno.

    Con un po' di fantasia e una buona formazione, non è escluso che la suddetta meccanica non possa essere utilizzata per attaccare e curare simultaneamente o magari per sfruttare i vari punti deboli degli avversari (sempre indicati nell'angolo in alto a destra dello schermo), il che andrebbe a beneficio della già appetibile componente strategica della saga. A tal proposito non vediamo l'ora di scoprire tutte le abilità del cast, che essendo stato completamente rinnovato rappresenta al momento un'incognita affascinante.

    Come ipotizzato nella nostra precedente anteprima di Atelier Sophie 2, il nuovo titolo di Koei Tecmo Games e Gust ci catapulterà in mappe visibilmente più grandi di quelle che a suo tempo caratterizzavano il primo e l'ultimo episodio della "tetralogia Misteriosa". Escludendo il solo Atelier Firis, che dalla propria vantava una struttura open world, sia le mappe di Atelier Sophie che quelle di Atelier Lydie & Suelle erano piuttosto contenute, nonché suddivise in diverse zone. Realizzando mappe uniche e gigantesche, non solo il team ha valorizzato l'apprezzata scelta di rimuovere la transizione tra esplorazione e combattimenti, ma soprattutto ha ridotto all'osso i tempi di caricamento.

    Rispetto ai due Ryza, poi, abbiamo appreso che in Atelier Sophie 2 la raccolta degli oggetti non ci costringerà a cambiare continuamente strumento: con lo scettro della protagonista, quindi, avremo la facoltà di rompere tronchi, scuotere i cespugli e interagire con qualsiasi altro punto di raccolta individuato durante il cammino.

    Così facendo, siamo convinti che lo sviluppatore abbia minimizzato il rischio di non riuscire a trovare i materiali necessari, che in particolare in Atelier Ryza 2 era dannatamente elevato e frustrante, a causa della necessità di rimpiazzare gli utensili con strumenti di qualità sempre maggiore.

    Le regole dell'alchimia

    Passando infine all'alchimia, nel corso della nostra prova abbiamo appreso che in Atelier Sophie 2 sarà possibile apprendere nuove ricette attraverso le idee che la buffa protagonista avrà di volta in volta.

    Eseguire determinate azioni, come ad esempio raccogliere un materiale inconsueto o sconosciuto, ispirerà la fanciulla e la spingerà a mescolare nel proprio calderone degli oggetti apparentemente scollegati, ma in grado di sintetizzare qualcosa di unico e altrimenti inottenibile. Per questo motivo, il titolo di Gust vedrà il ritorno del cosiddetto ricettario, dove gli utenti troveranno un vero e proprio albero di ricette da seguire passo passo per sbloccare oggetti sempre più rari e particolari. Trattandosi di un sequel, all'inizio dell'avventura il livello di alchimia della graziosa Sophie sarà già a 50 (il cap raggiungibile nel primo gioco a lei dedicato), ciononostante questa avrà accesso solo ad alcune delle ricette apprese in precedenza, ovvero quelle relative agli oggetti ed equipaggiamenti di base.

    Una volta giunti in prossimità del calderone alchemico, sarà quindi imperativo riporvi i vari ingredienti, cercando costantemente di riempire quanti più spazi possibili sul Pannello della Sintetizzazione: in questo modo, non solo l'oggetto finale vanterà una qualità maggiore, ma acquisirà anche qualche effetto aggiuntivo.

    Prestando sempre la massima attenzione al posizionamento delle materie prime, Sophie potrà ad esempio sfornare armi e protezioni con statistiche elevate, e magari godere di ulteriori bonus e resistenze elementali. È un sistema sicuramente meno intuitivo di quello adottato in tempi recenti dai rivoluzionari capitoli di Atelier Ryza, ma non per questo meno efficace.

    Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream Le poche ore trascorse in compagnia di Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream hanno confermato grossomodo le nostre aspettative. Pur rinunciando a buona parte delle migliorie sfoggiate dai due Atelier Ryza, i ragazzi di Gust sembrano aver confezionato un episodio capace di amalgamare tradizione e innovazione. Anche grazie alla presenza di un cast totalmente rinnovato, la misteriosa trama del seguito si preannuncia invero più interessante di quanto avessimo ipotizzato, mentre le nuove meccaniche di lotta basate sulla cooperazione tra i membri del party potrebbero garantire un livello di strategia quasi paragonabile a quello del fenomenale Atelier Ryza 2. Appuntamento alla recensione finale per scoprire se la dolce Sophie riuscirà o meno a eguagliare i risultati conseguiti lo scorso anno dall’irresistibile Reisalin!

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