Balan Wonderworld: un nuovo platform 3D dagli autori di Sonic e Nights

Balan Wonderworld è il nuovo progetto della coppia formata da Yuji Naka e Naoto Oshima, universalmente noti come i creatori del velocissimo Sonic.

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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Quante volte vi è capitato di interessarvi a un nuovo titolo o addirittura di acquistarlo a occhi chiusi poiché sviluppato dal vostro studio preferito o da una vera e propria leggenda del medium? Sicuramente tante, e nel corso degli anni avrete di certo riportato almeno una volta una delusione inaspettata e cocente. È un po' quello che è capitato a chi vi scrive dopo l'annuncio di Balan Wonderworld, coloratissimo platform confezionato da Yuji Naka e Naoto Ohshima, ossia i creatori del riccio più famoso del mondo.

    Lo scorso luglio, la notizia che i due papà di Sonic avrebbero ripristinato il loro storico sodalizio per sviluppare un nuovo titolo sotto l'egida di Square Enix aveva infatti suscitato la curiosità della redazione, ma la demo di Balan Wonderworld che il publisher ci ha permesso di provare in anteprima su PlayStation 5 - e che sarà disponibile sui principali online store a partire dalla mezzanotte del 28 gennaio - ha mandato in frantumi l'idea iniziale che ci eravamo fatti del prodotto. In attesa che anche voi possiate scaricare la versione di prova e verificare personalmente i vari difetti che al momento affliggono l'ultima creatura di Naka e Ohshima, vi raccontiamo le nostre impressioni preliminari su un titolo che purtroppo si direbbe l'esatto opposto di quello che desideravamo.

    Alla ricerca dei cuori perduti

    Come sottolineato nella nostra precedente anteprima di Balan Wonderworld, i protagonisti della vicenda sanno i giovani Leo e Emma, ma diversamente da quanto pensavamo solo uno dei due personaggi comparirà durante la storia, a meno che questa non venga appunto affrontata in modalità multiplayer locale.

    Difatti, dopo aver avviato la demo, il gioco ci ha costretti a scegliere se impersonare il protagonista maschile o quello femminile, proponendocene al contempo una manciata di varianti legate al colore dei capelli, degli occhi o della pelle. A selezione effettuata, il personaggio - che almeno nei primi minuti ci è apparso ancora una volta disilluso e "spento" - si è introdotto quasi subito nell'appariscente teatro in cui risiede l'enigmatica figura del Maestro Balan: una bizzarra creatura dotata di straordinarie capacità fisiche e magiche, di cui al momento ignoriamo del tutto le origini. Caratterizzato da una personalità espansiva e da un sorriso smagliante, il buffo individuo ha quindi esaminato attentamente il nostro avatar, allo scopo di individuare la causa delle sue evidenti sofferenze e verificare che il suo cuore fosse al proprio posto. Una singolare verifica che, a quanto pare, ha dato un esito negativo, spingendo il Maestro Balan a trascinare il giovane ospite nell'affascinante Wonderworld: un diverso piano della realtà in cui è possibile ripristinare i cuori in frantumi delle persone che, per un motivo o per un altro, hanno da tempo perduto l'allegria o comunque un prezioso tassello del proprio ego.

    Come spiegatoci dai publisher, Balan Wonderworld è suddiviso in 12 capitoli, ognuno dei quali è rappresentato da un mondo a sua volta costituito da un certo numero di livelli (che in questo caso prendono il nome di Atti). All'interno di ciascuno stage sono poi nascoste le statuette d'oro di Balan, il cui recupero è essenziale per poter sbloccare nuovi capitoli, affrontare di volta in volta i boss e rivelare i cosiddetti "mondi interiori" degli altri personaggi.

    Come in qualsiasi platform che si rispetti, il compito del giocatore è insomma quello di farsi strada attraverso i vari livelli, raccogliere quanti più collezionabili possibili e impartire una bella lezione alle malvagie creature poste a difesa dei cristalli a forma di cuore in cui sono stati imprigionati i sentimenti degli esseri umani sofferenti.

    Primi passi nel Wonderworld

    Se sul piano narrativo Balan Wonderworld è tutto sommato intrigante, lo stesso non si può dire per la componente ludica e tecnica, che sin dai primi minuti ci ha fatto storcere sempre più il naso. Non a caso, la breve sequenza ammirata una volta giunti sulla cosiddetta Isola di Tim - che funge da HUB all'interno del Wonderworld - ha immediatamente prestato il fianco al fastidioso effetto stuttering, che allo stato attuale sembra affliggere soltanto la vegetazione.

    Un inizio tutt'altro che promettente, che col passare dei secondi ha posto sotto i riflettori delle criticità insospettabili e non trascurabili. Partiamo innanzitutto dall'effetto à la Inception che caratterizza gli stage e che al passaggio del giocatore fa sì che il mondo di gioco si pieghi su sé stesso: un'idea che in rarissimi casi ha persino un'utilità ludica, ma che il più delle volte è una semplice soluzione scenica che, per usare un eufemismo, ci è parsa antiestetica. In quei frangenti, le texture appaiono difatti esageratamente sbiadite e per di più sono soggette a un grave problema di rendering, gettando del tutto alle ortiche l'altrimenti piacevole impatto scenico del prodotto.

    Non per nulla i livelli sono molto carini e colorati, e sebbene non raggiungano l'estro di Crash Bandicoot 4 (spulciate la nostra recensione di Crash Bandicoot 4 It's About Time per scoprire le meraviglie compiute dai ragazzi di Toys for Bob) o di Super Mario Odyssey, ogni singolo stage è riuscito a catturare la nostra attenzione con elementi assai inusuali, tanti collezionabili nascosti e addirittura dei sentieri alternativi. Non solo i livelli di Balan Wonderworld non risultano assolutamente lineari, ma vi sono vari modi per giungere alla conclusione, a seconda dei costumi utilizzati dal giocatore e dei singolari poteri che questi dispongono.

    La raccolta totale dei collezionabili disseminati in uno stage, insomma, è un'operazione ben più complessa di quanto si possa pensare, in quanto comporta non solo una certa dose di backtracking, ma soprattutto costringe a visitare i livelli già completati dopo aver recuperato i costumi nascosti negli Atti successivi.

    Un'attività che dovrebbe estendere di parecchie ore la longevità complessiva del gioco, ma che non siamo certi riuscirà a incontrare le simpatie degli utenti, in quanto il gameplay del titolo Square Enix è talmente legnoso e limitante che dopo aver portato a termine uno stage difficilmente vorrete ripeterlo ancora e ancora, indipendentemente dal numero di collezionabili ancora dispersi.

    Power-up inconcludenti

    Anche volendo soprassedere sui movimenti assai lenti e ingessati dell'avatar, la più grande lacuna di Balan Wonderworld va ricercata nella pessima gestione dei costumi e nelle loro compromettenti limitazioni. Come vi abbiamo raccontato già in passato su queste pagine, il platform confezionato dai creatori di Sonic includerà la bellezza di 80 costumi diversi, i quali conferiranno ai protagonisti altrettanti power-up unici.

    Un numero sorprendente, che nei mesi passati ha pertanto solleticato la nostra curiosità e fantasia, spingendoci inevitabilmente a ipotizzare l'introduzione dei superpoteri più estrosi e impossibili. Durante la nostra prova abbiamo potuto provarne soltanto dieci, scoprendo che alcuni costumi dispongono di abilità utili soltanto in battaglia, mentre altri sono indispensabili per poter interagire con l'ambiente.

    Per esempio, il Viverde, un costume che dona al protagonista l'aspetto di un grazioso draghetto sputafuoco, può sputare singole palle di fuoco o caricare una potente raffica di famme; il buffo Ing. Ranaggio, che come suggerito dal nome è basato su un ingranaggio, conferisce al giocatore la capacità di utilizzare la ruota dentata collocata sulla pancia per attivare interruttori e macchinari fermi, così da sbloccare scale o sentieri altrimenti inaccessibili.

    Il problema è che la maggior parte di questi dispongono di un'unica funzione e che troppo spesso sono privi del salto, senza la quale è pressoché impossibile completare un livello. Come se non bastasse, il giocatore può portarne con sé soltanto tre, mentre gli altri finiscono in automatico in un apposito camerino che può essere aperto solo in alcuni punti dei vari stage. In un altro contesto il limite massimo di tre costumi avrebbe anche potuto funzionare, ma se teniamo presente che un utente intenzionato a non rimanere bloccato è costantemente obbligato a portare con sé almeno uno dei pochi abiti dotati del salto (come lo Zampanguro o il Nubeeeh), più un costume adatto alla mischia (molto utili Zuccboxer e Ululinello), la straordinaria varietà tanto decantata dai creatori di Balan Wonderworld finisce inevitabilmente per perdere il proprio fascino.

    Anche perché non solo vi è un gap incolmabile fra i costumi in grado di saltare e quelli bloccati a terra (che a conti fatti tornano utili tanto quanto un blocco di cemento in mezzo all'oceano), ma questi, una volta acquisiti, non entrano nemmeno in via definitiva nell'armadio del giocatore. Dal momento che l'avatar non dispone di una barra della vita, i colpi dei nemici non fanno altro che distruggere il costume di turno, favorendo l'insorgere di irritanti situazioni in cui all'utente rimangono soltanto degli abiti che non offrono alcun vantaggio bellico.

    Situazioni che, come sottolineato poc'anzi, precludono l'avanzamento, e che a conti fatti lo sviluppatore potrebbe scongiurare almeno in parte conferendo l'irrinunciabile abilità del salto a tutti i costumi che ancora ne sono sprovvisti.

    Se allo scenario dipinto finora aggiungiamo infine che il passaggio da un costume all'altro non è immediato come si potrebbe pensare, ma richiede un paio di secondi in cui il personaggio sfugge del tutto al controllo dell'utente, prestando per giunta il fianco agli attacchi dei nemici, e che la distruzione di un determinato abito costringe a ripetere i vecchi livelli per recuperare il vestiario perduto, Balan Wonderworld si mostra per quello che realmente è: un gioco dal grande potenziale ancora inespresso, che nonostante le tante idee carine e sfiziose al proprio arco, allo stato attuale non riesce a incoccarne nemmeno una.

    Balan Wonderworld Dal momento che la data di uscita di Balan Wonderworld è quasi dietro l’angolo, non possiamo prevedere se e quanto il team di sviluppo riuscirà a intervenire sul prodotto. Il publisher aveva svelato che il proprio obietto era quello di "dare vita a storie impareggiabili e realizzare i migliori giochi di platform”. Poiché il titolo ha comunque del potenziale, il nostro sincero augurio è che Square Enix decida di posticiparne il lancio di qualche mese, in modo tale da consentire a Yuji Naka e Naoto Ohshima il tempo necessario per apportare i dovuti accorgimenti alla loro creatura e trasformarla per davvero nello spettacolo incredibile che speriamo possa diventare grazie ai feedback della demo.

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