Batora Lost Haven: eroe per caso tra il sole e la luna

Abbiamo messo le mani su una versione di prova aggiornata di Batora Lost Haven, che ci ha permesso di esplorare ben due pianeti.

Batora Lost Haven
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • I progetti interessanti a firma di team italiani con caratteristiche tali da garantirne un successo capace di varcare i confini del nostro paese iniziano a concretizzarsi e, a poche settimane dall'arrivo dell'Early Access di Alaloth: Champions of The Four Kingdoms, e in attesa dell'arrivo di Soulstice (qui la nostra anteprima di Soulstice), abbiamo potuto giocare a Batora Lost Haven, altro prodotto di prossima uscita che sembra promettere altrettanto bene. Abbiamo messo le mani su una versione aggiornata della demo di qualche mese fa, che include un pianeta aggiuntivo e altre novità di non poco conto legate al combat system.

    Eroe per caso

    La demo che Stormind Games ci ha fornito per il test non racchiude una fase avanzata del gioco, ma permette di vivere la storia di Batora Lost Haven sin dal principio. Nell'avventura dobbiamo vestire i panni di Avril, in apparenza una semplice ragazza che sopravvive su un pianeta Terra ormai all'orlo del collasso per via di una catastrofe.

    La vita della protagonista, però, prende una piega completamente diversa nel corso di una delle sue scorribande nel sottosuolo di Londra, poiché entra in contatto con un manufatto alieno che la trasforma in una sorta di supereroina dai poteri incredibili, al punto tale da permetterle, in potenza, di salvare l'intero universo dalla sua imminente fine. È così che l'adolescente intraprenderà un lungo viaggio attraverso svariati pianeti, che non solo dovrebbe condurla verso il suo obiettivo, ma anche e soprattutto contribuire alla sua crescita personale. Non a caso il gioco propone un discreto quantitativo di scelte morali che, in maniera più o meno importante, hanno delle conseguenze sulle successive fasi della trama. Almeno nella porzione di gioco che abbiamo completato, si è trattato di scegliere tra quello che avrebbe fatto una semplice ragazzina e l'azione che avrebbe compiuto un valoroso supereroe, con una grande attenzione verso i più deboli. In ogni caso il tipo di decisione viene evidenziato da un colore diverso e, per quel poco che abbiamo potuto vedere, sembrerebbe che proseguire in una direzione o nell'altra possa condurre a delle conseguenze talvolta importanti sul breve termine.

    Ci siamo trovati a operare delle scelte difficili, il cui esito ha avuto riflessi nelle sequenze di gioco successive, ma è difficile comprendere al momento quanto il sistema di moralità possa incidere sulla trama nel suo complesso. A supportare questa meccanica di gioco troviamo anche dialoghi interessanti, credibili e conditi spesso e volentieri da battute che nascono dal contatto tra una ‘normale' adolescente e civiltà aliene con culture e usanze completamente diverse.

    Il Sole e la Luna

    La dualità è un tema centrale in Batora Lost Haven e non è legata esclusivamente ai comportamenti di Avril. A fare da guida alla ragazza sono il Sole e la Luna, due entità che hanno trasferito nella giovane guerriera una serie di poteri diametralmente opposti tra loro, che è possibile alternare durante qualsiasi fase del gameplay.

    Da una parte abbiamo la Forma Fisica, caratterizzata dal colore arancione e dal focus sugli attacchi corpo a corpo tramite l'ausilio di uno spadone, dall'altra troviamo invece la Forma Mentale, che trasforma Avril in una sorta di spirito viola le cui abilità si concentrano sui colpi a distanza. Se pensate che i due assetti offensivi siano semplicemente delle modalità di attacco, sappiate che non è così: in maniera molto simile a quanto visto in Ikaruga, l'utilizzo di una o dell'altra deve variare a seconda della colorazione del nemico che stiamo affrontando, altrimenti gli attacchi avranno un effetto irrisorio sulla barra della salute del bersaglio.

    Parlando del combat system in maniera più concreta, ci troviamo di fronte a un action RPG con visuale isometrica che strizza l'occhio ai twin stick shooter, visto che la telecamera è fissa e l'analogico destro può essere impiegato per l'esecuzione di alcuni attacchi semplici. Oltre a un moveset unico, le due forme dispongono anche di una propria barra della salute e di abilità attive che permettono di eliminare agilmente ogni minaccia, sebbene non tutte quelle che abbiamo avuto modo di testare ci abbiano convinto pienamente.

    Mentre la schivata e alcune mosse - come l'utilissima girandola con la spada - ci sono sembrate divertenti e di facile utilizzo, ve ne sono altre che al momento riteniamo più macchinose. Ci riferiamo a tutti quegli attacchi che prevedono il posizionamento di un cursore in prossimità del luogo da colpire: in questi casi l'azione da compiere è scomoda e spesso il personaggio si incastra o non agisce come vorremmo. Si tratta questa dell'unica vera pecca di un combat system che, pur non essendo particolarmente ambizioso e bilanciato (la Forma Mentale è molto più semplice da usare), risulta essere immediato e convincente. Ad averci divertito sono stati anche i tre boss che abbiamo affrontato, che sfruttano a loro volta la meccanica della doppia forma e costringono il giocatore a trasformarsi costantemente per infliggere danno e azzerare l'indicatore della salute della mostruosità aliena di turno. L'unica problematica di questi scontri è da ricercarsi, almeno allo stato attuale, nel livello di sfida: i picchi di difficoltà che si raggiungono nelle battaglie coi nemici più potenti stridono con il resto del gioco, che invece scorre via senza problemi.

    L'aspetto di Batora Lost Haven che ci ha convinto un po' meno rispetto al combat system è il sistema di progressione della protagonista, inclusi gli strumenti di cui il giocatore dispone per migliorare l'efficacia di Avril sul campo. L'esperienza infatti ripudia qualsiasi tipo di loot e l'unico modo per rendere più forte la ragazza è l'utilizzo delle Rune, pietre magiche che possono alterare le abilità o migliorare le statistiche.

    Non vogliamo entrare nel dettaglio sul bilanciamento di questi oggetti poiché si tratta di una componente ancora in divenire, ma dobbiamo evidenziare che tale sistema, almeno per quanto concerne la sezione da noi provata, fallisce nel trasmettere al giocatore la sensazione che i poteri dell'eroina stiano effettivamente crescendo. A funzionare è invece la gestione degli slot per le Rune, poiché ve ne sono di tre tipi diversi e il loro numero aumenta in base alla natura delle scelte morali fatte lungo il percorso.

    Un tocco di Zelda

    Tra una battaglia e l'altra, in Batora Lost Haven si trascorre anche del tempo a esplorare piccole mappe liberamente navigabili e prive di elementi procedurali. Purtroppo, però, queste fasi ci sono parse poco stimolanti per via dell'assenza di attività secondarie: tutto si traduce nel ritrovamento di forzieri nascosti e nella distruzione di cristalli uguali tra loro, utili per recuperare qualche risorsa legata all'acquisto di nuove Rune presso i mercanti.

    Da questo punto di vista, il titolo sembra dare poco margine di libertà, poiché il giocatore è obbligato a procedere con la main quest senza che vi sia un motivo concreto per prendersi una pausa e andare in giro per il pianeta. Per fortuna non ci sono solo i momenti di esplorazione a spezzare l'azione e, a tal proposito, Stormind Games ha pensato bene di alternare i combattimenti a una serie di puzzle molto riusciti. Il team sembra essersi ispirato a The Legend of Zelda Breath of the Wild (a tal proposito, ecco la nostra recensione di The Legend of Zelda Breath of the Wild) nella creazione degli enigmi. Sia chiaro, non stiamo affermando che questa componente di Batora sia un ‘plagio' dell'esclusiva Nintendo: i puzzle proposti sono originali e non scadono mai nel cervellotico, rendendo l'esperienza di gioco fluida e priva di intoppi.

    Certo, bisognerà valutare il prodotto nel suo insieme e scoprire fin dove si spingeranno gli enigmi più avanzati, ma la porzione dell'avventura da noi provata ha messo in evidenza una sapiente integrazione delle forme della protagonista sia sul fronte dello spostamento tra le piattaforme, che per quanto concerne il posizionamento di oggetti e non solo.

    Una presentazione visiva colorata

    Sia graficamente che per direzione artistica, Batora Lost Haven è in una sorta di limbo. Si limita a proporre un immaginario composto da creature aliene e pianeti belli da vedere ma forse privi di quel guizzo particolare che possa renderli davvero memorabili. La stessa protagonista sfoggia un design abbastanza anonimo, soprattutto se si considera che il suo aspetto resta uguale per l'intero arco dell'avventura e non può essere modificato in alcun modo a causa dell'assenza di equipaggiamento.

    I modelli che animano gli scenari, tutti molto colorati, sono caratterizzati da uno stile quasi cartoonesco e quindi privi di una mole eccessiva di dettagli, a vantaggio dell'ottenimento di buone prestazioni anche su PC di fascia media (segnaliamo inoltre la presenza del DLSS per gli utilizzatori di GPU NVIDIA). Insomma, Batora Lost Haven è un prodotto che si basa su delle buone idee ma che attualmente sembra vivere di alti e bassi. In ogni caso, vogliamo specificarlo nuovamente, il nostro giudizio è relativo a una piccola porzione dell'avventura di Avril e per avere un'idea più concreta del gioco sarà necessario attendere l'autunno del 2022, quando potremo vivere il viaggio partorito da Stormind Games in forma completa.

    Quanto attendi: Batora Lost Haven

    Hype
    Hype totali: 12
    75%
    nd